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smog

“Noi, genitori antismog di Milano, costretti a respirare il Pm10″

Piazza del Duomo, Milano. ANSA/ARCHIVIO

Piazza del Duomo, Milano. ANSA/ARCHIVIO

Di Andrea Monti

Stop alla circolazione dei diesel Euro 3 senza filtro. Abbassamento da 22 a 21 gradi della temperatura massima per i riscaldamenti. E divieto per i negozi di tenere le porte sempre aperte, per evitare dispersioni di calore. Sono i provvedimenti anti-smog in vigore da oggi a martedì (weekend escluso) a Milano e in 34 Comuni della Provincia. Queste misure sostituiscono il blocco del traffico che avrebbe dovuto entrare in vigore lunedì scorso, dopo due settimane consecutive di sforamento dei limiti di legge sul pm10 (particelle inquinanti di diametro uguale o inferiore a 10 millesimi di millimetro). Il blocco è stato revocato dall’amministrazione Pisapia, che domattina alle 11 troverà gli ambientalisti in protesta davanti alla sede del Comune. Anna Gerometta è una delle fondatrici dell’associazione Genitori Antismog. Continua

Il balbettio di Pisapia sullo stop alle auto: critiche anche dagli ambientalisti

(Foto Ap)

(Foto Ap)

Andrea Monti

“La revoca dello stop alle auto è stata una scelta sbagliata nel merito e nel metodo”. Enrico Fedrighini è stato capogruppo dei Verdi nel Consiglio comunale milanese dal 2006 al 2011. Nell’ultima campagna elettorale ha sostenuto Pisapia. “Lo appoggio ancora – assicura a Panorama.it. “Lo critico perché sono convinto che possa e debba cambiare le cose”. Oggi avrebbe dovuto scattare il blocco della circolazione, dopo due settimane consecutive di sforamento dei limiti di legge sul pm10 (particelle inquinanti di diametro uguale o inferiore a 10 millesimi di millimetro). Sabato l’amministrazione ha fatto retromarcia, fissando per questo pomeriggio un incontro con la Provincia e i Comuni dell’hinterland. Obiettivo: accordarsi su “un pacchetto di misure condivise” contro lo smog. Fedrighini è scettico: “Servono azioni, non chiacchiere. Chi è pagato dai cittadini deve agire”. Continua

Moratti si rilancia a Milano: Fatemi ripartire, in Letizia

Il sindaco di Milano Letizia Moratti

Sottovoce, con garbo da signora ma temperamento da sindaco, dice: “Non ho mai mollato in vita mia”. E in effetti non l’ha fatto nella gara con cui ha vinto l’assegnazione di Expo 2015, né nella lunga battaglia per ottenere dal governo i finanziamenti per l’esposizione. A Panorama assicura che non lo farà nemmeno da qui al 2011, data delle prossime elezioni amministrative, anche se oggi c’è chi è pronto a scommettere che non sarà lei la candidata del Pdl. Leggi l’intervista

L’Italia di Legambiente, tra smog, rifiuti e il boom dei prodotti bio

Smog a Milano
Non è ancora stata risolta l’emergenza italiana in campo ambientale: la situazione è critica per i rifiuti al Sud, per la mobilità nei trasporti su strada, per l’inquinamento da Pm10 al Nord.
Eppure non mancano le good news e riguardano la riduzione delle emissione climalteranti dell’1,7%, la crescita dell’agricoltura biologica, dei marchi ecolabel e del turismo sostenibile.

La fotografia sullo stato dell’arte la scatta il rapporto di Legambiente Ambiente Italia 2009 - Rifiuti made in Italy, presentato a Roma. I rifiuti sono ancora un’emergenza, presi come “metafora delle politiche ambientali”, per “il clamoroso ritardo impiantistico” del sud (ci sono il 47% delle discariche di tutto il Paese, soltanto il 14% di impianti per compostaggio e il 28% per il trattamento meccanico biologico).
E il 54% dei rifiuti viene ancora smaltito in discarica, con il record del 94% in Sicilia. Aumenta la produzione di rifiuti urbani (più 12% dal 2000 al 2006) e lo smaltimento illecito di quelli speciali per un giro d’affari di 4,5 miliardi all’anno. Tra le buone pratiche, i 1.081 comuni (nel 2007) oltre l’obiettivo del 40% di raccolta differenziata, la Sardegna che raggiunge il 38% al 2008, e i 118 comuni campani oltre il 40% di differenziata (Salerno arriva all’80% nei quartieri con il porta a porta).
La mobilità è un altro “punto dolente”: il sistema dei trasporti paga gli spostamenti personali e delle merci (per il 74% del totale su strada), un parco veicolare “spropositatamente elevato”, l’emergenza smog delle città del nord, e un trasporto pubblico che segna “una ripresa insignificante”.

