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Siracusa

Al Sud fa caldo da morire: prime vittime, black out e aziende chiuse


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Quel Caldo Maledetto Giorno Di Fuoco. Ma le pistole del vecchio western all’italiana di Paolo Bianchini non c’entrano nulla. A rendere rovente la giornata odierna sono i gradi di temperatura che soffocano l’Italia. O meglio, certa parte d’Italia. In crisi soprattutto il sud, salendo fino a Roma. Sfrigolando in una graticola di caldo.
A Palermo, addirittura, sono state interrotte le trasmissioni tv locali per alcuni minuti: i cavi elettrici si sono surriscaldati mandando in tilt le linee che alimentano gli impianti di antenne trasmittenti su Monte Pellegrino. Per lo meno quelle non munite di impianto elettrogeno, che hanno salvato Rai e Mediaset.

L’alta temperatura è la probabile causa anche di un black out di energia elettrica, dovuto al guasto di due cavi dell’Enel, in diverse zone del capoluogo siciliano, soprattutto in piazza Unità d’Italia, via Giacomo Cusmano e corso Calatafimi. La stazione meteo dell’Enav all’aeroporto Falcone Borsellino a Punta Raisi ha rilevato oggi 42 gradi, con forte vento di scirocco a infervorare l’aria, secca, con umidità quasi assente.

Ma è Siracusa a voler accaparrarsi il primato, segnando nelle colonnine di mercurio, tra le 14 e le 15 del pomeriggio, una media di 44,2 gradi.

Intanto a Termini Imerese, nel palermitano, gli operai Fiat ci rinunciano. I lavoratori del secondo turno, che doveva iniziare alle 14, hanno preferito ritornarsene a casa e perdere una giornata di stipendio piuttosto che passare otto ore nei reparti di verniciatura e lastratura, alle prese con forni e saldatrici. E alcune industrie siciliane (come quelle del Petrolchimico di Priolo e di Gela), di loro sponte, hanno deciso di mandare a casa i propri dipendenti e fermare gli impianti. Ancora a Palermo oltre una decina di autisti dell’azienda trasporti Amat non ha svolto normale servizio per protesta, visto che alcuni mezzi sarebbero sprovvisti di impianti di climatizzazione.

In Calabria incendi di boschi e macchia mediterranea di piccole e grandi dimensioni sono segnalati un po’ ovunque nelle cinque province. Le situazioni più gravi nel reggino, su Motta San Giovanni e nelle zone di Scilla e Gambarie.

Inutile dire che il gran caldo rende sempre più preoccupante l’emergenza rifiuti in Campania. Nella sola Napoli oltre 1500 tonnellate di spazzatura giacciono indisturbate, non raccolte.

Anche Roma cerca di fare la sua parte: la temperatura continua a salire, toccando finora i 35,6 gradi. Proprio nella Capitale in mattinata è stato presentato il rapporto APAT-OMS “Cambiamenti climatici e salute”, e il suo contenuto è allarmante: previsti in Italia fino a due morti in più al giorno per ogni grado di aumento della temperatura in città grandi come Roma. Già ieri Vibo Valentia ha contato un decesso per il caldo.

Anche per domani non si prevede niente di buono. Di nuovo un maledetto giorno di fuoco. Per trovare un po’ di refrigerio pare che si dovrà attendere mercoledì.

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La cattedrale di Noto risorge. Vale più il Barocco o il petrolio?

