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Governo: Bossi spinge, Rotondi frena. La squadra del Cavaliere è quasi fatta

 Umberto Bossi e Silvio Berlusconi durante la conferenza stampa al termine del primo vertice di maggioranza dopo il voto, con i leader di Pdl, Lega e Mpa | Ansa
Il vertice domenicale di villa San Martino ad Arcore sembra aver ridisegnato la geografia del nascente esecutivo Berlusconi. E se Umberto Bossi prova a forzare la mano, il Cavaliere sembra resistere.

Il nuovo esecutivo però – la premessa è d’obbligo – nascerà non prima della seconda settimana di maggio. Ed è quindi soggetto ancora ai tanti, molti, giochini della politica. Manco a dirlo le difficoltà sono arrivate subito, questa mattina, con il grido della Dca di Gianfranco Rotondi: “Senza una presenza del partito in Consiglio dei ministri restiamo fuori dal governo e da tutti gli incarichi parlamentari”. Tanto che da Milano è intervenuto Berlusconi con uno stop and go: “Stiamo sentendo tutti. Ho ascoltato le richieste della Lega, nulla è deciso. La decisione la prenderò io negli ultimi giorni utili: non ci sono ancora cose definitive e certe, ma ci saranno sorprese”. Poi citando un suo cavallo di battaglia, Erasmo da Rotterdam, ha aggiunto: “In questi momenti serve una visionaria follia”.

I ministeri (con il portafoglio) previsti dalla legge Bassanini sono dodici. Poi possono essere previsti spacchettamenti delle competenze e la creazione di altri ministeri (che ricadrebbero sotto la presidenza del Consiglio), ma il numero dei ministeri di spesa deve restare fermo a dodici. Tre posti fondamentali – Esteri, Interni e Difesa – sembrano già assegnati: il primo all’azzurro Franco Frattini, il secondo al leghista Roberto Maroni, il terzo all’aennino Ignazio La Russa. Certo anche il ritorno all’Economia di Giulio Tremonti che oggi su Repubblica apre ai sindacati e alla concordia sociale.

Affollamento di candidature per il dicastero della Giustizia, infatti se Gianfranco Fini ha candidato l’avvocato (e deputata di An) palermitano, Giulia Bongiorno, si parla molto anche di un possibile ritorno di Roberto Castelli, di Marcello Pera o di Alfredo Mantovano. Nel vertice di ieri Arcore il Cavaliere avrebbe accettato, pare a malincuore, anche il vicepremierato per Roberto Calderoli che farebbe coppia con Gianni Letta. Mentre alle Politiche Agricole dovrebbe andare un altro esponente del Carroccio, Luca Zaia.

Gli uomini di Fini avrebbero accettato le richieste della Lega in cambio di due ministeri pesanti: il Welfare/Salute che attenderebbe Gianni Alemanno come paracdute in caso di sconfitta nel ballottaggio romano e le Infrastrutture per Altero Matteoli. Gli azzurri prenderebbero anche le Attività Produttive, con il trionfatore della Liguria, Claudio Scajola, la Pubblica Istruzione con Sandro Bondi e i Beni Culturali al fedelissimo del Cavaliere, Paolo Bonaiuti (che verrebbe sostituito nel suo ruolo di portavoce da Daniele Capezzone). I bene informati sostengono anche che Berlusconi vuole assolutamente una poltrona da ministro anche per la “rossa” Michela Vittoria Brambilla, che potrebbe finire all’Ambiente. Ma in campagna elettorale il leader del Pdl ha fatto il nome anche della siciliana Stefania Prestigiacomo. Che in questo momento sembrerebbe essere senza dicastero. Restando nell’isola dove il Pdl è fortissimo, la Sicilia, è dato per favoritissimo per la seconda carica dello Stato, Renato Schifani.

Mentre sulla poltrona più alta di Montecitorio resta saldo Gianfranco Fini. Per quanto riguarda i ministeri senza portafoglio, le Riforme andranno a Umberto Bossi; la Prestigiacomo potrebbe essere recuperata alle Pari opportunità; Elio Vito, che starebbe battagliando con Scajola per la presidenza del gruppo Pdl, potrebbe invece finire ai Rapporti con il Parlamento; Lucio Stanca all’innovazione tecnologica; Adriana Poli Bortone alle Politiche comunitarie e Mariastella Gelmini agli Affari Regionali.

Questa la squadra che si va delineando, a meno delle “sorprese” annunciate da Berlusconi stesso: “Non ci sono cose certe e definite. Tutto si concluderà quando avrò pronto l’intero panorama di 60 persone per la squadra di governo; credo che ci saranno sorprese”.

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