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strade

Neve e freddo mettono in ginocchio Roma e tutto il Centro Italia - FOTO e VIDEO

La capitale spolverata di bianco (Credits: photovat)

Il Papa guarda la neve dalla sua finestra (Credits: photovat)

280 km di code lungo tutto il raccordo anulare e le principali strade statali. Sono bastate due ore di neve a bloccare la capitale. Roma è una città paralizzata, in preda al caos malgrado la nevicata fosse attesa e prevista da giorni. La Protezione Civile, poco fa, ha dichiarato lo “Stato d’allarme”

“State a casa” è l’appello, anzi, l’invito che il Comune ha fatto a tutti i cittadini: “evitate gli spostamenti e fatelo solo se necessario” - è stato l’appello del sindaco Gianni Alemanno che ha anche deciso, d’accordo con la prefettura, lo spostamento della partita di campionato di calcio prevista per domani, Roma - Inter. Il traffico in città è letteralmente impazzito tanto che, in alcune zone, gli automobilisti impreparati all’emergenza (cioè senza catene o gomme invernali) stanno abbandonando le auto lungo la strada per proseguire il loro ritorno a casa a piedi.

Chiusi, per precauzione, sia il Colosseo, dove nelle utlime settimane non sono mancati disagi e piccoli crolli, che i Fori Imperiali. Chiusi domani uffici pubblici e scuole, come oggi.

La Protezione Civile sta allestendo un centro dì soccorso nei locali dell’ex Fiera di Roma, per quasi 200 persone.


Continua

Tanta neve, mezza Italia in tilt: militari a Milano

Militari  al lavoro questa notte per le vie di Milano

Militari al lavoro questa notte per le vie di Milano (MILO/SCIAKY/ANSA/MAC)

C’è chi ha impiegato quasi un’ora per fare circa 1 km, lunedì sera, 21 dicembre.
Provava a tornare a casa, dopo il lavoro. Ma la nevicata, copiosa, e il gelo hanno reso le strade di Milano (ma è stato lo stesso in gran parte delle città del Nord) impraticabili: intasate dai veicoli e coperte da 15/20 cm di neve.
E allora tutti in fila, a passo d’uomo. Con pazienza o imprecando (sì, ma contro chi? La natura? Lo Stato? Il governo? La Protezione Civile? Il sindaco? I tanti, troppi, che hanno preso la macchina?), tutti in coda a (mal) sopportare i disagi sulle strade e le autostrade. O negli aeroporti. Continua

Pirati in aumento (del 57%) sulle strade italiane, nella prima metà del 2009

vittima della strada
Duecentoquattordici episodi di pirateria stradale nei primi sei mesi di quest’anno, il 57% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno passato (quando erano stati 136), per un bilancio complessivo di 43 persone uccise (-10%) e 263 ferite (+ 107%).
A rilanciare l’allarme è l’Associazione amici sostenitori polizia stradale che sottolinea come il monitoraggio affidato allo speciale osservatorio del periodico Il Centauro “riguarda solo una piccola parte degli eventi effettivamente accaduti”.
Anche se il dato 2009 conferma, purtroppo, il trend al rialzo. Nel 2008, rispetto al 2007, sempre secondo i dati Asaps di Forlì, sono stati 136 gli eventi osservati (+74%), con 48 morti (+30%) e 127 feriti (addirittura +92%).

