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La piaga dello sciacallaggio tra le macerie dell’Abruzzo: arresti e controlli

rondesciacallo

L’allarme venne lanciato già 24 ore dopo la terribile scosa che ha raso al suolo L’Aquila e la sua provincia: attenzione, nelle case abbandonate è pericolo sciacalli. E allora il premier Berlusconi annunciò l’introduzione del reato specifico, con sanzioni severe “perché chi si abbassa a compiere azioni del genere dimostra di avere dentro di sé un disvalore umano molto forte”; i cittadini de L’Aquila si sono organizzati in ronde; il ministero della Difesa ha messo a disposizione “700 militari che lavoreranno al fianco di carabinieri e polizia per un servizio di controllo”: le squadre miste esercito-forze dell’ordine saranno coordinate dal ministero dell’Interno attraverso il prefetto Franco Gabrielli (l’ex “007″, appena nominato dal governo) e il questore Filippo Piritore, dell’Aquila.

E proprio grazie ai controlli, questa mattina una badante romena è stata arrestata dai carabinieri de L’Aquila insieme a tre suoi connazionali. I quattro sono stati sorpresi dai militari mentre rubavano gioielli e denaro contante nell’abitazione del datore di lavoro della donna, nel paesino di San Panfilo D’Ocre, nei pressi de L’Aquila.
Il padrone di casa da lunedì scorso, cioè da quando il violento terremoto ha sconvolto L’Aquila e tutta la provincia, è ospite della tendopoli allestita nel piccolo paesino. I quattro stranieri hanno approfittato della situazione per svaligiare l’appartamento del quale avevano anche le chiavi. I carabinieri erano stati avvisati da alcuni cittadini di San Panfilo insospettiti dalla presenza dei quattro romeni. Nell’auto dei fermati i carabinieri hanno trovato anche diverse valigie, non si esclude che avessero in mente di allontanarsi dalle zone colpite dal sisma.
I servizi e i presidi di controllo antisciacallaggio sono andati avanti anche durante i funerali.

Ma i primi atti di sciacallaggio si stanno registrando anche nei campi di accoglienza dove vengono distribuiti viveri, vestiario e altri beni di prima necessità. In particolare nel campo del grande prato di piazza D’Armi, alla periferia de L’Aquila, uno dei più grandi, da questa mattina sono scattati i controlli sulle persone che chiedono viveri e indumenti.
“Questa mattina siamo riusciti ad organizzare i controlli” ha detto Angelo Costenaro della protezione civile di Marostica. “Finora si era registrato il fenomeno che in particolare cinesi e romeni sono entrati e usciti più volte con montagne di merce. C’è il sospetto che qualcuno si stia arricchendo con questi stratagemmi perché sempre a mio avviso” ha continuato “credo che questi materiali poi vengano venduti fuori anche in altre città”.
Da questa mattina le persone che hanno bisogno di materiale e viveri possono entrare nel campo e avranno la consegna solo dopo essersi registrati in una tenda dove è stata installato un ufficio accettazione nel quale devono essere rese note generalità, abitazione e condizione. A queste persone viene rilasciato una dichiarazione con la quale poi possono uscire dal campo di accoglienza. Per quanto riguarda i cittadini stranieri che non sono registrati tra gli sfollati del campo, gli stessi vengono prima invitati a farsi rilasciare permessi nella sede dell’Unitalsi. Secondo gli operatori della Protezione civile del campo di piazza d’Armi questo fenomeno sta caratterizzando anche gli altri centri di raccolta e di accoglienza.

Ma gli sciacalli sono in agguato sul web: approfittando della tragedia che ha sconvolto l’Abruzzo, e della buona volontà di chi desidera fare offerte per aiutare i terremotati, circolano alcuni falsi siti che non solo dirottano le offerte su propri conto correnti che nulla hanno a che vedere con la raccolta per le vittime del sisma ma rubano e clonano i dati della carte di credito. La polizia postale e delle comunicazioni del compartimento del Lazio ha condotto una operazione contro il fenomeno del cosiddetto phishing legato ai tragici eventi del terremoto. In particolare gli investigatori della Polizia di Stato hanno scoperto il proliferare sulla rete internet di siti apparentemente riconducibili alla Croce rossa italiana e che promuovono iniziative di solidarietà, attraverso il versamento di somme di denaro con carte di credito, in favore delle vittime del terremoto, su conti intestati sicuramente a persone estranee alla Croce Rossa Italiana.
I siti, sono in realtà pagine web clone dell’homepage del sito della Croce rossa italiana, che invitano i visitatori ad operare una donazione tramite servizio paypal, il cui link reindirizza l`utente ad un`altra pagina clone del noto sito paypal verosimilmente idonea a carpire in frode le credenziali ed i dati delle carte di credito.