Tra le buone notizie, la conferma del nostro Paese con il parco auto a minor emissione di CO2 (146 g/km contro una media europea di 158). Il 65% di tutte le stazioni di monitoraggio ha registrato il superamento del valore limite giornaliero di PM10 (50 microgrammi/metro cubo per non oltre 35 giorni all’anno), con una situazione eccezionalmente critica nelle regioni padane e a Roma (oltre l’80% dei casi in Emilia, Lombardia, Piemonte e Lazio). Per il capitolo clima, calano, per la prima volta, le emissioni di gas climalteranti dell’1,7%, per la combinazione tra bassa crescita economica e alte temperature invernali con minori consumi energetici.
Con 570 milioni di tonnellate di C02 equivalente, l’Italia è comunque il terzo Paese europeo per emissioni (del 17,5% sopra l’obiettivo al 2012). C’è una “contrazione del gettito da tassazione ambientale”: nel 2007 la fiscalità ambientale ha raggiunto “il minimo storico degli ultimi 30 anni in rapporto alle entrate tributarie (8,9% sul totale di tasse dirette, indirette e in conto capitale)”.
L’Italia è diventata leader europeo per numero di licenze di prodotti con marchio ecolabel, il 31% sul totale Europeo, con un grande successo dei sistemi di gestione ambientale (13.132 siti certificati Iso 14001 nel 2008). E’ cresciuta l’agricoltura biologica (1.150.253 ettari nel 2007) e ha segnato un forte sviluppo il settore degli allevamenti biologici. Registra buoni risultati la ricettività diffusa (al 23% nel 2007) dei bed & breakfast e degli agriturismi, legata alle risorse naturali e agli insediamenti esistenti.
Secondo il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza il rapporto è “il giusto strumento per capire in quali settori intervenire” anche alla luce di “un new deal” ecologico attraverso incentivi, una politica fiscale incentrata sul consumo delle risorse ambientali, innovazione e ricerca, e valorizzazione delle piccole e medie imprese. Per il responsabile scientifico di Legambiente Stefano Diafani sui rifiuti bisogna imboccare “la strada della gestione sostenibile”, definire “le regole del gioco a livello centrale e locale, replicare le best practices sulla differenziata”.

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L’Ue mantiene gli impegni sul clima e dice sì alle richieste italiane

