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Stefania-Prestigiacomo

Nel giorno del viaggio del premier Mario Monti a Bruxelles, il nuovo governo tira già il freno. La questione dei sottosegretari, ancora non nominati (fatta eccezione per Antonio Catricalà, che ha preso il posto di Gianni Letta), rischia infatti di rallentare l’azione del nuovo esecutivo, che la scorsa settimana era partito a razzo. E non solo. Continua


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Stefania Prestigiacomo
Tegola sul PdL. Stefania Prestigiacomo, ministro dell’Ambiente, era visibilmente scossa questa mattina, quando ha annunciato ai cronisti la sua decisione di dimettersi dal partito, un partito - ha detto in polemica con il capogruppo Fabrizio Cicchitto - «non mi riconosco più». Il Ministro, che si iscriverà al Gruppo Misto, non intende però dimettersi dall’esecutivo e, di questa delicata vicenda, ha dichiarato, «parlerò direttamente con Silvio Berlusconi».
Fioccano intanto le interpretazioni che hanno indotto il Ministro a uno strappo che erano in pochi, nonostante i continui distinguo rispetto alla linea ufficiale del PdL (anche sul caso Fini), ad aver messo in conto. Secondo Renato Schifani «si tratterà di un’incomprensione personale tra il ministro ed il capogruppo Cicchitto» ma c’è chi giura che, a provocare il gesto del ministro siano stati anche una serie di abboccamenti con Gianfranco Micciché, ex dirigente del PdL e oggi leader di Forza Sud, una formazione siciliana sospesa tra sostegno alla maggioranza e critiche al gruppo dirigente siciliano del partito più legato ad Alfano. Altri ricordano i bisticci in Consiglio dei Ministri tra Stefania Prestigiacomo e Giulio Tremonti sulle risorse da destinare all’Ambiente. Insomma, si sentiva poco considerata nel governo e nel partito.
Ma la classica goccia che ha spinto il ministro a dimettersi dal PdL è avvenuta questa mattina, alla Camera, quando la maggioranza ha sfiduciato il ministro, respingendo la sua richiesta di rinviare in Commissione la proposta di legge (l’articolo 5 della legge sulla libera imprenditorialità) sui disoccupati-imprenditori che contiene alcune norme sullo smaltimento dei rifiuti tossici di sua competenza. Continua
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Trattative in corso tra i Paesi dell’Unione europea. Il ministro all’Ambiente Stefania Prestigiacomo ha confermato che “chiederà ai partner europei una clausola di revisione” sulle misure di lotta ai gas ad effetto serra in Europa, sottolineando che “si apre un negoziato, in cui noi non siamo soli”. E si dice sicura “delle cifre italiane” (25 miliardi di euro l’anno) relative ai costi sul sistema industriale nazionale derivanti dall’impegno che l’Europa vuole assumersi per ridurre le emissioni di gas-serra e stabilizzare gli effetti dei cambiamenti climatici.
Le discussioni dei ministri dell’Ambiente, riuniti in Lussemburgo, si possono seguire su internet: il sito del Consiglio dell’Unione europea permette di accedere ai documenti pubblici (ma non sono tradotti in italiano). E, negli orari previsti per le conferenze stampa, si può anche assistere in diretta video. Più completa, invece, l’informazione della Commissione europea che dedica una pagina web al cambiamento climatico e ai suoi impatti sociali, culturali, economici. Chi invece vuole trovare consigli utili per contribuire con uno stile di vita ecosostenibile può visitare il sito Change, disponibile anche in italiano, che propone indicazioni raccolte in quattro settori: “abbassa”, “spegni”, “ricicla”, “cammina”.
Quelle di oggi e domani sono giornate cruciali per la politica europea sul clima: i ministri Ue si confrontano sul pacchetto clima-energia, che testimonia l’impegno dell’Europa a fare la propria parte nello sforzo di stabilizzazione dei cambiamenti climatici. Sul tavolo del Consiglio, dunque, il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, pone la richiesta dell’Italia di un rinvio dell’ entrata in vigore del pacchetto proposto dalla Commissione Ue per consentire un approfondimento dei costi effettivi per il sistema industriale dei tagli alle emissioni di CO2, giudicati più penalizzanti per l’industria italiana, rispetto a quelle di altri Paesi.
L’Italia è capofila dell’opposizione alla linea europea, che con l’obiettivo 20-20-20 punta sull’incremento dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili. A fianco delle richieste di Roma di più tempo per approfondire il problema dei costi per la riduzione dell’anidride carbonica, ci sono Polonia, Ungheria, Romania, Bulgaria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Estonia, Lettonia e Lituania.