Boom di incidenti
Gli episodi passati al setaccio dall’Osservatorio sono quelli più gravi, utili, spiega il presidente Giordano Biserni, “per ottenere importanti spunti di riflessione”: il 75% degli autori viene poi smascherato, mentre “solo” il 25% resta ignoto. Su 214 inchieste monitorate, 160 hanno condotto all’identificazione del responsabile, arrestato in 73 occasioni (45,6% delle individuazioni) e denunciato a piede libero in altre 87 (54,4%). Su tutti questi eventi pesa l’ombra dell’alcol e delle droghe: in 59 casi, 37%, ne è stata accertata la presenza, “ma è un dato che deve essere accolto con eccessivo difetto per essere considerato ‘attendibile’. Bisogna infatti considerare che la positività dei test condotti è riferibile solo agli episodi di pirateria nei quali il responsabile sia stato identificato, 160 su 214. In diversi casi poi gli investigatori non possono più sottoporre il pirata a controllo alcolemico o narcotest, perché sono trascorse ore o giorni dall’evento”.
Gli eventi mortali sono stati 42 (19,6%), quelli con lesioni 172 (80,4%), con 43 vittime e 263 persone ospedalizzate. “Ovvio” aggiunge Biserni “che al nostro esame passano solo gli atti di pirateria più grave, quelli che bucano la cronaca o che i nostri 700 referenti sul territorio selezionano sulla scorta di precisi standard di riferimento”.
La mappa degli episodi, regione per regione
La regione che vanta il poco invidiabile primato è la Lombardia, con 36 episodi, seguita dal Lazio (29), Emilia- Romagna 28 e Veneto (18), Puglia (15), Liguria (14), Piemonte, Toscana e Sicilia (11). Le categorie deboli della strada, in particolare anziani e bambini, pagano un prezzo altissimo in termini di mortalità e lesività: 26 sono gli anziani coinvolti. Incremento vistoso dei bambini vittime di pirateria in 42 episodi (13,7% del totale), rispetto ai 17 del 2008.
Tanti gli stranieri, tra le vittime  i pirati
L’Osservatorio ha preso in esame anche la presenza di conducenti stranieri, definiti per questo “attivi”. Il 26,9% dei pirati identificati è risultato essere forestiero; anche l’11,1% delle vittime è costituito da stranieri. Il 58,4% degli atti di pirateria - 125 su 214 - avviene di giorno. Nel mese di luglio, ad oggi, sono già stati monitorati 29 episodi, con 12 morti e 44 feriti (23 pirati identificati).
L’identikit del pirata? “Nella maggior parte dei casi uomini di età fra i 18 ed i 45 anni, spesso sotto effetto di sostanze alcoliche o stupefacenti. I motivi della fuga sono sempre gli stessi: guida senza patente perché mai conseguita o ritirata, paura di perdere i punti e quindi la stessa licenza di guida, assicurazione falsa o scaduta e per questo decidono di fuggire, sottraendosi alle proprie responsabilità. Le pene, peraltro, rimangono non elevatissime: da un anno a tre anni. Ora però le sanzioni per l’omicidio colposo connesso col consumo di alcol o sostanze stupefacenti sono diventate più pesanti. Le vocazioni all’irresponsabile fuga dovrebbero calare, se non altro per il fatto che tre pirati su quattro vengono scoperti”.

Report pirateria primi sei mesi 2009
Totale: 214
Notturni: 89 (41,6%)
Diurni:    125    (58,4%)
Autore noto: 160 (74,8%)
Autore ignoto: 54 (25,2%)
Denuncia (*): 87 (54,4%)
Arresto (*): 73    (45,6%)
Ebbrezza accertata (**): 59    (36,9%)
Stranieri attivi (*): 43 (26,9%)
Stranieri passivi (***): 34 (11,1%)
Donne (*): 10 (6,2%)
Eventi mortali:    42    (19,6%)
Eventi con lesioni:    172 (80,4%)
Persone uccise:    43
Persone ferite:    263
Pedoni  –    episodi 96
morti: 21
feriti: 75
morti: 21,9%
feriti: 78,1%
Ciclisti  –  episodi 19
morti: 3
feriti: 16
morti: 15,8%
feriti: 84,2%
di cui under 14:  episodi 10
morti: 2    feriti: 8
morti: 20%
feriti: 80%

(*) ovviamente, il dato si riferisce agli autori noti, in tutto 160
(**) la fattispecie riguarda anche l’assunzione di sostanze stupefacenti. Si ricorda che in molti casi l’ebbrezza non è stata rilevata per il semplice fatto che l’autore è stato individuato a distanza di giorni, quando gli effetti sono ormai scomparsi. Ci si riferisce, dunque, ad episodi di cui si sia individuato l’autore, ma il dato è da considerarsi sottostimato.
(***) Percentuale sul totale delle vittime tra morti e feriti, in tutto 306

