
I nuovi viceministri e sottosegretari del governo Monti (Ansa)
”Una squadra snella e forte”. Così il premier Mario Monti, al termine del giuramento dei nuovi sottosegretari, presenta il proprio governo. Monti sottolinea che ”in termini di numeri le persone in Consiglio dei ministri sono scese da 26 a 19, mentre il numero di viceministri e sottosegretari è passato da 40 a 28” rispetto al precedente governo. Ecco le foto con le schede biografiche dei nuovi viceministri e sottosegretari Continua

I nuovi viceministri e sottosegretari del governo Monti (Ansa)
Ultimata la squadra del governo Monti con la nomina nel Consiglio dei ministri di ieri sera dei sottosegretari e dei viceministri. Stamattina per loro alle 10 a palazzo Chigi il giuramento. E ora il premier si è prefissato di accelerare al massimo, senza però cedere per la fretta a decisioni imponderate. Continua
- biker
- Martedì 29 Novembre 2011

Mario Monti legge il programma di Governo in Senato (Ansa/Claudio Onorati)
A proposito di efficienza dei governi tecnici. Per nominare i loro sottosegretari, nel 2006 Romano Prodi e nel 2008 Silvio Berlusconi, entrambi premier politici, impiegarono rispettivamente 2 e 5 giorni dal momento dell’investitura quirinalizia. A oggi, 25 novembre 2011, sono nove giorni che Mario Monti fa il presidente del Consiglio. E di viceministri e affini non si vede ancora traccia. Continua

Il governo Berlusconi IV parte senza viceministri e con 37 sottosegretari. Poi, al termine di una fase di verifica, se il lavoro lo renderà necessario, come è probabile, Silvio Berlusconi promette che qualcuno potrebbe essere promosso alla carica di viceministro e i sottosegretari potrebbero diventare di più.
Così il Consiglio dei ministri, che si è riunito a Palazzo Chigi al termine di una giornata di convulso lavoro all’interno della maggioranza, definisce l’assetto del nuovo esecutivo. Una squadra decisamente più snella della precedente guidata da Romano Prodi, come prevede la finanziaria 2008, passando da 103 a 60 componenti. Ma è la scelta di rinviare la nomina dei viceministri a tenere banco per tutta la giornata. Già in mattinata erano emersi alcuni dissapori tra alleati. Tornando in aereo assieme da Milano, Berlusconi e Ignazio La Russa riprendono il discorso senza però trovare una soluzione definitiva. Più tardi i vertici di An si riuniscono per ribadire le loro richieste. Proseguono i contatti, ma appare chiaro che serve altro tempo per riflettere, così il Consiglio dei ministri convocato per le 11 viene rinviato alle 18. Trapela che Roberto Maroni, titolare dell’Interno, non vedrebbe di buon occhio la nomina di Alfredo Mantovano (An) come suo vice. Quindi, la stessa Lega avrebbe puntato i piedi per avere Roberto Castelli come viceministro alle Infrastrutture con delega alle opere del Nord. Stretto da più parti e da richieste così divergenti il presidente del Consiglio, nel mezzo del pomeriggio, ha gioco facile a far prevalere quello che è anche un suo desiderio: rinviare tutto a una seconda fase. La notizia trapela da Palazzo Grazioli, dove il premier prosegue le riunioni. Ma il dibattito interno non si chiude, tanto che Umberto Bossi, entrando a Montecitorio, poche ore prima del Consiglio, dice di “sperare” ancora che alla Lega vada un viceministro al Nord, senno, ribadisce: “Chi ci farà le strade?”.
La riunione del Cdm conferma le previsioni. Vengono nominati solo 37 sottosegretari. Nel corso del Consiglio, a quanto si apprende, Berlusconi avrebbe ribadito di aver fatto una “scelta dolorosissima” perché “almeno 40 persone” meritavano di essere scelte. Quindi, avrebbe fatto capire che probabilmente le difficoltà operative derivanti dal numero limitato di componenti renderanno necessario, in una seconda fase, un allargamento della squadra. A quel punto, verrebbero nominati nuovi sottosegretari e, sulla base del lavoro già svolto, alcuni verrebbero promossi viceministri. Soluzione che sembra confermata anche da Umberto Bossi secondo il quale i vice saranno scelti “in tempi ragionevolmente brevi”.
