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Vittime in passato, alleati per il futuro: Onna ricostruita dai Tedeschi

I terremotati di Onna
L’esercito tedesco era in fuga dall’Abruzzo, nel giugno del 1944: a Onna, una paese a pochi chilometri dall’Aquila, i soldati uccisero una ragazza che li aveva accusati di aver rubato un cavallo. Ma si spinsero ben oltre. Rastrellarono trenta persone per l’uccisione di un loro commilitone: sedici furono fucilate in un edificio, poi distrutto con la dinamite. In seguito, le truppe demolirono con l’esplosivo altre dieci abitazioni per ritorsione.
Sono passati quasi 65 anni dalla strage: anni in cui la Germania ha affrontato senza ipocrisie la memoria del nazismo. Nella puntata di Porta a Porta dopo il terremoto del 6 aprile, Bruno Vespa ricorda che Onna è stata “colpita due volte”: dal sisma e dalla strage nazista. Uno degli spettatori era l’ambasciatore tedesco in Italia, Michael Steiner: “Ho pensato che, però, la tragedia poteva essere un’opportunità per trasformare il male del passato in un bene per il futuro”. Inizia una campagna per raccogliere fondi da destinare al paese abruzzese.

La risposta dalla Germania non si fa attendere. Anzi, la solidarietà si allarga a macchia d’olio. Il governo di Berlino ricostruirà e restaurerà la chiesa di Onna. Se da un lato la Volkswagen ha promesso di inviare un milione di euro per la ricostruzione, dall’altro banche e assicurazioni tedesche si sono già impegnate a finanziare ulteriori interventi. È una lunga lista a cui si uniscono Mercedes e la Camera di commercio italo-tedesca. Da tempo, inoltre, è arrivato in Abruzzo un gruppo di volontari della Protezione civile di Berlino (Thw) che ha contribuito ai soccorsi. L’attenzione per Onna, infatti, è costante: il 25 maggio Stainer, visiterà il paese abruzzese con la moglie del ministro per l’economia e la tecnologia, Karl Guttenberg. E l’undici giugno, anniversario della strage, sarà organizzata una festa nella casa dell’ambasciatore a Roma.

Ma la solidarietà spontanea dei tedeschi è partita subito dopo il terremoto. Tina Trippens era in Abruzzo con la famiglia durante il sisma del sei aprile: ha descritto lo scenario lunare all’indomani delle scosse e poi ha inviato subito un appello attraverso internet con Xing, un social network tedesco simile a Facebook, indicando i numeri di conti corrente per le donazioni alla Croce Rossa. Oppure, la città di Rottweil, gemellata con L’Aquila, ha lanciato subito una raccolta fondi da inviare verso le zone colpite dal sisma. Oggi un gruppo pop di giovani italiani, “I dolci signori”, organizza in Germania un concerto di beneficenza, Abruzzo Hilfe: per ogni biglietto venduto, dieci euro arriveranno in Abruzzo.
Il cortometraggio “Onna 44″ racconta la strage nazista. Di seguito potete vedere il trailer e immagini dal backstege

Il trailer


Il backstage

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Berlusconi progetta la rinascita dell’Abruzzo: “Case per 13mila persone, pronte a novembre”

Il progetto per la rinascita dell’Abruzzo è già chiaro. “Entro 6 mesi verranno costruite delle case per 13 mila persone. Saranno spostate dalle tende perché non vogliamo le baraccopoli”  afferma il premier Silvio Berlusconi, parlando dei provvedimenti per i terremotati dell’Abruzzo davanti all’assemblea dell’Ance. “Queste case” prosegue il Cavaliere “verranno costruite su 14-20 aree abitative nel verde”. Poi aggiunge: “Una volta che le case saranno ricostruite, i moduli abitativi diventeranno i nuovi campus universitari in modo tale che gli studenti avranno a disposizione non una stanza, ma un vero e proprio appartamento”.
“Credo che degli 8,7 miliardi stanziati per l’Abruzzo più di 7 siano da spendere nel campo delle costruzioni e dell’edilizia in generale”, precisa il presidente del Consiglio. “Stiamo anche lavorando affinché ci possa essere un intervento sul nostro patto di stabilità” aggiunge “per quanto riguarda i comuni, per far destinare i risparmi all’edilizia”. Poi il premier aggiunge: “Lo stato interverrà per le abitazioni ricostruendo il 100% di ciò che la forza della natura ha tolto”.