Elaborazione Il Centauro/ASAPS.
Fonte: referenti Asaps e cronaca


Visualizza Allarme pirateria, più 57% nella prima metà del 2009 in una mappa di dimensioni maggiori

Sorpresa a Napoli: ora Romeo assume

Alfredo Romeo

A pensarci bene poteva capitare solo a Napoli, città del genio partenopeo e capitale delle nostrane contraddizioni. In piena recessione qualcuno risale il fiume della crisi e con un certo coraggio assume decine, centinaia di persone. Che ciò accada proprio ora e a Napoli è già un mezzo miracolo. Ma la notizia è che ad assumere è Alfredo Romeo, finito in carcere per un paio di mesi nell’inchiesta sugli appalti per la gestione del patrimonio immobiliare pubblico e la manutenzione delle strade. Questo sebbene le sue aziende, che si occupano di servizi e della valorizzazione degli immobili, con 160 milioni di fatturato e 25 di utili, siano in amministrazione giudiziaria. A comandare sono cioè i giudici del tribunale di Napoli che hanno nominato tre amministratori per traghettare le aziende durante la doppia tempesta, economica e giudiziaria.
“Abbiamo trovato una realtà produttiva ben organizzata e strutturata” conferma Lucio Spanò, amministratore giudiziario, “con processi organizzativi e sistemi di controllo efficaci ed efficienti. Questi riscontri positivi emergono chiaramente anche dalla bozza di bilancio 2008, di prossima approvazione, e dal bilancio preventivo 2009, i cui dati evidenziano risultati con la tendenza degli ultimi 5 anni e in continuo aumento; un dato particolarmente soddisfacente se lo si colloca nella attuale situazione di crisi economica”.
In calendario, quindi, nuove assunzioni: “Il gruppo ha attualmente 356 dipendenti, con una percentuale del 78 per cento di laureati o in possesso di abilitazioni e un’età media di 34 anni; per il 30 per cento sono donne. Di questi, 136 sono stati assunti negli ultimi 12 mesi. Anche questo un dato anomalo, considerato il periodo di crisi che ha visto un aumento del 900 per cento di ricorso alla cassa integrazione”. Più di un terzo dei dipendenti è stato quindi preso a contratto in piena inchiesta Global service.
I nuovi assunti vengono impiegati soprattutto nel ramo ospitalità, che è in sviluppo. La Romeo Alberghi entro fine anno dovrà raddoppiare i dipendenti, senza considerare che nuove convenzioni, come quelle con la Consip sanità, determineranno altre selezioni del personale.
Non è l’unica singolarità del pianeta Romeo. Molti suoi concorrenti non scommettevano un centesimo sulla tenuta del gruppo, convinti che il castello del “re” di Napoli crollasse con l’immobiliarista rinchiuso a Poggioreale. Invece i delegati della magistratura si sono ritrovati un’azienda dai conti in regola e dalle prospettive interessanti. “Non ci risulta in alcun modo in discussione l’efficienza operativa delle società” prosegue Spanò. “In questi mesi abbiamo mantenuto vivi e costanti i rapporti con le pubbliche amministrazioni committenti, ricevendo riscontri sicuramente positivi. Basti pensare che dal ministero dell’Economia ci è pervenuta una lettera di apprezzamento e ringraziamento per le attività di servizio svolte durante il G7-G8 Finance ministers meetings 2009 che si è tenuto a Roma il 13 e 14 febbraio scorsi”.