Inquinamento

Sul clima l’Unione europea supera gli ostacoli e va avanti, dopo che i leader europei hanno accolto la richiesta italiana di valutare il pacchetto di misure anche alla luce dei costi-benefici.
Dal Consiglio Europeo di Bruxelles esce insomma, unanimemente confermata, la tabella di marcia del pacchetto ambiente ed energia su cui si era manifestata la contrarietà di Polonia e Italia che avevano minacciato il veto pur di fermare i tagli alle emissioni di anidride carbonica e l’incremento di efficienza energetica ed energia rinnovabile.
Il presidente francese, Nicolas Sarkozy e il presidente della Commissione europea, José Manuel Durao Barroso hanno espresso tutta la propria soddisfazione per il fatto che sull’applicazione del pacchetto clima ed energia dell’Ue deciderà il Consiglo di dicembre, come da programma. “Nessun cambiamento in programma” ha detto Sarkozy “ma l’impegno a trovare soluzioni per i paesi che hanno manifestato problemi”. Il tutto senza slittamenti.
Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha “accolto molto bene”, la formula ragguinta dal Consiglio europeo per venire incontro alle preoccupazioni e alle richieste dell’Italia sul pacchetto Clima. “Esaudisce le nostre richieste e dà risposte alle nostre preoccupazioni”, ha spiegato Berlusconi in conferenza stampa, osservando che “se l’Ue vuole essere la portabandiera di una politica di riduzione delle emissioni e un paradigma per chi procede in questa direzione, i gravami devono essere ripartiti su tutti i cittadini europei. Non è possibile” ha proseguito “che l’Italia che ha un’economia basata sul manifatturiero, si addossi diciotto miliardi all’anno”.
Anche il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha spiegato che è stata accolta la richiesta del Paese di applicare con “flessibilità” e valutando la sostenibilità degli obiettivi della lotta ai cambiamenti climatici.
Nel testo diffuso dalla presisenza francese si riafferma l’obiettivo di un accordo al vertice di dicembre, ma si invita a lavorare nelle prossime settimane per “un’applicazione del pacchetto in un modo da tener rigorosamente conto del rapporto costi-benefici per tutti io settori dell’economia europe e per tutti gli Stati membri”. Il Consiglio europeo, si legge ancora nella bozza, conferma “l’impegno a onorare gli impegni ambiziosi assunti in materia di clima” e quindi riafferma “l’obiettivo di un accordo a dicembre” sulle quattro direttive della Commissione su clima ed energia. La nuova frase aggiunta nelle conclusioni rappresenta un’apertura all’Italia, che ha chiesto una valutazione di impatto sui costi, ma anche alla Polonia e ad altri otto paesi dell’est che hanno chiesto di tenere conto delle “specificità dei singoli paesi” nell’applicazione delle misure.
Il pacchetto clima punta ad applicare le decisioni assunte all’unanimità dai 27 nel marzo dello scorso anno e che prevedono, entro il 2020, una riduzione del 20% di emissioni di gas nocivi rispetto ai livelli del 1990, un aumento del 20% di consumi da energie rinnovabili e un incremento del 20% del consumo energetico di fonti rinnovabili, includendo una quota del 10% di biocarburanti per il settore dei trasporti.
Il dispositivo predisposto dalla Commissione inoltre intende offrire nuove opportunità commerciali alle imprese europee, oltre che migliorare la sicurezza dell’approvvigionamento energetico. Gli elementi principali del pacchetto:
- Aggiornamento ed estensione dell’attuale sistema di scambio delle quote di emissioni (ETS) - che risale al 2005 - a tutti i principali inquinatori industriali, come le centrali elettriche ed altri gas ad effetto serra, come il protossido di azoto (che si trova nei fertilizzanti) e i perfluorocarburi (nell’alluminio).
- Riduzione delle emissioni per i settori che non rientrano nel sistema ETS, come trasporti, edilizia, agricultura.

- Assegnazione ad ogni paese di un obiettivo nazionale nel quadro di una ripartizione equa.
- Fissazione di un obiettivo giuridicamente vincolante per ciascun paese con riguardo all’aumento delle energie rinnovabili.
- Creazione di un nuovo quadro giuridico per la cattura e lo stoccaggio sotterraneo di CO2, per incoraggiare investimenti in questo processo costoso.

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Città verdi: Belluno sempre al top. Sud sempre in panne

Cortina, in provincia di Belluno

Il Nord Italia più virtuoso del Sud, anche nel “verde”. Una storia già vista in altre classifiche, come quelle sulla ricchezza, sulla qualità della vita, sulla produttività e sul rendimento scolastico, come ha riportato la scorsa estate il ministro dell’Istruzione Gelmini. Sono queste alcune conclusioni che saltano fuori, leggendo i “125 indicatori di Ecosistema 2009″, l’indagine sulla sostenibilità urbana di Legambiente, il Sole 24 Ore e Ambiente Italia, società di ricerca e consulenza sulla gestione dell’ambiente. Le città più “verdi”, secondo lo studio, sono nel Centro Nord, mentre il Sud annaspa tra cattiva gestione della raccolta dei rifiuti, smog e trasporto pubblico inefficiente. E tra le “big”, lo scorso anno entrambe al 55esimo posto, si segnala lo scatto di reni di Milano, che guadagna dieci posizioni arrivando al 49esimo posto, mentre tracolla la capitale: al 70esimo posto. Roma ha un inquinamento atmosferico leggermente più basso rispetto a quello del capoluogo lombardo, ma per il resto la Capitale mette in fila una serie di risultati negativi: Milano ad esempio batte Roma in raccolta differenziata, isole pedonali e piste ciclabili.