Si fa strada inoltre altro antipatico fenomeno tra le macerie del terremoto: quello dei gruppi di curiosi, una sorta di “turisti delle sciagure”, in alcuni casi muniti anche di macchine fotografiche o videocamere. E se l’attività di controllo delle forze dell’ordine ha tenuto lontani i predoni delle case abbandonate, più difficile è difendersi dai curiosi a caccia di “emozioni da sisma” o, peggio, da immagini che testimonino la difficile situazione delle città colpite o delle persone sfollate. Si tratta di un classico, purtroppo, già registrato anche in occasione di recenti catastrofi. Un fenomeno meno pericoloso dello sciacallaggio ma non per questo meno spregevole e inquietante vista la drammaticità del momento.

A L’Aquila 205 bare allineate. L’Italia piange le vittime del terremoto

bara

Oggi è il giorno del lutto. Oggi, venerdì santo per i cattolici, l’Italia intera, e non solo l’Abruzzo, piange le vittime del terremoto.
Migliaia di persone sono accorse alla caserma della Guardia di Finanza di Coppito, a un passo dall’Aquila, per le esequie solenni. Funerali di Stato, nel giorno del lutto nazionale. La commozione è immensa: più di 200 bare allineate (le restanti 80 vittime identificate avranno funerali altrove), nelle prime file i parenti delle vittime. Dietro le transenne decine e decine di cameramen e fotografi, mentre un grande palco è stato allestito proprio di fronte alla lunga distesa di bare.

Presenti le massime cariche dello Stato. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è arrivato a L’Aquila. Oltre a Napolitano ci sono i presidente della Camera, Gianfranco Fini, del Senato, Renato Schifani, e il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, (seduto però tra i parenti delle vittime e non tra le autorità) accompagnato dai sottosegretari Gianni Letta, Paolo Bonaiuti e dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni. Nell’enorme piazzale sono giunti anche il presidente emerito della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, e il vicepresidente della commissione Europea, Antonio Tajani. Numerosi anche i rappresentanti dell’opposizione: dal segretario del Pd, Dario Franceschini a Piero Fassino, dal segretario di Rifondazione comunista Paolo Ferrero a quello dell’Unione di centro, Lorenzo Cesa. A omaggiare le vittime del sisma anche il direttore generale della Rai, Mauro Masi.
Presenti anche le rappresentanze di tutti gli enti del volontariato e del soccorso che in questi giorni si sono prodigati per salvare vite umane dalla trappola delle macerie degli edifici crollati.

