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La lunga estate dei divieti: la mappa (aggiornata) delle ordinanze più strane d’Italia

divieto

Quella lunga estate calda del 2009 verrà ricordata (oltre che per le temperature sopra la media) anche come la stagione del “non si può”.
I Comuni ne hanno inventati di tutti i tipi con ordinanze e sanzioni ad hoc. Sono ormai più di 150 i divieti emanati dai primi cittadini in base alla normativa prevista dal “pacchetto Maroni”, un elenco in alcuni casi alquanto bizzarro.
L’ultimo divieto in ordine di tempo riguarda il “burkini”, il bikini islamico (che ha fatto la sua comparsa a Verona, suscitando polemiche e timori), vietato nelle piscine e lungo i fiumi e i torrenti di Varallo Sesia (Vercelli). Lo stabilisce un’ordinanza del sindaco Gianluca Buonanno, parlamentare della Lega Nord. Chi contravverrà al divieto di indossare il costume intero unito a un copricapo pagherà una multa di 500 euro.
Dopo Lucca, in Toscana, niente kebab nel centro storico di Capriate, paesino del bergamasco. Lo esclude una delibera della giunta leghista che vieta l’apertura di locali pubblici gestiti da immigrati. Il divieto non vale per gli italiani che vorranno aprire pub o ristoranti.

Ecco una MAPPA aggiornata con le altre ordinanze più strane:

No smoking under 16
A Capoliveri, nell’isola d’Elba, dal 25 agosto è in vigore un’ordinanza che punisce i minori di 16 anni sorpresi in luogo pubblico a fumare o anche solo in possesso di tabacco con multe dai 250 ai 500 euro. Già in vigore nello stesso comune il divieto di bere alcolici. A Verona, nel luglio dello scorso anno, un uomo è stato multato per 50 euro, “colto in flagrante” mentre fumava una sigaretta in un parco cittadino. L’esempio del sindaco scaligero è stato seguito dalle amministrazioni di Bolzano e Napoli. Quest’ultima, con un provvedimento che risale al 18 novembre 2007, ha ampliato il divieto di fumo ai luoghi all’aperto, quindi anche parchi comunali, in presenza di lattanti e bambini fino a 12 anni, nonche’ di donne in stato di gravidanza.
Panchine e aiuole
In provincia di Savona è vietato mangiare nelle aree comunali di Alassio e sdraiarsi nelle aiuole ad Albisola Marina. A Sorrento gli artisti di strada non possono sostare nello stesso punto più di 15 minuti e i ristoratori non possono avvicinare i turisti per invitarli a sedersi con “forma petulante e molesta”. A Voghera non ci si può sedere sulle panchine dopo le 23 in più di 3 persone mentre, sempre in tema di panchine, a Viareggio non ci si possono poggiare i piedi sopra.
Pordenone - Siete per le strade del centro di Pordenone, e vi ritrovate (purtroppo) a litigare con il/la vostro/a partner o un amico? State attenti: rischiate una multa da 25 a 500 euro. Perché? Perché sono vietati gli assembramenti di persone nelle vie principali del paese “che assumono atteggiamenti o fanno cose che non consentono la fruizione degli spazi pubblici da parte di altri cittadini”. Anche se solo in due.
San Remo - “Carta d’identità, prego”. Chi si siederà sui bordi delle aiuole o dei vasi di fiori che decorano la città, potrebbe sentirsi dire questa frase.
Perché il Sindaco di Sanremo ha stabilito il divieto di seduta in città per “mantenere il decoro”, salvo poi offrire dispense ai minori di 12 anni e ai maggiori di 60. I vigili, a controllare le età, avranno un bel da fare.
Ravenna - Musica sulla spiaggia? Sia mai. A Ravenna dite pure addio ai pianobar e ai cantanti che animavano le serate dei lidi del lungomare: il sindaco ha detto no. A loro e agli spettacoli di ballo (accompagnati da musica). Un’ordinanza che si affianca a quella anti-alcool, che impedisce di consumare bevande alcoliche in bicchieri o bottiglie di vetro sulla spiaggia. Tanto da spingere i giovani a un singolare metodo di consumo: bere direttamente dai secchielli di plastica, quelli dei giochi da bambinoDite pure addio ai gelati mangiati in compagnia per le strade della città, chiaccherando con gli amici. Ma anche agli spuntini veloci, alle bevande, al buon latte di mandorla siciliano. Un’ordinanza del sindaco risalente allo scorso settembre ha infatti vietato “sostare per consumare cibo e/o bevande, banchettando e/o abbandonando ogni minimo rifiuto”. E se per ovviare alla fame dovesse venirvi voglia di cantare, fermatevi: rischiate multe fino ai 500 euro.
Termoli - I fiori non devono piacere, in Molise. Almeno al sindaco di Termoli, che ha stabilito con un’ordinanza che tutti i vasi e le fioriere che occupano indebitamente il suolo pubblico vanno rimossi.
A meno che, ovviamente, non si voglia pagare per abbellire la città con un po’ di verde.

