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Un mare di qualità e spiagge doc. Quest’anno le Bandiere Blu sono 227

La spiaggia del Conero

Spiagge più pulite (con meno rifiuti) e più accoglienti: insomma, più belle. Nei lidi delle vacanze cresce l’impegno sulla raccolta differenziata e continua la scalata del made in Italy versione marinara.
Per la prossima estate sono 227 le spiagge “big” dove sventoleranno le Bandiere Blu 2009, 12 in più rispetto allo scorso anno e il 10% delle spiagge premiate a livello internazionale; 113 le località rivierasche coinvolte (9 in più) nella mappa del mare italiano doc. Bandiera blu anche a 60 approdi turistici (erano stati 56 lo scorso anno). Sul podio la Liguria raggiunge Marche e Toscana con 16 vessilli a testa.
Questi i risultati del riconoscimento di qualità ambientale assegnato questa mattina a Roma dalla Fee (la Fondazione per l’educazione ambientale) in collaborazione con il Consorzio nazionale batterie esauste (Cobat), giunto alla 23/a edizione.
Con 16 bandiere il primato 2009 spetta ancora a Toscana (che aggiunge una bandiera, Pietrasanta in provincia di Lucca) e Marche (+1, Mondolfo in provincia di Pesaro-Urbino) raggiunte però dalla Liguria (+2, Savona-Fornaci in provincia di Savona e Ameglia-Fiumaretta in provincia di La Spezia), mentre l’Abruzzo rimane stabile con 13. Una in più per la Campania, dove quasi tutte le località candidate sono riuscite a raggiungere l’ obiettivo, portando così la regione a quota 12. Stabile invece l’Emilia Romagna che rimane a 8.
Due bandiere in più per la Puglia con 7 vessilli ed 1 in più per il Veneto che sale a 6. Sicilia, Calabria e Lazio ne hanno acquistata una raggiungendo quota 4; il Friuli Venezia Giulia riconferma le 2 dell’anno scorso come la Sardegna. Il Molise ne perde una rimanendo con 1 sola Bandiera Blu, come la Basilicata.
I laghi sono presenti con 2 bandiere blu. Uno in particolare è di significato: il Lago di Scanno in provincia dell’Aquila.
L’altra bandiera per i laghi è stata confermata a Cannero Riviera in provincia di Verbania in Piemonte.
A livello di Mediterraneo, l’Italia si colloca al 5/o posto dopo Spagna, Grecia, Turchia e Francia.
La Bandiera Blu premia le località con acque di balneazione eccellenti e nelle quali le Amministrazioni si sono impegnate a migliorare lo stato dell’ambiente, promuovendo un turismo sostenibile. In pagella anche il grado di funzionalità degli impianti di depurazione; lo smaltimento dei rifiuti con particolare riguardo alla raccolta differenziata e alla gestione dei rifiuti pericolosi; le iniziative per una migliore vivibilità nel periodo estivo; la valorizzazione delle aree naturalistiche eventualmente presenti sul territorio; la cura dell’arredo urbano e delle spiagge; la possibilità di accesso al mare per tutti i fruitori senza limitazioni.
“Siamo certi che investire sulla qualità ambientale” ha detto Claudio Mazza, Segretario Generale della Fee Italia “sia il modo migliore per sviluppare un’economia locale sana e duratura incentrata sul turismo”. Analizzando i dati, la Fee sottolinea quindi il trend positivo appunto per Toscana, Marche, Liguria e Veneto con giudizio in miglioramento in alcune regioni meridionali, come Campania, Calabria e Puglia. “In linea generale però” afferma la Fee “i comuni, ad eccezione delle località vincitrici, dimostrano ancora troppo spesso una scarsa sensibilità ambientale”.
Anche se c’è stata una risposta all’obiettivo in più sulla differenziata. “Nonostante nel 2009 sia stato richiesto ai Comuni un incremento sulle percentuali di raccolta differenziata” ha detto Carla Creo dell’Enea, operatrice nazionale del Programma “l’aumento del numero di Bandiere Blu, dimostra l’attenzione di alcune Amministrazioni locali su tale problematica così attuale nel nostro Paese”.