Per consentire lo svolgimento dei funerali, nel giorno in cui la Chiesa ricorda la crocefissione di Gesù, è arrivata la dispensa straordinaria del Papa. A officiare le esquie, il segretario di Stato vaticano, monsignor Tarcisio Bertone. Sotto le macerie delle loro case, nella notte tra domenica e lunedì, se ne sono andate intere famiglie: genitori e figli, neonati e anziani, amici di sempre e vicini di casa, tutti accomunati dalla stessa drammatica fine. La disposizione delle bare, davanti all’altare allestito sulla scalinata che conduce al palazzetto dello sport, è iniziata nella notte.
L’Italia intera è oggi raccolta attorno alle bare delle vittime del terremoto, e mostra di credere nei valori della solidarietà e fraternità. Questi sono valori saldi nel popolo italiano, ha detto il cardinal Bertone, invitando “all’omaggio alle vittime”, al “compianto e alla preghiera, stretti idealmente attorno alle bare” e accanto alle “autorità civile e militari che testimoniano la solidale presenza dell’intero popolo italiano”. Così il segretario di Stato vaticano, che presiede i funerali delle vittime del sisma, ha esortato nell’omelia (qui il testo integrale) alla vicinanza con quanti stanno facendo “l’esperienza di essere spogliati di tutto. In questa vostra città e nei paesi vicini, che hanno conosciuto altri momenti difficili nella loro storia” ha detto “si raccoglie oggi idealmente l’Italia intera, che ha dimostrato, anche in questa difficile prova, quanto siano saldi i valori della solidarietà e della fraternità ce la segnano in profondità”.
Poi un messaggio di speranza: “Si tornerà con più forza, con più coraggio a ridare vita a questi luoghi; con la forza e la dignità d’animo che vi contraddistingue. Si avverte già nell’aria” ha aggiunto “che sotto le macerie c’è la voglia di ripartire, di ricostruire, di tornare a sognare”.
L'Aquila: il giorno del lutto
Il Papa, che visiterà le zone terremotate subito dopo Pasqua, ha delegato a partecipare anche il suo segretario personale, monsignor Georg Gaenswein, e il segretario generale della Cei, monsignor Mariano Crociata. Per l’occasione è stato proclamato anche il lutto nazionale: a piangere i caduti dell’Aquila sarà tutta l’Italia.
“Mi sento spiritualmente presente in mezzo a voi per condividere la vostra angoscia”, ha scritto il Papa nel messaggio letto da padre Georg all’inizio del rito esequiale. “In momenti come questi” spiega il Pontefice “fonte di luce e di speranza resta la fede, che proprio in questi giorni ci parla della sofferenza del Figlio di Dio fattosi uomo per noi: la sua passione, la sua morte e la sua risurrezione siano per tutti sorgente di conforto e aprono il cuore di ciascuno alla contemplazione di quella vita in cui non vi sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno, perché le cose di prima sono passate”.
Poi Benedetto XVI ha sottolineato la solidarietà: “Sono certo che con l’impegno di tutti si può far fronte alle necessità più impellenti. La violenza del sisma ha creato situazioni di singolare difficoltà. Ho seguito gli sviluppi del devastante fenomeno tellurico dalla prima scossa di terremoto, che si è avvertita anche in Vaticano, e ho notato con favore il manifestarsi di una crescente onda di solidarietà grazie alla quale si sono venuti organizzando i primi soccorsi, in vista di un’azione sempre più incisiva sia dello Stato che delle istituzioni ecclesiali, come anche dei privati”.
In concomitanza con l’inizio della celebrazione la campana più grande del mondo suonerà a morto per le vittime. La “Maria Dolens”, di oltre 220 quintali collocata sul Colle Miaravalle a Rovereto, nel Trentino scandirà cento rintocchi a lutto.

Meno di 150 feretri, al termine dei funerali di Stato verranno ospitati all’interno del cimitero comunale dell’Aquila. Le bare saranno sistemate provvisoriamente in uno stabile in cemento armato di nuovissima costruzione, posto a ridosso dell’ingresso di via Acquasanta. Tutte le altre bare raggiungeranno i comuni di origine delle vittime del terremoto.
La cerimonia è stata seguita anche nelle tendopoli degli sfollati. Un piccolo gruppo di anziani, una decina, si è riunito in una tenda, nel campo per gli sfollati di Onna, per assistere al funerale in corso a L’Aquila. Con gli occhi lucidi, in silenzio davanti a un piccolo televisore rimediato e fatto funzionare con mezzi di fortuna, hanno ascoltato senza dire una parola l’omelia del cardinale Bertone. In paese sono rimasti anche alcuni bambini, che in questi momenti sono rimasti fuori dalle tende a giocare.

Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, tra i familiari delle vittime durante i solenni funerali

Non si sono fermati invece, per i funerali, i lavori dei volontari del campo. Nonostante la commozione che in coincidenza con le esequie pervade anche chi, da giorni, è impegnato per alleviare le sofferenze degli sfollati, sono ancora troppe le cose da fare, i lavori da ultimare per permettersi di fermarsi anche solo un paio d’ore.

Il VIDEO servizio:

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Terremoto, Berlusconi: “Subito altri 70 milioni. Il decreto legge dopo Pasqua”

Ronde della polizia all'Aquila

“Abbiamo approvato una variazione di bilancio per mettere a disposizione della protezione civile altri 70 milioni, che portano gli stanziamenti complessivi a 100 milioni di euro”, per gli interventi di soccorso e aiuto ai terremoati dell’Abruzzo.