Cortina d’Ampezzo - Hanno fatto scuola, a Cortina d’Ampezzo: niente camper in centro. Meglio: niente camper in città. Un modo per incentivare l’affitto turistico di case e appartamenti in loco, aumentando in questo modo la circolazione del denaro in città? Il divieto è partito lo scorso anno. E quest’anno, anche Sanremo ne ha seguito l’esempio.
Eraclea (Venezia) - La delibera risale al 2004: vietati i giochi che possono arrecare disturbo agli altri bagnanti e che impediscano l’uso comune della spiaggia. E quindi, per estensione, no alle buche nella sabbia e ai castelli che hanno accompagnato l’infanzia di molti di noi: “anche fare buche che modificano in modo pericoloso la percorribilità a piedi della spiaggia diventa un gioco molesto”.
Capri - È un’ordinanza del 1960, ma a quanto pare a nessuno interessa toglierla: gli estivi zoccoli fanno troppo rumore, e sull’isola campana non si possono usare. I turisti dovranno dirottare la loro attenzione su scelte più… ovattate.
Genova - Dall’8 agosto scorso, non si può passeggiare con una bottiglia di bevanda alcolica in mano, tra i carrugi del centro storico. Se è ormai scattato il divieto di vendere alcolici ai minori di 16 anni a Milano, a Roma non si può mangiare davanti alla Fontana di Trevi, così come a Venezia non lo si puo’ fare seduti sui gradini dei monumenti.
Lucca - Dar da mangiare ai piccioni può costare fino a 500 euro di multa, stessa sanzione un bacio in auto a Eboli: 500 euro.
Vicenza - In controtendenza, i divieti decide di toglierli. Il 13 agosto 2008, un uomo che leggeva un libro sdraiato sul prato è stato multato di 50 euro, in base a un’ordinanza del 2002. Il Comune l’ha perdonato e ha deciso di permettere ai cittadini di “stendersi sull’erba: cosa che tranquillamente avviene in tutti i più bei parchi del mondo”.

E tra gli ombrelloni i “vu’ pregà”. Hit parade delle spiagge più devote

La chiesa da spiaggia

Acqua e Fede. No, la Pellegrini invincibile ai mondiali di nuoto a Roma, stavolta non c’entra.
Parliamo proprio di fede in Dio, quella dimensione interiore, magari un po’ trascurata nella frenesia di tutti i giorni, che nel tempo vuoto delle vacanze si può coltivare (scoprire o ritrovare) anche in spiaggia.
E a soddisfare il bisogno di un contatto con Dio sotto l’ombrellone, ecco entrare in azione pattuglie di speciali “baywatch” della fede. Preti, suore e giovani delle associazioni cattoliche che, in tutto il Paese con l’arrivo dell’estate si organizzano per portare la parola di Dio tra i bagnanti.
Altro che venditori ambulanti e animatori, da qualche anno i protagonisti della vita da spiaggia sono loro: i missionari dell’estate, ribattezzati simpaticamente anche “vu’ pregà”, che macinano chilometri lungo i litorali di tutta Italia.
Negli anni la cosa ha preso talmente piede che è possibile stilare una hit parade delle “spiagge come Dio comanda”.

In provincia di Chieti, a Vasto, i preti portano la parola di Dio tra i bagnanti amplificandola con l’ausilio di un megafono. Non sono da meno a Mondragone, in provincia di Caserta, dove le suore della Stella Maris si sono organizzate per il “preyer-beach”, in cui sulla spiaggia, in mezzo a castelli di sabbia e ombrelloni, hanno innalzato cappelle itineranti, speciali gazebo in cui in cui ogni giorno si recita il rosario insieme ai turisti. In costiera Amalfitana, poi, le “Sentinelle del mattino” (un’associazione nata a Verona da don Andrea Brugnoli, un sacerdote quarantenne con il pallino dell’evangelizzazione dei giovani: qui una sua VIDEO intervista tratta da YouTube) pregheranno con i villeggianti dall’11 al 14 agosto nel nome del Signore. “Sia chiaro” dice don Andrea Brugnoli, “la spiaggia è, e resta, un luogo di divertimento. I preti e le suore stanno in chiesa. Per quel che ci riguarda, sulla spiaggia, mandiamo giovani che approcciano coetanei facendo loro un invito: ‘Gesù vuole incontrarti’”. I giovani in vacanza, racconta don Andrea, “a volte criticano la Chiesa, a volte si trovano in sintonia. Comunque la si pensi, l’importante è che si apra un dialogo. Chi vuole, ed è incuriosito dalla parola di Dio, la sera viene accolto a braccia aperte e si unisce al nostro gruppo di preghiera e di riflessione spirituale”.

