Leggi tutte le notizie su:
sky

Un’emittente porno della provincia di Pisa fa tremare mezzo mondo del calcio. No, non siamo impazziti: è tutto vero. C’è addirittura una causa in corso e a decidere sarà un giudice del Tribunale civile di Milano. La sua sentenza è attesa per lunedì prossimo e potrebbe slittare, al massimo, di qualche giorno. La prossima settimana, infatti, si conoscerà il destino di molte squadre di serie A per le prossime due stagioni di campionato. Se il magistrato Claudio Marangoni accoglierà il ricorso di Conto Tv, allora il contratto tra la Lega Calcio e Sky per la trasmissione delle partite sarebbe infatti sospeso. A questo punto, i club che basano i propri bilanci sulla vendita dei diritti televisivi potrebbero essere costretti a chiudere i battenti. Fantasia? Niente affatto visto che si parla di una perdita di 1.149 milioni di euro. Continua
- Tags: Annozero, approfondimento, belpietro, giornalisti, Matrix, Mediaset, par-condicio, politici, Porta-a-Porta, Rai, Santoro, sky, talk-show, Travaglio, tribune politiche, vigilanza
-

Michele Santoro, conduttore di Annozero, con Marco Travaglio
La decisione dell’AgCom di estendere alle tv private il polemico regolamento Rai imposto dalla Commissione di Vigilanza ai talk show di approfondimento politico è un favore alla tv di Stato. Né Porta a Porta né Matrix né Sky né Tetris.. I politici dovranno rinunciare alle telecamere o adattarsi ai minicomizi delle tribune politiche, sino alle regionali. Continua
- Tags: calcio, Conto tv, cronaca, diritti, Mario Crispino, Mediaset, panorama in edicola, pornografia, Rai, sky, tv
-

Mario Crispino davanti alla sede della sua Conto Tv con il simbolo di Superpippa
In onda l’altra notte avevano Schizzi bollenti. E presto arriveranno anche le avventure di Trombo. Ovvio: qui siamo a Conto Tv, “l’unica che si guarda senza tenere in mano il telecomando” come dice il comico toscano Alessandro Paci. Porno, cioè. Rigorosamente a pagamento. Continua
- Tags: aliquota, canone, imposta, iva, Mediaset, pay-tv, Rai, Silvio Berlusconi, sky, spot, tassa, telecomunicazioni
-

Adesso la Commissione Ue sceglie di mettere tutto nero su bianco. L’ufficialità per tacere ogni polemica. “Se le autorità italiane dovessero insistere nel non cambiare le aliquote Iva sulla tv a pagamento, la commissione Ue dovrà aprire una procedura di infrazione”. Lo ha detto la portavoce Ue per il Fisco, Maria Assimakopoulou, sottolineando che le aliquote non possono essere diverse.
La portavoce ha confermato che nell’aprile 2007 è stato presentato un reclamo. In Italia, secondo la portavoce, “venivano applicati due tassi Iva per la tv pay per view” spiegando che “per alcuni erano del 10 per cento e per altri del 20 per cento”. “Abbiamo analizzato la situazione e in base alla direttiva gli Stati membri possono applicare un tasso Iva basso ma deve essere mantenuta la neutralità fiscale”, ha aggiunto la portavoce, precisando che “la Commissione non prende posizione sul fatto che il tasso sia del 10 o del 20 per cento, ma non è possibile applicare due tassi diversi”. “A questo punto il caso è chiuso” ha proseguito la portavoce. “Nel momento in cui le autorità ammettono che c’è un problema e informano che hanno preso una decisione per porvi rimedio il caso è chiuso”.
Ma non per Sky. La tv di Murdoch non si arrende e prosegue la sua battaglia a colpi di spot contro la decisione del governo Berlusconi di aumentare l’Iva dal 10 al 20%. Da questa mattina un nuovo promo informativo viene diffuso sui canali Sky con l’invito agli abbonati a scrivere una mail di protesta: nel mirino stavolta non più Palazzo Chigi ma il ministero dell’Economia. Il video, in due versioni, della durata di 30 e di 15 secondi, si apre con una serie di scritte che vanno a sovrapporsi. È una lista di prodotti che godono dell’Iva agevolata al 10%. Tra gli altri, francobolli, marionette, uova di struzzo, prodotti petroliferi, manifestazioni sportive, libri, tabacchi grezzi.
