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Le postazioni di controllo della velocità attraverso autovelox devono essere “segnalate e ben visibili”. Lo sottolinea la Cassazione nella sentenza n.11131, con la quale è stato confermato il sequestro preventivo, disposto dal gip di Paola e confermato dal tribunale del Riesame di Cosenza, di 7 autovetture e di diversi apparecchi autovelox di proprietà di una società utilizzati per la rilevazione della velocità dei veicoli in transito nei comuni di Fiumefreddo Bruzio, Belmonte Calabro e Longobardi.
Secondo l’accusa, “le apparecchiature in questione erano state ben occultate in autovetture” in molti casi di proprietà del titolare della società, il quale “ricevendo un compenso parametrato su ogni verbale di infrazione per cui era riscossa la relativa sanzione, era interessato ad incrementare le riscossioni”.
La seconda sezione penale della Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso del legale rappresentante della società, rilevando che il tribunale del Riesame, nel confermare il sequestro, “sia pervenuto ad affermare la sussistenza del fumus del reato di truffa”.
La Corte di Cassazione ha confermato quanto da sempre sostenuto dal Codacons: gli autovelox vanno correttamente segnalati. “Con la decisione odierna” scrive in
una nota il Codacons, “la Cassazione ha stabilito che gli apparecchi devono essere segnalati agli automobilisti almeno 400 metri prima dal punto della loro collocazione. Altrimenti gli stessi autovelox possono venire sequestrati dall’autorita’ giudiziaria e i titolari della societa’ di rilevamento rischiano l’incriminazione per truffa.
“Si tratta di una sentenza sacrosanta” commenta il Presidente del Codacons Carlo Rienzi “perché limita il malcostume delle amministrazioni comunali di utilizzare tale strumento di controllo della velocità unicamente con lo scopo di fare cassa, e non con la finalità di garantire la sicurezza stradale. Ora”, conclude Rienzi, “i Comuni devono annullare d’ufficio tutte le contravvenzioni elevate da autovelox non segnalati almeno 400 metri prima. In caso contrario, si preannunciano migliaia di ricorsi, tutti accolti, da parte degli automobilisti, che potrebbero mettere in crisi le casse comunali”.

Lastra di ghiaccio, buca inaspettata, macchia d’olio? Per i motociclisti caduti su strade accidentate è arrivato il giorno della riscossa. La Cassazione ha ribaltato le decisioni dei giudici di merito che avevano “assolto” il comune di Roma dall’obbligo di risarcire un motociclista che si era fratturato un braccio scivolando su una macchia d’olio. Infatti, se la cattiva manutenzione delle strade provoca incidenti, i danni deve pagarli il Comune. Soprattutto quando l’amministrazione ha diviso in zone il territorio urbano e ha appaltato a diverse imprese i servizi di manutenzione.
Il monito della Suprema corte è rivolto alle amministrazioni soprattutto delle grandi città, dove il problema dello “stato di conservazione” delle strade è più grave e tutela non soltanto i conducenti dei mezzi a due ruote, ma anche agli automobilisti nel caso in cui le condizioni delle strade urbane provochino danni alla vettura o veri e propri incidenti. Nelle motivazioni della sentenza 1691 infatti, i giudici della terza sezione civile precisano che nei confronti delle amministrazioni comunali c’è una “presunzione di responsabilità per il danno causato dalle cose che si hanno in custodia” anche se si tratta di beni, come le strade, “oggetto di un uso generale e diretto da parte dei cittadini”.
Il caso di cui si è occupata piazza Cavour riguarda una motociclista che nel 1997 era scivolata su una macchia d’olio in via Damiano Chiesa, una strada nella zona della Balduina a Roma. In seguito alla caduta la donna aveva riportato “lesioni guaribili in 40 giorni”. Sia il tribunale sia la Corte d’appello della capitale avevano respinto il suo ricorso contro il comune per il risarcimento. Nel corso del giudizio di secondo grado, in particolare, l’amministrazione all’epoca guidata da Walter Veltroni si era “chiamata fuori” affermando che la rete viaria urbana era divisa in zone, ciascuna delle quali affidata per la manutenzione a diverse imprese. A questo proposito invece, la Corte ha precisato che “la suddivisione in zone comporta per il comune un maggiore grado di sorveglianza e controllo, con conseguente responsabilità per i danni cagionati”.