Entrando nel dettaglio della classifica, la città regina d’Italia, per il secondo anno consecutivo, è Belluno, mentre fanalino di coda è la piccola Frosinone. Tra le prime cinque città, anche Siena, Trento, Verbania e Parma.
Pur senza primeggiare in quasi nessuno dei parametri selezionati la città veneta ha buone performance in tutti i settori: una discreta qualità dell’aria (la media annuale delle polveri sottili scende da 26 a 23 microgrammi per metro cubo, ampiamente entro i limiti di legge), un’ottima raccolta differenziata (il 57,4%), una bassissima produzione pro capite di rifiuti, bassi consumi di acqua (136 litri pro-capite, ma perdite eccessive dalla rete idrica: il 36%), un trasporto pubblico sufficiente (76 viaggi a testa ogni anno), una buona dotazione di spazio per le bici (4,6 metri per abitante) e una crescita costante degli spazi interdetti alle auto.
L’altra faccia dell’Italia delle città si chiama Frosinone, che occupa la coda insieme a Ragusa, Catania e Benevento. Nel capoluogo laziale parecchio smog, un trasporto pubblico quasi inesistente, un altissimo tasso di motorizzazione (73 auto ogni 100 abitanti). Ecosistema Urbano 2009 (qui il documento in .Pdf) segnala inoltre la presenza di Cagliari al 35esimo posto nella classifica generale (prima delle città del Sud e Isole) e al quinto posto tra le grandi città, in salita di 17 posizioni rispetto all’edizione 2008.
Al Sud migliora anche Caserta, che si piazza al 37esimo posto (era al 41esimo lo scorso anno). Belluno cinque anni fa navigava poco sopra la metà della classifica dell’ecosostenibile.
Poi in pochi anni la grande rimonta, fino alla vetta per il secondo anno consecutivo. “Il merito è dei nostri cittadini che sono tra i più educati in Italia per senso civico”, spiega a Panorama.it il sindaco Antonio Prade (Pdl): “Sono virtuosi e conducono una vita sobria: abbiamo la minor percentuale di produzione di rifiuti. A questo si aggiunge una buona politica
di differenziazione dei rifiuti, politiche selettive del traffico delle auto, con zone ad accesso vietato o limitato, incentivo al trasporto dei mezzi pubblici e buona politica della depurazione delle acque”. Per il sindaco veneto di centrodestra il fatto che Belluno sia piccola non giustifica il suo primato dovuto a una maggiore facilità nella gestione delle politiche ambientali. “Ultima è Frosinone, che non è certo una metropoli. C’è un’Italia virtuosa e produttiva che manda avanti un paese intero, come il Veneto e la Lombardia, che poi non è presa in considerazione dallo Stato: a Napoli sono stati fatti sette consigli dei Ministri, ma nessun sottosegratario si è degnato di venire da noi una sola volta per vedere con i suoi occhi il nostro modello di gestione delle politiche ambientali”.
Certo, se fosse a Napoli, il sindaco ammette che “sarebbe molto più complicato gestire i problemi rispetto a Belluno”. Ma un consiglio nel cassetto ce l’ha lo stesso: “I napoletani dovrebbero condurre una vita più sobria. È questo il segreto di noi bellunesi: stare attenti alle cose più piccole della vita quotidiana. Solo così si diminuiscono gli sprechi, si inquina di meno e si producono meno rifiuti”.

Con l’autunno torna lo smog. E le città corrono ai ripari

Ecopass a Milano

150 milioni di cittadini europei hanno aderito alla settimana di sensibilizzazione sulle polveri sottili nelle città che si concluderà sabato prossimo. Il 22 settembre, in particolare, è stata la giornata europea senza le auto, ma anche il primo giorno dell’autunno che, come consuetudine, porta con se l’aumento dello smog nelle grandi città. Ognuna delle quali con la propria ricetta per ridurre le famigerate Pm10, che si ritrovano regolarmente fuorilegge rispetto ai limiti stabiliti dalle norme europee. Da nord a sud ogni amministrazione comunale ha messo in campo tanta buona volontà. Milano e Roma presentano una situazione molto articolata, vediamola nel dettaglio.