[i](Credits foto: LCT-ARCHITETTURA)[/i]

Ci sarà il presidente del Consiglio Romano Prodi. Ma anche il presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Angelo Bagnasco, accompagnato dal segretario generale della Cei Giuseppe Betori. Ed è atteso anche il ministro per i Beni Culturali, Francesco Rutelli. Un vero parterre de roi, a Noto, lunedì prossimo, per la rinascita della Cattedrale San Nicolò. Il gioiello Barocco, patrimonio dell’Umanità Unesco, che riapre le sue porte. Dopo 11 anni. Da quando, la notte tra il 13 e 14 marzo del 1996, crollò la cupola e con essa parte della navata centrale, quella laterale destra con il transetto e i pilastri.
Ci sono voluti sette anni di lavoro per ridare vita al “monumento ferito” e riportare la Cattedrale al suo vecchio splendore. Una ricostruzione minuziosa, difficile, impegnativa in cui si sono coniugate le antiche tecniche costruttive con le più moderne tecnologie sviluppate nel campo dell’ingegneria sismica. Le parti recuperate dal crollo sono state mantenute e integrate nella nuova costruzione. Restano da realizzare ex-novo le decorazioni pittoriche all’interno della chiesa. Sono in restauro invece gli affreschi che si trovavano dietro l’altare maggiore.
Arriva dunque il giorno della festa per il patrimonio ritrovato. Restituito ai netini (così si chiamano gli abitanti di Noto) e alla comunità siciliana e di tutto il mondo. Saranno il sindaco Corrado Valvo, il vescovo della diocesi, Giuseppe Malandrino, e il prefetto di Siracusa Benedetto Basile, commissario straordinario per la ricostruzione, ad accogliere le autorità, fra cui senz’altro il presidente della Regione Siciliana, Salvatore Cuffaro, e il direttore del dipartimento di Protezione Civile, Guido Bertolaso.
Il gioiello barocco della Cattedrale San Nicolò a Noto (SR), rimessa a nuovo, a 11 anni dal crollo<br />
L’appuntamento è per le 11. Una breve processione accompagnerà tutti i presenti in Cattedrale, dove sarà il cardinale Giovanni Battista Re a celebrare la messa. Nel pomeriggio si terrà una conferenza in cui saranno presentati i lavori di restauro con i progettisti e il soprintendente ai Beni Culturali e Ambientali di Siracusa, Mariella Muti, ma anche il critico d’arte Vittorio Sgarbi a cui è affidata la presentazione del volume, edito da Electa e curato dall’architetto Rosanna La Rosa, che racconta il restauro. Il titolo? La rinascita della cattedrale di Noto.
La rinascita che acquista un significato simbolico. “Il segno di un’altra Sicilia possibile. Che ha saputo reagire allo schiaffo”, afferma orgoglioso il vescovo Malandrino. Una festa dunque, mentre non si placa il dibattito sulle trivellazioni nel Val di Noto, rilanciato anche da un recente appello del commissario-scrittore Andrea Camilleri.

Altro che No Logo: anche Siracusa si prende il marchio

Il lungo mare di Siracusa | Foto di Peppe Matarazzo
Ce l’ha Amsterdam. E pure New York. Ma anche Oslo, Copenaghen, Londra e Barcellona. O per restare in Italia, Venezia. Che cosa hanno in comune queste grandi città? Tutte hanno un loro marchio. Un simbolo identificativo della comunità. Che va oltre lo stemma araldico o il semplice logo turistico. Uno schizzo che racchiude la città e diventa veicolo di promozione, di conoscenza, di identità.
Il dato visivo di un vero e proprio brand. Anche la città di Siracusa, due anni fa inserita dall’Unesco fra i siti patrimonio dell’Umanità, adesso ha pensato di realizzare il proprio logo. Per diffondere anche graficamente l’immagine, i valori, i segni della città: la millenaria storia di Siracusa, capitale della Magna Grecia. Il Comune, in collaborazione con l’Associazione Italiana Progettazione per la Comunicazione Visiva, ha lanciato un bando di concorso internazionale per la realizzazione del marchio e del logotipo per la città di Siracusa, promuovendolo con eventi, mostre e conferenze.
Al concorso possono partecipare studi di grafica, pubblicità e comunicazione, ma anche singoli designer e architetti. Per presentare le proposte c’è tempo sino al 30 agosto. Poi una commissione di esperti di comunicazione visiva sceglierà il simbolo per Siracusa.

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
 
 
 
 
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