Il video ricostruisce anche brevemente la vicenda dell’Iva agevolata applicata alla pay tv, confutando la tesi di esponenti del Governo che sia stata introdotta dalla sinistra per favorire Sky, e si chiude con l’invito: “Se credete che la decisione di raddoppiare l’Iva sul vostro abbonamento Sky sia sbagliata scrivete una mail a portavoce at tesoro.it”. “Molti prodotti in Italia” è il testo del video “godono dell’Iva agevolata al 10% tra cui uova di struzzo, francobolli da collezione e tabacchi grezzi. Inoltre tutti i prodotti editoriali su carta stampata e il canone Rai godono di un’aliquota ancora più bassa. In Italia l’Iva agevolata al 10% per i servizi televisivi è stata introdotta nel 1995 dal governo Dini, ben otto anni prima che nascesse Sky”.
E pensare che anche l’ex premier Romano Prodi (tirato in ballo dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti) ha ricordato che, sul caso dell’Iva per Sky, “le sollecitazioni dell’Ue perché fosse risolta l’asimmetria delle aliquote Iva per le televisioni in Italia ci furono. Una posizione assolutamente condivisibile, tanto che ci impegnammo a provvedere” spiega in un’intervista confermando le dichiarazione del ministro Tremonti, “ma poi non entrammo mai nel merito”.
Il VIDEO con il nuovo spot di Sky contro il governo:
Il VIDEO servizio:
- Tags: aliquota, canone, iva, Mediaset, Paolo-Romani, pay-tv, Rai, Silvio Berlusconi, sky, spot, tassa, telecomunicazioni
-

Inizialmente Silvio Berlusconi aveva “gelato” i cronisti spiegando che lì, a Tirana, avrebbe parlato solo di “cose albanesi”. Poi però quando nella conferenza stampa con il suo omologo Sali Berisha, ha fatto irruzione il tema Iva-Sky, il presidente del Consiglio ha subito risposto. Attaccando “la sinistra che difende i ricchi”.
Eppure, il premier si era anche detto pronto alla marcia indietro: “Se la sinistra insiste perché si cambi questa norma, io la prendo in parola e sono assolutamente d’accordo, purché si rispettino le normative europee”. E con una nota sibillina aveva concluso: “La sinistra perderà la faccia perché aspetto di vedere cosa farà quando Tremonti spiegherà le azioni del suo agire”. E proprio il ministro dell’Economia, rivela: “Il rialzo? Non c’erano alternative, ce lo impone la Ue. C’è un carteggio tra la commissione Ue e il governo Prodi che prevede l’impegno del governo ad allineare le aliquote. L’impegno scadeva in questi giorni”.
Da Tirana Berlusconi è tornato così sulla polemica innescata dalla decisione del governo di aumentare l’Iva dal 10 al 20% per le pay-tv. Ovvero per Sky. Una decisione che ha fatto gridare Pd e Idv al conflitto di interessi e che ha scatenato una raffica di spot anti-governo sulle reti di Murdoch.
È lo stesso premier alla fine a precisa la posizione del governo sul caso Sky e a chiudere ad ogni ipotesi di revisione della norma inserita nellla manovra anti-crisi. Nessun dietrofront dunque e nessuna apertura alle proposte del Pd come invece era sembrato dalle dichiarazioni precedenti del premier. “Io ho detto testualmente” ha spiegato Berlusconi tornando sulle parole pronunciate in mattinata “che se la sinistra fosse seria dovrebbe insistere, per ottenere che per Sky si ritorni alla condizione di privilegio precedente, passare cioè dal 20% al 10% dell’Iva”. Ma “l’alternativa” ha proseguito “era di riportare l’Iva di tutti gli audiovisivi, Mediaset compresa, al 10%: quindi Tremonti ha rimediato a un privilegio indebito nei confronti di Sky. Io non c’entravo niente e la sinistra si è appalesata per quella che è”.
Dunque indietro non si torna, ribadisce Berlusconi: “Se poi la sinistra insiste è chiaro che siccome io” ha rilevato ironicamente “sono quello del conflitto d’interessi, faccio festa perchè tutte le tv private, provinciali e regionali, e tutti gli audiovisivi, quindi anche Mediaset avranno una riduzione dell’Iva che è quella che ha avuto indebitamente Sky in tutti questi anni”.