Quanto accade in azienda e per le assunzioni segue un po’ la legge del contrappasso. A Napoli il lavoro è sacro e ben remunerato. Negli anni di Tangentopoli per essere assunti in un’azienda pubblica c’era un preciso tariffario che bisognava seguire per l’ambito posto. Oggi, ritiene la procura di Napoli, le cose sono cambiate.
Romeo è andato in carcere, accusato di associazione per delinquere finalizzata alla turbativa d’asta e alla corruzione, proprio perché secondo l’accusa in comune e provincia venivano aggiustati i bandi delle gare secondo i suoi desiderata in cambio della promessa di posti di lavoro.
I pubblici ministeri Raffaello Falcone, Vincenzo D’Onofrio e Pierpaolo Filippelli, che proprio in questi giorni stanno concludendo la requisitoria nel processo che si celebra con rito abbreviato, nei singoli capi d’imputazione indicano come “parte” dell’accordo criminoso “la promessa di ricevere (…) altre utilità consistite nell’assunzione di manodopera da lui segnalata”. Ma se si vanno a confrontare i nominativi dei raccomandati con quelli in pianta organica delle aziende, non se ne trova nemmeno uno. In altre parole: Romeo magari al telefono assicurava, prometteva, garantiva pur di rendere più incisiva un’asfissiante attività di lobbying, ma poi, a conti fatti, il direttore del personale Stefano Petrucelli valutava i curricula in autonomia. E respingeva. A eccezione del padre di Annalisa Durante, la ragazzina di 14 anni uccisa nel 2004 dalla camorra.
Non è certo questo un elemento che ridimensioni la sostanza dei fatti, sui quali si pronunceranno i giudici, ma di certo a Napoli si assiste sulla vicenda Romeo a una singolare rincorsa. Da una parte la procura sta cercando di portare nuovi elementi (è annunciata un’ulteriore informativa su fatti inediti), dall’altra tra giudizi di riesame e Cassazione i pubblici ministeri stanno perdendo pezzi rilevanti del loro quadro accusatorio. La suprema corte, per esempio, qualche mese fa ha escluso il reato di turbativa d’asta per il capo d’imputazione che coinvolge Mario Mautone.
I giudici hanno annullato l’accusa perché non ci possono essere accordi criminosi su un’asta per la quale mai è stato pubblicato il bando. Una linea di diritto che si riflette non solo sugli altri indagati, ma soprattutto sugli altri episodi di presunti accordi su gare mai eseguite. A iniziare da quella sulla manutenzione e la refezione nelle scuole per 20 milioni di euro.
Invece sull’appalto per la manutenzione della rete stradale della provincia di Napoli un’ipoteca potrebbe essere costituita dal fatto che le aziende di Romeo nemmeno potevano partecipare alla gara.
“La contestazione è chiaramente smentita” sostiene l’avvocato Stefano Cianci, difensore di Romeo, “dalla circostanza che le società riconducibili al mio assistito non avevano i requisiti per partecipare alla gara né vi hanno partecipato, trattandosi nella sostanza di appalti di lavori e non di servizi”.
Traballa anche l’accusa di turbativa d’asta per l’affidamento della manutenzione degli impianti termici, esclusa prima dal gip poi dal riesame.
L’altro filone è quello della corruzione, ma anche qui sembra mancare la prova decisiva: la classica tangente. L’unico passaggio di denaro è quello di 18 mila euro dalle società di Romeo al conto corrente della fondazione ’A voce de’ criature del parroco anticamorra don Luigi Merola. Ma condannare qualcuno per beneficenza, in Italia, non si è mai visto. Almeno finora.
gianluigi.nuzzi at mondadori.it)

