
Coda di persone questa mattina allo sportello dei conti correnti nell'Ufficio Centrale delle Poste di Piazza Cordusio a Milano per la prima giornata di apertura delle Poste nei giorni festivi. ANSA
Andrea Monti
Gli italiani non sono soddisfatti. E hanno paura del futuro. Lo dice un sondaggio (scaricalo qui) realizzato dall’istituto Ipsos per l’Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio, in occasione dell’87° Giornata mondiale del risparmio cui ha partecipato anche il governatore Mario Draghi. Continua


Un'immagine di repertorio di Varenne, ex trottatore italiano tra i più forti del mondo, andato in pensione nel settembre 2002 (Ansa/ Ciro Fusco)
Se state leggendo un retroscena politico a pochi giorni dal voto in cui si parla del possibile recupero/perdita di consensi del candidato X senza citare però numeri e percentuali (tipo qui), state sicuri che l’autore dell’articolo ha consultato dei sondaggi. Che nei quindici giorni precedenti la data delle votazioni non possono essere divulgati. Continua


Il presidente della Camera Gianfranco Fini
Visto che le critiche ai colleghi di partito hanno cominciato a stancare, Fini se l’è presa con lo strumento preferito da Berlusconi in politica: i sondaggi. Continua

Manifestazione del Pdl a piazza Farnese a Roma (Ansa)
Il pasticcio che ha portato all’esclusione della lista del Pdl in Lazio e del listino di Roberto Formigoni in Lombardia (il governo sta ancora cercando di risolvere l’impasse), secondo i sondaggi in mano al premier Silvio Berlusconi avrebbe fatto perdere al Popolo della libertà tre punti in una sola settimana, passando dal 40,8 per cento al 37,9 per cento. Continua

Il premier Silvio Berlusconi: "Sono elezioni nazionali"
Pronta la squadra del centrodestra per le regionali in programma i prossimi 28 e 29 marzo, dopo la presentazione ufficiale a Roma delle quattro candidate nel Centro Nord. Continua

Il coordinatore nazionale del Pdl, Denis Verdini (Ansa)
Dopo Guido Bertolaso, anche il coordinatore nazionale del Pdl Denis Verdini è dunque indagato dalla procura di Firenze per il reato di concorso in corruzione nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti, imprenditori e Protezione Civile. Continua
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Una bandiera UDC | (Ansa)
Rebus Udc: quanto conta Pier Ferdinando Casini? Umberto Bossi ha già detto la sua: “Casini è uno che fa molte chiacchiere, ma pochi numeri. Vedremo quanti voti piglia“. Gli analisti dei flussi elettorali sono già al lavoro per calcolarli. “Non è facile” avverte Luigi Crespi. Continua
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Poli al palo. Le due coalizioni, infatti, non mutano granchè la loro consistenza complessiva rispetto alle politiche. Ben diverso il discorso sugli equilibri interni, con i partiti maggiori “cannibalizzati” dalle rispettive “ali”, la Lega Nord e l’Italia dei Valori.
A destra vola il Carroccio. Vola alto (per i voti portati alle elezioni europee: 10,2%) e va oltre il confine del Po, inserendosi di prepotenza nelle regioni tradizionalmente considerate rosse.
E allora è ampiamente giustificata l’euforia del Senatùr. “Sono soddisfatto” ha commentato. Che poi mette subito le mani avanti: “Comunque, per l’Italia non cambia niente”. Cioè, come già diceva a Panorama: “Non terremo le mani libere. Io sono amico di Berlusconi. Ogni grande patto è sacro. È di ferro. Una volta che la Lega presiederà le province e i comuni io sarò a posto”. Nel pomeriggio di domenica Bossi, cauto e astuto, ci andava piano nel commentare il risultato della Lega alle Europee. Ora il vento è cambiato. “Un conto sono le sensazioni” replica Bossi “un conto è il ragionamento e partivo dal presupposto che noi non siamo mai andati bene nelle Europee rispetto ai risultati che invece abbiamo nelle politiche”.
Certo, il sorpasso non c’à stato, ma l’esultanza del ministro Calderoli per lo “scudetto” vinto dalla Lega (nonostante la vittoria di Berlusconi nel “derby” del Nord) la dice lunga sul fatto che il Carroccio sia diventato più forte che mai all’interno della maggioranza. Primo, perché la Lega con il suo risultato fa sì che il dato complessivo del centrodestra sia pari a quello ottenuto alle Politiche 2008. Insomma, puntella non poco l’esecutivo. E, secondo, le sue priorità (dall’affossamento del referendum, dalla sicurezza, dal federalismo e anche da una politica meno centrata sulla figura carismatica e leaderistica di Berlusconi), diventano un po’ più stringenti (e ingombranti) per la coalizione. Né va dimenticato, tra l’altro, che il prossimo anno c’è una nuova tornata amministrativa con presidenze di Regione, a partire da Lombardia e Veneto, nel mirino di Bossi.
Se questi sono i nodi nella metà campo vincente, va molto peggio per il Pd. Che si ostina a negare la sconfitta, nonostante un calo di ben 7 punti: “Il voto ha sfatato il mito dell’invincibiltà di Berlusconi ed è stato scongiurato il rischio che il Paese oggi si svegliasse sotto un padrone assoluto. Il governo è in minoranza perché la somma dei voti tra Pdl e Lega è del 45,52%. Stiamo lontani dal 50% mentre Berlusconi aveva impostato tutta la campagna come una verifica sul governo ed un referendum su di lui, sul mito della sua invincibilità . Questo mito oggi viene sfatato”, commenta il leader (scadenza ottobre 2009) Dario Franceschini.
Ma i Democratici devono guardarsi dal vero vincitore, nella propria metà di campo: l’Idv di Di Pietro (+3,6%). E l’ex pm ha fatto subito capire che intende pesare, eccome, nel futuro del centrosinistra. Anzi, del “nuovo centrosinistra” di cui vuole essere perno imprescindibile. Tonino annuncia un mutamento profondo del partito, plasticamente rappresentato dalla scomparsa del suo nome dal simbolo. Un partito che intende “rifondarsi” per creare l’alternativa di governo al berlusconismo. E il Pd? Scelga se starci, dice Di Pietro, ponendosi comunque alla guida del progetto.
Chi ha motivi di auto-critica, ma anche di speranza, è la sinistra radicale: divise, le due liste radicali, hanno fallito l’obiettivo Strasburgo. Avessero corso uniti avrebbero toccato il 6,6%, (più 2,6% rispetto alle politiche 2008). Di fronte a questa propensione autolesionista della sinistra massimilasta, restano non solo il rimpianto di aver perso l’ennesima occasione ma anche lo spazio per una ripartenza.
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