A stretto giro interviene anche proprio Tremonti. Per il ministro dell’Economia “non c’erano alternative” all’aumento dell’Iva su Sky poiché incombe una procedura da parte della Commissione Europea. Tremonti ha sottolineato come la “differenziazione delle aliquote per lo stesso servizio era al di fuori dell’ordinamento della Commissione” e come la questione sia stata fatta oggetto di una procedura d’infrazione da parte della Commissione Ue secondo cui “se hai un servizio, devi avere un’aliquota unica”. “È stata avviata quindi una procedura sul criterio che se il servizio è uno l’aliquota non può essere diversa”, ha proseguito Tremonti, aggiungendo: “Il termine per evitare le infrazioni scadeva in questi giorni e noi abbiamo dovuto rispettare l’impegno di allineare le aliquote”. “La Commissione ha ritenuto questa asimmetria fuori dal suo ordinamento e il Governo Prodi si era già impegnato ad eliminarla”, ha aggiunto il ministro, spiegando che invece di allineare tutto al 10% “noi abbiamo scelto di allineare tutti al 20%”. Tremonti ha osservato di non capire le critiche secondo cui “3 euro sulla carta acquisti sono un’elemosina mentre aggiungere 2 euro all’abbonamento Sky è una rapina”. A chi gli chiedeva perché non trovare una aliquota intermedia tra il 10 e il 20%, Tremonti ha risposto: “Non è che si fa la mediazione”, aggiungendo: “Se il Parlamento chiede di portare tutto al 10% ne discuteremo ma io preferisco dare i soldi a chi ne ha davvero bisogno”. “A me sembrava più giusto mettere tutto al 20%, ma se non ci fosse stata l’Europa io il provvedimento non l’avrei fatto perché ho altro a cui pensare”, ha concluso il ministro.
Che, dopo aver parlato con i giornalisti, ha consegnato loro un dossier contenente tutta la documentazione relativa al carteggio intercorso nei mesi scorsi tra il Governo e la Commissione europea. La questione nascerebbe, in base alle carte, il 18 ottobre 2007, quando la Commissione invia una missiva alla rappresentanza permanente dell’Italia a Bruxelles, chiedendo spiegazioni sul perché l’Iva ridotta al 10% venga applicata ai servizi di trasmissione televisiva forniti agli abbonati via cavo e via satellite e non anche alle trasmissioni pay-per-view, reputando il trattamento difforme non in linea con l’ordinamento comunitario. Con due diverse lettere di risposta, il ministero dell’Economia (il 25 gennaio 2008) e la Presidenza del Consiglio dei ministri (il 29 gennaio 2008) si impegnano ad allineare la normativa italiana con quella europea. L’amministrazione finanziaria, si legge nella seconda missiva, “rappresenta che, al più presto allineerà con legge l’ordinamento nazionale a quello comunitario, applicando la medesima aliquota per tutti i servizi, sia quelli fruibili attraverso canoni di abbonamento, sia quelli cosiddetti pay-per-view. Dell’avvenuto adeguamento verrà data tempestiva comunicazione alla Commissione”.
In serata Berlusconi, rientrato a Roma, rincara la dose e attacca ancora il Pd: “La sinistra deve andare a casa”, dice. Ma l’arrabbiatura del premier arriva anche sui media: nel mirino i direttori di Stampa e Corriere della Sera. ”Che vergogna… questi sono i personaggi della sinistra con cui abbiamo a che fare. Io Sky la capisco, ha avuto un privilegio, ma non capisco i giornali che invece di chiedersi come mai c’era un rapporto privilegiato nei confronti di Sky attaccano me, che vergogna! Direttori e politici dovrebbero tutti cambiare mestiere, andarsene a casa, Politici e direttori di questi giornali, come La Stampa e il Corriere dovrebbero cambiare mestiere”: così dice il premier parlando con i cronisti. ”Altro che conflitto di interesse e Berlusconi…”.
Il FORUM dei lettori: “Sky e Berlusconi: conflitto d’aritmetica“
- Tags: Idv, immagini, iva, maggioranza, norma, opposizione, Pd, pdl, satellite, Silvio Berlusconi, sky, spot, tv
-

Continua lo scontro sull’Iva per le televisioni a pagamento. Sky, l’emittente di Murdoch, non si ferma e torna all’attacco contro Palazzo Chigi: “Il provvedimento colpirà 4.7 milioni di famiglie che hanno liberamente scelto di abbonarsi ai nostri prodotti”. Ma il presidente del Consiglio spiega: “Il raddoppio dell’Iva penalizza tutte le televisioni a pagamento, anche Mediaset“.