Ecco la mappa delle spiagge per l’estate al sole e al caldo
PIEMONTE (1- lago) Cannero Riviera (Verbania)
FRIULI VENEZIA GIULIA (2) Grado (Gorizia), Lignano Sabbiadoro (Udine)
VENETO (6) Caorle, San Michele al Tagliamento-Bibione, Eraclea-Eraclea mare, Jesolo, Cavallino Treporti (Venezia), Venezia-Lido di Venezia
LIGURIA (16) Camporosso, Bordighera (Imperia), Finale Ligure, Noli, Spotorno, Bergeggi, Savona-Fornaci, Albisola Superiore, Albissola Marina, Celle Ligure, Varazze (Savona), Chiavari, Lavagna, Moneglia (Genova), Lerici, Ameglia-Fiumaretta (La Spezia)
EMILIA ROMAGNA (8) Comacchio-Lidi Comacchiesi (Ferrara), Lidi Ravennati, Cervia (Ravenna), Cesenatico, San Mauro Pascoli-San Mauro mare (Forlì-Cesena), Bellaria Igea Marina, Rimini, Cattolica (Rimini)
TOSCANA (16) Forte dei Marmi, Pietrasanta, Camaiore, Viareggio (Lucca), Pisa-Marina di Pisa-Tirrenia-Calambrone, Livorno-Antignano e Quercianella, Castiglioncello e Vada di Rosignano Marittimo, Cecina, marina di Bibbona, Castagneto Carducci, San Vincenzo, Riotorto-Piombino: parco naturale della Sterpaia (Livorno), Follonica, Castiglione della Pescaia, Marina e Principina di Grosseto, Monte Argentario (Grosseto)
MARCHE (16) Gabicce Mare, Pesaro, Fano, Mondolfo (Pesaro-Urbino), Senigallia, Sirolo, Numana (Ancona), Porto Recanati, Civitanova Marche, Potenza Picena-Porto Potenza Picena (Macerata), Porto S.Elpidio, Fermo, Porto San Giorgio, Grottammare, Cupra Marittima, San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno)
LAZIO (4) Sabaudia, San Felice Circeo, Sperlonga, Gaeta (Latina)
ABRUZZO (13) Martinsicuro, Alba Adriatica, Tortoreto Lido, Giulianova-lungomare Zara, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina (Teramo), Francavilla al Mare, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Vasto, San Salvo (Chieti). Per i laghi bandiera blu a Scanno (L’Aquila)
MOLISE (1) Termoli (Campobasso)
CAMPANIA (12) Massa Lubrense (Napoli), Positano, Agropoli, Castellabate, Montecorice-Agnone e Capitello, Acciaroli-Pioppi di Pollica, Casalvelino, Ascea, Pisciotta, Centola-Palinuro, Vibonati-Villammare, Sapri (Salerno)
BASILICATA (1) Maratea (Potenza)
PUGLIA (7) Rodi Garganico (Foggia); Polignano a Mare (Bari), Ostuni-Marina di Ostuni (Brindisi), Castellaneta, Ginosa-Marina di Ginova (Taranto); Castro, Salve (Lecce)
CALABRIA (4) Cariati-Marina di Cariati (Cosenza), Cirò Marina-Punta Alice (Crotone); Roccella Jonica, Marina di Gioiosa Jonica (Reggio Calabria)
SICILIA (4) Pozzallo, Ragusa-Marina di Ragusa (Ragusa), Menfi (Agrigento), Fiumefreddo di Sicilia-Marina di Cottone (Catania)
SARDEGNA (2) Santa Teresa di Gallura-Rena Bianca, La Maddalena-Spalmatore e Punta Tegge (Olbia-Tempio).

Il VIDEO servizio:

L’estate italiana dei divieti diventa un caso internazionale

Un tuffo in una spiaggia troppo affollata?