Il ministro tedesco all’Ambiente, Sigmar Gabriel, sebbene il suo Paese si sia mostrato favorevole a un allentamento dei vincoli del Pacchetto per i settori a elevato consumo energetico -acciaio, cemento e chimica di base- come pure dei parametri contenuti nella delibera per la riduzione delle emissioni di CO2 nelle automobili, ha esortato i colleghi a non farsi scudo della crisi finanziaria internazionale. “Ho l’impressione che la crisi dei mercati sia una scusa”, ha detto il ministro tedesco, aggiungendo che “se non troviamo un accordo entro dicembre, i negoziati internazionali sui cambiamenti climatici saranno gravemente compromessi”. Intanto il Wwf lancia un nuovo allarme, chiedendo invece obiettivi ancora più ambiziosi per far fronte ai mutamenti climatici.
“L’emergenza rifiuti a Napoli e in Campania è finita”: il premier Silvio Berlusconi lo ha annunciato orgoglioso tornando a Napoli, dove aveva aperto il suo quarto governo. E al termine del Consiglio dei ministri, felice, ha esclamato: “Abbiamo concluso in 58 giorni. Il capoluogo partenopeo e la sua Regione sono tornate ad essere una città e una Regione occidentali”. D’ora in poi per il Cavaliere occorre passare alla fase “dell’educazione civica per insegnare ai napoletani la raccolta differenziata”. E, per questo, da quest’estate partirà l’operazione volontari: “I volontari busseranno alle porte dei cittadini e illustreranno il nuovo sistema di raccolta”. Grazie “al sostegno della Chiesa”.
E se l’emergenza è finita, ha rivendicato il premier, “è perché lo Stato è tornato a fare lo Stato e anche per questo dovremo indagare le responsabilità che ci sono state nel passato. Con la giusta autorità abbiamo presidiato i termovalorizzatori e le discariche, ma questa situazione nella quale l’autorità centrale sostituisce quella locale non può continuare in eterno”. Si rende dunque necessaria la raccolta differenziata: “Commissarieremo i Comuni che non adempiono alla raccolta differenziata”. E ha aggiunto il Cavaliere “Io avrò l’atteggiamento del buon padre di famiglia: stimolerò le amministrazioni a raggiungere gli obiettivi prefissati e avrò mano ferma con chi non rispetterà i tempi e gli obiettivi previsti”. L’obiettivo è quello di “andare avanti per far sì che a Napoli si apra una nuova era di ordine e decoro”. Un esempio da seguire? Tokyo. Da dove Berlusconi è appena tornato dal G8: “Una città con oltre 13 milioni di abitanti e non c’è neppure un mozzicone di sigaretta o una carta di caramella per strada. Seguiamo quell’esempio: da Napoli parta una campagna per città più ordinate e pulite”.
Un’operazione, quella di pulizia, che il premier ha giudicato davvero straordinaria: “Abbiamo sgombrato le 50mila tonnellate d’immondizia che c’erano nelle strade. Ne restano meno di duemila tonnellate, che verranno smaltite con procedure particolari”. E il ritorno alla normalità? “L’emergenza finirà solo quando entreranno in funzione i quattro termovalorizzatori. Prevediamo siano necessari” ha rivelato il capo del governo “tre anni, ma noi speriamo di farcela in due”. Dunque i termovalorizzatori: quello di Acerra sarà completato entro i primi mesi del 2009. Complessivamente, i termovalorizzatori campani saranno quattro: Acerra, Salerno, Napoli, Santa Maria La Fossa. Fondamentale per la fine dell’emergenza è stato il sottosegretario Guido Bertolaso. A cui il premier non ha certo lesinato le lodi: “Il lavoro di Bertolaso per far uscire la Campania dall’emergenza rifiuti è stata encomiabile”. Parole dolci anche per il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, “che voi vedete così gracile e dolce all’apparenza, ma con un carattere di ferro sul lavoro”.
Ma la riunione di governo è servita anche per sbloccare fondi regionali che saranno destinati al Sud: “Con un decreto” ha annunciato il Cavaliere “abbiamo sbloccato i fondi che l’Ue mette a disposizione per lo sviluppo regionale: si tratta di 60 miliardi per 11 programmi italiani e la massima parte sono per il Mezzogiorno”. Soldi, ha attaccato Berlusconi, che il precedente governo non aveva mai sbloccato: “Noi li abbiamo rimessi in circolo. Sono concessi dall’Ue per il Mezzogiorno e si potranno impiegare subito”. Unico neo per il Cavaliere i presunti non ottimi rapporti con il Carroccio. Al Cdm di Napoli dei 4 ministri leghisti ieri c’era solo Roberto Maroni. Ma è lo stesso Berlusconi a gettare acqua sul fuoco delle polemiche politiche: “Prima del riunione ho sentito al telefono Bossi che si è congratulato con me per la buona riuscita della nostra operazione che ci ha permesso di superare l’emergenza rifiuti in Campania”.