Secondo la Ragioneria generale dello Stato, i 3,1 miliardi di euro previsti dal decreto ‘terremoto’ per la ricostruzione degli immobili danneggiati o distrutti dal sisma sono sufficienti, anche se dall’iniziale previsione di contributi massimi di 150.000 euro si provvederà alla copertura del 100 per cento del danno subito. Il fondo originariamente basta perché, spiega la Ragioneria Generale dello Stato, “il numero degli immobili da ricostruire è inferiore alle stime iniziali” e il costo per gli interventi di riparazione “sarà in molti casi inferiore alla quota di 150.000 euro”. E, quindi, sarà possibile una “ridistribuzione del fondo” già previsto.
In base ai primi dati, le case inagibili al termine delle verifiche saranno pari al 32 per cento del totale, vale a dire 21.773 su 72mila unità. Quelle danneggiate saranno invece 11.839. In totale le unità immobiliari inagibili ammonteranno, al termine delle verifiche, a 23.040, ma di queste 1.267 non sono a uso abitativo. Quelle danneggiate saranno pari a 12.528 (il 17,4% del totale), di cui a uso non abitativo sono 689.

Ripartire dopo il terremoto: il contributo sale al 100% per i costi delle prime case

il recupero dei tesori religiosi e degli oggetti personali

Il contributo per la ricostruzione e la riparazione delle case demolite dal terremoto coprirà per intero le spese necessarie. E’ quanto stabilisce un emendamento del governo al decreto legge per l’Abruzzo. “Il contributo di cui alla presente lettera è determinato in ogni caso in modo tale” si legge nel testo “da coprire integralmente le spese occorrenti per la riparazione, la ricostruzione o l’acquisto di un alloggio equivalente”.
Il governo ha presentato, in commissione Ambiente al Senato, un pacchetto di emendamenti al decreto legge per l’emergenza del terremoto. Le proposte di modifica a firma dell’esecutivo dovrebbero essere nove. La concessione dei contributi, anche “con le modalità del credito d’imposta e di finanziamenti agevolati garantiti dallo Stato”, è prevista per “la ricostruzione o riparazione di immobili adibiti ad abitazione considerata principale” si legge nel testo dell’emendamento, che in questa parte ricalca la versione originale del decreto legge “distrutti, dichiarati inagibili o danneggiati ovvero per l’acquisto di nuove abitazioni sostitutive dell’abitazione principale distrutta”.

Sul fonte giudiziario, nel mirino della Procura della Repubblica dell’Aquila, che indaga sulle responsabilità dei crolli e delle morti per il terremoto, figurano circa 80 persone - tra costruttori, progettisti, esecutori dei lavori e pubblici funzionari - che hanno concesso le autorizzazioni a costruire. Si tratta di coloro che compaiono nelle storie dei circa 150 edifici crollati, in molti dei quali ci sono state vittime. Ma anche se - come ha sottolineato ancora una volta il procuratore della repubblica, Alfredo Rossini - le indagini vanno avanti molto speditamente, la chiusura delle indagini preliminari non ci sarà prima del prossimo settembre, a causa della sospensione delle attività che ci sarà per un mese e mezzo dal primo agosto prossimo, ma il procuratore non ha escluso che prima ci sarà qualche interrogatorio. Oggi non ci sono stati sopralluoghi né audizioni di testimoni, ma sono state esaminate le carte. In particolare, è stata approfondita la questione dell’ospedale San Salvatore, dove sono tornati magistrati e tecnici, al fine di dissequestrare altri pezzi e favorire interventi di messa a norma. Inoltre, gli uomini della polizia giudiziaria hanno sequestrato altre schede di palazzi pubblici e privati, ossia screening sulla storia, la stabilità e gli interventi da fare.

