

Non dimentichiamoli. I militari italiani scrivono dai fronti caldi della guerra al terrorismo e delle missioni di pace. Questa settimana il maresciallo Demis Farina ricorda il tenente degli alpini Massimo Ranzani, suo ex compagno di corso, rimasto ucciso nell’attentato del 28 febbraio a Shindand, in Afghanistan, dove sono stati feriti anche quattro suoi compagni. Le altre lettere e le risposte dei lettori si possono leggere sul sito www.panorama.it. Continua


Si era sposato con Daniela alla fine dell’estate, un mese prima di partire per il fronte. «Amore, aspetta fino a marzo, il viaggio di nozze lo faremo appena torno dall’Afghanistan e ti giuro che sarà bellissimo». È tornato invece in una bara avvolta nel tricolore Luca Sanna, 33 anni, il caporal maggiore alpino della brigata Julia ucciso in un agguato da un terrorista travestito con la divisa della polizia afghana. Continua


«Prima della missione avevo fatto loro una promessa: il vostro capomacchina vi riporterà a casetta sani e salvi. Invece loro sono morti tutti e io sono vivo. La promessa non sono riuscito a mantenerla». Panorama incontra il caporalmaggiore scelto Luca Cornacchia, 31 anni, quando è ancora ricoverato nell’ospedale spagnolo a Herat. Continua
Sei morti. Sei soldati. Sei nostri ragazzi. È questo il bilancio dell’attentato che questa mattina ha visto vittima un convoglio militare italiano a Kabul.
I blog
La Rete si è ovviamente messa subito in moto nel segnalare e commentare la notizia. Tristezza, rabbia, solidarietà ma anche orgoglio per questi italiani che mettono a rischio la loro vita per portare pace e democrazia in territori ad alto rischio. Ecco alcuni stralci dai blog. Continua
Revisione dei caveat. Il che significa soldati italiani più coinvolti e flessibili nella missione militare in Afghanistan. Questo il regalo che il governo Berlusconi si appresta a fare all’illustre ospite arrivato oggi a Roma: George Bush. L’hanno anticipato oggi i ministri degli Esteri e della Difesa, Franco Frattini e Ignazio La Russa.
Mentre domani il presidente americano e il suo omologo italiano parleranno a Roma, a Parigi Frattini incontrerà il Segretario di Stato Condoleeza Rice. Il portavoce della Farnesina Pasquale Ferrara ha spiegato che il colloquio avverrà a margine della conferenza internazionale sull’Afghanistan che si svolgerà nella capitale francese.”La revisione dei caveat“, (ovvero le limitazioni di impiego delle truppe italiane),”vuole essere un messaggio politico e simbolico” agli alleati impegnati nel paese asiatico e contribuirà a dare loro ”un segnale di piena solidarietà ” ha detto il titolare della Farnesina nella sua audizione davanti le commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato.”Gli altri paesi impegnati in Afghanistan ci chiedono lealtà piena alla missione Nato, alla quale noi pienamente crediamo” ha aggiunto.
Intervistato poi da Sky Tg24, alla domanda su un possibile spostamento dell’esercito nel sud del paese asiatico, ovvero nella zona più pericolosa, Frattini ha risposto che “Certamente non ci sarà una dislocazione stabile a sud”, ma non ha escluso l’impiego del contingente italiano nell’area: “dipenderà dalle richieste degli alleati”.
Anche il ministro della Difesa ha parlato di Afghanistan in parlamento, svelando che entro il prossimo mese di agosto i militari italiani presenti in Afghanistan tra Kabul e Herat passeranno da 2600 a circa 2000-2100. Poi, a partire da ottobre 2008 e fino a dicembre ci sarà un parziale rischieramento che porterà il numero complessivo dei soldati a 2400.
Il tema è stato affrontato anche dall’opposizione: “In Afghanistan si deve ampliare territorialmente la missione Isaf, anche con un rafforzamento dell’iniziativa politica”, ha detto Roberta Pinotti, ministro della Difesa del governo ombra, ricordando che la missione Isaf ha un compito preciso, quello della ‘’stabilizzazione”. La Pinotti ha ribadito che ”la presenza di due missioni differenti ed entrambe militari nel Paese, una guidata dagli Usa, l’altra dall’ Isaf, che pero’ esprimono due diverse strategie, non favorisce quel processo di democratizzazione che è lo scopo della loro presenza”. E ha auspicato che “si segua la strategia del generale Petraeus in Iraq: meno attacchi e più stabilizzazione”.