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Sicilia


I capintesta dei «forconi» si ritrovano in un’area di servizio alle porte di Catania, assediata dalle erbacce e da una chilometrica fila di sgangherate auto rimaste a secco. Tre pingui uomini sulla sessantina, con gli occhi pesti e i vestiti stazzonati, discutono animatamente. Il più piccolo vuole andare a Palermo a parlare con gli onorevoli. Il più massiccio suggerisce una manifestazione con gli studenti. Il più vecchio ammette di non sapere più che fare. Al terzetto si avvicina un ragazzone con i capelli impomatati e un bidone di plastica in mano: «Andate avanti, vi prego». Accorre una signora di mezza età, pure lei in coda per qualche euro di gasolio: «Posso andare a piedi pure tutta la vita, ma voi non dovete mollare». Un arcigno quarantenne abbassa il finestrino: «A casa li dobbiamo mandare questi politici» si sgola. Continua

Il corteo dei Forconi davanti a Palazzo d'Orleans, sede della Presidenza della Regione siciliana

È stato un mese complicato per i siciliani, fiaccati dalle proteste dei «Forconi»: blocchi stradali, scaffali vuoti e interminabili file ai distributori. Mentre però Atene bruciava gli indefessi «onorevolini» dell’isola, come spesso accade, hanno sonoramente latitato. A gennaio i 90 consiglieri regionali più pagati d’Italia si sono incontrati quattro volte: per un totale di 3 ore e 15 minuti di aula. Fuori da Palazzo d’Orleans i camionisti urlavano il loro disagio, gli agricoltori denunciavano una crisi irrimediabile, gli studenti chiedevano risposte. E loro? Neanche un plissé. Continua

Gli autotrasportatori aderenti alle sigle Aias e Aitras, ei lavoratori dei movimenti "Forza d'urto" e "Movimento dei Forconi" che oggi 19 gennaio 2012 hanno effettuato blocchi sulla statale Palermo Agrigento. ANSA/MICHELE NACCARI
“La situazione rischia davvero di precipitare”.
Più di così?
“Ci può contare. La gente c’ha veramente le scatole gonfie”.
Perché?
“Perché grazie alle nostre proteste la gente ha cominciato a rendersi conto di come una classe politica irresponsabile abbia ridotto la Sicilia”. Continua

Manifestanti bloccano i binari ferroviari
Da Modica - Ho 35 chilometri di autonomia nel serbatoio. Penso che mi basteranno solo per portare all’asilo mio figlio. O per andare a fare scorta di alimentari, sempre che sia ancora in tempo.
Vista da qui, da Modica, uno degli epicentri più caldi della protesta dei Forconi in Sicilia, l’Isola è, contemporaneamente, in rivolta e in ginocchio. La dozzina di distributori che circondano la città iblea sono vuoti, quindi chiusi. Le derrate alimentari sugli scaffali dei supermercati cominciano a scarseggiare: mancano latte, prodotti locali e, soprattutto, farina. Perché la gente, aspettandosi il peggio, si sta preparando a fare in casa pane e pasta.
I negozi del Polo Commerciale Naturale di Modica (la realtà commerciale più importante della Sicilia sud orientale), che attraversano una delle arterie verso il centro città e che alimentano l’economia del territorio, oggi hanno abbassato le serrande: per solidarietà, più o meno spontanea, nei confronti del Movimento. I danni economici stanno diventando insostenibili. Continua

Scaffali vuoti nei supermercati di Palermo (Credits: Ansa)
E’ finita l’acqua, scarseggia il cibo e non c’è più benzina: la Sicilia è in ginocchio, il “Movimento dei Forconi” ha di fatto paralizzato l’isola. Continua ormai da lunedì lo sciopero di autotrasportatori, agricoltori, commercianti, artigiani e pescatori, fermi per denunciare la crisi che in Sicilia si fa sentire pesantemente. Dopo 4 giorni i manifestanti hanno ottenuto un primo risultato: un incontro con il governatore siciliano Raffaele Lombardo e questo vertice potrebbe rappresentare il momento di svolta nella sitazione. Al termine del faccia a faccia il Governatore si è detto “disponibile a raccogliere le richieste dei trasportatori e a portare la loro voce al Governo. Per prima cosa però togliete i blocchi!!”
L’invito però è stato respinto dai “forconi” che anche domani proseguiranno la loro protesta. Continua

l'ingresso dell'autostrada Catania-Messina (Credits: Ansa)
Allevatori, agricoltori, pescatori, autotrasportatori, tutti fermi in Sicilia per fare sentire la propria voce. La Trinacria alza la testa contro la crisi, il caro vita, l’aumento del carburante e ritrova unità e spirito di aggregazione grazie al “Movimento dei Forconi”, un’associazione slegata da sindacati e partiti politici guidata da Martino Morsello e Mariano Ferro, ex Mpa. Continua


di Laura Maragnani e Carlo Puca
Annuncia a Panorama Enzo Bianco, senatore del Partito democratico: «In Sicilia stiamo raccogliendo le firme per indire, fra iscritti e militanti, un referendum contro la giunta regionale di Raffaele Lombardo». Ma se il Pd la sostiene, come si fa? «Appunto, dobbiamo smettere di farlo. Lombardo è il gemello di Totò Cuffaro. E poi, dopo Catania, sta distruggendo la Sicilia». Ma il Pd nazionale che la pensa diversamente da lei? «Una parte. Continua
Le trascrizioni di dieci telefonate, due informative e un’agenda che testimoniano i rapporti tra Raffaele Lombardo e Raffaele Bevilacqua, capomandamento della provincia di Enna: Panorama le ha trovate nella cancelleria del tribunale di Enna e, nel numero in edicola da venerdì 19 novembre, ricostruisce alcuni degli incontri tra il governatore e il boss di Cosa nostra, oggi in carcere con una condanna all’ergastolo. Gli incontri risalgono al 2003 e, scrivono i magistrati di Catania che stanno indagando sui rapporti tra mafia, politica e imprenditoria, «erano fissati di buon mattino», a dimostrazione dell’«estrema prudenza di Lombardo», che sa di avere a che fare con un «esponente della mafia nissena». Continua