Un’opportunità arriverà il 3 agosto quando, a Termoli, sarà montata la chiesa gonfiabile (una struttura nero-bianco e fucsia, di circa 30 metri di diametro, con abside e altare, capace e può ospitare circa mille fedeli), già collaudata con grande successo a Ravenna e Bibione dove si sono radunate mille persone.
Ma anche i baby vacanzieri sono chiamati nella moderna opera di proselitismo sul lungomare. In Liguria, li ha raggruppati don Roberto Fiscer, della parrocchia dei Santi Nazaro e Celso di Arenzano, in provincia di Genova, con “R-Estate”: frotte di ragazzini, accompagnati dagli educatori, che griano tra lettini e sedie a sdraio invitando i loro coetanei a seguirli al patronato per giocare a pallavolo, ping pong, biliardino e, naturalmente, per pregare.

Follie d’estate: i video esilaranti delle bravate da spiaggia


Ferragosto, tempo di spiagge. Affollate e spesso teatro di bravate, giochi e gavettoni. Per i forzati del lavoro, per quelli che anche in questa data non staccheranno la spina, ecco una lunga raccolta dei video di YouTube dedicati agli scherzi in riva al mare. Che in qualche caso non vi faranno pentire di essere rimasti a casa.

Furto con scatto


Sveglia!

Topless bagnato, topless ammirato

Camaleonte da spiaggia

Vietato dormire

La cugina che (s)balla

Il Cateraduno

Guerra all’ultimo gavettone

Profondità nascoste

Gara di nuoto? Tiè

Distrazioni alimentari

E dagli al palestrato

Sardegna: via alle boe. Ecosostenibili, intelligenti e di lusso

MarPark è innanzitutto un sistema per la protezione dell'Ambiente e la fruizione turistica sostenibile, un sistema telematico di ormeggio eco-compatibile per imbarcazioni da diporto.
E poi si dice che chi può, non fa nulla per l’ambiente. Pensate invece a che cosa sta per succedere in Sardegna: le boe intelligenti faranno ben presto la loro comparsa nelle acque al largo della Costa Smeralda.

Permetteranno di collegarsi a internet, di prenotare un taxi nautico ma anche un catering a bordo, oltre che lezioni di diving e visite guidate. Servizi quasi lussuosi che asseconderanno i capricci di chi ormeggerà davanti alle spiagge che tutto il mondo ci invidia, ma che al tempo stesso sembra che saranno un’arma contro il degrado ambientale.

Fra i promotori di questa iniziativa c’è il proprietario di quelle coste, il magnate americano Tom Barrack: per attuare il progetto, infatti, è stata costituita la società SafeBay, joint-venture fra Smeralda Holding, di proprietà del fondo di investimenti Colony Capital di Tom Barrack, e Italgest Mare del Gruppo Italgest, guidato da Paride De Masi.
Non di solo lusso si tratta, però, perché l’idea è nata per contrastare l’ancoraggio selvaggio in rada, che danneggia i fondali marini. E per questo ha la benedizione di Ermete Realacci, presidente della Commissione ambiente, territorio e lavori pubblici, e di Legambiente.
A fare da test saranno le acque di un’area non protetta, tra Cala di Volpe e Porto Cervo, dove saranno piazzate 50 boe telematiche che consentiranno controllato delle imbarcazioni da diporto. Il sistema utilizzato sarà MarPark, brevettato a livello internazionale da Italgest Mare e realizzato in collaborazione con Siemens.

