
(Credits: La Presse)

Al processo Mills, in corso a Milano dal 2006, la difesa di Silvio Berlusconi questa mattina ha chiesto il proscioglimento dell’ex premier per intervenuta prescrizione. L’avvocato Piero Longo ha chiesto una sentenza di non luogo a procedere per il suo assistito, imputato di corruzione in atti giudiziari, perché è scattata la prescrizione.
I giudici si sono riuniti in camera di consiglio per valutare se sia effettivamente già intervenuta la prescrizione. Nel primo pomeriggio dovrebbero assumere una decisione.
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Silvio Berlusconi
L’istanza di ricusazione da parte della difesa di Silvio Berlusconi presentata oggi nei confronti dei giudici milanesi del processo Mills segna l’inizio di quella che sembra una nuova guerra giudiziaria. Nell’istanza, si fa riferimento anche alla prescrizione che, secondo i legali, sarebbe già praticamente scattata. Continua

Come si stanno muovendo i partiti della maggioranza a un giorno dall’ok alla mozione unitaria per dare all’Europa un’immagine solida del governo e dopo il voto unanime della relazione del ministro Severino sullo stato della giustizia? Per capirlo, stamane, bisogna districarsi tra i retroscena e alcune interviste pubblicate dai quotidiani, che si concentrano oltre che sul naufragio del Giglio, sulle liberalizzazioni e sul tour europeo del premier Monti. Continua

Domani è il giorno del giudizio per Nicola Cosentino (Credits: Marco Merlini / LaPresse)
In fondo, era destino che finisse così. Dalla seconda metà degli anni Novanta in poi, tra Pdl e Carroccio l’alleanza ha resistito salda dinanzi a decine, forse centinaia, di problemi, agguati, polemiche. Poi, all’alba del 2012, in un contesto di rapporti già deteriorati, è esploso il caso di Nicola Cosentino E allora il botto è stato definitivo.
Perché “Nick l’americano”, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, è diventato col tempo il simbolo di tutti i mali del Sud. E per un partito che si chiama Lega Nord, ha nel Settentrione d’Italia il suo core business e, soprattutto, ha imboccato una strada politica nuova con la leadership sempre più accentuata di Roberto Maroni, è stato persino scontato uscire (quasi) definitivamente dal corpaccione del centrodestra. Continua

Ecco la prima pagina del Wall Street Journal di oggi
“Signor Presidente, se vuole salvare l’Euro deve cambiare il Premier, deve eliminare Silvio Berlusconi”. Parola più, parola meno sarebbe questo il contenuto della telefonata che una sera dello scorso ottobre - secondo il Wall Street Journal (leggi qui l’originale) - avrebbe visto da una parte della cornetta la Cancelliera Angela Merkel, dall’altra il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il quale, questa mattina, ha subito provveduto a diramare una nota per smentire che quella telefonata ci sia effettivamente stata, come sostenuto dal quotidiano dell’establishment britannico.
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I partiti temono di perdere la centralità, senza un ruolo operativo visibile e senza risultati atrribuibili anche a loro. Una preoccupazione comune a PdL, Pd e Terzo polo, scrive il Corriere, ma con qualche distinguo. Continua

Sede Equitalia, via Andrea Millevoi. ANSA / CLAUDIO PERI
In questo periodo prenatalizio sembra proprio che un proiettile in dono non si neghi a nessuno. A Roma sono stati inviati al sindaco Gianni Alemanno e al ministro della Giustizia Paola Severino. Nelle scorse ore un’altra decina di pallottole sono state intercettate a Lamezia Terme (Catanzaro) destinate a politici (tra cui Mario Monti e Silvio Berlusconi) e giornalisti. Continua

Bruno Vespa e Silvio Berlusconi (Ansa)

Ma sì, in fondo erano prevedibili i fuochi d’artificio di Berlusconi alla presentazione del libro di Bruno Vespa (Questo amore). Prevedibili anzitutto i toni sopra le righe, come sempre da Vespa. Prevedibile la presa di distanze da Monti, che sta per ottenere la fiducia su una manovra che il PdL non può sottoscrivere pur votandola (“per senso di responsabilità”). Prevedibili i commenti su Mussolini, evocato per via dell’amore che lo legava a Claretta Petacci e al quale il Cavaliere si paragona per una serie di innocenti seppure controverse ragioni: la prima, il carisma che Mussolini e Berlusconi hanno esercitato su tanti italiani; la seconda, quasi un corollario della prima, il desiderio più o meno sincero di voler cambiare l’Italia e la dichiarata impossibilità di riuscirci (Berlusconi si è sempre riconosciuto nella battuta del Duce: “Governare l’Italia non è impossibile, è inutile”); la terza, un machismo che in Mussolini era incarnato nelle sue pose volitive e nel polso fermo della sua “democrazia minore”, e che in Berlusconi nasce invece dal retroterra imprenditoriale nordico e da un’ambizione che si manifesta anche nel vanto di “piacere”. In primis alle donne. Continua