Pioggia, vento e strade in tilt. Il maltempo non dà tregua all’Italia

Pioggia a Milano

Continua a imperversare il maltempo su tutta la penisola. Dopo i due morti di ieri in Sicilia potrebbe esserci un’altra vittima. Nel Pavese si cerca un uomo di 70 anni disperso in seguito al crollo di una palazzina a Broni. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e i cani per la ricerca sotto le macerie. Intanto nel giro di 24 ore il livello del fiume Po al Ponte della Becca si è alzato di tre metri, anche se per ora rimane sotto il livello di guardia.
A cadere poco prima delle 22 di ieri sera è stato un edificio a due piani in via Recoaro, a Broni (Pavia). A provocare il cedimento, secondo i primi accertamenti, una frana che si è staccata dalla collina. In quel tratto scorre il torrente Rile, le cui acque si sono ingrossate nelle ultime ore a causa delle forti piogge. Da quanto si è saputo le famiglie che abitavano nella palazzina (piano terra e due piani rialzati) sono tutte in salvo. Le ricerche dell’uomo scomparso e l’intervento di soccorso erano state sospese verso le 2 di stanotte a causa di un ulteriore smottamento. Sono riprese stamattina, nonostante la situazione sia critica in diverse parti dell’Oltrepò Pavese, a causa di allagamenti e frane, ma al momento non ci sono novità
Sono due le persone morte ieri a causa del maltempo in Sicilia: Rosario Cona, 63 anni, custode del parco di Villa Trabia a Palermo, è stato colpito dal ramo di un albero; Rosario La Spina, 62 anni, è invece rimasto schiacciato da un cancello di ferro caduto nel Messinese. Molto forte il vento a Palermo: lo scirocco ha toccato circa 120 km/h. Alcuni voli sono stati dirottati su Catania e Trapani. Ritardi e cancellazioni. Isolate da domenica Lampedusa, Pantelleria, Ustica, Egadi e Eolie.

Risalendo la penisola la situazione resta difficile. Un camion si è ribaltato sulla A3 in Calabria causando la chiusura dell’autostrada tra Bagnara Calabra e Scilla (Reggio Calabria). In Campania, per il maltempo sono stati sospesi per alcune ore tutti i collegamenti marittimi tra Napoli e Ischia. E a partire dalla serata di ieri sono iniziate le piogge intense su tutto il territorio regionale. Disagi per il vento anche all’aeroporto di Fiumicino (Roma), dove alcuni voli hanno accusato ritardi. Al Nord è pericolo valanghe, classificato come “forte” (grado quattro su una scala di cinque) in Valle d’Aosta. Pericolo anche in Veneto ed in Trentino (marcato grado tre).
In Piemonte il Tanaro è straripato ieri in provincia di Asti nella piana di Castello d’Annone, a dieci chilometri dal capoluogo. L’acqua ha invaso campi e prati ma finora non sta minacciando le case. Allarme anche ad Alessandria e dintorni. Preoccupa anche il Po e a Torino l’innalzamento dei livelli (che oggi, secondo le previsioni dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale, toccherà il culmine restando a livelli di “elevata criticità”) ha portato alla chiusura dei locali pubblici sul lungofiume e ad allagamenti nei parchi.In Liguria tre località dell’entroterra genovese sono bloccate da questa notte per una grossa frana caduta lungo la strada. A Ventimiglia (Imperia) è di due feriti il bilancio di una frana caduta su un’auto in transito. Per il brusco abbassamento delle temperature il sindaco di Bolzano ha prorogato i termini per l’accensione dei termosifoni.

Il VIDEO servizio:

Ricariche gratuite alle popolazioni colpite, una buona notizia dal fronte del terremoto

sfollati

Linee telefoniche interrotte, negozi chiusi, bancomat inattivi: impossibile nei giorni del terremoto ricaricare il telefonino e quindi difficile per moltissime persone che vivono nelle zone colpite comunicare coi propri cari. Nelle emergenze il telefono diventa indispendabile, ma come fare se il credito è a zero o a pochi centesimi? Il problema, banale e importante, se l’è posto Wind che per la prima volta in Italia ha accreditato 5 euro ai propri clienti che si trovavano all’Aquila e provincia.

La good news in un momento tanto drammatico ha raggiunto gli abbonati (sono circa 60 mila) nella giornata di ieri sotto forma di un sms che recitava più o meno così: “Gentile cliente, in questa situazione di difficoltà ti accreditiamo gratuitamente 5 euro che potrai spendere per qualunque tipo di telefonata”. Molti di loro hanno chiamato il call center della compagnia, rigraziando in lacrime gli operatori. E spiegando che in effetti erano rimasti isolati e non sapevano come fare a ricaricare il cellulare.

