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#Equitalia, quando l’uomorismo è fuori luogo

La sede di Equitalia colpita dal pacco bomba (Credits: La Presse)

La sede di Equitalia colpita dal pacco bomba (Credits: La Presse)

E’ un umorismo pericoloso quallo che percorre il web. Sono passati pochi minuti dalla notizia del pacco bomba presso una sede di Equitalia a Roma che subito su twitter e sui social network sono andate moltiplicandosi le battute di cattivo gusto come questa Continua

«Così i social network stanno soppiantando la comunicazione politica in tv»

Roma, festa per la vittoria referendaria - ANSA

Roma, festa per la vittoria referendaria - ANSA

Claudia Daconto Manifesti, volantini e comizi elettorali addio? “No – risponde a Panorama.it Marco Cacciotto, docente di Marketing politico alla Statale di Milano – ma amministrative e referendum hanno dimostrato che chi fa campagna elettorale dovrà imparare a utilizzare strumenti e linguaggi diversi, in particolare quelli della rete”. Continua

Sul web Maroni cambia strada. E i provider lo seguono: “La qualità della Rete dipende dai gestori”

Il vertice tra operatori web e il ministro Maroni al Viminale (ansa)

Il vertice tra operatori web e il ministro Maroni al Viminale | (Ansa)

Niente legge per aumentare la sicurezza dei social network, ma un “codice di autoregolamentazione” tra i provider e i gestori di social network, per cercare di prevenire i reati online. Questa la linea scelta dal ministro dell’Interno, il leghista Roberto Maroni, alla fine dell’incontro al Viminale con i principali gestori di internet e social network. Continua

On e off line: vale la stessa norma. “Perché Facebook è lo specchio della società”

Un gruppo su Facebook contro Massimo Tartaglia, l'aggressore di Berlusconi | (Ansa)

Un gruppo su Facebook contro Massimo Tartaglia, l’aggressore di Berlusconi | (Ansa)

“La Rete deve rimanere libera e non ha bisogno di restrizioni, perché è lo specchio della società“. Lo dice con sicurezza Francesco Pira, sociologo della comunicazione e professore di Relazione pubbliche all’ateneo di Udine. Panorama.it lo ha contattato per capire il fenomeno dei gruppi pro Tartaglia e della campagna di odio verso il premier, comparsi sui social network, e le reazioni della classe politica, che ha proposto norme più stringenti sul web. Leggi l’intervista

Pro-Cav. e fans di Tartaglia: l’Italia divisa in Rete. “In gruppo, sul web, è più facile odiare”

Un gruppo di Facebook a sostegno di Massimo Tartaglia, del 14 dicembre 2009

Un gruppo di Facebook a sostegno di Massimo Tartaglia, del 14 dicembre 2009

“Non facciamo gli apocalittici: internet è uno spazio di vita costruito dagli uomini e come tutti gli spazi dove interagiscono gli individui, si trovano fatti belli e meno belli“.
Con questa premessa inizia il dialogo con Angela Sugliano, professoressa di Psicologia dei gruppi Virtuali all’Università di Genova, sul tema dell’odio in Rete: categoria sentimentale impalpabile ma da tempo molto dibattuta (dai politici agli intellettuali, dai giornalisti alla gente comune). E, dopo l’aggressione subita da Silvio Berlusconi domenica 13 in Piazza Duomo, ora sempre più in bilico tra l’incubazione virtuale e la deflagrazione reale. Leggi l’intervista

