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sondaggio

Tutti a casa. «La bomba immigrati»


Tutti a casa. «La bomba immigrati»

È vero, stando al sondaggio della Euromedia research per Panorama, oltre il 65 per cento degli italiani crede che respingere i clandestini, come fanno altri paesi mediterranei, sia sbagliato ed egoistico. Però poi nessuno (o quasi) vuole che circolino in Italia. Continua

“Fli down”: consensi in calo per Fini. Lo dicono i sondaggi

Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, con Italo Bocchino

Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, con Italo Bocchino

Colpo su colpo. Bordate incrociate. Contro Fini e i finiani continua l’offensiva del Pdl. E i finiani pronti a rispondere. Per dire: Bocchino punge, Bondi risponde. Continua

Il secondo partito in Italia? Il “terzo” polo degli indecisi

Immagine d'archivio di una sezione elettorale (Ansa)

Immagine d'archivio di una sezione elettorale (Ansa)

C’è un “terzo” polo in Italia e non è quello auspicato dai centristi: è il partito degli indecisi. Il suo peso nel panorama politico italiano? Se domani si andasse, ipoteticamente, a votare alle politiche, gli incerti sarebbero circa il 35,8% secondo l’ultimo sondaggio Ipsos - Il Sole 24 ore, a due mesi dalle elezioni regionali di fine marzo.
Una percentuale ben superiore al secondo partito in Italia, il Pd che si ferma a quota 29,5% (un punto in meno rispetto a novembre 2009), e solo tre punti sotto il primo partito, il Pdl, stabile a quota 38,1% rispetto all’ultimo sondaggio.
Robusta, invece, la quota della Lega che raggiunge il 10,5%, mentre al centro l’Udc raccoglie il 5,9% e l’Api di Francesco Rutelli e Bruno Tabacci si deve accontentare di un magrissimo 0,4%. Continua

Le paure degli italiani del 2010. Disoccupazione al primo posto

Una manifestazione di alcuni disoccupati napoletani a Roma (Ansa)

Una manifestazione di alcuni disoccupati napoletani a Roma (Ansa)

Il 2009 non è stato certo un anno roseo per il nostro Paese.
Ma quali sono le paure degli italiani per il 2010? Ne parla, tra gli altri, anche il terzo Rapporto sulla sicurezza in Italia, realizzato da Demos e Osservatorio Pavia, presentato a Milano, a cura del professor Ilvo Diamanti per la Fondazione Unipolis. Continua

Italiani e Islam: vade retro minareto

Vade retro minareto

(Bruno Ehrs/Corbis)

“Sai che bello svegliarsi con il canto del muezzin!” scrive Bobo su un blog. “No alla moscheizzazione territoriale” gli risponde un altro. Corrono sulla rete i commenti al referendum che domenica 29 novembre ha sancito il divieto “costituzionale” di costruire nuovi minareti in Svizzera.
La scelta è stata condannata con forza nelle sedi ufficiali, dall’Unione Europea all’Onu, dai giornali agli intellettuali di tutto il mondo. Ma, a giudicare dai risultati del sondaggio (sotto i grafici) che Panorama ha commissionato alla Euromedia Research, ancora una volta la “pancia” degli italiani ragiona in modo diverso dal cervello delle élite culturali, che peraltro avevano pronosticato un fallimento del referendum svizzero. Continua

Le donne lavorano più degli uomini: “E dov’è la notizia?”

Una donna al pc

Una donna al pc

“Interessante, ma… scontata. Dove sta la notizia? Ma a che è servita questa indagine? Per ricordare alle donne quello che sapevano già oppure per far capire agli uomini che si lamentano più di quanto non lavorino?“. Continua

Amministratori più amati, è sempre derby veneto: Galan Vs Tosi

Il presidente del Veneto Giancarlo Galan scherza con Roberto Maroni

Il presidente del Veneto Giancarlo Galan scherza con Roberto Maroni

Con la Lega che punta i piedi e Giancarlo Galan che non molla, la partita delle regionali in Veneto non è più solo un derby interno al centrodestra, ma un caso nazionale.
A rendere più intricata la matassa, ecco, puntuali, le classifiche dei consensi degli amministratori locali (ossia: l’undicesima edizione di “Monitor Città” e la quarta edizione di “Monitor Regione”, presentate da Ekma Ricerche). Continua