Il premier ha poi annunciato le previsioni sulle riduzioni delle tasse. “Se continueremo a lavorare bene e se gli italiani ci aiuteranno” ha sottolineato Berlusconi “potremmo arrivare a quello che ci siamo posti come obiettivo finale della legislatura e cioè portare la pressione fiscale sotto il 40%”. E ha aggiunto: “Riducendo la spesa pubblica potremo ridurre le tasse, ma fin da ora possiamo dire che nessuna imposta sarà aumentata”. Sono in cantiere, inoltre, piani per migliorare il funzionamento della macchina amministrativa: “Avvieremo un progetto di due diligence in ogni ministero” rivela il capo del governo “è necessario studiare come porre fine a inefficienze economiche nei costi dello Stato”.
Discuti nel FORUM: “Napoli sgombrata dalla spazzatura, un altro successo di Berlusconi?”
Il premier, nella nota in cui motivava ieri il suo no a Matrix, spiegava che non voleva offuscare quanto fatto in questi due mesi di governo andando in una trasmissione a parlare di gossip.
E oggi al termine del Consiglio dei ministri, dove non si è parlato di intercettazioni, si è presentato nella sala stampa di palazzo Chigi per tracciare un bilancio di questi primi sessanta giorni di esecutivo.
Un governo che per Silvio Berlusconi è stato “eccezionale a dispetto del gossip dei giornali e del fango gettato da certa magistratura”.
“A due mesi dall’inizio dell’attività del governo sono estremamente soddisfatto della squadra e del lavoro che siamo riusciti a fare”. E’ questo l’esordio in conferenza stampa affiancato dai ministri Maurizio Sacconi, Roberto Calderoli, Mara Carfagna, Angelino Alfano, Ignazio La Russa, Gianfranco Rotondi e Stefania Prestigiacomo. Poi entra nel merito di tutte le insinuazioni di questi giorni: “Nonostante tutto questo fango che, senza fondamento e senza base, viene gettato sul governo e su singoli ministri, i sondaggi ci premiano e continua a crescere la fiducia degli italiani”. Una fiducia che il premier indica essere cresciuta nelle ultime settimane ancora di uno 0,3%”. Come spesso gli accade agli attacchi Berlusconi risponde non mollando, ma anzi attaccando: “Non ci facciamo impressionare dagli attacchi delle toghe. Sui giornali in primo piano campeggiano continui attacchi da certa magistratura. Vogliono sovvertire il voto degli italiani, ma il tentativo fallirà. Quel tentativo che è riuscito nel 1994 non riuscirà questa volta non 2008”.
Quindi la frase nuova. Dopo aver ribadito che non si avvarrà della norma blocca-processi e aver detto che non si tratta di una norma salva-premier, ma di una norma salva tutti esclama: “Il premier non ha bisogno di essere salvato. Si salva da solo: ha un’autorevolezza che va oltre i magistrati militarizzati e militanti”. E riguardi ai suoi processi si fa sfuggire una frase che frena subito dopo: “Alcuni non sono processi… li definirei in altro modo ma non voglio acuire la polemica”.
Il premier quindi spiega che il governo dovrà non solo lavorare, ma anche spiegare agli italiani i risultati conseguiti. E per questo accanto a lui in conferenza stampa siedono tanti ministri a cui non risparmia lodi: “Sono estremamente soddisfatto della squadra di governo e voglio ringraziare l’entusiasmo la passione di ministri nuovi e giovani che ci hanno già fatto realizzare alcuni impegni elettorali”. Per spiegare agli italiani le cose fatte dal governo il premier sceglie la strada, già attuata con Forza Italia, dei gazebo: “Vogliamo comunicare i risultati del nostro lavoro e ogni fine settimana il Pdl, tramite i gazebo in tutta Italia, farà conoscere i risultati del governo”. Un’idea a cui si aggiunge la conferenza programmatica che ha annunciato il ministro per l’Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi per il 24 luglio: “sarà la prima, poi gireremo le cento città italiane in tutta la legislatura, per raccontare quel che il governo ha fatto, ascoltare le proposte dei cittadini ed essere presenti sul territorio”.
Il presidente del Consiglio, dopo aver promesso che i rifiuti di Napoli verranno rimossi entro il 20 luglio, ha quindi svolto una ricognizione dei provvedimenti – ha parlato contandone 67 – approvati del governo. E così i ministri che erano in conferenza stampa con lui.
Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi oltre alla promessa “per il mese di luglio di una riforma della giustizia sul lavoro”, ha ricordato quanto già fatto: “dalla detassazione degli straordinari e dei premi di produttività alla deregolazione della gestione dei rapporti di lavoro, fino all’abolizione del divieto di cumulo tra pensioni e redditi da lavoro”.