Social network: solo un iscritto su cinque conosce i suoi amici

La polizia postale

Solo il 56 per cento degli iscritti ai social network conosce i rischi reali che si corrono attraverso la rete internet. Una percentuale che scende al 53 per cento se si considerano esclusivamente i minorenni.
Sono, tra gli altri, i dati che emergono da un’indagine, effettuata su un campione di 2.400 giovani utenti online attraverso il sito www.sicurezzainrete7×24.org e i cui risultati sono stati presentati martedì mattina al Viminale in occasione della “Seconda settimana nazionale della sicurezza in rete 2009″, dedicata quest’anno ai social network. Solo poco più della metà degli intervistati, il 51 per cento, afferma di conoscere gli strumenti per difendere la propria privacy online, ma appena il 22 per cento del campione conosce tutti i propri amici “virtuali”. Da questi numeri, ha preso l’avvio il progetto congiunto tra Polizia postale e i social network (Facebook, MySpace, Netlog, Peoplesound, Skuola.net, Windows Live, Yahoo! YouTube e Answer) e mira a sensibilizzare gli utenti sulla protezione della privacy, il controllo della propria identità virtuale e i rischi del furto d’identità. “L’importante è fare sistema per proteggere dai rischi della rete non soltanto i giovani, ma anche le persone adulte che si confrontano per la prima volta con i social network”, sottolinea Domenico Vulpiani, Direttore del servizio di polizia postale e delle comunicazioni. “Per questo la Polizia, già presente su varie piattaforme, come Facebook e YouTube, sta mettendo appunto un accordo con Google per tutelare gli utenti dai furti d’identità”.

Più della metà degli iscritti ai socialnetwork (il 56 per cento) ha meno di 19 anni, ma spesso i teenager sono in buona compagnia: il 54 per cento dei ragazzi tra i 10 e i 14 anni dichiara di avere i propri genitori tra gli amici, percentuale che scende al 41 per cento tra i 15 e i 18 anni. In pratica, quasi la metà degli adolescenti consente l’accesso al proprio profilo ai genitori che, tuttavia, ne approfittano solo in minima parte (nell’11 per cento dei casi) per monitorare le attività dei figli. Nel complesso, spiegano i promotori, il sondaggio rende bene l’idea di “come in rete la socialità si sviluppi in maniera del tutto differente rispetto alla vita reale: in genere infatti una vera rete sociale si limita a 150 membri, secondo il cosiddetto “numero di Dunbar“, mentre molto spesso capita di trovare persone che sui social network hanno un numero molto più alto di amici, segnale evidente di rapporti non così concreti come quelli che si hanno nella vita”. Necessaria, dunque, una “costante educazione alle nuove tecnologie per evitare di incorrere, come nella vita reale, a truffe o peggio ancora alla violazione dei dati o l’utilizzo dei termini dei contrati in maniera illegale”, dice Massimiliano Dona, segretario generale dell’Unione nazionale consumatori.

Tra il 2007 e il 2008 si è poi registrato un incremento dei reati connessi all’informatica. Nella pedo-pornografia via web, su un totale di oltre 307 mila siti monitorati, il numero dei denunciati è salito da 352 a 1.167 e sono stati 177 i siti di pedofili chiusi con l’arresto di 244 persone; nelle truffe legate al commercio elettronico si è passati invece da 2.829 denunciati a 4.115. Per la sicurezza dei sistemi informatici delle infrastrutture critiche, nel solo 2008, sono pervenute 851 segnalazioni e sono stati rilevati 228 attacchi. “Il Dipartimento della pubblica sicurezza ha lanciato numerosi progetti per l’epletamento delle attività preventive e repressive e per l’informatizzazione dell’attività investigativa negli uffici della Polizia”, conclude Vulpiani. “Per quanto riguarda la Polizia postale, è stato costituito il Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche e il Centro nazionale per il contrasto alla pedo pornografia on line, organo di coordinamento per tutte le forze dell’ordine in materia di lotta alla diffusione di contenuti sessuali via internet”.