Questo l’annuncio del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi al termine del Consiglio dei ministri di giovedì 9 aprile. Mentre il decreto, fa sapere, verrà varato dopo Pasqua.
Il decreto sugli aiuti per le zone terremotate slitta a dopo Pasqua. Via libera invece a una ordinanza per sospendere i termini relativi, fra l’altro, a mutui e bollette per i cittadini coinvolti dal sisma.

“Abbiamo allocato più di diecimila persone negli alberghi sulla costa”, fa sapere il premier Berlusconi. “Abbiamo anche cominciato ad avere l’attivazione di altre strutture alberghiere nella provincia di Ascoli e in totale sono 171 gli hotel messi a disposizione dalle associazioni alberghiere, a cui vanno i nostri ringraziamenti”. “In totale” sottolinea il presidente del Consiglio “le aree di ricovero sono 41, le tende aperte e utilizzate sono 3289: abbiamo assistito praticamente 20mila persone”.
Quanto ai “tempi di ricostruzione non sono calcolabili in mesi”, ha detto il capo del governo ribadendo che il progetto di affidare i “100-108 cantieri alle province va avanti”. “Il progetto sta accogliendo adesioni da parte di molte province, che dispongono di tecnici, ingegneri, geometri, e possono contare su aziende edilizie capaci di trasferirsi per la realizzazione dei cantieri”.
Sempre oggi sarà varata una nuova ordinanza della Protezione civile nella quale saranno contenute le sospensioni dei termini (giudiziari, fiscali e di bollette) relative ai cittadini residenti nelle zone colpite dal sisma. Come annunciato dal ministro Maurizio Sacconi, ci sarà la sospensione, per i residenti delle zone colpite dal sisma, del pagamento di tutte le tasse, sia nazionali che locali, nonchè dei contribuiti. Sacconi ha detto inoltre che sarà allargata ai lavoratori autonomi la platea dei beneficiari degli ammortizzatori sociali. Si tratta soprattutto di chi ha attività commerciali e artigianali. Si sta valutando il periodo di ‘coperturà di questi ammortizzatori. Per i lavoratori dipendenti ci sarà la Cassa integrazione in deroga, estesa cioè anche ai settori normalmente esclusi. Sul fronte della sicurezza il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha fatto sapere che, al fianco dei soldati già sul territorio abruzzese, ci saranno altri 700 militari delle forze dell’ordine “per svolgere attività di pattugliamento contro lo sciacallaggio”.
E arriva anche la buona notizia dal
ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti
Altero Matteoli che mette fine alle polemiche e alle proteste: le persone sfollate che utilizzeranno con le proprie autovetture le autostrade A24 e A25 non pagheranno il pedaggio. Il monistro era stato sollecitato ad assumere un provvedimento di esenzione del pagamento del pedaggio sulle autostrade A24 e A25 per gli sfollati del terremoto che ha colpito la città de L’Aquila e la sua provincia. Il ministro ha ringraziato l’Aiscat ed il suo pesidente, Fabrizio Palenzona, per aver accolto positivamente ed immediatamente il suo invito.