Lo avevano fatto notare (quasi) tutti i giornali italiani (anche qui, qui e qui) che l’estate del 2008 in Italia sarebbe stata all’insegna del “Non si può”. Una sfilza di divieti e ordinanze (più o meno strani), che i sindaci - dotati dei super poteri grazie al decreto Maroni - hanno messo in campo (e in strada, sulle spiagge, in piazza) per limitare l’esuberanza dei turisti in libertà.
Ma dopo la segnalazione della stampa nostrana, ecco l’attenzione dei giornali stranieri: in Italia sono vietate tutte le cose divertenti, titola il quotidiano britannico The Independent, che prende di mira le ordinanze dei sindaci e avverte i turisti stranieri: attenzione perchè rischiate di essere multati. A cominciare dalle spiagge, dove su tutto il territorio nazionale è vietato farsi fare un massaggio cinese, o comprare un pareo o un costume da un vu cumprà. Il titolo dell’articolo recita così: “Turisti attenti: se una cosa è divertente, l’Italia ha una legge che lo vieta”.
In realtà l’articolo dell’Independent mette in guardia i turisti che, magari abituati a situazioni più permissive, vanno incontro a possibili sanzioni: “Gli stranieri inconsapevoli rischiano pesanti multe se fanno cose che sono perfettamente legali da qualsiasi altra parte del mondo, eccetto in quella città o paese dove si trovano -scrive il giornale- a Genova, per esempio, è ora illegale camminare per strada con una bottiglia di vino o una lattina di birra”. “A Roma è okay, ma se ti sdrai sotto un pino o sui gradini di piazza di Spagna per berla, o solo per mangiare un sandwich, il tuo comportamento ‘indecoroso’ può essere penalizzato. Lo stesso se il tuo snack all’aria a aperta è seguito da un sonnellino”, scrive il quotidiano britannico.
Il giornale elenca molte delle ordinanze di quest’estate, e ricorda: “Il governo di Silvio Berlusconi può essere stato il primo al mondo a introdurre il ministero della semplificazione (quello gestito dal leghista Roberto Calderoli, ndr) con il compito di identificare ed abolire leggi inutili, ma nell’interesse di una maggiore democrazia a livello locale e della sicurezza, il suo ministro dell’Interno Roberto Maroni ha consentito a migliaia di fiori legali di sbocciare. Molte di queste ordinanze non verranno probabilmente mai fatte rispettare, ma sarà una scarsa consolazione per colui che dava da mangiare ai piccioni, e che avrà una pesante multa tra i suoi souvenir delle vacanze”. E gli esempi, potrebbero continuare.

“Su una spiaggia di Olbia, in Sardegna, i fumatori rischiano 360 euro di multa, ma in tutto il territorio nazionale sono stati vietati i massaggi offerti dagli immigranti, per il rischio che i ’servizi estetici o terapeutici’ offerti da costoro ‘non siano in possesso di adeguata esperienza’”. A Eraclea, vicino Venezia, i genitori devono tenere d’occhio i bambini: i castelli di sabbia sono vietati, perché’ostruiscono il passaggio’ lungo il bagnasciuga. Giocare a racchettoni o a pallavolo è vietato su molte spiagge, e i sub che se ne vanno tranquilli in mare rischiano multe se si avventurano fuori dalle aree consentite”. E poi, continua il quotidiano inglese, formato compact, edito dalla Tony O’Reilly’s Independent News and Media, nato nel 1986 e con una tiratura di 250 mila copie circa: “A Forte dei Marmi non si può fare giardinaggio nel weekend, mentre a Novara, dopo le 23,00 è proibito stazionare nei parchi in più di due persone. A Capri e a Positano, è proibito portare gli zoccoli ai piedi. Il divieto di andare in giro a torso nudo se sei uomo, in bikini se sei donna arriva invece da Viareggio, dove è vietato anche appoggiare i piedi sulle panchine o andare in skateboard sulla passeggiata del lungomare. L’articolo dell’Independent arriva dopo quello del quotidiano svizzero Le Matin, che ha titolato: “L’Italia ha perso la brocca!”. “I comuni combattono il disordine” scrive il quotidiano svizzero “ma qualcuno (leggi il settimanale cattolico Famiglia Cristiana, ndr) ha paura del ritorno del fascismo”.
Ai toni polemici dell’Independent, risponde il sottosegretario ai Beni culturali, Francesco Giro, che osserva che il suo autore è “un burlone o disinformato” salvo concludere che quell’articolo sull’Italia “è grottesco e insultante”. “I divieti a cui fa riferimento il giornale britannico” ha spiegato Giro in una nota “sono contenuti in alcune delibere comunali e in alcuni provvedimenti di governo per contrastare la microcriminalità e fronteggiare l’accattonaggio molesto, l’uso del vetro nei locali dei centri storici nelle ore notturne, lo sfruttamento dei minori, l’abusivismo commerciale, il degrado urbano dei monumenti, tutte misure previste in molte Capitali europee e non”. E ancora: “Quando” ha osservato Giro, in tono polemico “da turisti andiamo all’estero ci multano se gettiamo un pezzo di carta per terra. Non vediamo il perché i turisti stranieri possano fare in Italia, e spesso lo fanno, l’esatto contrario di ciò che sono abituati a non fare nei loro rispettivi paesi di appartenenza”.