In Sardegna la rivolta inizia dal lusso

La Costa Smeralda
La gabella sul lusso imposta dal governatore della Sardegna su imbarcazioni, aerei privati e seconde case dei non residenti, è scaduta il 20 giugno ma, secondo il ministero dell’Economia e delle Finanze, è incostituzionale.
La notizia, resa pubblica con un documento il 13 giugno scorso in risposta a un’interrogazione di quattro parlamentari della Cdl, ha immediatamente ridato fiato al popolo della “no Soru tax”, esasperato dall’imposta regionale.
Imposta che, al momento, se pure non sembra aver provocato flessioni sul turismo, secondo le voci che filtrano da vari comuni e da alcune associazioni di consumatori, sta comunque inducendo molti proprietari di seconde case non residenti (almeno 300 mila) a un’autentica rivolta fiscale. Che nella regione informatizzata proprio da Renato Soru, fondatore di Tiscali, rimbalza i malumori popolari via web (e fax) con un unico imperativo: non pagare.
A dimostrarlo ci sono le mille telefonate quotidiane che, da qualche settimana, arrivano all’associazione di tutela dei consumatori Voglio Vivere di Genova. Con Lazio, Lombardia, Liguria e Piemonte in testa. “Il malcontento è enorme” assicura la presidente Anna Massone che ha presentato ricorso all’Ue contro la manovra Soru e, nell’attesa che Bruxelles si pronunci, invita tutti “a non pagare e ad aderire all’istanza collettiva preparata dagli avvocati dell’associazione”. Non solo. Massone, di origini sarde, sta per avviare una campagna di boicottaggio contro il balzello suggerendo ai turisti di disertare bar, ristoranti e, soprattutto, negozi dell’isola: “Non comprate nulla, nemmeno la carta igienica!” esorta. Fra i tanti, risponde via mail C.O., dirigente milanese con casa in Gallura: “Mi porto tutto, acqua minerale compresa”.
Centinaia di telefonate sommergono anche il Comitato regionale dell’Unione consumatori a Cagliariuncsardegna at tiscali.it) che si appresta a sua volta a impugnare davanti alla Commissione Ue una norma che, secondo il presidente Romano Satolli, “viola palesemente i principi di non discriminazione dei cittadini”.
Che la tassa sia illegittima lo pensano anche molti sindaci della Gallura che hanno alzato le barricate, anche legali. Da Franco Cuccureddu, primo cittadino di Castelsardo e presidente della Rete dei porti (”Non daremo un euro alla Regione”) a Gianni Giovannelli, neo-eletto a Olbia con il 70 per cento delle preferenze (”Appoggio il ricorso del mio predecessore”).
Ma Soru non demorde, anzi. È notizia dell’ultima ora che, per chi non ha pagato, è prevista una maggiorazione dal 100 al 200 per cento “a titolo di interesse”. Intanto il mercato immobiliare registra i primi contraccolpi: aumento degli affitti del 15-20 per cento e battuta d’arresto per le vendite.

Seno: si può mostrare ma è vietato toccare

Anne Nicole Smith - foto di Jordan, tratta da Flickr
Per una toccatina, ancorché “fulminea”, del seno si finisce in carcere. Perché?
Perché trattasi di abuso sessuale anche il solo, fugace, palpeggiamento del seno - senza il consenso di una donna - nonostante da diversi decenni si usi, sulle spiagge, mostrarlo. Lo ha stabilito la Cassazione, confermando la condanna a un anno e due mesi di reclusione inflitta ad un 42enne dalla corte d’appello di Firenze.
L’imputato era stato accusato di abuso sessuale ai danni di una ragazza alla quale aveva toccato fulmineamente il seno sinistro. Secondo la ricostruzione dell’accusa, la giovane mentre passeggiava per piazzale Michelangelo a Firenze era stata superata da un ciclomotore guidato da un uomo che, dopo aver parcheggiato, era tornato indietro a piedi e, giunto alla sua altezza, le aveva palpeggiato fugacemente il seno prima di allontanarsi di corsa.
Individuato dal numero di targa del ciclomotore, l’imputato aveva presentato ricorso in Cassazione, rilevando che “la fugace ‘manata’ non poteva costituire invasione della libertà sessuale della vittima, trattandosi di una zona del corpo notoriamente non più soggetta a particolari cautele, giacché mostrare il seno nudo non costituisce più da alcuni decenni offesa al pudore”, e di conseguenza il fatto “poteva tuttalpiù configurare il delitto di violenza privata ma non quella di violenza sessuale”.
Di diverso avviso i giudici della terza sezione penale della suprema corte, che hanno dichiarato infondato il ricorso dell’uomo: “il fatto che attualmente le ragazze, peraltro solo sulle spiagge e non sulla pubblica via, - si legge nella sentenza numero 19718 - ostentino il seno nudo, non significa che tale parte del corpo abbia perduto la sua natura erogena e non autorizza qualsiasi bagnante o passante a palpeggiarlo senza il consenso dell’interessata”. Il seno femminile, secondo i giudici di piazza Cavour, “era e rimane una zona erogena ed il palpeggiamento di esso, sopra o sotto i vestiti, ancorché fugacemente, configura un atto sessuale se effettuato per soddisfare il proprio desiderio erotico e diventa criminoso se attuato senza il consenso dell’interessata. Trattasi infatti - conclude la suprema corte - di un atto che offende la libertà di autodeterminazione sessuale della vittima”.
Pur espresso in altri termini, la sentenza della Cassazione riprende in toto il classico buon consiglio della nonna, che suonava così: “Guardare ma non toccare”.

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