Queste le misure su cui il governo sta ancora lavorando e che dovrebbero essere approvate.
Agricoltura: il ministro Zaia ha annunciato che verrà assicurata, attraverso l’Agea, il ritiro di tutti i prodotti agricoli in giacenza. Il settori più colpito è quello zootecnico, con centinaia di quintali di latte non ritirati nelle stalle; nè va dimenticato “l’oro dell’Abruzzo”, e cioè lo zafferano.
Scuola: il decreto avrà una norma “salva anno scolastico”: per le scuole della zona verrà derogato il limite minimo dei 200 giorni di lezione per rendere valido l’anno. In più il ministro Gelmini ha chiesto di indirizzare 110 milioni alle scuole aquilane danneggiate.
Edilizia: è il capitolo più complesso e difficilmente entrerà tutto nel decreto. Forse ci saranno le norme, preannunciate dal ministro Brunetta, che rendono cogente l’obbligo di costruire tutti i nuovi edifici in tutta Italia secondo le norme antisismiche (con controllo più rigidi). Il governo sta vagliando la richiesta fatta da più parti di incentivi per la messa in sicurezza delle case, inserendoli nel piano-casa concordato con le Regioni. In quest’ultimo l’incentivo consiste nella possibilità di aumentare la cubatura e riguarda solo mono e bi-familiari, escludendo i condomini. Gli incentivi per questi ultimi dovrebbero essere di natura fiscale, sul modello dello sgravio del 55% per il risparmio energetico; il che significa per il governo mettere nel piatto dei soldi
New town: Per la la ricostruzione degli edifici crollati e il consolidamento di quelli danneggiati, Berlusconi ha detto che i “tempi saranno lunghi” e quindi le misure e le risorse a questo scopo andranno in un ddl successivo. Dopo un sopralluogo nel centro storico dell’Aquila il premier ha fatto palesare intenzioni drastiche: “Quello che è rimasto non può essere medicato e bisognerebbe intervenire e rifare tutto da capo”. E per i piccoli centro ha evocato la possibilità di fare “piazza pulita”. Di qui il rilancio dell’idea di una o più “new town”, una sorta di ”L’Aquila 2”. Le “new town” hanno il vantaggio di non costare nulla allo Stato, perchè sarebbero costruite in progect-financing da Banche e costruttori.
Senza-tetto: Berlusconi ha detto che gli sfollati sono 28.000 e che saranno ospitati o negli alberghi della costa o nelle tendopoli della Protezione Civile. Per questa emergenza sono in arrivo 30 milioni.

Il VIDEO servizio:

Abruzzo, il bilancio delle vittime sale. Nuove scosse. Oggi c’è Napolitano

i soccorsi dell'unità cinofila

Sono stati recuperati nella notte dai Vigili del Fuoco anche i corpi degli altri due ragazzi che risultavano dispersi nel crollo della Casa dello studente all’Aquila. Si tratta dei cadaveri di un ragazzo e di una ragazza, gli ultimi che mancavano all’appello dopo il ritrovamento, ieri sera, poco dopo la mezzanotte, di due corpi. I Vigili del Fuoco continueranno comunque a scavare poiché al momento non può essere esclusa la presenza di altri corpi sotto le macerie. Sale così a 279 il numero delle vittime del terremoto (8 delle quali ancora da identificare) che ha colpito l’Aquila e provincia quattro giorni fa.
Questa notte ci sono state altre scosse di assestamento. Per i circa 18mila senza tetto ospitati nelle 31 tendopoli allestite all’Aquila e provincia, pare non esserci tregua.

Tre le scosse più forti, avvertite anche in gran parte del centro Italia, da Roma a Napoli. Alle 0,55 la prima, di magnitudo 4.3; alle 2,52 quella più forte, di 5.2; alle 5.14 la terza, di magnitudo 4.6. Il fronte del terremoto, e ciò preoccupa i sismologi, si sta spostando sulla direttrice più a nord L’Aquila-Pizzoli-Barete. Le nuove scosse hanno causato nuovi crolli nel centro dell’Aquila e nelle zone già colpite, ma fortunatamente senza coinvolgere persone.
Intanto i cittadini si organizzano in ronde contro gli sciacalli in alcune frazioni dell’Aquilano colpite dal sisma, dove gli abitanti - tutti sfollati - temono di essere derubati degli oggetti di qualche valore abbandonati nelle loro case incustodite. L’allarme-sciacalli è ormai molto diffuso e, nonostante il capillare controllo delle forze di polizia, c’è chi pensa che sia necessaria una vigilanza ulteriore e continua, con la formazione spontanea di ronde, in alcuni casi nate dopo episodi specifici che hanno fatto crescere la paura, l’ultimo dei quali nel paese di Poggio Picenze, dove è stato segnalato ai carabinieri il furto - o comunque la sparizione - di due pettorine con una non meglio precisata dicitura “Protezione civile”. La preoccupazione della gente è stata subito che, indossandole, i ladri possano entrare nelle case ed agire indisturbati.