Il VIDEO servizio:

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Al mare e in montagna: è l’estate del “non si può”

Giovani in spiaggia

Tempi duri per caciaroni, ciabattoni, disturbatori dalle mille mode. Quelli che in vacanza liberano l’anima cafona e impongono a tutti la loro presenza. Mare e montagna off limits per chi non rispetta le regole. Estate 2008 con un decalogo fitto di divieti, vecchi e nuovi. E una lista infinita di comuni di villeggiatura dove vige il più assoluto “non si può fare”.

Forti del decreto legge n. 92, effettivo dal 5 agosto e dotati di superpoteri, ora i sindaci si sono visti allargare la maglie del loro intervento, e ora sono incaricati della vigilanza “su tutto quanto possa interessare la sicurezza e l’ordine pubblico, informandone preventivamente il prefetto”. La voce “sicurezza e ordine pubblico” prende così svariate sfaccettature: oltre ai classici topless (in diverse località) e giochi in spiaggia (persino i castelli di sabbia a Eraclea, nel veneziano), sono proibiti i massaggi in spiaggia (in Versilia multe fino a 10mila euro e il sequestro di oli e creme). Dopo anni di nudismo, al Lido di Dante a Ravenna è ora vietato il look total nude.

E ancora: niente bagni di notte e la mattina presto, niente windsurf entro i 100 metri dalla battigia, banditi il pallone, i racchettoni e tutti gli altri giochi che possono arrecare disturbo, vietati i tuffi con corsa in mare, lasciare rifiuti in spiaggia, portare gli animali, ecc. Basta pure con la sciatteria: vietato circolare in costume e a torso nudo nelle città marittime. A Forte dei Marmi e a Riccione multe alle bagnanti in bikini per strada. A Capri il divieto è esteso pure agli zoccoli (quelli di legno che fanno clac, clac). Fin qui la salvaguardia del decoro.
Quest’anno guerra agli ambulanti che vendono la loro svariata mercanzia sulla spiaggia. Addio, dunque, agli acquisti sotto l’ombrellone (condite da estenuanti trattative) di asciugamani, braccialetti, bandane, occhiali da sole, borse pseudo-griffate, artigianato etnico, collane di pietre dure, parei velati, vestiti da baiadera, cose che improvvisamente diventano utilissime e poi, una volta, comprate nessuno ha più il coraggio di indossare. E poi addio anche a tutte quelle cineserie in offerta speciale (compreso la racchetta elettrica fulmina insetti, il must del 2008).
Non va meglio per chi volesse lasciarsi (un po’ troppo) andare, tra i monti. A Cortina d’Ampezzo vietata la sosta dei camper in centro perché occupano troppo spazio. In Alto Adige, poi, è vietato danneggiare i cartelli di divieto. A Montecatini Terme, invece, sanzioni da 25 a 500 euro per chi si sdraia su una panchina o ci appoggia i piedi.