MILANO - Nell’area “Ecopass” (attiva dalle 7,30 alle 19,30 dei giorni feriali) si è ridotto il traffico, commerciale e privato, con una riduzione nell’area del valore medio delle emissioni dei principali inquinanti. In vista dell’Expo del 2015 si punta all’estensione della rete metropolitana dagli attuali 75 chilometri con 88 stazioni a 142 chilometri con 152 stazioni. E poi aumento delle piste ciclabili (dagli attuali 72 chilometri ai 147 previsti entro il 2011) e lo sviluppo di aree a pedonalità privilegiata. È attivo il “car sharing” ed è previsto anche l’aumento del numero dei parcheggi di interscambio, dagli attuali 20 a quasi 30. In programma anche un accordo con i tassisti per rinnovare il parco auto interamente composto da vetture ecologiche entro il 2014. Per quanto riguarda i trasporti pubblici, l’obiettivo del piano dell’azienda dei trasporti milanesi, l’Atm, è la riduzione al 2010 del 50 per cento del monossido di carbonio e del 90 per cento di idrocarburi incombusti e del Pm10.

ROMA - A fine settembre verrà presentato il piano antismog. Intanto si progettano alcune misure a breve termine. Si parte dal biodiesel gratuito per 3 mesi per i mezzi pubblici a maggiori controlli delle emissioni delle auto, fino agli incentivi per l’acquisto di auto a gpl e metano. Già introdotta l’eco-sosta, cioè il parcheggio gratuito per le auto elettriche o ibride all’interno delle strisce normalmente a pagamento. Si prevede poi l’installazione di 60 postazioni di ricarica elettrica nei distributori di benzina della Capitale e il potenziamento delle piste ciclabili con 40 chilometri in più. Si allargherà il servizio di bike sharing ed è prevista anche la creazione di un team di studiosi e un rapporto di stretta collaborazione con Università, Enea, Cnr e Inspra. A lungo termine il piano è ambizioso: punta alla fluidificazione del traffico attraverso una diversa articolazione degli orari di lavoro e l’incentivazione dell’utilizzo del telelavoro.
NELLE ALTRE CITTÀ - A Torino, dove il traffico è diminuito del 9 per cento tra 2006 e 2008, si punta ad unificare le zone a traffico limitato e con telecamere di controllo per l’accesso sta vagliando l’ipotesi di un “Ecopass” nel 2009. Oppure Bologna che punta all’aumento delle aree a prevalente mobilità pedonale e ciclabile e l’obiettivo per il 2011 è il 10 per cento della mobilità in bici. Napoli punta ancora sulle domeniche a piedi e sulla regolamentazione della sosta nel centro, mentre a Bari ci sarà spazio per la zona a traffico limitato a Bari Vecchia e per il “park and ride” (parcheggio di interscambio). Ancora da definire la situazione a Palermo dopo la bocciatura da parte del Tar delle due zone a traffico limitato nel centro. Non ci sono al momento autobus ecologici nella flotta palermitana. Ci sono invece 40 auto disponibili per il servizio di car sharing. Frosinone, città con meno di 50 mila abitanti ma tra le “maglie nere” assolute in Italia per gli sforamenti delle emissioni di Pm10, si gioca, oltre a provvedimenti strutturali sulla viabilità, la carta del lavaggio delle strade due volte a settimana. Inoltre, secondo quanto afferma l’assessore all’Ambiente, Roberto Spaziani, saranno lavate le strade due volte alla settimana, per ridurre la presenza di polveri sottili. Prevista anche la realizzazione di parcheggi di scambio per favorire il passaggio dai mezzi della Cotral a quelli della Geaf, per la gran parte a metano.