Sono 29mila le persone rimaste senza casa in seguito al terremoto Il bilancio è stato fatto dal presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi. Dei 29mila sfollati, 19mila circa sono ospitati nelle tendopoli allestite all’Aquila e in una ventina di comuni colpiti, in circa 3mila tende. Sono 10mila, invece, gli aquilani che si sono trasferiti sulla costa abruzzese. Al momento, ha spiegato il presidente, sono 170 gli alberghi che sono stati occupati per dare alloggio alla popolazione.
Questa mattina è in arrivo tra gli sfollati, nelle zone colpite dal sisma, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, mentre per domani mattina sono confermati i funerali di Stato per le vittime. La cerimonia si svolgerà nel piazzale della caserma della Scuola della Guardia di Finanza all’Aquila.

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Berlusconi nelle strade dell’Aquila conforta i superstiti

Il premier Silvio Berlusconi a L'Aquila

Per il terzo giorno consecutivo il premier è andato a L’Aquila nelle zone colpite dal terremoto. Lo ritiene un suo dovere di capo del governo: “Devo far vedere che lo Stato c’è”, ripete a tutti come un mantra. E dopo la visita alla tendopoli fuori città di ieri, oggi è stata la volta del sopralluogo nel centro de L’Aquila. Che lo stesso Silvio Berlusconi non esita a definire “città fantasma”. Indossando un caschetto protettivo rosso dei Vigli del fuoco, il Cavaliere è salito su un pulmino della Guardia di finanza ed ha voluto visitare il centro storico, la parte più danneggiata dal sisma di lunedì scorso.
Accompagnato dal ministro della Giustizia, Angelino Alfano, e dal presidente della Regione, Gianni Chiodi, è andato prima in via XX settembre. In quest’arteria che parte di fronte al Tribunale ha percorso un tratto a piedi fino alla Casa dello Studente, la struttura interamente crollata dove tanti giovani hanno perso la vita. Nonostante la strada sia transennata e gli abitanti tutti evacuati una signora anziana riesce ad avvicinare il premier. “Silvio, aiutaci. Aiutaci. Non ho più nulla”. Lo prega la signora. “Nemmeno i denti c’ho più”. Il premier, visibilmente emozionato le prende le mani, interrompe il sopralluogo e la rincuora: “Facciamo il possibile, dai che l’Italia risponde. Cominci ad andare in un albergo. Vedrà che non lasciamo indietro nessuno”.

Poi l’arrivo davanti dopo pochi metri l’arrivo in via XX settembre davanti ad uno dei luoghi simbolo del sisma aquilano, la Casa dello Studente dove fino all’ultimo si è cercato di estrarre dei superstiti. “Presidente, ieri sera qui abbiamo estratto una ragazza viva dopo 42 ore, Eleonora di 23 anni” ha ricordato il direttore centrale dell’emergenza Vigili del fuoco della Regione Abruzzo Sergio Basti che accompagnava Berlusconi. E il premier ha domandato premuroso “Si salverà la ragazza?”.

Ma la parte più difficile della lunga camminata aquilana è arrivata in piazza Duomo. “Ero stato qui in campagna elettorale” ricorda Berlusconi prima di avviarsi tra le macerie dei palazzi che delimitano Corso Vittorio Emanuele. “Questa è una città non solo ferita” ha sottolineato “ma è veramente in condizioni drammatiche. Ci sono tanti edifici di grande pregio che sono stato lesionati e che in alcuni casi andranno abbattuti per ricostruirli magari con l’architettura, la forma e i progetti originali. Però si tratterà di un lavoro davvero improbo su cui non si è in grado di fare nessuna previsione”. Infine il premier ha sottolineato che lui da padre non lascerebbe che i suoi figli restassero o rientrassero in case del genere. Insomma nella case “si potrà tornare soltanto” ha puntualizzato “in situazioni che siano antisismiche al 100 per cento. Quello che è rimasto non può essere medicato e bisognerebbe intervenire e rifare tutto da capo, un lavoro immane e quindi sui tempi nessuno può avanzare ipotesi”.