I giudici hanno infine aggiunto che l’impresa appaltatrice dei servizi di manutenzione “non può rispondere direttamente perché il contratto costituisce soltanto lo strumento tecnico per la realizzazione in concreto del compito istituzionale proprio dell’ente territoriale”. La Cassazione ha quindi annullato con rinvio la sentenza d’appello, indicando ai giudici che dovranno nuovamente valutare la richiesta di risarcimento, i criteri da seguire.

Ancora neve. Da 30 ore, quasi ininterrottamente, nevica su Milano, dove si sono accumulati 28 centimetri di neve (qui le IMMAGINI).
Ma i fiocchi stanno cadendo in tutta la Lombardia, e su tutto il Nord, e solo nel pomeriggio di oggi 7 gennaio è prevista un’attenuazione del fenomeno. I milanesi tornano quindi al lavoro con notevoli disagi: 320 operatori dell’Amsa, con mezzi spargi-sale e spala-neve, sono al lavoro per pulire le strade cittadine, ancora molto coperte da uno spesso strato bianco e scivolose. Interventi che tuttavia non sono bastati a pulire le strade, che, a metà mattina (come segnalano anche molti lettori) erano ancora impraticabili.
Al momento funzionano regolarmente i tram e le linee metropolitane. La circolazione dei veicoli, invece, è difficile non solo per la neve ma anche per la caduta di tre alberi, che per fortuna non hanno fatto feriti. Numerose, stamattina, le richieste di intervento ai vigili del fuoco per alberi, rami e cavi elettrici pericolanti.
Sulle tangenziali si viaggia senza particolari difficoltà, mentre sulle autostrade A21 e A7 c’è il blocco ai mezzi pesanti. Difficoltà sulla statale 336, in direzione Malpensa, dove, a causa di un grave incidente in località Somma Lombardo, il transito è stato ridotto a una sola corsia. In funzione le linee delle Ferrovie Nord, Malpensa Express compreso, anche se con ritardi fino ai 50 minuti. Oltre a Milano, nevica con particolare intensità soprattutto sulle province di Lodi, Pavia, Mantova, Como e Lecco; localmente sono caduti fino a 45 centimetri di neve.
A Linate e Malpensa “l’attività aeroportuale è stata sospesa fino alle 13″. E sono chiusi anche gli scali di Orio (Bg) e Caselle (TO). Lo ha reso noto la Sea, precisando che la decisione è stata presa dai Comitati Neve dei due aeroporti - Enac, Enav, Sea, Compagnie aeree ed enti aeroportuali - a causa del “perdurare delle avverse condizioni meteo e vista l’estrema difficoltà del personale aeroportuario e delle compagnie aeree a raggiungere gli aeroporti di Linate e Malpensa”.
Nel capoluogo lombardo e in quello torinese le scuole sono comunque rimaste aperte, contrariamente a quanto deciso a Genova e in altri comuni della Lombardia e del Piemonte (a Lecco e in parte della provincia di Bergamo gli istituti scolastici rimarranno chiusi, così come tutte le scuole delle province di Vercelli. Nel Verbano-Cusio-Ossola, invece, restano chiuse di sicuro soltanto le scuole secondarie superiori, di competenza della Provincia, mentre ogni Comune ha deciso in modo autonomo sulle scuole primarie e dell’infanzia). Decisione che ha fatto infuriare non pochi milanesi. Anche perché, in molti casi, i bambini e i ragazzi sono stati rimandati indietro, visto che non è stata garantita la consegna dei pasti
A Genova si registrano disagi al traffico soprattutto sulle zone collinari. In provincia sono in azione una ventina di mezzi spazzaneve per liberare le strade. La decisione di sospendere le lezioni negli istituti scolastici è stata presa dal comitato operativo per le emergenze riunito in permanenza. La neve ha creato disagi soprattutto nell’entroterra, sulle alture del genovese e savonese.
