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Carrelli di una spesa intelligente? (Credits La Presse)
In tempi di crisi risparmiare è impresa difficile ma non impossibile. Molti i trucchi, vecchi e nuovi, per spendere meno quando si fa la spesa, si va al ristorante, si sceglie una vacanza, un’ auto, un’ assicurazione e persino quando ci si sposa, magari “adottando” uno sponsor. E se non tutti sono sul punto di pronunciare il fatidico “sì”, certo chiunque è alle prese quotidianamente con la spesa. Ecco allora alcuni consigli, a partire da chi ama e ha dimestichezza con internet e la tecnologia.
Negli ultimi tempi si sono infatti moltiplicati i siti che aiutano a risparmiare, raccogliendo le offerte migliori dei supermercati e mettendoli a confronto. E’ il caso di klikkapromo.it e risparmiosuper.it.  Per chia un Iphone sono disponibili anche due applicazioni, entrambe gratuite: MyVolantino e Doveconviene, che permettono di scaricare appunto sull’Iphone, l’Ipad o l’Ipod tutti i volantini aggiornati dei supermercati, ipermercati e discount per poter conoscere giorno per giorno le promozioni in corso. Non tutti però sono pratici di tecnologia. Ecco allora i cari vecchi trucchi della nonna.
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© Roberto Monaldo / LaPresse
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Credits La Presse
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©GIULIO NAPOLITANO/LAPRESSE
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©GIULIO NAPOLITANO/LAPRESSE
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I ministri Giulio Tremonti e Renato Brunetta
L’immagine di compattezza della compagine di governo, rivendicata in questi giorni dallo stesso Berlusconi, è stata offuscata in sole 24 ore dalla sortita del ministro Renato Brunetta, che dalle colonne del Corsera ha attaccato “l’amico-nemico” Giulio Tremonti. Continua

Alla fiera del low-cost e del risparmio
Di lavoro fa il dispensatore di consigli su come spendere i propri (a volte pochi) soldi.
Vittorio Collini, 50 anni, ex stewart di
Alitalia, ex ristoratore, è sul serio il re dei taccagni. In senso buono, ovviamente. Soprattuto in questo periodo di crisi economica. AÂ
radio Dee Jay, dove dispensa suggerimenti preziosi agli ascoltatori della
trasmissione “La Bomba” di
Luciana Littizzeto, lo chiamano
“Braccino Corto” o “L’uomo a cui devi chiedere sempre”.
Leggi l’intervista
- Tags: casa, donna, Ispo, lavoro, popolazione, retribuzione, ricerca, sondaggio, spesa, tempo-libero, ufficio, uomini
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Una donna al pc
“Interessante, ma… scontata. Dove sta la notizia? Ma a che è servita questa indagine? Per ricordare alle donne quello che sapevano già oppure per far capire agli uomini che si lamentano più di quanto non lavorino?“. Continua

È un’Italia ancora con molte carenze quella che esce da una disamina ad hoc sui servizi idrici, messi questa volta sotto la lente del “Blue Book 2009″: se da una parte i costi affrontati ogni mese da una famiglia media arrivano a sfiorare appena i 20 euro, molto meno delle spese affrontate ad esempio per bollette telefoniche e combustibili, dall’altra emerge un Paese ancora alle prese con una rete fognaria tuttora non all’altezza, con picchi negativi, dal punto di vista della copertura, in Sicilia, Toscana e Campania.
Sul fronte delle tariffe, si registrano differenze tra città e città : gli estremi sono compresi tra Agrigento e Milano, e gli abitanti della città isolana devono pagare assai di più per un’utenza standard di quelli del capoluogo lombardo, che guida la graduatoria dei comuni con i costi più contenuti.
La spesa media mensile di una famiglia italiana di tre persone per i servizi idrici - racconta il Blue Book, presentato oggi a Bari nell’ambito della 16/ma Conferenza europea ‘H2Obiettivo2000′, i cui dati sono stati elaborati da Utilitatis, l’Istituto di ricerca sui servizi pubblici locali - si è attestata nel 2008 a 19,7 euro. Cifra ben al di sotto, viene sottolineato, dei costi sostenuti dalle famiglie per affrontare spese per bollette telefoniche e gas, servizi postali, riscaldamento autonomo e anche giornali, riviste, cd e libri non scolastici.