“Uno scenario devastante”: i sopravvissuti raccontano il terremoto sul web

Una chiamata sul telefonino alle 3.40 di ieri notte. Pochi minuti dopo le scosse di terremoto Max, un ragazzo dell’Aquila, parla con un suo amico. E racconta come si è capovolto il mondo. “Ross, il terremoto. È stato terribile…La mia casa è distrutta..Il tetto è rimasto su solo sopra la mia camera” dice Max. Poi si scioglie in un fiume di dolore: “E mamma…mamma non c’è più….Non ce l’ho fatta Ross…Non ce l’ho fatta a prenderla, a raggiungerla. C’era buio…è buio qui..sono riuscito ad uscire solo io….Dio….Siamo scappati dal paese, crollava tutto…Dio mio, come farò?”.
Gli abruzzesi iniziano a descrivere la paura e l’angoscia di quegli attimi di terrore. È ancora presto per rielaborarla, le macerie sono sotto gli occhi di tanti. Ma scrivere su internet diventa un modo per guardare avanti. Come fa una ragazza all’indomani del terremoto. “L’alba qui in Abruzzo stamane era più fredda e silenziosa del solito, inconsciamente ciascuno faceva nella mente la conta delle persone care, degli amici, dei vicini di casa, cercando di sincerarsi che ci fossero ancora tutti, che qualcuno di loro non fosse rimasto schiacciato dalle macerie”. E aggiunge: “Le telefonate, spesso a vuoto, hanno segnato l’attesa di notizie che in molti non avremmo voluto ricevere”.

Sui forum online sono rimaste le testimonianze delle prime ore dopo le scosse sismiche. “Io sono dell’Abruzzo, e stanotte alle 3.30 mi sono svegliata per la scossa fortisssima… non vivo all’Aquila, bensì sulla costa abruzzese, eppure il terremoto l’ho sentito fortissimo”. Subito affiorano le preoccupazioni: “Conosco centinaia di persone e studenti che vivono all’Aquila e mi hanno portato testimonianza reale di quello che sta succedendo lì… le scuole sono chiuse in tutto l’Abruzzo, le linee interrotte, un macello insomma… in ogni modo tutti mi hanno detto la stessa cosa, che la scossa sembrava un bombardamento…”.
Chi ha superato la notte si guarda intorno e racconta il suo stato d’animo: “Oggi posso dire di essere un superstite a tutti gli effetti. Pe fortuna illeso insieme alla mia casa, ma in centro città si vedono scene da apocalisse: macerie ovunque, piazze ridotte a campi profughi, case e palazzi dei quali rimane solo lo scheletro, ovunque persone che piangono mentre si cerca di estrarre dalle macerie un loro caro. Uno scenario agghiacciante”.

Ma in rete c’è spazio per la speranza. Già dopo l’uragano Katrina che ha travolto New Orleans, internet si è dimostrato uno straordinario strumento per l’organizzazione di persone e risorse. Sull’esempio di Wikipedia, una pagina online raccoglie numeri utili per l’emergenza: centri per la donazione di sangue, conti correnti bancari, risorse per gli sfollati. Google offre il suo supporto con mappe e informazioni. Sono attivi su internet anche la Croce rossa e il Ministero della gioventù. Alcuni utenti segnalano le ultime notizie sugli aiuti attraverso un social network, Friendfeed, che permette la rapida condivisione di link. E sono centinaia gli iscritti ai gruppi di Facebook che esprimono solidarietà con gli abruzzesi.

Terremoto in Abruzzo, per migliaia di sfollati una notte per strada

Dispersi, morti e feriti nel terremoto che ha sconvolto l'Abruzzo

Il terremoto spazza via paesi interi. Dopo Onna, borgo di appena 250 anime distrutto al 90 per cento e con pochissimi superstiti, ora potrebbe essere la volta di Fossa, epicentro del sisma, dove il sindaco Luigi Calvisi ha chiesto alla popolazione non ancora sfollata di evacuare le proprie abitazioni perché presto verranno a mancare luce e gas. “Per ora”, spiega il sindaco a Panorama.it, “si contano soltanto quattro morti, una bambina di tre anni e tre anziani, ma gli sfollati sono oltre 300 e sono stati accampati in un campo sportivo. La situazione potrebbe peggiorare e questa notte potrebbe non essere sicuro rimanere nelle proprie abitazioni. Il centro storico è lesionato per l’80-90 per cento”, spiega Calvisi. “Crollato il campanile della Chiesa di Santa Maria Assunta e danni ci sono anche alla Chiesa di Santa Maria ad Cryptas. Illesa, invece, la parte nuova della città. Pensare che avevamo già stanziato dei fondi e, dopo Pasqua, avremmo iniziato i lavori di messa in sicurezza”.