Mare low cost: un posto al sole con lo sconto. Ma solo dopo pranzo

Versilia affollata

C’è crisi. Si sente dire e si vede. Anche sulle spiagge dei litorali italiani. In vista dell’estate, l’allarme caro-spiagge era arrivato da più parti: i rincari stimati dall’Osservatorio Prezzi: dal 2005 i prezzi degli stabilimenti sono aumentati molto più dei beni e servizi. Nel primo semestre del 2008, le tariffe degli stabilimenti balneari hanno registrato - aveva rilevato l’Osservatorio - un tasso medio di crescita su base annua del +7,3%, contro il 3,3% del paniere complessivo di beni e servizi. E non appena le spiagge hanno ricominciano a popolarsi a fine primavera, c’è stata un’ulteriore accelerata dei prezzi con un picco a maggio del 16,5%, mentre la variazione dei prezzi su base annua, registrata a giugno, è stata del 9%.
Qualcosa però si sta muovendo. A Roma, sollecitato dal Ministro per lo sviluppo Economico, Claudio Scajola, è stato firmato un accordo tra Antonio Lirosi, alias Mister Prezzi, e le principali associazioni degli stabilimenti balneari (Sib, Fiba, Assobalneari e Oasi) per applicare tariffe ridotte nel mese di agosto su tutte le spiagge italiane: da venerdì lettini e ombrelloni dovrebbero essere scontati fino al 50% a partire dall’ora di pranzo. Chi si recherà cioè sulle spiagge dopo l’ora di pranzo potrà beneficiare di sconti che arriveranno fino alla metà del prezzo pieno.
Lo hanno chiamato “Pomeriggio convenienza”, una sorta di low-cost del lettino, che punta a “far riavvicinare gli utenti alla qualità dei servizi offerti dagli stabilimenti”, ha spiegato Mr. Prezzi, sottolineando che compito delle associazioni degli stabilimenti balneari sarà quello di una maggiore trasparenza: oltre a “un risparmio sostanzioso, l’utente dovrà anche avere informazioni chiare sui prezzi e sulla qualità dei servizi per scegliere la tipologia a sè più vicina”.
Le Associazioni si sono quindi impegnate, fanno sapere dal ministero, a invitare le imprese associate per praticare lo sconto del 50% dei prezzi dei servizi (in particolare ingresso, affitto ombrelloni, lettini e sedie a sdraio) nella fascia pomeridiana a partire dai prossimi giorni in via sperimentale “o se la tipologia dei servizi offerti non lo consente, di praticare formule diverse di riduzione dei prezzi in forma singola o integrata ed esplicitamente rese note all’utenza”.
Ci vorrà però tempo perché l’iniziativa funzioni a pieno regime “Anche perché siamo a tre quarti di stagione e non è facile comunicare e coordinare tutti gli esercenti”, dicono dalle associazioni.
E a riprova del caro spiagge sui litorali italiani, ecco l’inchiesta realizzata dall’agenzia di viaggi on line Expedia, che ha confrontato i prezzi praticati dagli stabilimenti nei vari Paesi europei: la palma dei lidi più cari va, in media, alle spiagge transalpine: conquistarsi “un posto al sole” in Francia costa circa 12,50 euro. Più del doppio rispetto alla media del resto del continente, che si attesta intorno ai 6,10 euro. Con punte minime in Gran Bretagna - appena 3,10 euro, ma il bel tempo spesso non è incluso nel pacchetto - e massime in Italia, dove si arriva appunto a 7,50 euro.

Il VIDEO servizio:

Tra bandiere blu e acque nere. In Italia trecento spiagge vietate

Costa della Riserva naturale di Torre Guaceto (Puglia)
“Per quest’anno non cambiare, stessa spiaggia stesso mare”. La più classica delle canzonette estive rischia di diventare un ritornello fuori tempo. Almeno in Italia. Dove dal 2001 al 2008 il numero delle spiagge proibite ai bagnanti per le acque troppo inquinate o la cementificazione è cresciuto da zero a 300.

