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Gli afgani di Roma, l’assessore Belviso: sì all’accoglienza, stop all’assistenzialismo

Due ragazzi afgani ospiti di un centro d'accoglienza

Due ragazzi afgani ospiti nel centro d'accoglienza

Tra chi ha seguito da vicino le vicende dei profughi afgani nella capitale (quelli nella “buca” della Stazione Ostiense e quella che ha coinvolto anche i minori, trovati a dormire sui vagoni del treno c’è anche l’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Roma, Sveva Belviso. Panorama.it ha raccolto la sua versione, per capire quale sia stato il ruolo effettivo del Comune e per sentire quali siano i progetti futuri per l’accoglienza e la tutela dei profughi. Anche alla luce del Rapporto annuale del sistema di protezione per i richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR 2008-2009), presentato qualche giorno fa dall’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), insieme al Ministero dell’Interno. Continua

Da piccolo fantasma a ragazzo solare. L’odissea di Alaa, 17enne afgano dell’Ostiense

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Il centro diurno CivicoZero (Foto Marco Iegri per Save the Children)

Il 31 marzo del 2009 sono stati trovati dei bambini afgani vicino alla “buca” della Stazione Ostiense di Roma. Il Comune è intervenuto immediatamente dopo le segnalazioni, smentendo anche la notizia che i ragazzi dormivano dentro i tombini. Panorama.it ha seguito le loro tracce e ha ricostruito la loro storia. Continua

C’è ancora vita nel deserto dell’Ostiense, a Roma. Dove sono finiti gli afgani della “buca”?

Tre ragazzini afgani che vivono nella "buca", all'Ostiense di Roma

Tre ragazzini afgani che vivono nella "buca", all'Ostiense di Roma

La Stazione Ostiense sembra una cattedrale in mezzo ad un esteso deserto. Sarà anche per questo che il quartiere è conosciuto come la Piramide.
La mattina c’è qualche passante che si trascina sui marciapiedi, con poca voglia di iniziare la giornata.
Bizzarro: ad attirare l’attenzione, sono le scritte colorate di un centro commerciale. Dall’esterno sembra abbandonato, ma all’interno due commessi puliscono il pavimento, circondati dagli addobbi natalizi. “Questo centro è penalizzato” dice la donna. “Perché i giornalisti vengono da queste parti a fare domande? Cosa c’è da dire ancora? Bisogna intervenire, e nessuno lo fa!”. Continua

Roma decide su Kabul. E intanto Kabul invade Roma

Profughi afghani
L’Afghanistan non infiamma solo i dibattiti parlamentari ma anche i tanti angoli di Roma. Come la stazione Ostiense dove il 16 gennaio 150 agfani sono stati sgomberati dalla polizia. O come il centro d’accoglienza Astalli che ha visto crescere in maniera esponenziale il numero degli profughi di quel paese che cercano un pasto, un letto o un primo soccorso. E che ha anche stilato un’analisi: a gennaio dello scorso anno, in mensa, erano 149 su 556. A dicembre erano già 462 su 849. In ambulatorio, nel 2006, sono stati la metà di chi ha chiesto cure. “Tra gennaio e dicembre dello scorso anno gli utenti della mensa sono aumentati del 35 per cento” spiega Padre Giovanni La Manna, responsabile. “Con picchi di presenze giornaliere che hanno superato le 300 persone e un incremento di afghani, il cui numero è raddoppiato dall’inizio dell’anno. Soprattutto nei mesi di novembre e dicembre sono stati tre volte più numerosi rispetto a gennaio. E l’età media è inferiore ai 25 anni”.
L’analisi del Centro Astalli, che ha prodotto un intero documento relativo ai rifugiati (rapporto annuale 2006), presenta altri aspetti importanti. Per esempio, molti sono i minori afghani in strada: ben il 50 per cento dei 525 ragazzi contattati dagli operatori del centro.
Spesso arrivano dopo anni di peregrinazioni e l’Italia rappresenta solo una sosta in attesa di partire per il Nord Europa. Il 73 per cento di loro, infatti, si ferma per meno di sei mesi.

Bimbi afghani, lo sgombero alla Stazione Ostiense

Centocinquanta afghani martedì 16 gennaio sono stati sgombrati dalla stazione Ostiense, a Roma, nei pressi del piazzale 12 Ottobre 1942. “La polizia è intervenuta nel più grande “accampamento” di afghani della capitale e lo ha sgombrato con metodi discutibili, senza provvedere a una soluzione alternativa seppur temporanea” commenta Padre Giovanni La Manna, presidente del Centro Astalli che da tempo, assieme ad altre associazioni, denuncia un costante aumento di richiedenti asilo provenienti dall’Afghanistan, spesso minorenni. “Non hanno lasciato loro neanche le coperte per ripararsi dal freddo”. Tra quelli che si sono rivolti al Centro Astalli per chiedere aiuto dopo lo sgombero, molti erano minorenni, richiedenti asilo o con permesso di soggiorno per motivi umanitari.

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