Il Nobel per la Pace 2010? A Berlusconi: è già pronto un comitato

Silvio Berlusconi

Recentemente lo si è visto con l’elmetto da pompiere tra gli sfollati dell’Abruzzo o con il berretto da capotreno all’inaugurazione dell’Alta Velocità Milano Roma. E prima ancora, Silvio Berlusconi era apparso con la bandana, il cappello da cowboy, il colbacco russo. E in futuro? Essendo tipo da grandi sorprese, bisogna solo stare ad aspettare.
Eppure c’è qualcuno che, per il 2010, la sorpresa vorrebbe farla a lui. Immaginandolo, metaforicamente, con in testa l’alloro del Nobel. Per la Pace.
Sul web è infatti nato un gruppo che candida il Cav. al prestigioso riconoscimento “per il suo impegno umanitario in campo nazionale ed internazionale”, si legge nel sito del comitato, costituito il 30 aprile scorso e guidato dall’avvocato Emanuele Verghini, da Giammario Battaglia, che del Comitato è il portavoce, e da Valerio Cianciulli, tutti e tre provenienti dal Movimento dei Popolari-liberali di Carlo Giovanardi.
Il comitato, il prossimo 1 febbraio 2010 sarà inviata al comitato Nobel norvegese la proposta di candidare il premier all’ambito riconoscimento internazionale. Mentre il 26 maggio prossimo, davanti a palazzo Chigi o in Piazza del Popolo (la “location” è ancora da stabilire), partirà la campagna di adesione all’iniziativa. Intanto però, entro la fine di questa settimana “sarà spedita una lettera a tutti i parlamentari di maggioranza e opposizione, a tutti i candidati alle prossime europee ed ai consiglieri regionali e provinciali del Lazio e ai consiglieri capitolini”.
Che le polemiche degli ultimi giorni, per l’annunciato divorzio tra Silvio Berlusconi e Veronica Lario, non avessero intaccato la popolarità del premier si sapeva. In un sondaggio di Panorama, della scorsa settimana (propio a ridosso della vicenda), due terzi (67 per cento) degli italiani dichiaravano di essere rimasti indifferenti alla questione (giudicata di carattere personale), mentre l’84% degli intervistati giuravano che l’affaire non ha cambiato la loro opinione rigurado al presidente del Consiglio.
Che, soprattutto in rete, sta spopolando: a sotegno del Cavaliere e dell’azione del suo governo ecco Forzasilvio.it: nato, grazie a Marco Camisani Calzolari, blogger e imprenditore multimediale: “a seguito del successo di Obama”, si legge sul sito “correlato all’uso corretto di internet e delle sue potenzialità, il Presidente ha affidato a Speakage l’incarico di produrre un network altrettanto moderno e performante”.
Tornando al premio, le motivazioni che giustificano tale iniziativa riguardano alcune controversie che Berlusconi con il suo intervento avrebbe contribuito a risolvere in maniera determinante: la risoluzione del conflitto tra Russia e Georgia quando Berlusconi grazie ai suoi buoni rapporti con Vladimir Putin si è adoperato per fermare lo scontro in campo aperto trai due eserciti, ottenendo il riconoscimento del successo di tale operazione dallo stesso presidente francese Nicolas Sarkozy. Non meno importante è stata la positiva mediazione tra Usa e Libia per la ripresa dei rapporti diplomatici anche grazie al riconoscimento da parte del premier dei danni morali e fisici causati alla Libia quando era ancora colonia italiana con la storica firma del trattato di amicizia e cooperazione tra i due Stati oltre al ritrovato spirito di amicizia che è riuscito a ricreare con i nuovi rapporti con la Turchia e con Erdogan che hanno permesso a Berlusconi di avere un ruolo decisivo nella nomina di Anders Fogh Rasmussen a segretario generale della Nato.
Tra le altre motivazioni sono elencati gli intervinti del premier durante il suo atuale governo come quando si è adoperato e ha risolto il problema dei rifiuti di Napoli che il precedente esecutivo non era riuscito a risolvere, fino al deciso intervento che ha coinsentito di ripare il disastroumanitario causato dal terremoto in Abruzzo.
Il comitato che vuole candidare Silvio Berlusconi al Nobel per la pace è dotato di un proprio statuto che in 12 articoli riassume l’organizzazione dell’iniziativa che si avvale, oltre che di un sito internet, anche di un gruppo ben nutrito di sostenitori su Facebook.
Dopo poco più di cento anni dalla conquista del premio Nobel per la pace da parte di un italiano (era il 1907 quando il giornalista Ernesto Teodoro Moneta ricevette il premio) chissà che non sia giunta l’ora di far tornare in patria l’illustre riconoscimento umanitario.