L’idea di Wind deve aver fatto scattare una forma di “concorrenza buona”. Dopo poche ore infatti anche Telecom si è attivata, raddoppiando la ricarica gratuita e arrivando a 10 euro. Ma soprattutto raggiungendo una fetta molto più grande di popolazioe: gli abbonati Telecom nelle zone colpite dal terremoto superano i 250 mila. Chissà che questa àncora di salvezza, immediata e tangibile, a chi si è ritrovato (tra l’altro) senza la possibilità di comunicare non diventi un precedente da imitare in tutti i contesti di bisogno.

Terremoto in Abruzzo: centinaia i morti, 100mila sfollati, paesi interi sotto le macerie

Dispersi, morti e feriti nel terremoto che ha sconvolto l'Abruzzo

Proseguono le ricerche tra le macerie a l’Aquila e negli altri centri abruzzesi colpiti dal sisma di questa notte; finora sono oltre 170 le vittime accertate, 1500 le persone ferite nei crolli, centinaia ancora quelle disperse e il 50% delle case inagibili. Il numero degli sfollati nel frattempo dovrebbe aver raggiunto quota 100 mila.

Questi i numeri del triste bilancio, ancora provvisorio, del terribile terremoto che ha colpito questa notte L’Aquila e molti piccoli paesi della provincia. La scossa che distrugge, che spezza vite, sogni, storie e futuro è arrivata poco dopo le 3,30 di questa notte l’Abruzzo. Utilizzando la scala di magnitudo del momento sismico, che aggiorna la Richter, l’energia scatenata dal terremoto in Abruzzo è stata pari a 6,2. In base alla classica scala Richter, il sisma ha avuto un’intensità di 5,8.
Al terremoto hanno fatto seguito altre scosse di assestamento, di minore ma comunque eccezionale intensità, che non sono ancora cessate e che rendono ancora più drammatico il lavoro dei soccorritori (qui un resoconto dettaglaito del numero delle vittime, paese per paese).

A L’Aquila, dove ci sono almeno 15 morti, è crollato un intero piano della Casa dello Studente (che ospitava circa 80 ragazzi); è stato reso inagibile l’ospedale cittadino, rimasto senza acqua potabile, ed è crollato il campanile di una chiesa del centro. I feriti più gravi de L’Acquila sono stati trasferiti con elicotteri in altre Regioni. Un ospedale da campo è stato messo in piedi presso lo stadio cittadino. Tutta la cittadinanza è in strada. E il sindaco ha invitato a lasciare immediatamente il centro storico, per non intralciare il lavoro dei soccorritori. La struttura dell’ospedale non ha retto: è inagibile al 90%. Un’ala è crollata. E il nosocomio è senza acqua potabile. Non c’è stato approvvigionamento attraverso la protezione civile, il bar dell’ospedale è inutilizzabile perchè crollato così come il deposito del nosocomio. Nonostante i problemi e i disagi centinaia di persone sono accampate in attesa di soccorsi davanti all’ospedale dell’Aquila, che non è stato evacuato. Al nosocomio sta arrivando un flusso continuo di persone, alcuni addirittura svestiti, con ferite di vario genere, sotto choc e piangenti. La cappella del San Salvatore è diventata la corsia più affollata dove i medici stanno curando i numerosi feriti. Il caos non accenna a rientrare e tutti gli spazi che non sono stati considerati a rischio da parte dei tecnici della protezione civile vengono utilizzati come ricovero per malati. Naturalmente gli spazi maggiormente occupati sono quelli all’aperto dove continuano ad arrivare feriti lievi, ma anche con gravi traumi. Questi ultimi vengono indirizzati con gli elicotteri negli altri ospedali regionali. È un via vai di mezzi aerei senza soluzione di continuità.
Anche la provincia, una delle più grandi d’Italia, è stata devastata: una delle situazioni più drammatiche è da segnalare a Onna, una ventina morti, dove il 90 per cento delle case è stata devastata e una parte della montagna è completamente crollata; a Paganica, 6 morti, con il centro storico completamente distrutto, a Tempera, a Castelnuovo Calvisio, dove l’intero centro storico raso al suolo, cinque vittime, Poggio Picenze (cinque morti, tre bambini e due mamme). In molti paesi come Santo Stefano di Sessanio, Castelvecchio Calvisio, San Pio, Villa Sant’Angelo, Fossa, Ocre, San Demetrio e i centri dell’Altopiano delle Rocche, sono distrutte moltissime abitazioni del centro storico, mentre presentano danni costruzioni più recenti e anche in cemento armato.

