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A Flamanville, cittadina nel nord della Francia, l’Edf con l’Enel sta costruendo un nuovo impianto nucleare
“Il fatto di avere un’attività industriale importante, e duratura, qui ha messo in moto molte altre iniziative”. Parola di Patrick Fauchon, 56 anni, da 26 sindaco del comune di Flamanville, cittadina della Bassa Normandia, nel nord della Francia: qui l’Edf, insieme all’italiana Enel, sta costruendo un nuovo impianto nucleare, il terzo nello stesso sito sul mare e il primo di terza generazione avanzata, la tecnologia Epr (European pressurized water reactor) che in futuro l’Enel vorrebbe utilizzare anche in Italia. Continua

Dieci nuove discariche, forte accelerazione nella costruzione di nuovi termovalorizzatori, esercito in campo per la pulizia delle strade e per il trasporto delle balle. Si muove su questi binari la riposta del governo di Silvio Berlusconi per l’emergenza rifiuti in Campania.
Si parte con l’obiettivo più difficile, quello di individuare nuovi siti di stoccaggio, da tenere sotto assoluta riservatezza. Ecco una delle opzioni inedite, rispetto a quanto finora ipotizzato, al vaglio del governo Berlusconi, ma è probabilmente la pratica ancora meno delineata e forse anche una delle più difficile da praticare. Di certo, tenere top secret la scelta delle aree di stoccaggio e la loro successiva identificazione eviterebbe di imbattersi nelle proteste di strada della popolazione ed è una delle misure tampone che il Consiglio dei Ministri non esclude di adottare, almeno in questa prima fase di emergenza. Il premier d’altro canto è fortemente determinato a far accettare le decisioni dell’esecutivo a tutti i comuni, ricorrendo anche ad una sorta di precettazione per i “rischi-salute” che col caldo potrebbero aumentare.
Insieme con esso, va risolto però il problema dei termovalorizzatori. Ecco perché Palazzo Chigi vuole snellire e sburocratizzare le procedure: di qui nasce l’idea di individuare le ditte non più per gara pubblica ma per “chiamata diretta”. Tra le cinque opzioni al vaglio dell’esecutivo di centrodestra c’è infatti l’eliminazione, per decreto, delle procedure burocratiche per la progettazione e la costruzione di nuovi impianti di smaltimento e trasformazione dell’immondizia, compresi i termovalorizzatori. Insomma: scegliere in tempi brevi e attuare le decisioni in un lasso di tempo altrettanto ridotto. Mettendo fine all’atavica malattia italiana di tirare per le lunghe senza arrivare mai a risultati tangibili.
Anche per questo, Berlusconi potenzierà in questi giorni l’uso dei militari per alcune misure operative: da subito, daranno una mano nei servizi di logistica legati alla raccolta di rifiuti; più avanti, potrebbero tornare utili nella custodia dei siti di stoccaggio più contestati e per prevenire eventuali situazioni critiche come quelle che potrebbero crearsi dopo l’identificazione di nuove aree per lo smaltimento dei rifiuti. I militari potrebbero essere indispensabili per il trasferimento dell’immondizia nelle discariche e per garantire il suo percorso regolare anche di fronte ai posti di blocco che già nei mesi scorsi la popolazione locale ha organizzato nel tentativo di impedire il normale svolgimento delle attività di smaltimento.
Per coordinare l’emergenza, infine, in queste ore il premier starebbe pensando a nominare un sottosegretario alla Presidenza del Consiglio esclusivamente impegnato sul problema. Il nome che si fa è quello di Guido Bertolaso (alla guida della Protezione Civile), che del problema rifiuti si è già occupato nei mesi scorsi come Commissario straordinario.
Quinto e ultimo punto del dossier, il “piano salute”, annunciato dal sottosegretario alla Salute, Ferruccio Fazio. Consiste in tre punti fondamentali: 1) informazione corretta alla popolazione, 2) educazione e formazione degli operatori medici, 3) sorveglianza di quello che sta succedendo. Con un obiettivo: “Evitare inutili allarmismi”, dice il sottosegretario, precisando che il piano verrà presentato in maniera dettagliata in Consiglio dei Ministri a Napoli e che a quel punto sarà ancora più dettagliato.
Nel frattempo, è scattato il piano di raccolta straordinaria per il Consiglio dei Ministri che si terrà mercoledì prossimo proprio a Napoli. E sempre a Napoli, ieri, sono esplose le proteste per la decisione della “domenica ecologica” voluta dall’assessore al comune. Dalle 9 alle 13, nelle strade del centro, non si è potuto circolare con auto e motociclette. Polemiche di commercianti e cittadini, che non hanno fatto però arretrare l’amministrazione: “La cura giusta non è uccidere il malato. Napoli non ha solo il problema dell’immondizia, c´è anche l’inquinamento. Ci sono le polveri, i gas. In città non c’è solo spazzatura”, hanno fatto sapere dalla giunta cittadina.
Non solo spazzatura. Vero, resta alto anche il rischio di infezioni, per ora solo potenziale: da Roma fanno sapere che al momento non c’è alcun pericolo in tal senso. Ma, anche alla luce di questo allarme, è chiaro che per Silvio Berlusconi la corsa contro il tempo è comunque iniziata. E insieme con essa il primo vero, spinosissimo, banco di prova per il suo esecutivo.
Anche perché da Bruxelles è arrivata l’ennesima sferzata: l’Italia deve agire subito per risolvere la situazione, per evitare peggiori conseguenze per la salute pubblica. La sollecitazione è del commissario Ue all’ambiente Stavros Dimas, per bocca della sua portavoce Barbara Hellferich. La Commissione Ue ha deferito il 6 maggio scorso l’Italia alla Corte di giustizia europea, ma “non possiamo aspettare la sentenza della Corte: le autorità italiane” ha detto la portavoce “devono agire rapidamente per mettere fine ad una situazione che presenta alti rischi per la salute pubblica”.
Il VIDEO servizio:
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