Il Culatello? Il “lato b” dei bambini. Made in Italy sconosciuto agli italiani

prosciutto

Quasi tutti dicono di amare cibo ed ingredienti della tradizione, con il marchio made in Italy: è noto in tutto il mondo che siamo un popolo di buongustai. Ma che nessuno ci chieda i nomi degli alimenti o gli ingredienti dei piatti. Perché infatti per 1 italiano su 3 il salame di Felino conterrebbe carne di gatto e l’aceto balsamico per 1 su 4 è realizzato unendo a normale aceto delle erbe di montagna.

E pensare che per quasi 9 italiani su 10 i prodotti alimentari made in Italy hanno una marcia in più: sono più buoni e genuini (27%), danno maggiori garanzie in termini di sicurezza (21%), per non parlare dei sapori unici e inconfondibili che sono in grado di offrire. Ma è quando le domande riguardano la conoscenza dei prodotti e delle tipicità italiane che gli italiani “cadono”: per il 21%, per esempio, il capocollo è un formaggio e un altro 21% pensa che il “culatello” sia un modo dialettale di chiamare il “lato b” dei bambini (21%). Le celebri sarde a beccafico per ben il 51% degli intervistati non sono altro che sarde cucinate in salsa di fichi, mentre la “parmigiana” è, manco a dirlo, un piatto a base di parmigiano (19%). E la tanto decantata dieta mediterranea? Per il 29% si tratta di un tipo di alimentazione ipocalorica che prevede esclusivamente pesce.
Questo è ciò che emerge da un’indagine condotta dal mensile di turismo ed enogastronomia Vie del Gusto, su un campione di 1300 uomini e donne di età compresa tra i 18 ed i 55 anni intervistati sui prodotti della tradizione culinaria italiana che rileva anche come, a sorpresa, le donne siano meno preparate degli uomini: il 62% delle intervistate ha commesso almeno 3 errori nel questionario, contro il 28% degli uomini. Per gli italiani made in Italy è sinonimo di garanzia, genuinità, tradizione e gusto, ma in molti ammettono di non conoscere bene i prodotti e le sigle che ne certificano la qualità. E a sorpresa le donne meno preparate degli uomini.
Infine, la ricerca mette in luce che sulla carta solo il 16% degli italiani non presta cura alla provenienza degli articoli alimentari acquistati o comunque non la reputa una caratteristica degna di nota. Per il 34%, infatti la provenienza rigorosamente italiana rappresenta un elemento irrinunciabile, a cui si aggiunge il 28% che la ritiene molto importante e l’11% che pensa che lo sia abbastanza.
Quando si passa dalla teoria alla pratica queste difficoltà emergono con grande evidenza, tanto che errori e strafalcioni non si contano, sia sugli alimenti e prodotti, sia sui piatti della tradizione.
Il culatello, si diceva, è uno dei salumi più pregiati, che ci viene invidiato da tutto il mondo, cosa di cui il 41% degli intervistati sembra essere a conoscenza, ma per il 21% si tratta di un modo simpatico di chiamare il sederino dei bambini o addirittura un “vezzeggiativo” per una signorina che ha delle curve particolarmente attraenti (17%). Allo stesso modo il capocollo è identificato correttamente dal 22% come insaccato, mentre per il 25%, memore forse di alcuni vecchi film di Lino Banfi, dove l’attore minacciava di “spezzare la noce del capocollo”, si tratta della parte superiore del collo di un uomo. Il salame di Felino? Il 26% sa che il nome deriva dal luogo di produzione, c’è chi lo associa alla diceria per la quale i veneti mangiano i gatti e ritiene quindi che si tratti di un insaccato veneto a base di carne di gatto (33%). E la Tinca Gobba Dorata? Solo il 19% sa che si tratta di un pesce, per il 42% si tratta di una malformazione di un osso della gamba (viene insomma confusa con la tibia), ma c’è anche chi si dice convinto del fatto che sia un pregiato vino delle Langhe (12%).

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
 
 
 
 
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