Secondo il ministro Maroni il conto delle vittime potrebbe salire fino a 150. Numerosi i dispersi: al momento si parla di almeno un centinaio di persone, mentre i feriti superano quota 1.500.
Alcuni feriti stanno arrivando anche a Roma per essere ricoverati nelle strutture sanitarie della Capitale. In queste ore, ha reso noto la direzione sanitaria del Gemelli, “stanno giungendo dall’Abruzzo diversi pazienti, tutti con mezzi propri. Crediamo che con il passare delle ore” hanno sottolineato dal Policlinico “andrà aumentando l’afflusso negli ospedali di Roma di pazienti provenienti dalle zone colpite dal sisma”. Al trasporto dei feriti più gravi contribuiscono anche quattro elicotteri dei vigili del fuoco.

Una situazione “bruttissima” la definiscono i soccorritori giunti sul posto, che ricorda quella del terremoto dell’Umbria. La macchina dei soccorsi si è messa in moto e il ministro Sacconi ha invitato la cittadinanza a donare il sangue per i feriti. Anche i grandi ospedali romani sono stati allertati. Unità di crisi sono state già organizzate all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e al Policlinico Gemelli. Roma, infatti, potrebbe accogliere i feriti più gravi per gli interventi operatori o per i ricoveri.

“Questa è la peggiore tragedia di questo inizio millennio”, la definisce Guido Bertolaso, capo della Protezione civile e sottosegretario alla presidenza della Consiglio, secondo cui l’intensità del sisma è paragonabile se non superiore al terremoto che ha colpito l’Umbria e le Marche nel 1997. Silvio Berlusconi (che ha rinunciato al suo viaggio a Mosca e si sta recando all’Aquila) ha firmato il decreto per lo stato di emergenza nazionale con il quale sarà nominato commissario straordinario del governo. Sono arrivati a l’Aquila anche il Capo della Polizia Manganelli e il ministro Maroni.

Il ministro dell’Interno, al termine di un incontro con il capo della Protezione civile Bertolaso, ha assicurato che “gli sfollati saranno tutti sistemati in alberghi o nelle strutture che sono in corso di costruzione. Il tutto sarà fatto in tempi rapidi”.
Colonne di soccorsi stanno arrivando all’Aquila da tutta Italia. È stato dato il via libera alla colonna mobile della Protezione civile del Comune di Roma: è composta da oltre 60 uomini della Protezione civile tutti addestrati nel montaggio delle tende, ed è pienamente autonoma, essendo attrezzata con una cucina da campo, due tende da 70 posti, due bobcat, camion e i diversi attrezzi a mano. La sua destinazione è il campo sportivo Centi Colella, non lontano dall’Ospedale San Salvatore dell’Aquila, dove verrà allestita una tendopoli.
La Regione Lombardia ha già inviato una squadra di tecnici addetti alla verifica della situazione e all’organizzazione delle risorse sul campo, e ulteriori aiuti sono previsti per le prossime ore. La Protezione civile tra l’altro sta preparando il materiale per allestire una tendopoli per 250 persone e un posto medico avanzato con 7 operatori e tre automezzi. A breve dovrebbero inoltre partire 30 tecnici della Regione e di Arpa Lombardia per verificare l’agibilità degli edifici. Dall’Emilia-Romagna sono partiti 30 mezzi e 120 volontari coordinati dalla Protezione Civile regionale, mentre il Comune di Bologna organizzerà una raccolta di fondi.