Risorgere dal terremoto: l’Aquila tornerà a volare col commercio

La Prefettura de L'Aquila

“L’Aquila non deve avere paura di volare”. E per dare segnali di vita si pensa a percorsi pedonali protetti e obbligati per consentire la ripresa di un po’ di commercio nel centro storico. Il progetto (e lo slogan) non arriva da un aquilano purosangue, ma da un torinese, l’architetto Maurizio Galletti, soprintendente ai beni architettonici dell’Abruzzo. “Entro l’estate” spiega “dobbiamo ultimare con Protezione civile e vigili del fuoco la messa in sicurezza di un centro storico di fatto inagibile, poi il commercio deve ripartire”.
Idea condivisa dal sindaco, Massimo Cialente (Pd), che aggiunge: “Il mio impegno è di restaurare subito con regole antisismiche alcuni edifici strategici centrali e simbolici, a cominciare dalla scuola elementare De Amicis, oltre a Palazzo Margherita, sede del comune”.
E mentre non cala la protesta perché i finanziamenti stanziati sarebbero insufficienti, Antonio D’Alì (del Pdl), presidente della commissione Ambiente del Senato che sta esaminando il decreto legge sul sisma, predica cautela: “Solo a sopralluoghi ultimati sapremo quanti edifici saranno da ricostruire o restaurare. Certo però dovremo finanziare il 100 per cento dei costi di ricostruzione delle abitazioni, con la garanzia di perizie certe”. Finora sono stati effettuati circa 25 mila sopralluoghi e il 53,1 per cento delle abitazioni è risultato agibile.

Il VIDEO servizio:

Abruzzo, i blogger protestano, organizzano gli aiuti e lanciano appelli

Il Papa in visita a L'Aquila
“Alle 3.32 di trenta giorni fa la vita di molti abruzzesi è cambiata. Alcuni di loro non ci sono più, molti altri hanno visto la loro vita stravolta, privata degli affetti e delle proprie case. Ad un mese dal sisma, in Abruzzo è sempre emergenza”: è l’opinione cruda e precisa di un blogger che riflette sulle conseguenze del disastro di trenta giorni fa.

I soccorsi sono stati rapidi, ma la vita in una situazione di continua precarietà resta difficile. La casa e il ritorno alla normalità sono all’orizzonte, nei desideri e nelle notti di chi è sopravvissuto al disastro e non ha ancora riavuto un’esistenza normale. Qualcuno pensa di organizzarsi per far sentire la sua voce. Perché qualche disagio di troppo c’è, come racconta un altro blogger: “Dal primo maggio la società Strada dei Parchi (che gestisce due autostrade che praticamente collegano mezzo Abruzzo) ha ridotto l’area di esenzione del pedaggio e quindi 30 mila terremotati che si recano all’Aquila dalla costa, o fanno il tragitto inverso, pagano”.
E cosa dicono su Facebook? Come nei primi giorni dopo il terremoto, il social network sembra soprattutto uno spazio per lanciare appelli, esprimere solidarietà e organizzare iniziative. Scrive una bibliotecaria dell’Aquila in una bacheca: “Sto raccogliendo libri da portare nelle tendopoli. Potete aiutarmi?”. Altri invece tifano per la rinascita della città colpita dal sisma: “Forza Aquila ritorna a volare”.