A livello territoriale, informa il Rapporto, nel 2008 il record per il costo più alto per i servizi idrici se l’è aggiudicata Agrigento (con una spesa annua di 440 euro), seguita da Arezzo (410) e Pesaro e Urbino (409); diversamente i costi più contenuti sono stati quelli sopportati da Milano (103 euro), Treviso e Isernia (108 e 109 euro).
Altro capitolo dolente analizzato dal Blue Book è quello, purtroppo annoso, degli impianti di fognatura e di depurazione, di cui sarebbe privo rispettivamente il 15 e il 30% del Paese. A fronte infatti di una rete totale di 337.452 chilometri di acquedotti, il servizio di fognature, con una rete complessiva di poco meno di 165 mila chilometri, coprirebbe soltanto l’84,7% dei cittadini, quota che scende al 70% per quanto riguarda i sistemi di depurazione. A livello regionale, quest’ultimo capitolo vede la Sicilia maglia nera per gli impianti di depurazione, con una copertura del 53,9%, seguita da Toscana (62,7%), Campania (67%) e Sardegna (68%). Quanto alla rete fognaria, le situazioni più critiche riguardano Sardegna e Liguria (entrambe 75%), Umbria (77,1%) e Veneto (78,1%).
- Tags: alunni, bambini, costi, disciplina, elementare, famiglia, libri, materia, primaria, scuola, spesa, studio
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Scuola, tra presente e futuro: non solo riforme, ma anche nuove materie all’esame (o d’esame). O meglio, nuove discipline che potrebbero entrare in vigore se le numerose proposte di legge presentate alla Camera e al Senato saranno convertite in legge dai due rami del Parlamento.
Internet, le lingue straniere, educazione civica e forse educazione sessuale le più conosciute, ma quanti sanno che ci sono deputati e senatori che spingono per inserire i rudimenti del primo soccorso, oppure corsi di educazione alimentare? O ancora l’insegnamento delle “specificità culturali, geografico, storiche e linguistiche delle comunità territoriali” piuttosto che “attività teatrali e di intelligenza emotiva”?
Il tema della scuola ha da sempre suscitato l’attenzione e l’interesse di molti parlamentari italiani. Così, se negli anni novanta le proposte di legge più singolari in materia potevano arrivare a poche decine per legislatura, oggi, scorrendo rapidamente i siti internet di Camera e Senato, se ne possono ritrovare quantomeno un centinaio. Maggioranza e opposizione spingono, ad esempio, per inserire i rudimenti del pronto soccorso alle medie e al liceo. Le cifre, del resto, parlano chiaro: ogni anno in Italia 60 mila persone muoiono per un arresto cardiaco, 23 mila sono vittime di un trauma improvviso e 6 mila di un incidente stradale. Un intervento di primo soccorso può salvare il 30 per cento delle persone colpite, sottolineano i firmatari delle due iniziative legislative, il deputato del Pd Gerolamo Grassi e il senatore del Pdl Luigi D’Ambrosio Lettieri.