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Strade, il governo vuole tolleranza zero: “Niente alcol per autisti e giovani”

Controllo con l'autovelox

Sanzioni più severe e nuove regole per una riforma ampia delle norme sulla sicurezza stradale: dal foglio rosa a 17 anni, alla scatola nera a bordo delle automobili, al divieto assoluto di alcol per giovani e autisti di professione. Con l’assistenza alle vittime della strada come misura alternativa al carcere.
La stretta che il governo intende varare con un decreto d’urgenza potrebbe rivedere molti punti del codice della strada. Le possibili novità sono già previste dal testo di riforma del codice della strada su cui ha lavorato la Commissione Trasporti della Camera, che domani dovrebbe arrivare all’esame del comitato ristretto per il via libera definitivo.
È l’articolato che, secondo quanto anticipato dal ministro dei Trasporti Altero Matteoli, potrebbe essere recepito in un decreto del governo per varare d’urgenza una stretta sul fronte della “piaga sociale” degli incidenti stradali.
Il testo su cui ha lavorato la Commissione prevede più severita, con un rafforzamento di molte delle sanzioni previste dal codice delal strada. Sale a sei mesi dagli attuali tre - per esempio - il minimo di arresto per chi guida con un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro o sotto l’effetto di droga. Ma è anche prevista l’introduzione del tasso alcolemico zero, un divieto assoluto di bere alcolici per chi ha meno di 21 anni e per chi è alla guida per lavoro (autisti, autotrasportatori).
Come alternativa al carcere, per le pene detentive previste dal codice della strada, è previsto l’affidamento ai servizi sociali per attività “preferibilmente nel campo dell’ assistenza alle vittime della strada e alle loro famiglie”.
Accanto a una maggiore severità anche nella “tabella” delle infrazioni che fanno perdere punti della patente, il testo prevede l’introduzione di multe più alte anche per l’eccesso di velocità: per esempio, un aumento da 370 a 500 euro delle sanzioni minime per chi supera il limiti di oltre 40 kmh e meno di 60 kmh, e da 1.458 a 2.000 euro delle sanzioni massime. Con in aggiunta la sospensione della patente da tre a sei mesi. può inoltre arrivare fino a 3.200 euro l’aumento previsto per la multa massima per chi supera i limiti di oltre 60 kmh.
Potrebbe essere poi introdotta più severità nei limiti per i principianti alla guida: nel primo anno dal conseguimento della patente B il testo prevede il divieto di superare i 90 kmh in autostrada (il limite attuale è 100) ed i 70 Kmh per le strade extraurbane principali (oggi 90). Mentre sale da 50 a 55Kw/t la potenza massima delle autovetture che potranno guidare i neopatentati. Nel testo c’è forte attenzione ai giovani, con la novità della possibilità di una sorta di foglio rosa a 17 anni: la cosiddetta “guida accompagnata” per fare esperienza prima dei 18 anni, che ha portato buoni risultati all’estero.
Nuove regole anche per le autoscuole, con criteri più severi soprattutto nella formazione degli istruttori. E per le lezioni di guida il testo prevede, per esempio, esercitazioni obbligatorie in autostrada o strade extraurbane, e anche di notte, con un istruttore qualificato. Potrebbe essere inserito anche l’obbligo dell’esame di teoria prima del foglio rosa. Più severità anche nelle revisioni della patente.
Tra le possibili novità, anche l’introduzione sperimentale della “scatola nera”, con dispositivi elettronici che possono servire a ricostruire la condotta di guida o la dinamica di incidenti. Il testo prevede anche, tra molte altre modifiche, il rafforzamento di progetti di educazione stradale, e nuovi criteri di ripartizione dei proventi delle multe per destinarli a interventi per la sicurezza stradale (come l’ammodernamento della segnaletica) o per rafforzare le dotazioni delle forze dell’ordine (a partire dall’acquisto di auto).
Sul testo che il ministro Matteoli intende recepire in un decreto c’è già una sostanziale unanimità in Commissione Trasporti sulle proposte principali: il lavoro è stato portato avanti come approfondimento della proposta di legge presentata a inizio legislature dal capogruppo del Pd in Commissione, Michele Meta, e che riprende la proposta in discussione la scorsa legislatura, già approvata alla Camera dei Deputati e mai portata a termine a causa dello scioglimento anticipato delle Camere.

Il VIDEO servizio:

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
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Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
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