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Per la campagna elettorale il Pd chiama i “guru” di Barack Obama

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In principio fu il guru. Oggi è il caso di dire “Yes, Week End”.
Nel 2001 il centrosinistra, che era nettamente indietro nei sondaggi nella corsa tra Francesco Rutelli contro Silvio Berlusconi, chiamò Stanley Greenberg, il sondaggista (pollster per i più fini) di Bill Clinton, per portare una ventata di novità nella campagna elettorale dell’Ulivo. Greenberg, detto il guru americano, migliorò la situazione di Rutelli e lo portò a pochi punti da Berlusconi, ma il centrosinistra andò all’opposizione.

Ora arrivano i due esperti di new media di Barack Obama a provare a risollevare il Pd. Il prossimo finesettimana per dare una mano al Partito Democratico sbarcheranno a Roma gli americani di Blue State Digital, che hanno inventato la campagna online di Obama. L’obiettivo della due giorni di “brainstorming”, voluta dal responsabile comunicazione del partito, Paolo Gentiloni (lo stesso che nel 2001 portò Greenberg) è quello di potenziare ulteriormente gli strumenti online del partito di Dario Franceschini; in particolare per quanto riguarda la mobilitazione attraverso i social network e la partecipazione dei militanti.

Venerdì 15 maggio, nel pomeriggio, a largo del Nazareno Ben Self e Dan Thain, “gli uomini del presidente” americano saliranno in cattedra per una lectio davvero magistralis: erudire i pionieri italiani del pensiero democratico nelle strategie di comunicazione politica del terzo millennio. Un millennio che è stato anticipato, come spesso accade nella comunicazione politica, negli Usa. Durante la campagna elettorale di Obama, Self si è occupato della gestione del sito internet ufficiale www.barackobama.com, quello su cui l’allora senatore dell’Illinois annunciò la sua partecipazione alla corsa alla Casa Bianca. Il portale gioca un ruolo chiave nella strategia di Obama: permette ai sostenitori del candidato di versare denaro (con la campagna online Obama ha raccolto 200 milioni di dollari e un milione di sottoscrittori), di organizzare incontri, mandare e ricevere sms, gestire enormi volumi di traffico telefonico e traffico web.

Le banche dati del versante social-network del sito, chiamato MyBo, sono in grado di trovare in una determinata zona i volontari più opportuni per un determinato evento e fornire loro nomi, indirizzo, numero di telefono delle 100 persone del quartiere che vogliono votare Obama e di quelle che sono ancora indecise. Con Self nella sede del Pd – e dal partito fanno sapere che potrebbe anche esserci Franceschini e altri big - ci sarà anche Dan Thain, “senior strategist” della Bsd, esperto di strategie email, sviluppo messaggi e contenuti video. Uno dei maggiori videogamer professionisti, Thain ha fondato la sua prima dot.com a 17 anni e, prima di approdare in BSD, era stato il manager della campagna elettorale on line del partito laburista inglese. Niente guru, dunque, tanto più che la campagna per le elezioni europee è in corso; di certo, però, qualche buon consiglio da seguire, così come sta accadendo tra i progressisti in giro per il mondo. Infatti i democrats italiani non sono i soli ad essersi rivolti a Blue State Digital: gli esperti di new media a stelle e a strisce sono stati chiamati anche dai laburisti inglesi, dai socialdemocratici svedesi, dal Labour australiano, dal Fianna Fail irlandese. E nelle prossime settimane i consulenti di Obama saranno in Portogallo e Brasile.

L’ex ministro Gentiloni anticipa a Panorama.it alcune delle tematiche che verranno sviluppate con gli esperti Usa: “Confrontarsi con l’esperienza americana è anche un modo per uscire dalla diatriba, tutta italiana, sul ‘partito leggero’ contro quello ‘pesante’. La vittoria dei democratici di Obama” dice Gentiloni “ci impone di guardare, piuttosto, al futuro, con la partecipazione ondine che rinvia al porta-a-porta, con la mobilitazione attraverso la rete che rafforza il coinvolgimento diretto di milioni di persone. Una trasformazione profonda che non riguarda solo i mezzi della politica, ma la sua identità, sempre più aperta, responsabile, plurale. In una parola, democratica”.

LEGGI ANCHE: Finocchiaro in corsa per il dopo Franceschini? “Non lo escludo”

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
 
 
 
 
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