Ma i legislatori non si fermano qui: altri testi scolastici potrebbero finire sui banchi degli studenti, come l’educazione alimentare. L’Italia è ai primi posti in Europa per numero di bambini e adolescenti in sovrappeso. Ecco perché Antonio Razzi, deputato dell’Idv, propone di istituire, fin dalla scuola primaria, corsi di educazione alimentare per “formare una cultura alimentare basata su informazioni complete e corrette, ancora poco diffusa nel nostro Paese”. Il deputato Fabio Granata (Pdl) e la senatrice Anna Maria Carloni (Pd) chiedono, invece, che nei programmi scolastici trovi posto anche l’insegnamento dell’educazione civica ambientale perché, spiegano, “tende a sviluppare nello studente la consapevolezza di soggetto attivo e protagonista della comunità attraverso i valori costituzionali della cittadinanza, dell’ambiente, della salute, della legalità ”. Gli zaini degli studenti potrebbero appesantirsi ulteriormente se saranno approvate altre due proposte di legge della deputata della Lega Paola Goisis, che propone l’insegnamento delle “specificità culturali, geografico, storiche e linguistiche delle comunità territoriali e regionali“. Così, si legge nella proposta di legge, “lo studio della realtà Sabauda per gli studenti piemontesi può assumere un’importanza non inferiore a quella che riveste lo studio della realtà Borbone per gli studenti delle regioni meridionali o del califfato arabo e dei ducati normanni per gli studenti della Sicilia”.
Molto simile il ddl presentato da Angela Napoli (Pdl), che chiede l’introduzione della storia locale. La Napoli, tra l’altro è molto attiva sull’argomento scuola: solo in quest’ultima legislatura si contano una decina di provvedimenti presentati alle commissioni di competenza, che vanno dalla “disciplina del sistema nazionale di istruzione”, alle “Disposizioni concernenti i dirigenti scolastici, fino alle “Disposizioni in materia di stato giuridico degli insegnanti e di rappresentanza sindacale nelle istituzioni scolastiche”
Più controverso, invece, il progetto di legge presentato da Valentina Aprea, presidente della commissione Cultura della camera dei Deputati ed ex sottosegretario all’Istruzione del precedente Governo Berlusconi, che chiede “Norme per l’autogoverno delle istituzioni scolastiche e la libertà di scelta educativa delle famiglie, nonché per la riforma dello stato giuridico dei docenti”.
Il progetto di legge, prevede, infatti, oltre ad una serie di novità sostanziali che potrebbero sconvolgere l’attuale assetto organizzativo scolastico, un maggior carico di responsabilità (e di potere) proprio per i dirigenti. A presidi verrebbe infatti demandato prima di tutto il compito di bandire concorsi per nuovi docenti, specifici per ogni istituto, oltre che di scegliere personalmente (senza più graduatoria pubbliche) i docenti supplenti. Anche loro, i capi d’istituto, saranno comunque sottoposti a verifiche sull’operato svolto: lo stesso ministro ha ricordato come i nuovi concetti “di responsabilità e merito” non andranno applicati solo agli studenti, “ma anche ai docenti e ai dirigenti, che vanno valutati e incentivati”. Il testo ha ricevuto forti critiche da parte dei dirigenti scolastici, mentre il Forum degli insegnanti ha cominciato una raccolta di firme per fermarne l’iter parlamentare. E se il deputato dell’Idv Fabio Evangelisti ed il parlamentare del Pdl Enrico Pianetta insistono perchè nei programmi scolastici venga inserito “l’insegnamento dell’educazione ai diritti umani”, la deputata del Pdl Fiorella Ceccacci si spende perchè tra le materie di studio vi sia anche “attività teatrali e intelligenza emotiva“. Il teatro “ha da sempre una straordinaria funzione di educazione alla cultura ed è diventato un elemento nuovo della nostra cultura educativa, grazie anche all’apporto di moderne discipline socio psicologiche”, si legge nel testo della proposta di legge presentato lo scorso 26 maggio, quando la nuova legislatura era cominciata da appena un mese.
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- Tags: Camera, decreto, legge, Maria-Stella-gelmini, ministro, professori, ricercatori, riordino, spesa, studenti, universitÃ
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Le università italiane necessitano di “valutazioni e interventi pubblici puntuali” ed è necessario rivedere alcuni tagli che, sebbene dettati da motivi di bilancio, sono risultati “indiscriminati”.
Eccolo, il nuovo richiamo del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che stavolta invoca più risorse pubbliche per gli atenei italiani. Un intervento che pare così avallare (solo nei contenuti) le proteste che gli studenti universitari dell’Onda inscenarono, tra ottobre e novembre scorsi, in varie città d’Italia contro la riforma del minsitro Gelmini.