Ogni minuto che passa, dunque, la tragedia di Fossa assume proporzioni sempre più gravi. Nel pomeriggio, Panorama.it era riuscita a mettersi in contatto con alcuni cittadini. “Per tutta la giornata di ieri ho avvertito tante piccole scosse, ma non pensavo si potesse arrivare a una tragedia di tali dimensioni”, dice Manuela, che non può uscire da casa perché affetta da una malattia invalidante e che ancora non sa dove andare a dormire questa notte. “Ho sentito rompersi vetri, cadere la televisione per terra, un forte vento che pareva risucchiarci. Con mia mamma, che è molto anziana, ci siamo messe a recitare il rosario, sperando che potesse finire”. Nessuna notizia, ancora, per alcuni dispersi che abitano a San Demetrio ne’ Vestini piccolo comune di 1.605 abitanti a pochi chilometri da Fossa, dove ci sarebbero otto persone che mancano all’appello. “Stiamo chiamando delle famiglie, ma non ci rispondono. Hanno visto le loro macchine davanti la casa, ma ancora non abbiamo notizie. Preghiamo perché non siano sotto le macerie”, aggiunge la cittadina di Fossa.

“Ho mia nonna che abita a L’Aquila e sono rimasta attaccata al telefono fino a questa mattina alle 8, fino a quando non ho sentito la sua voce”, dice una studentessa che abita vicino Assergi. “La mia casa si è mossa fino alle 7.30 e nessuno ci diceva cosa fare”. Dalla provincia al capoluogo, non cambia la situazione. Gli sfollati hanno trascorso la giornata per strada e si apprestano a vivere la prima notte fuori di casa. La tendopoli allestita nello stadio cittadino manca ancora di molte brande e sacchi a pelo. Si sta lavorando alacremente per permettere ai primi sfollati di accomodarsi entro un’ora. In tardo pomeriggio, una forte grandinata ha peggiorato la situazione e molti si sono rifugiati in luoghi di emergenza o in macchina. Sconsigliato, anche nel capoluogo, di rientrare nelle proprie abitazioni, tantomeno di entrare in chiese, uffici e locali abbandonati perché il rischio crollo è più forte. Scuole e uffici chiusi in città, mentre si era sparsa la voce che alcuni negozi in centro storico avrebbero avuto ordine di aprire questa mattina, nonostante fosse stato proclamato lo stato di emergenza nazionale. Una voce verificata da Panorama.it tramite la Protezione civile di Pescara che non ha trovato fondamento, come era logico che fosse, dal momento che tutta la città si è fermata davanti a questa tragedia.

Non mancano anche le testimonianze da fuori regione. Secondo i dati forniti dal Centro sismografico americano, l’epicentro è stato rilevato nel comune di Arischia, pochi chilometri dall’Aquila, 70 chilometri da Pescara, 95 da Roma, 130 da Ancona. Il sisma è stato avvertito distintamente nella capitale e nelle Marche, dalla costa picena fino a Macerata e Col Fiorito, epicentro del terremoto del 1997. Tanta paura e il ricordo che è subito andato a dodici anni fa quando, direttamente o indirettamente, ci fu il decesso di undici persone e danni incalcolabili per l’altissima densità di monumenti ed opere d’arte nella zona. “C’è stato lo stesso boato di tanti anni fa, lo stesso vento forte, la stessa sensazione di panico”, ci ripetono da San Benedetto del Tronto, a Grottammare, fino a Porto San Giorgio. “Poi sempre di notte, forse è un caso, quando si è nel pieno del sonno e non si ha la possibilità di scappare. Speriamo che i morti siano il minor numero possibile”. Una speranza che, purtroppo, si affievolisce di minuto in minuto.

Intanto il premier Silvio Berlusconi ha annunciato che “per i primi giorni sono stati stanziati 30 milioni di euro di fondi immediati, in attesa di quantificare giovedì le risorse strutturali”. Berlusconi quantifica così le prime somme messe a disposizione dal governo per fronteggiare l’emergenza del terremoto in Abruzzo. Intervenendo al telefono a Matrix, su Canale 5, il premier sottolinea che sarà fatta poi la richiesta per i fondi europei che potranno ammontare ad “alcune centinaia di milioni di euro” dall’apposito fondo dell’Ue.

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