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Sfiducia a Cosentino, caos in Parlamento. Il sottosegretario divide il Pdl e fa litigare l’opposizione

Nicola Cosentino in una immagine di archivio

Nicola Cosentino in una immagine di archivio

“Non è più nel novero delle cose possibili”. Così Gianfranco Fini pensava di avere stroncato, con una semplice dichiarazione, una settimana fa, la candidatura a presidente della Campania di Nicola Cosentino, il sottosegretario all’Economia per il quale la Procura di Napoli ha chiesto l’arresto dopo le rivelazioni di alcuni pentiti. Continua

Il futuro di Bertolaso: soccorrere la politica? Oggi no, ma domani…

Guido Bertolaso

L’uomo dell’emergenza, spazzatura, incendi, terremoti, disastri ferroviari, ha detto stop.  Guido Bertolaso, fino al 31 dicembre prossimo capo della Protezione civile, va in pensione, o meglio cambia lavoro. Leggi l’intervista

Adozioni, boom nel 2008 di quelle internazionali

I bambini bielorussi

Terza nel mondo (dopo gli Usa e la Spagna) per numero di bambini accolti, l’Italia sta vivendo - almeno sul piano quantitativo - una positiva stagione in tema di adozioni internazionali. Il 2008 ha registrato un “record” di ingressi: sono stati sfiorati i 4 mila, ossia il 16,3% in più rispetto all’anno precedente. E poi, entro il mese arriveranno le prime bambine dalla Cina (22) mentre nuovi accordi si delineano per alcuni paesi africani, come il Gambia e la Burkina Faso.
A fare il punto sulle adozioni internazionali è stato il sottosegretario Carlo Giovanardi che oggi, a Palazzo Chigi, ha presentato insieme a Paolo Bonaiuti l’ultimo rapporto della Commissione per le adozioni internazionali (dati al 31 dicembre 2008: la maggior parte è giunta da Ucraina, 640 bambini; dalla Federazione russa: 466; dalla Colombia: 434).
“E questa è” spiega Giovanardi “una risposta positiva per le tantissime coppie italiane che stanno aspettando di adottare un bambino all’estero e anche la speranza che nasce dal fatto che si sono aperte strade nuove con la Cina”.
“Sulle adozioni non esistono né scorciatoie, né bacchette magiche” sottolinea Giovanardi “dipendono in gran parte dai rapporti che si instaurano con i paesi di provenienza dei bambini e questi sono frutto di un lungo lavoro diplomatico. I paesi inoltre hanno regole e norme che vanno rispettate. La Cina ad esempio chiede ai genitori non solo redditi alti ma anche che non siano obesi, affinché in futuro non abbiano problemi cardiaci”.
Poi Giovanardi si sofferma sui rapporti bilaterali con alcuni paesi su questo fronte: “Arriveranno i primi bambini cinesi proprio in questo mese di gennaio. Inoltre c’è anche la convenzione sottoscritta con la Russia che ampia la possibilità di intervento in quel paese e tanti altri paesi del mondo, soprattutto dell’Africa, con cui stiamo allacciando rapporti per avere più possibilità, attraverso gli enti, di avere bambini in adozione in Italia”.

Quanto al numero degli enti presenti nel nostro paese, settantatrè, Giovanardi afferma che “non è un handicap perché se gli Enti agiscono, come avviene in Italia, sotto il controllo della Commissione con criteri di professionalità che sono in grado di coprire tutto il mondo, l’Africa, l’Asia e l’America Latina, questo rende più probabile alle coppie la possibilità di soddisfare la loro esigenza di genitorialità. “Non andiamo in cerca di bambini che hanno già una famiglia e che vengono acquistati come purtroppo avviene in tanti paesi” afferma con forza Giovanardi “da noi la questione è morale: si tratta di dare a un bambino abbandonato una famiglia”.
Sulla Romania che ha di fatto chiuso le porte alle adozioni dall’estero Giovanardi precisa: “Prendiamo atto della decisione della Romania. Speriamo ci possa essere un ripensamento perché situazioni di disagio certamente esistono”. Con la Bielorussia invece, altro paese da cui non giungono bambini in adozione, Giovanardi conferma che sono in corso contatti diplomatici. Infine, sul perché ci siano pochi bambini italiani adottati in Italia, Giovanardi conclude: “Il nostro è il paese con meno bambini e quelli orfani in condizione di adottabilità si contano sulle dita di una mano per cui la difficoltà è oggettiva”.

Il VIDEO servizio:

Minirivoluzione nei servizi segreti: gli 007 voluti da Letta

Gianni Letta
È in arrivo una minirivoluzione all’interno dei servizi segreti. Stanno per essere formalizzati, infatti, i nuovi vice del Dis (ex Cesis), dell’Aisi (ex Sisde) e dell’Aise (ex Sismi): nomine che portano il segno di Gianni Letta, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega agli 007, e del ministro dell’Economia Giulio Tremonti, ma che certo non dispiacciono a Gianni De Gennaro, oggi a capo del Dis ed ex capo della polizia.
Al Dis (Dipartimento delle informazioni per la sicurezza che coordina i servizi) De Gennaro sarà affiancato dal prefetto Pasquale Piscitelli (attuale vice capo di gabinetto al Viminale) e dal generale della Guardia di Finanza Cosimo Sasso, che è stato direttore della Dia (Direzione Investigativa Antimafia) dal 1° agosto 2005 al 31 ottobre 2008.

All’Aisi, guidata dal generale dei carabinieri Giorgio Piccirillo, arrivano due nomi di punta: il prefetto Nicola Cavaliere, oggi vice capo della polizia e direttore della Criminalpol, e il generale delle Fiamme gialle Paolo Poletti, capo di Stato maggiore della Finanza, incarico che ora assumerà il generale Michele Adinfolfi, attuale comandante regionale del Lazio.
Infine, un’importante nomina riguarda l’Aise dove il generale dei carabinieri Michele Franzè affiancherà il generale Bruno Cornacchione come vice dell’ammiraglio Bruno Branciforte. Questi ha inutilmente sponsorizzato il suo attuale capo di gabinetto, ammiraglio Michele De Pinto.

Con la supervisione di Letta, dunque, Tremonti ha indicato i due finanzieri Sasso e Poletti (quest’ultimo ha buoni rapporti anche con Massimo D’Alema) mentre De Gennaro ha piazzato un uomo di fiducia come Cavaliere all’Aisi. Nel complesso, sono tutti nomi di indiscussa professionalità, con l’unica pecca di non avere finora avuto esperienze di intelligence.

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