Così attraverso blog e forum i terremotati mostrano all’Italia e al mondo come vivono a un mese dal sisma: accanto ai giornalisti, gli abitanti dell’Abruzzo tengono viva l’attenzione pubblica sulle loro città e sui loro paesi. Perché con internet hanno più voce. Come ha rivelato l’esperienza dei sopravvissuti all’uragano Katrina che nel 2005 ha sommerso New Orleans: dopo il ritorno in città, gli abitanti di alcuni quartieri hanno monitorato l’impiego dei fondi per la ricostruzione, segnalando gli interventi nelle strade e sugli edifici. I giornali locali hanno seguito con attenzione i disagi dopo l’inondazione, raccogliendo le segnalazioni dei lettori. Ma non è stato sufficiente. A quasi quattro anni dall’uragano, New Orleans è diventata la città più violenta degli Stati Uniti, superando Detroit nella classifica nazionale della criminalità.

Il Papa in Abruzzo: “Ora case solide, anche per rispetto ai morti”

Papa in Abruzzo

“Sono venuto di persona in questa vostra terra splendida e ferita, che sta vivendo giorni di grande dolore e precarietà”, “vi sono stato accanto fin dal primo momento”, “ho seguito con apprensione le notizie condividendo il vostro sgomento e le vostre lacrime”. Parole non convenzionali del Papa, nel suo primo incontro con i terremotati nella tendopoli di Onna, sotto una pioggia battente. Un abbraccio alla popolazione colpita dal terremoto del 6 aprile, l’impegno della Chiesa a non lasciare solo nessuno nella ricostruzione e la richiesta di fare ora “case solide”, anche per rispetto ai morti. È iniziata sotto la pioggia la visita di Benedetto XVI in Abruzzo, maltempo che ha costretto il Papa a rinunciare all’ultimo minuto all’elicottero e a raggiungere le località devastate dal sisma in auto, con uno slittamento di un’ora nel programma. Prima tappa Onna, il paesino di 300 persone che ha avuto 40 vittime: il papa ha prima rivolto un saluto agli sfollati della tendopoli e poi fatto un breve giro con un’auto guidata dal capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso. Con Benedetto XVI c’erano anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, che lo ha accompagnato fin da Roma, l’arcivescovo dell’Aquila, Giuseppe Molinari e il giornalista abruzzese Bruno Vespa. “Vorrei abbracciarvi con affetto ad uno ad uno… Ho ammirato il coraggio, la dignità e la fede con cui avete affrontato anche questa dura prova, manifestando grande volontà di non cedere alle avversità”, ha detto Benedetto XVI alla tendopoli di Onna, incoraggiando anche le istituzioni e le imprese a ben operare per la ricostruzione.
Dopo Onna, il Papa ha raggiunto la basilica di Collemaggio dove ha pregato davanti alle spoglie di Celestino V, in uno scenario surreale, con il tetto della chiesa crollata e i pilastri rimasti in piedi rinforzati e imbragati. Benedetto XVI, sempre protetto a vista dai vigili del fuoco, ha deposto il suo pallio (la stola che gli è stata data il giorno di inizio del suo pontificato) sulla teca che contiene i resti di Celestino.
Momento toccante della visita è stato l’incontro con i ragazzi sopravvissuti al crollo della casa dello studente, dove sono deceduti 8 giovani. Il papa, particolarmente commosso, si è soffermato a parlare con alcuni di loro e poi ha osservato lungamente quello che resta dell’edificio, sventrato a metà dal sisma. Ultima tappa del visita di Benedetto XVI a Coppito, nella caserma della Guardia di Finanza, dove ha incontrato le autorità civili e religiose e centinaia di persone, tra sfollati e volontari.

Il VIDEO servizio:

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Rai, terremoto ad Annozero: sospeso Vauro, riequilibrio per Santoro