In un comunicato, Sky ribadisce che “Si tratta di un aumento delle imposte per gli abbonati e dunque, come qualsiasi aumento dell’Iva, è integralmente a carico del consumatore. Ciò significa che qualora questo provvedimento fosse confermato dal Parlamento, a partire dal primo gennaio ogni cliente di Sky avrà un aumento delle imposte sul suo abbonamento pari al 10%”.
La protesta della televisione satellitare non si limità però ai comunicati. L’offensiva passa anche da un video-spot anti Iva. La campagna televisiva è il punto di partenza della protesta di Sky contro le misure anti-crisi decise dal governo che vanno a ricadere sul canone degli abbonamenti alle pay tv. Il filmato è composto da immagini di una conferenza stampa della Presidenza del Consiglio con Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti a cui ne susseguono altre, tratte da programmi Sky, con il testo che recita: “In una fase di crisi economica i governi lavorano per trovare una soluzione che aumenti la capacità di spesa dei cittadini e sostenga la crescita delle imprese. Il governo italiano ha annunciato invece una misura che va nella direzione opposta: il raddoppio delle tasse sul vosto abbonamento a Sky che va dal 10 al 20%”.
Non è finita. Il testo dello spot prosegue: “Un aumento delle tasse per 4 milioni e 600 mila famiglie. Questo, anche se durante la scorsa campagna elettorale il governo aveva promesso di non aumentare le tasse alle famiglie italiane. Dal 2003 Sky ha costantemente investito in Italia trainando la crescita dell’intero settore televisivo, senza utilizzare sussidi da parte del governo creando migliaia di nuovi posti di lavoro ma soprattutto offrendo a tutti gli italiani la possibilità di scegliere i programmi televisivi che preferiscono in piena libertà ”.
“Se il Parlamento non lo bloccherà ” conclude lo spot “questo aumento delle tasse sul vostro abbonamento Sky entrerà in vigore il prossimo 1 gennaio. Se credete che questa decisione sia sbagliata scrivete una mail a: segreteria.presidente at governo.it. Per dire al governo la vostra opinione”.
Il raddoppio dell’Iva dal 10 al 20% sui canoni d’abbonamento radiotelevisivi frutterà 214 milioni di gettito aggiuntivo nel 2009 e 270 milioni all’anno a partire dal 2010. Le cifre sono contenute nella relazione tecnica che accompagna il dl anticrisi.
A fianco dell’emittente di Murdoch, scende in campo anche il segretario del Pd: “Questa misura è un modo per colpire un’impresa, Sky, che produce e da lavoro e per colpire i cittadini, deprimendo ulteriormente il paese”, spiega Veltroni criticando il provvedimento previsto nel decreto anticrisi. “È una misura” evidenzia Veltroni “che agisce per il 92% sul principale concorrente di Berlusconi. E poi siamo sempre da capo a dodici: il governo prende una misura che è un aumento delle tasse perchè non stiamo parlando di famiglie ricche ma dei tifosi di calcio che si sono abbonati a Sky, ora si trovano il prezzo raddoppiato”.
Questo il VIDEO tratto da YouTube con lo spot anti Iva di Sky:
-
Discutine sul FORUM: Iva raddoppiata per la pay tv (Sky): cosa ne pensate?
- Tags: Idv, iva, maggioranza, norma, opposizione, Pd, pdl, satellite, Silvio Berlusconi, sky, tv
-
Prima un doppio attacco. “Se la sinistra vuole veramente dialogare con noi” dice il presidente del consiglio Silvio Berlusconi in collegamento telefonico con il convegno della Democrazia Cristiana autonomista di Gianfranco Rotondi, organizzato a Sesto San Giovanni, “una cosa potrebbe veramente farla: porre fine all’alleanza con il signor Antonio Di Pietro, calunniatore e violento. Farebbe un servizio al Paese”. Berlusconi ha quindi accusato la sinistra di lanciare attacchi infondati nei confronti del governo: “Attraverso i loro giornali e le trasmissioni televisive raccontano che noi non abbiamo fatto niente per l’economia reale. Sono perennemente in campagna elettorale”.
Poi il Cavaliere si è messo “in difesa” per spiegare la norma che alza l’Iva dal 10 al 20% per le pay tv inserita nel pacchetto “anti-crisi”, subito ribattezzata “tassa Sky”. Ma le polemiche suscitate dall’intervento sulla tv satellitare e la reazione del gruppo di Rupert Murdoch (spot, interventi dei volti noti dela tv satellitare) innescano, comunque, una riflessione sulla misura nella maggioranza.