Dall’università di Perugia, dove partecipa alla cerimonia per il VII centenario della fondazione dell’ateneo, Napolitano si augura che “siano maturi i tempi per un riesame e un ripensamento di decisioni di bilancio ancorate a una logica di tagli indiscriminati”.
Bisogna “guardare con coraggio a quel che oggi è in Italia il mondo della ricerca, e quello che all’estero, nel mondo, ci si aspetta da noi”. Infatti, ha aggiunto Napolitano, “La ricerca e la formazione sono la leva fondamentale per la crescita dell’economia. Questa è una verità difficilmente contestabile, e apparentemente non contestata nel nostro Paese”. Parola chiave, che Napolitano sottolinea leggermente con il tono della voce, è “apparentemente”. E questo è “un tema cruciale”, data la “situazione del Paese che è di straordinaria difficoltà per via della crisi economica e finanziaria e dei pesi che l’Italia si porta” da molto tempo.
Tra questi “l’ingente debito pubblico”. “Ma proprio per questo, a maggior ragione tutte le forze responsabili del Paese devono salvaguardare il nostro capitale umano, evitando la dispersione di talenti e dei risultati” del nostro sistema scolastico e universitario. Questi troppo spesso “non sono tradotti in occasioni di lavoro e di sviluppo”.
La leva di tutto deve essere una accurata politica che sappia tenersi saggiamente in equilibrio tra il rigore della spesa e la necessità dell’investimento lungimirante. Per questo il Capo dello Stato si augura che non ci si ispiri solamente ai tagli quando si parla di università . Vorrebbe dire che si è sbilanciati.
Napolitano rivendica il diritto di fare dei richiami pubblici rispetto alla “situazione difficile” determinata dalla grave crisi economica e finanziaria. “Fa parte” dice “delle mie responsabilità dettate dalla Costituzione e richieste da una situazione di straordinaria difficoltà del Paese per una crisi che ha investito la finanza e l’economia mondiale e che in Italia sconta il retaggio, per molti aspetti, di vicende pluridecennali”.
Dopo aver ascoltato con grande attenzione la relazione del rettore dell’Università perugina, il quale ha sottolineato i livelli di eccellenza ancora presenti negli atenei italiani nonostante il costo terribile - in termini anche monetari: “Costa all’erario statale ogni anno 1 miliardo e mezzo di euro” - della fuga dei cervelli all’estero, Napolitano ha colto queste osservazioni per una riflessione sull’Università , la crisi economica e i problemi del bilancio statale. Il Capo dello Stato è partito ricordando come siano state le Università , nel Medioevo, a costituire il momento iniziale della nascita dell’Europa. E allora bisogna “coltivare il senso delle nostre radici”.

Il VIDEO servizio:

Truffe nei settori della spesa farmaceutica-sanitaria, dei rifiuti, e dei contributi comunitari; opere edilizie incompiute e uso sconsiderato dei prodotti finanziari derivati; danno all’immagine causato alla Pubblica amministrazione dai dipendenti pubblici che hanno intascato “mazzette”; consulenze indebite.
Insomma la corruzione nel Paese c’è, vive, dilaga e lotta contro tutti noi. Per fermarla, o quanto meno arginarla, serve non abbassare la guardia. Ma “I controlli interni ed esterni sull’amministrazione non sono pienamente adeguati, vi è un’attuale situazione di scarsa loro efficacia, di pochezza di effetti concreti”, ha detto il presidente della magistratura contabile Tullio Lazzaro, nel corso della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario 2009 alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e di altre autoritò, istituzioni e politici. Per questo, secondo Lazzaro “occorre potenziare e irrobustire i controlli, renderli effettivi nello svolgersi e concreti negli effetti”.
Il non edificante quadro della mala-amministrazione e degli sperperi, emerge poi dalla relazione del pg della Corte dei Conti Furio Pasqualucci: nel 2008, si è tradotto in atti di citazione in giudizio per un totale di circa 1 miliardo e 700mila euro di danni e in 561 sentenze di condanna in primo grado.