Vauro-lapresse

Un immediato riequilibrio relativo ai servizi andati in onda dall’Abruzzo giovedì scorso e la sospensione del vignettista Vauro, per il disegno dedicato all’aumento delle cubature dei cimiteri per accogliere le vittime del sisma: si concretizza in questi termini l’intervento del vertice della Rai nei confronti di Michele Santoro, dopo la contestata puntata di Annozero sul terremoto.
La vicenda sarà comunque all’attenzione del cda, previsto il 22 aprile. Dopo le critiche del presidente della Camera Gianfranco Fini e del premier Silvio Berlusconi, il direttore generale di Viale Mazzini, Mauro Masi, e il presidente, Paolo Garimberti, avevano immediatamente espresso solidarietà alla protezione civile - finita nel mirino di Annozero per la mancata pianificazione dell’intervento sul territorio - e attivato un’istruttoria per valutare le eventuali violazioni delle normative e dei regolamenti aziendali. Nel pomeriggio c’era stato un primo incontro - aggiornato a questa mattina - al quale - oltre a Masi e Garimberti - avevano partecipato anche il vice dg Giancarlo Leone, il responsabile Risorse artistiche Lorenza Lei e i rappresentanti dell’ufficio legale.
“Il direttore generale, Mauro Masi, con tutte le strutture aziendali competenti” spiega la nota diffusa oggi da Viale Mazzini “ha esaminato alla luce delle normative di legge vigenti e i regolamenti aziendali la puntata di giovedì scorso di Annozero. Fatte salve le valutazioni di competenza del cda, il direttore generale ha inviato a Michele Santoro e ai direttori del Tg3, Antonio Di Bella (testata sotto la quale è ricondotto Annozero in periodo di par condicio, ndr) e di Raidue, Antonio Marano, una lettera sulla necessità che sin dalla prossima puntata siano attivati i necessari e doverosi riequilibri informativi specificatamente in ordine ai servizi andati in onda dall’Abruzzo. Non sono stati invece ravvisati sostanziali elementi di squilibrio nel dibattito svolto in studio nel corso della trasmissione”.
Sempre in relazione alla puntata di giovedì scorso “è stata invece valutata gravemente lesiva dei sentimenti di pietà dei defunti e in contrasto con i doveri e la missione del servizio pubblico la vignetta di Vauro Senesi Aumento delle cubature. Dei cimiteri. Il direttore generale ha quindi comunicato ai direttori Antonio Di Bella e Antonio Marano e allo stesso Senesi che la Rai in via cautelativa e da subito non intende avvalersi delle prestazioni dello stesso Vauro Senesi”.

Il VIDEO con le vignette di Vauro nella puntata del 09/04/2009 di Annozero


La VIDEOINTERVISTA di Alberto Roveri a Vauro sul valore della satira oggi:

Berlusconi: “Tre mie case agli sfollati”

L'Aquila: il giorno del lutto

Sale ancora il numero dei morti nel sisma in Abruzzo e arriva a 293 vittime. Inoltre risultano ancora una decina di dispersi. La terra non dà tregua, continua a tremare: alle 21.38 di giovedì c’è stata una scossa di 4,9 gradi Richter, cui sono seguite altre scosse ieri poco prima delle 5.30 (magnitudo 3,7), alle 8.41 (3) e alle 13.53 (3,1). Altre ancora sono state avvertite questa mattina presto. Dal governo arriva anche un bilancio aggiornato sul numero degli sfollati: sono quasi 39.500, 24.138 sono nelle tende; 15.350 sulla costa in 139 hotel e in 1.680 abitazioni private.

“È il giorno della commozione” ha detto ieri Silvio Berlusconi, tornando a parlare, come aveva fatto giovedì, di un “dolore lancinante”. Il premier ha partecipato ai funerali di Stato, nel cortile della scuola della Guardia di finanza a Coppito, subito fuori L’Aquila. Si è commosso più volte, abbracciando i familiari delle vittime. “È stato un dolore, una cosa lancinante e lacerante”, ha detto. “Tutte le storie che mi sono venute addosso sono state drammatiche e la sfilata di bare uno spettacolo terribile. Lo dico anche da padre che capisce che dolore può essere la perdita di un figlio. È una cosa che non dimenticherò mai”. Non solo: “L’ho promesso sulle bare” ha aggiunto, “non lasceremo sola questa regione”.