Un record assoluto, in confronto al resto d’Europa: solo un litorale fuorilegge in Spagna, zero in Grecia e in Francia, giusto per fermarsi ai principali Paesi mediterranei. Il dato è frutto di un’indagine dell’ Unione Europea ed è stato reso noto ieri dal commissario Europeo all’ambiente, Stavros Dimas. La Commissione ha inoltre inviato una lettera di richiamo all’Italia (e ad altri 10 paesi), per la cancellazione di alcune acque balneabili dalla lista delle aree sotto controllo.
Un paradosso per la Penisola, coi suoi 7500 km di coste, le sue cale e scogliere celebrate in tutto il mondo, ma soprattutto le 215 spiagge premiate con le “bandiere blu” (per un totale di 104 località) assegnate dalla FEE, (la Fondazione per l’educazione ambientale), che rappresentano da sole il 10% del totale a livello internazionale. Nel 2007 nell’area mediterranea solo Spagna, Turchia e Grecia avevano più bandiere blu .
Discorso simile per le “vele” assegnate da Legambiente e Touring Club Italiano alle 344 spiagge più pulite.
Dalle acque cristalline a cemento e mucillagine: se le bandiere blu premiano soprattutto Marche e Toscana, nella mappa dell’ UE la costa a sud di Ancona è costellata da punti neri (che indicano le zone costiere chiuse), così come nel litorale tirrenico, da Roma a Salerno. Il nostro Paese scopre di avere il maggior numero di coste vietate ai bagnanti per le installazioni portuali o le acque troppo sporche. Colpa (o merito) dei controlli più rigidi?

Potrebbe essere una spiegazione plausibile: solo sette anni fa non era stata rilevata neppure una spiaggia vietata, senza contare che le acque balneabili italiane rappresentano il 26% del totale UE e quelle controllate in Grecia e in Spagna sono state meno della metà delle 4929 italiane. Resta però un numero altissimo di spiagge off limits. E oltre al disagio per gli aspiranti bagnanti, mentre comincia la stagione estiva, c’è il richiamo della Commissione, dal quale può prendere il via l’apertura di una procedura di infrazione e il deferimento davanti alla Corte di giustizia. E nell’ipotesi più negativa potrebbero arrivare anche le sanzioni, come quelle che l’Italia rischia per la procedura aperta a causa dell’ emergenza rifiuti in Campania.

Jesolo dice basta ai gavettoni

Non farà discutere come la proposta del vicesindaco, ed ex primo cittadino, di Treviso Giancarlo Gentilini che ha chiesto “Pulizia etnica contro i culattoni” che avrebbero trasformato un parcheggio della città in un luogo di scambisti a luci rosse. Ma anche il sindaco di Jesolo (Venezia) Francesco Calzavara ha buttato lì una proposta che raffreda di molto gli istinti dei vacanzieri.

Ha firmato un’ordinanza in cui vieta nei luoghi pubblici i “gavettoni”, i lanci di palloncini riempiti d’acqua che vanno tanto di moda d’estate tra i più giovani. Perché? Troppi feriti e rischi corsi inutilmente dai turisti.
In vista del Ferragosto, data simbolo per gli amanti degli scherzi, si annunciano quindi tempi duri: le ammende per chi verrà sorpreso a inondare amici e passanti varieranno dai 25 ai 500 euro. E non è finita qui: la decisione comunale estende il divieto a mettere in atto altri “giochi” considerati pericolosi tra cui “lo spingere giù dai pontili persone scaraventandole in acqua, l’accensione di fuochi d’artificio, il lancio di razzi, la rottura di bottiglie, cori grida e schiamazzi”.
Un malcostume in realtà non solo jesolano e tipico di un po’ tutte le località di villeggiatura italiane, e non solo. Ma invece di un’ordinanza comunale, non basterebbero il buon senso e la buona educazione?