C’è anche chi, nella maggioranza, non esclude un prossimo “spacchettamento” di alcuni dicasteri e la conseguente nomina di nuovi ministri. Un processo comunque che, sottolineano fonti del Pdl, verrebbe condotto in stretto contatto e con l’assenso del Quirinale.
In ogni caso, l’eventuale allargamento della compagine governativa, non appare imminente. “Il ragionamento svolto dal presidente del Consiglio”, ha spiegato uno dei partecipanti al Cdm, “fa presumere che non si faccia nulla prima dell’estate”. Soddisfatta la Lega: “Bene. Tutte le caselle sono andate al loro posto ed ora abbiamo una bella squadra”, dice il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli.
Ecco l’elenco dei sottosegretari:
Presidenza del Consiglio
- Gianni Letta, nominato nel precedente Consiglio dei ministri
- Maurizio Balocchi (Semplificazione normativa)
- Paolo Bonaiuti (Editoria)
- Michela Vittoria Brambilla (Turismo)
- Aldo Brancher (Federalismo)
- Rocco Crimi (Sport)
- Carlo Amedeo Giovanardi (Famiglia, droga e servizio civile)
- Gianfranco Micciché (Cipe)
Affari Esteri
- Stefania Gabriella Anastasia Craxi
- Alfredo Mantica
- Enzo Scotti
Interno
- Michelino Davico
- Alfredo Mantovano
- Nitto Francesco Palma
Giustizia
- Maria Elisabetta Alberti Casellati
- Giacomo Caliendo
Difesa
- Giuseppe Cossiga
- Guido Crosetto
Economia e Finanze
- Luigi Casero
- Nicola Cosentino
- Alberto Giorgetti
- Daniele Molgora
- Giuseppe Vegas
Sviluppo economico
- Ugo Martinat
- Paolo Romani
- Adolfo Urso
Politiche agricole e forestali
- Antonio Buonfiglio
Ambiente e tutela del territorio e del mare
- Roberto Menia
Infrastrutture e trasporti
- Roberto Castelli
- Bartolomeo Giachino
- Mario Mantovani
- Giuseppe Maria Reina
Lavoro, salute e politiche sociali
- Ferruccio Fazio
- Francesca Martini
- Eugenia Maria Roccella
- Pasquale Viespoli
Beni e attività culturali
Francesco Maria Giro
Istruzione, università e ricerca
- Giuseppe Pizza
Il VIDEO servizio:
- Tags: An, caselle, Consiglio-dei-ministri, governo, Lega, Michela-Vittoria-Brambilla, ministero-della-salute, MpA, pdl, Silvio-Belrusconi, sottosegretari, viceminsitri
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Fare la lista dei ministri è più facile che assegnare le poltrone dei sottosegretari. Dove da sempre si scatenano gli appetiti più grandi (soprattutto di chi non è rientrato nell’infornata dei dicasteri). E anche il Berlusconi quater - nonostante il decisionismo del Cavaliere, messo in evidenza da tutti, e le indubbie novità apportate nella formazione del governo - paga questo pegno alla vecchia politica.
La nomina dei sottosegretari, che era prevista per questa mattina alle 11, è slittata a questa sera. Ci sono da completare 37 caselle (non è ancora certo se la minaccia di Berlusconi di non assegnare i posti di viceministro verrà messa in atto o meno) che sommate ai 21 ministri, al premier e a Gianni Letta comporranno la squadra fatta da 60 persone.
Il motivo del rinvio? Lo ha spiegato uscendo da palazzo Chigi la neo ministro aennina Giorgia Meloni: “Stiamo finendo di discutere…”. Salvo sorprese dell’ultima ora i viceministri dovrebbero esserci, ma il loro numero sarà notevolmente ridotto (quattro o cinque) rispetto ai nove previsti in precedenza. Secondo le ultime indiscrezioni resterebbe aperta la partita interna ad An per l’indicazione dei candidati ad un incarico nel nuovo esecutivo: tra i papabili, Mario Landolfi, Pasquale Viespoli, Adolfo Urso e Alfredo Mantovano. Proprio quest’ultimo non sarebbe gradito dalla Lega come vice all’Interno perché farebbe ombra a Maroni.