Tanto che da più parti nel centrodestra vengono ipotizzate limature o modifiche in sede di dibattito parlamentare che, secondo quello che è al momento l’orientamento del governo, dovrebbe partire a Palazzo Madama. D’altra parte il ‘caso-Sky’ rappresenta anche un macigno sulla strada, piuttosto stretta, del dialogo auspicato dal Cavaliere. Tutta l’opposizione si scaglia contro la norma considerata dal centrosinistra frutto del conflitto di interessi del premier e penalizzante per milioni di famiglie con l’Italia dei Valori che la bolla come “scandalosa” e da “Repubblica delle banane”. Nulla di tutto ciò per il presidente del Consiglio che, in collegamento telefonico all’assemblea della Dc, per le Autonomie di Gianfranco Rotondi difende il testo.
“È stata penalizzata anche Mediaset” dice “che sta facendo partire una tv a pagamento. Questo significa che la sinistra si è inventata ancora una volta il conflitto di interessi”. In ogni caso dalla maggioranza si fa sapere che sulla questione verranno fatte verifiche tecniche. E, anche se, come spiega il sottosegretario allo Sviluppo Economico con delega alle Comunicazioni, Paolo Romani “al momento la decisione politica è questa”, c’é chi non esclude la possibilità che in Parlamento si intervenga con emendamenti. Sulla norma su Sky “deciderà il Parlamento”, dice il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi. “Valuteremo nel merito la questione - sottolinea anche il presidente dei senatori Maurizio Gasparri - e se si trovano soluzioni sul campo c’é la massima disponibilità , vedremo”. Gasparri sottolinea comunque che “l’importante è che non ci sia la volontà di colpire un gruppo importante”.
Si spinge ancora più in là il vice presidente dei deputati del Pdl Italo Bocchino che sottolinea la necessità di “approfondire questa norma, serenamente in Parlamento e, se necessario, modificarla lasciando le cose come state fino a oggi”. Il governo mantiene l’obiettivo di approvare il testo, almeno in un ramo del Parlamento, entro Natale, ma, se ci fossero modifiche e, dato che c’è tempo fino al 29 gennaio, il primo ok potrebbe slittare alla prima settimana dopo il rientro dalle ferie. Un tempo più ampio che potrebbe favorire un dialogo che, anche a seguito delle polemiche sulle tv satellitari, è sembrato allontanarsi.
“Nonostante le dichiarazioni odierne - sottolinea il parlamentare dell’Udc Roberto Rao - siamo sicuri che il dialogo chiesto da Berlusconi non verrà meno e uno degli effetti sarà quello di far tornare le pay-tv alla normativa precedente”. Certo è che Pd e Idv vanno all’attacco contro quello che giudicano un ennesimo ‘blitz’ figlio del conflitto di interessi. L’ex presidente dei Ds, Massimo D’Alema, parla di una “anomalia” che “non è normale in un Paese democratico”.
Il VIDEO servizio:
Nulla di fatto per la cessione dei diritti tv in chiaro del calcio: l’intesa è sfumata per una differenza che ora si aggira intorno ai 6,5 milioni di euro tra domanda della Lega e l’offerta della Rai, come ha detto il presidente della prima, Antonio Matarrese. Il calcio di serie A resta quindi per il momento oscurato sia in video che in audio, mentre quello di serie B torna in televisione grazie a Sky in base all’accordo per le stagioni 2008-2009 e 2009-2010, relativo sia alla regular season, con anticipi e posticipi, sia agli eventuali play off e play out. Il costo (sei euro) è di due euro inferiore a quello di una singola partita di A, ma si può ipotizzare, in futuro, lo sviluppo di pacchetti ancora più economici.
L’accordo siglato oggi tra Sky Italia e Lega Calcio si basa su una formula innovativa, legata alla condivisione dei ricavi (revenues sharing). Le partite della Serie B verranno trasmesse sui Canali Calcio di Sky con la formula della Pay Per View, tramite il servizio Primafila di Sky. Il primo appuntamento sarà domani, con la diretta del primo anticipo, Parma-Rimini, in programma alle 20,45 su Sky Calcio 1 e Sky Sport 1.
Un interesse, quello di Sky per la serie Cadetta, che non ha come primo obiettivo i ricavi, ma vuole essere un segnale di disponibilità al pianeta calcio e rientra nella filosofia illustrata ieri dall’amministratore delegato di Sky Tom Mockridge, presentando i palinsesti per la prossima stagione: ”Per crescere devi aumentare gli investimenti”.