Guarda il VIDEO di un caso estremo

Stessa spiaggia, stesso mare e il solito caro ombrellone

Ombrelloni su una spiaggia italiana | Credits: designatednaphour da Flickr
C’è chi offre un servizio per ritrovare i bambini smarriti e chi proietta film in caso di maltempo, chi fa pagare la doccia contro gli sprechi d’acqua e chi include nel prezzo il salvataggio e il pronto soccorso (bontà sua). Le offerte si diversificano, ma in spiaggia la costante resta il caro ombrellone. Rispetto all’estate scorsa i prezzi di un posto all’ombra e due lettini sono aumentati in media del 3,2 per cento (+5,3% al Sud, +1,4 al Nord) e vanno da un minimo di 11,50 euro al giorno a Bibione a un massimo di 55 euro a Forte dei Marmi.
I dati sono raccolti in una ricerca realizzata da Trademark Italia, società di ricerca, consulenza e marketing del turismo. Non sempre, avvertono gli autori dello studio, l’aumento delle tariffe corrisponde alla qualità e al rinnovamento delle strutture. Ma sempre più spesso i gestori degli stabilimenti balneari ricorrono a pacchetti personalizzati e a sconti fatti su misura. In alcuni casi però i costi sono rimasti gli stessi dell’estate 2006.
Dopo la liberalizzazione del 1997 i prezzi hanno cominciato a essere molto variabili da stabilimento a stabilimento, anche nella stessa località. Le tariffe dipendono dalla posizione, dalla vicinanza al mare e dai servizi messi a disposizione. Le spiagge meno care restano comunque quelle dell’Adriatico. Si passa dai lidi veneti, con prezzi tra gli 11,50 e i 14 euro, a quelli della Romagna (14 euro a Rimini, 16 a Milano Marittima), alla Puglia, con i 18 euro di Castellaneta.
I lidi più cari sono quelli che si affacciano sul Tirreno e quelli delle isole. In alta stagione, sempre per un ombrellone e due lettini, quest’anno si pagheranno 19,50 euro a Sanremo, 30 a Follonica e 55 nell’esclusiva Forte dei Marmi. Unica eccezione, Terracina: qui per rilassarsi in riva al mare basteranno 10 euro al giorno.

Le spiagge italiane superano la prova bikini

Onde siciliane | Foto di frakorea da Flickr

Il Friuli Venezia Giulia è primo in “balneabilità”, con il 100% delle sue spiagge a prova di tuffo. Il Lazio e la Campania non si sono impegnate abbastanza, con il loro 21% e 19,9% di coste inquinate. Anche quest’anno il Ministero della Salute ha presentato il Rapporto sulle acque di balneazione. Ricomincia il tormentone estivo del mare pulito con classifiche di limpidezza che spesso danno risultati diversi a seconda di chi le ha elaborate.

Secondo il ministero, le acque italiane confermano il trend positivo degli ultimi anni. Ha sottolineato il sottosegretario alla Salute Gian Paolo Patta: “La balneabilità delle nostre coste è tra le migliori d’Europa, con una media che supera il 90%”, e ha aggiunto che si tratta di un risultato importante, soprattutto se confrontato con gli anni Ottanta, quando oltre un terzo delle coste italiane non risultava accessibile ai bagnanti perché inquinato.

Dal prossimo mese, poi, il bagnante sarà rassicurato con precisione assoluta: a luglio sarà attivo sul sito del Ministero il nuovo Portale delle acque, che gli permetterà di controllare la qualità dell’acqua proprio nel tratto di spiaggia dove ha l’ombrellone.
Il presidente di Legambiente Roberto Della Seta coglie però l’occasione della presentazione dei dati sulla balneazione per esprimere la sua preoccupazione per lo stato di salute del Mediterraneo, soprattutto a causa dei numerosi incidenti (15 all’anno, in media) tra navi che versano petrolio e sostanze chimiche. E’ proprio l’Italia la nazione con il più alto numero di raffinerie (17), che lavorano un quarto del greggio di tutto Mar Mediterraneo (2.300.800 barili al giorno) e di principali porti petroliferi (14). Insomma, se sul fronte dei batteri va tutto bene su quello degli idrocarburi non vinceremo bandierine blu.

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