Concretamente, ha promesso che gli sfollati avranno al più presto sistemazioni più confortevoli, mettendo a disposizione anche le sue proprietà: “Già molte persone hanno offerto le proprie case per aiutare gli sfollati del terremoto, e anche io farò quello che potrò offrendo delle mie case. Il governo farà di tutto per allocare in situazioni degne le persone senza tenerle in tende o costruendo baraccopoli o roulotte che sono cose precarie e drammatiche per i cittadini, i giovani e gli anziani. Le sistemazioni in albergo che stiamo organizzando sono una sistemazione degna, niente a che vedere con le tende”. In serata il premier ha precisato di avere messo a disposizione della protezione civile “tre mie case”, facendo in questo modo “la stessa cosa che hanno fatto tanti italiani che hanno messo a disposizione milleseicento abitazioni, soprattutto case di vacanze”.

Mentre un ordinanza del presidente del Consiglio pubblicata oggi sulla Gazzetta Ufficiale stabilisce che gli sfollati riceveranno un contributo massimo di 400 euro mensili se la famiglia è composta da quattro persone (in pratica 100 euro a testa) oppure in presenza di disabili o ultra 65enni. L’ordinanza autorizza “un contributo per l’autonoma sistemazione fino a un massimo di 400 euro mensili, e comunque nel limite di 100 euro per ogni componente del nucleo familiare abitualmente e stabilmente residente nell’abitazione”. Se il nucleo familiare è composto da una sola persona, il contributo è di 200 euro. Se nel nucleo familiare sono presenti “persone di età superiore ai 65 anni, portatori di handicap o disabili con una percentuale di invalidità non superiore al 67%, è concesso un contributo aggiuntivo di 100 euro mensili per ognuno” di loro. I benefici economici saranno concessi per tutto il 2009 “salvo che non si siano realizzate le condizioni per il rientro nell’abitazione o si sia provveduto ad altra sistemazione avente carattere di stabilità”.

L’indennità di 800 euro mensili promessa ai titolari di attività commerciali, produttive, agricole e artigianali non è nell’ordinanza del presidente del Consiglio pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. Secondo quanto si apprende da fonti di governo, l’indennità verrà inserita nel decreto legge che verrà approvato dal Consiglio dei ministri dopo Pasqua.

Alle esequie era presente il segretario del Pd Dario Franceschini (oltre al presidente Napolitano e tutte le massime cariche dello Stato) e Berlusconi ha sottolineato, al termine della cerimonia, la necessità di un clima di unità politica: “Di fronte a un accadimento come questo, non solo è necessario ma indispensabile un clima di unità”. I leader dei due schieramenti si sono stretti la mano. Terminati i funerali Berlusconi ha salutato Napolitano e il segretario di Stato vaticano Bertone, poi ha visitato la sala operativa della Protezione civile allestita alle spalle del palco dove si è tenuta la cerimonia. In mattinata il presidente del Consiglio aveva detto che il governo “si impegna davanti agli italiani per far rinascere il territorio e garantisco che troveremo tutti i fondi indispensabili”.

“Tutte le case distrutte saranno ricostruite” ha poi ribadito il premier. Rispondendo alle domande di un ingegnere a L’Aquila, Berlusconi ha assicurato che la “new town” da costruire a fianco della vecchia città (”richiesta dal vostro sindaco”) non sarà un ghetto, ma anzi sarà costruita, “con il linguaggio architettonico locale”, sul modello di Milano2 e Milano3. Un gruppo di esperti russi sarà in Italia domenica 12 aprile per valutare la stabilità degli edifici nelle zone colpite dal terremoto: sarà il primo aiuto dall’estero accettato dal nostro Paese dopo il sisma che ha colpito l’Abruzzo.

Il premier ha poi fatto notare che “tutte le case che sono venute giù, anche quelle non antiche, erano costruite senza criteri antisismici. Anche le case costruite negli anni ‘70 e ’80 sono venute giù”, ha aggiunto: “erano fatte con cementi che non si usano più, con ferri che non si usano più, senza meccanismi di aderenza e legate alle tecnologie di allora”.

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