ITALIA MAGLIA NERA IN EUROPA - Le città italiane restano comunque in grave ritardo sul fronte della sostenibilità rispetto all’Europa. È il quadro tracciato da Maria Berrini, presidente dell’Istituto di ricerche Ambiente Italia. Secondo l’esperta, in Italia “serve una svolta radicale: le nostre città sono infatti in ritardo rispetto a molte altre città europee. Sono quelle dove la salute è ancora a rischio, collocandosi tutte tra il 45 per cento delle 32 città europee che non rispettano il limite per le polveri sottili fissato nel 2005″. L’auto resta sempre il mezzo di gran lunga più utilizzato negli spostamenti casa lavoro. I dati dimostrano quanto ampio è lo spazio di miglioramento. Per esempio, è possibile usare il trasporto pubblico per “il 58, 47 e 45 degli spostamenti casa lavoro a Praga, Stoccolma e Vienna e rendere i cittadini “molto soddisfatti della sua qualità a Vienna, Monaco e Berlino”. Inoltre, è possibile usare la macchina meno di altri mezzi, come a Barcellona e Madrid (35 per cento degli spostamenti casa - lavoro) o a Vienna, Goteborg, Helsinki, Hannover, Copenaghen e Stoccolma (oltre il 50 per cento). Ed esistono anche città moderne “senza auto”, come Copenaghen e Riga, con 20 auto ogni 100 abitanti, oppure Berlino, Londra e Parigi con 30 auto per 100 abitanti. Guardando alle due ruote, dice l’Istituto, “la bici è il mezzo di trasporto più comodo per gli spostamenti in città a Copenaghen per il 29 per cento dei cittadini con moderazione della velocità e spazi per le biciclette ad Helsinki, Stoccolma e Hannover”. Le aree verdi aiutano a rendere una città più sostenibile: Oslo e Goteborg gli esempi più significativi.

Lo smog non cala. E per Legambiente una città su due è già fuorilegge

Un immagine di archivio di Milano avvolta nello smog e polveri sottili | Ansa
L’allarme smog non cambia né diminuisce: anche nel 2008. E per quasi la metà delle 82 città italiane monitorate da Legambiente. Maglia nera per Torino e Frosinone, che da gennaio a fine marzo hanno superato la soglia di legge ben 61 volte.
Secondo la classifica di Legambiente “Pm10 ti tengo d’occhio”, che ogni settimana mette a confronto i livelli di polveri sottili (Pm10) nelle principali città italiane sulla base dei dati registrati dalle centraline di monitoraggio della qualità dell’aria, non brilla nemmeno Lucca a quota 59 giorni di superamenti, Vicenza a 56 e Modena a 54. Considerando che per essere in regola in materia di polveri sottili non bisogna oltrepassare 35 giorni all’anno con valori giornalieri di 50 microgrammi per metro cubo, dai dati Legambiente sono già 35, cioé il 43% degli 82 centri urbani monitorati, ad aver esaurito il bonus consentito dalla legge per il 2008, con almeno 9 capoluoghi prossimi ai 35 superamenti.
Tra le grandi città, spiega Legambiente, Venezia è a quota 52 sforamenti, Milano a 46, Napoli tocca 43, Roma 37, Firenze 35, Bologna 33, Bari 30, Palermo 23 e Taranto 18. Fra le regioni, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto sono quelle in cui mediamente si sono registrati dall’inizio dell’anno ad oggi i valori più elevati di Pm10. Chiudono la classifica Ascoli Piceno e Siena con 2 superamenti e Reggio Calabria con 1. “Il quadro è preoccupante” afferma Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente “anche nel 2008, come negli anni scorsi, i livelli di Pm10 in molte città sono decisamente troppo elevati. Il numero di auto circolanti ne è il principale responsabile ma anche con questa consapevolezza, confermata da più parti, non sono state ancora adottate dalle amministrazioni soluzioni alternative valide al mezzo privato”.
Per il presidente del Legambiente “occorrono più mezzi pubblici, dall’autobus al tram, al treno metropolitano, sistemi di car sharing, taxi collettivi, piste ciclabili, e sistemi di penalità come il road pricing che incentivino il trasporto pubblico a scapito di quello privato”.

Il VIDEO servizio:

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