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sinistra

D’Alema e le poltrone co.co.co. Il Migliore nelle occasioni mancate

Massimo D'Alema

Massimo D'Alema

Presidente del consiglio, ministro degli esteri, segretario del principale partito di sinistra. La biografia di Massimo D’Alema è costellata di incarichi autorevoli, offici di alta responsabilità, mansioni di primissimo livello. Eppure. Continua

Da “No Global” a “No Tasse”: la curiosa storia di Luca Casarini, neo imprenditore

Luca Casarini, leader No global

Dalla disobbedienza civile alla disobbedienza fiscale.
Un percorso curioso quello di Luca Casarini (qui ricostruito da Corriere del Veneto, La Stampa e il Giornale), già leader dei No Global e delle Tute bianche ai tempi del G8 di Genova, e ora diventato “padroncino del nord est” e paladino dei diritti delle piccole aziende. Continua

Amministratori più amati, è sempre derby veneto: Galan Vs Tosi

Il presidente del Veneto Giancarlo Galan scherza con Roberto Maroni

Il presidente del Veneto Giancarlo Galan scherza con Roberto Maroni

Con la Lega che punta i piedi e Giancarlo Galan che non molla, la partita delle regionali in Veneto non è più solo un derby interno al centrodestra, ma un caso nazionale.
A rendere più intricata la matassa, ecco, puntuali, le classifiche dei consensi degli amministratori locali (ossia: l’undicesima edizione di “Monitor Città” e la quarta edizione di “Monitor Regione”, presentate da Ekma Ricerche). Continua

“Meglio il posto fisso”, la marcia di Tremonti verso il socialismo (o a qualcosa che gli assomiglia)

Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti durante una conferenza stampa

Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti durante una conferenza stampa

Il tabù del ritorno al posto fisso, che resisteva da quindici anni, più o meno dal crollo della prima Repubblica, è stato alla fine violato da un ministro di centrodestra. Ma contrariamente a ciò che fino a qualche tempo fa ci si poteva aspettare non è stato un esponente della destra sociale a picconarlo, insomma un ex di An, ma Giulio Tremonti, fin dall’inizio (dopo un brevissimo flirt con Mario Segni) tra i padri di Forza Italia e detentore-esecutore quasi assoluto – anche qui con breve parentesi di dimissionamento nel 2004 - della dottrina e della pratica economica e fiscale di Silvio Berlusconi. Continua

Sono Pansa, perfetto qualunquista odiato a sinistra

Il giornalista Giampaolo Pansa, 74 anni

Il giornalista Giampaolo Pansa, 74 anni

Giampaolo Pansa. Maschio, 74 anni, nato povero a Casale Monferrato, zona di riconquistata libertà grazie ad Alessandro Galante Garrone, Vittorio Foa e, purtroppo dopo, Norberto Bobbio. Aspirante giornalista, giornalista, giornalista bravo, bravissimo infine, e famoso. Non vuole che si dica dove vive. Fuori città, comunque. Di sinistra, di molta sinistra, di mezza sinistra, di ultrasinistra, talora, ma mai troppo ultrà. Prima. Leggi l’intervista

L’ultima di Pierino: Caro Pd, te lo trovo io il segretario

Piero Chiambretti, 53 anni, mattatore su Italia 1 di "Chiambretti night"

Piero Chiambretti, 53 anni, mattatore su Italia 1 di "Chiambretti night"

“Leader della sinistra cercasi. Lo scriva: è questa la grande campagna che lancerò dal 22 settembre su Italia 1 nella seconda edizione di Chiambretti night“.
Appollaiato sotto un neon accecante degli studi Mediaset, Piero Chiambretti parla e si muove come se fosse in onda. Risposte brevi, fulminanti. Leggi l’intervista

Brunetta anti sinistra: “Non mi pento”. Con lui, la collega Gelmini e il popolo della Rete

Renato BrunettaNon si pente, Renato Brunetta, di aver mandato “a morire ammazzata” quella che lui definisce “la sinistra del male”, dei giornali, delle banche e degli interessi economici. Non si pente e lo dice chiaramente: “Non sono un ipocrita, non mi scuso per i toni che ho usato: se i giornalini o i giornaloni si attaccano a una battuta ironica fatta in romanesco facciano pure, nel merito di quello che ho detto non ho ricevuto nessuna obiezione”.
Continua

“Li abbiamo mandati noi e sono tornati morti”. Il Bossi “pacifista” fa discutere, a destra

martin
“Li abbiamo mandati noi e sono tornati morti”. Poche, semplici parole che Umberto Bossi pronuncia davanti alle bare dei sei parà caduti in Afghanistan. Il leader della Lega ha partecipato al funerale nella basilica di San Paolo fuori le mura, dove era presente insieme a tutto il governo, al presidente della Repubblica e alle alte cariche istituzionali. Una cerimonia funebre accompagnata dal dolore e dalla commozione intorno alle bare avvolte nel tricolore di Davide Ricchiuto, Matteo Mureddu, Antonio Fortunato, Roberto Valente, Massimiliano Randino e Giandomenico Pistonami. Continua

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Io la penso così, di Giovanni Fasanella
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
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Il video del direttore, di Giorgio Mulè
L'arcitaliano, di Giuliano Ferrara
Cane sciolto, di Vittorio Feltri
L'editoriale, di Giorgio Mulè
L'europeo, di Sergio Romano
Fatti & credenze, di Luca Ricolfi
Fuori Porta, di Bruno Vespa
 
 
 
 
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