Per il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, il lavoro è stato tanto “e lo abbiamo fatto in completa coerenza con il nostro programma elettorale”. Ma Alfano ha parlato anche di giustizia civile: “Non di sola giustizia penale si vive e – ha aggiunto il Guardasigilli - Berlusconi ha voluto un grande impegno sul fronte della giustizia civile, la cui riforma è inserita nella manovra del governo”.
Mara Carfagna, ministro delle Pari Opportunità, spiega che ci sarà presto “un garante per l’infanzia” e ha parlato dell’introduzione della nuova figura di reato, lo stalking e del ddl contro la violenza sessuale che tende a rafforzare la tutela penale introducendo delle
aggravanti”.
Il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, ha parlato di lavoro da smaltire per colpa di un’eredità pesante del precedente governo: “Abbiamo dovuto smaltire l’eredita’ del governo Prodi che ci ha lasciato 159 provvedimenti in materia ambientale non portati a compimento”.
Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha sottolineato la compattezza politica dell’esecutivo: “Questo è il governo più compatto e unito che si sia visto. Non dimentichiamo quello che succedeva nei precedenti governi, anche di centrodestra: contrasti e frizioni, cosa che non accade con questa squadra che sta lavorando per risolvere i problemi della gente”.
Finale del Cavaliere con stilettata ai giornali: “Sto per partire per il Giappone per il G8. E lì parleremo e dovremo risolvere problemi quali la fame, il prezzo del petrolio, quello del grano, parleremo di ambiente e mutamenti climatici: quelli sono problemi molto seri. Mentre le pagine dei nostri provincialissimi giornali sono piene di polemiche da cortile”.
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Il governo fa quadrato attorno al sottosegretario all’emergenza rifiuti, Guido Bertolaso. Dopo la bufera giudiziaria che si è abbattuta sui presunti illeciti legati alla gestione dei rifiuti che ha toccato anche Bertolaso, anche il premier Silvio Berlusconi ha deciso di scendere in campo per difendere il capo della Protezione Civile.
Tanto che oggi dopo il Consiglio dei ministri, che si terrà regolarmente a palazzo Chigi, il Cavaliere si recherà a Napoli per una prima ricognizione sull’emergenza rifiuti. Ma filtra da ambienti governativi che l’arrivo a Napoli del premier sia un modo per dare pieno sostegno a Bertolaso, che ovviamente parteciperà alle riunioni al fianco di Berlusconi.
E proprio ieri Bertolaso parlando davanti alla commissione Ambiente della Camera dei Deputati ha spiegato che l’esercito servirà non solo per impedire disordini, ma anche per impedire scarichi di rifiuti illegali. Poi lo sfogo: “Quelle intercettate dalla procura di Napoli e rese pubbliche da alcuni organi di informazione sono parole forti dettate dall’esasperazione di chi aveva accettato di vivere in prima persona. E solo chi ha vissuto in prima persona” ha aggiunto Bertolaso “sa il sentimento di solitudine che si può provare, basta chiedere a Pansa e De Gennaro”.
Che da parte del governo ci sia forte solidarietà nei confronti del sottosegretario all’emergenza rifiuti lo testimoniano anche le parole del ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, pronunciate sempre nell’audizione di fronte al Parlamento: “Ribadiamo il pieno e incondizionato appoggio a Guido Bertolaso, che in questi giorni è stato coinvolto nell’inchiesta sui rifiuti senza essere stato destinatario di alcun provvedimento giudiziario”.
Sempre nel corso dell’audizione parlamentare Bertolaso ha ringraziato De Gennaro “per aver aperto due discariche, una in provincia di Benevento ed una ad Avellino”.
Poi il capo della Protezione Civile è entrato nel merito dell’inchiesta napoletana spiegando: “ha provocato una grande sofferenza personale, ma anche grandi problemi con le autorità locali” e il riferimento è diretto alla trattativa su Chiaiano: “Esisteva la possibilità di andare avanti senza scontri, per trovare soluzioni che avrebbero ridotto al massimo i disagi per le popolazioni”. Tutte cose che, ha fatto intendere Bertolaso, sono state messe in secondo piano dall’inchiesta napoletana. Ma per Bertolaso è necessario fare presto: “Mai come in questo momento il tempo è tiranno siamo in una situazione drammatica, anche perché la Campania produce 7mila tonnellate al giorno di spazzatura, ma ogni volta che tentiamo di affrontare il problema e di trovare una soluzione, incontriamo delle difficoltà”.
Infine Bertolaso ha promesso che “entro 15 giorni ci saranno i risultati delle indagini che i tecnici dell’Arpac stanno svolgendo a Chiaiano: e in caso le indagini evidenziassero che la zona non è idonea si cercherà una soluzione alternativa”.