Tra i casi più eclatanti segnalati da Pasqualucci, l’emergenza rifiuti in Campania che nel 2008 ha portato alle prime condanne da parte della magistratura contabile regionale per un totale di 650mila euro, ma restano da definire altri due giudizi per un totale di 45milioni di euro di danni, mentre altre istruttorie sono state aperte. La procura regionale del Lazio ha invece contestato a dieci concessionari del servizio “new slot” (le slot machine collegate in rete) una cifra da capogiro di 70 miliardi di euro di danno erariale (una somma “enorme, pari a diversi punti di Pil”, ammette Pasqualucci, ma in relazione alla quale il giudizio è sospeso in attesa di una decisione della Cassazione per regolamento di competenza).
Gli onori delle cronache al caso Calciopoli sono andati non solo per processo penale ma anche per quello attivato dalla Corte dei Conti: la procura regionale del Lazio ha emesso due atti di citazione, il primo nei confronti di nove persone tra dirigenti, arbitri, assistenti di gara e due giornalisti Rai ai quali si richiede di risarcire 240milioni di euro, mentre il secondo per contestare ad altre nove persone un milione di euro per danni all’immagine e da disservizio. E ancora: sempre per danno all’immagine, stavolta del sistema sanitario, la procura della Corte dei Conti della Lombardia ha chiesto risarcimenti per oltre 8milioni di euro alle 14 persone coinvolte nell’inchiesta sulla cosiddetta “clinica degli orrori” di Milano per interventi ritenuti inutili e dannosi sui malati solo per ottenere rimborsi dallo Stato.
Notevoli anche le condanne (77) nel 2008 per danni erariali causati da attività contrattuale, per esempio appalti per la costruzione di strade, scuole o carceri che, a causa di tangenti o sovrafatturrazioni, sono stati eseguiti tardi e male, oppure mai realizzati: le citazioni in giudizio per questo tipo di danno , sempre nel 2008, sono per un totale di 831milioni di euro. Atti di citazione per circa 79milioni di euro sono invece stati emessi per frodi comunitarie, in particolare per lo sforamento delle quote latte, mentre il “ricorso ai derivati” ha causato citazioni per quasi 46mila euro. Consulenze esterne ed incarichi ‘illeciti’ sono state alla base di 96 condanne in primo grado e di oltre 20milioni di euro di danni contestati nelle citazioni a giudizio.
Il compito dell’immediato futuro per la magistratura contabile sarà “una continua e attenta attività di monitoraggio per l’attuazione del Federalismo fiscale“, ha confermato il presidente Tullio Lazzaro. Le linee iniziali del Federalismo sono state già approvate dal Senato e, ha ricordato Lazzaro, “dallo stesso dibattito parlamentare è emerso con chiarezza come sia indispensabile, al riguardo, la piena conoscenza dei dati finanziari da parte del Parlamento: è ovvio poi che il Parlamento debba basare le proprie decisioni su dati certi ed obiettivi e la garanzia di ciò, allo stesso Parlamento e ai cittadini, deve essere data dalla Corte attraverso l’esercizio delle sue funzioni e la cui indipendenza è tutelata dalla Costituzione”.
Soprattutto in un momento storico come l’attuale, caratterizzatto da “una curva discendente delle risorse complessive a disposizione”, è sempre più necessario per Lazzaro, da parte della pubblica amministrazione, “un uso delle risorse pubbliche che sia non solo legittimo ma anche pienamente rispondente ai criteri di sana amministrazione”, producendo “il migliore risultato possibile in termini di economicità e di efficacia”. A tal fine “è necessaria la massima trasparenza in ogni agire della pubblica amministrazione; la’ dove essa manchi il cittadino percepisce la funzione pubblica come un qualcosa di estraneo, di diverso da se’ e dal proprio mondo, da qui la disaffezione verso le istituzioni e anche verso i centri della politica: male, questo, oscuro e sottile che puo’ costituire un rischio mortale per la vita stessa della democrazia”.
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