I boatos continuano a dare in pole position Roberto Castelli della Lega alle Infrastrutture con una delega di peso al Nord. Sembra proprio che dalle parti del Carroccio si consideri come punto fermo questo posto da vice all’ex Guardasigilli. Per Forza Italia restano tra i più accreditati Paolo Romani per la delega alle Comunicazioni. In ballo ci sono anche Guido Crosetto (Difesa) e Mario Mantovani (Infrastrutture). Sono alte le quotazioni per un posto di sottosegretario per Luigi Casero (Economia), Fabio Gava, Rocco Crimi (allo Sport), Stefania Craxi (agli Esteri), Maria Elisabetta Casellati, Giuseppe Vegas. Viene dato per certo Francesco Giro come sottosegretario ai Beni culturali.
Per il Carroccio corrono per un incarico di sottosegretario Daniele Molgora, Michele Davico e Giampaolo Dosso. Per l’Mpa verrebbe affidato a Giovanni Pistorio il ruolo di sottosegretario alle Infrastrutture. Mentre alla Salute gira sempre il nome del tecnico Ferruccio Fazio, ma non si escludono novità a con cui spesso il Cavaliere ha abituato la platea politica.
C’è poi il caso Michela Vittoria Brambilla, la presidente dei Circoli della libertà potrebbe entrare nel team di Palazzo Chigi come sottosegretario con delega al Turismo, anche se alcuni parlano ancora per lei di un viceministero.
Ma i problemi tra An e Forza Italia non esauriscono il mal di testa per il Cavaliere, che se ne sta chiuso nella sua residenza romana a palazzo Grazioli. Ci sono anche tutti i cosiddetti piccoli, dai socialisti di Stefano Caldoro e Stefania Craxi ai Repubblicani di Francesco Nucara, fino ad Alessandra Mussolini e all’Mpa che reclamano un posto al sole…
Tanto più dopo che Gianfranco Rotondi, con un blitz in pieno stile democristiano, ha piazzato la zampata l’ultimo giorno utile ed è diventato, unico tra i ‘nanetti’ del Pdl, ministro.
Con la nomina dei sottosegretari il Berlusconi quater sarà al completo. Da domani iniziano i riti della fiducia parlamentare. Appunto i riti, visto che dati i numeri scontati non saranno altro che delle formalità. Intanto il Cavaliere ha pronto il canovaccio dei discorsi che pronuncerà di fronte al Parlamento. Ribadirà che le promesse, per la verità non esagerate, fatte in campagna elettorale verranno mantenute. Niente bacchette magiche. Il Cavaliere starebbe ancora studiando il suo intervento ed è molto probabile che possa scegliere di sottolineare l’importanza di tenere aperto il dialogo con l’opposizione sulle riforme costituzionali e istituzionali: anche se la vicenda Travaglio-Schifani è considerata dal centrodestra un bastone tra le ruote del carro del dialogo. Così come che non mancherà di ricordare le difficoltà dell’economia internazionale e le zone d’ombra di quella italiana. Senza per questo rinunciare a rassicurare gli italiani di voler mantenere la parola data sulle priorità programmatiche del Pdl: dall’abolizione dell’Ici, alla detassazione degli straordinari passando per l’urgenza del capitolo sicurezza e per la questione centrale dei rifiuti.
Intanto il premier ha chiamato il leader del Pd Walter Veltroni. In una nota diffusa dall’ufficio stampa della Presidenza del Consiglio si legge che “alla vigilia della presentazione del governo in Parlamento per la fiducia, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha telefonato al leader dell’opposizione, on. Walter Veltroni. Il presidente Berlusconi e l’on. Veltroni hanno concordato di vedersi dopo il voto di fiducia per avviare un confronto continuativo tra maggioranza e opposizione”.