Autostrade per l’Italia ha reso noto che nevica da oltre da oltre 36 ore su oltre 800 km della rete del gruppo: la società non segnala disagi per la circolazione, grazie ai piani di intervento che stanno interessando il centro-nord. Facendo il punto della situazione, alle ore 7:30 risultano interessate dal fenomeno l’A1 Milano-Napoli, tra Milano e Modena; l’A4 Milano-Brescia; l’A8 Milano-Varese; l’A9 Lainate-Como-Chiasso; l’A7 Milano-Genova, tra Serravalle e Genova; l’A10 Genova-Savona; l’A12 Genova-Sestri Levante; l’A26 Genova Voltri-Gravellona Toce; l’A6 Torino-Savona; il Traforo del Monte Bianco.
Il piano operativo per il solo nord-ovest ha coinvolto - informa un comunicato della società - oltre 800 tra uomini e mezzi per la viabilità e per le operazioni spazzaneve e spargisale. Fino alla serata di oggi si prevedono precipitazioni nevose che potranno interessare anche l’Emilia e l’appennino Tosco-Emiliano tra Bologna e Firenze. Autostrade per l’Italia spiega che alla luce delle previsioni meteo avverse e per evitare disagi ad automobilisti ed autotrasportatori, “le prefetture liguri e del basso Piemonte hanno disposto il divieto di circolazione per tutti i mezzi con massa superiore alle 7,5 tonnellate. Il divieto sarà mantenuto fino al termine delle nevicate intense”. Potranno inoltre essere attivati “protocolli di filtraggio dinamico mezzi pesanti/controllo catene” e di regolazione dei flussi di entrata ai caselli. Inoltre, si potranno riscontrare tempi di percorrenza elevati a causa delle operazioni di controllo dotazioni neve ed a causa dei mezzi spazzaneve. Automobilisti ed autotrasportatori vengono invitati a verificare la manutenzione dei veicoli, a dotarsi di catene a bordo o pneumatici invernali e, comunque, a partire solo in caso di effettiva necessità.
Automobilisti ed autotrasportatori vengono invitati a verificare la manutenzione dei veicoli, a dotarsi di catene a bordo o pneumatici invernali e, comunque, a partire solo in caso di effettiva necessità. Un altro consiglio è quello di mantenersi costantemente informati sulle condizioni meteo e di viabilità ascoltando Isoradio 103.3 fm, Rtl 102.5 e prestare attenzione ai pannelli a messaggio variabile lungo la rete.
A seguito dell’inchiesta sul presunto sistema di appalti pilotati a Napoli che ruotano intorno all’imprenditore Alfredo Romeo, il sindaco di Napoli Rosa Iervolino Russo al suo rientro a Palazzo San Giacomo, sede del Comune minaccia le dimissioni: “O si finisce con questa tarantella o elezioni a primavera. La mia pazienza dura al massimo fino a lunedì”. La Iervolino, dunque, attende l’inizio della settimana. “Ho da difendere una storia e una dignità personale, una responsabilità istituzionale che i cittadini hanno affidato a me e non ad altri. Credo di aver avuto una infinita pazienza, un grande rispetto innanzitutto per il segretario nazionale del mio partito”, ha detto parlando ai giornalisti. “Ho anche da impedire che sia mortificata la volontà di cooperazione di tutte le forze della coalizione che si sono comportate in modo esemplare. La città ha bisogno di governo”, ha affermato, “ho sempre detto ‘amplissimo rinnovamento’, ma non sono disposta a fare vendette trasversali attraverso il rinnovamento”.
Il segretario nazionale del Pd Walter Veltroni ha telefonato al sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino, come annunciato nel pomeriggio di sabato dallo stesso primo cittadino, per affrontare il rimpasto della giunta. “Un cordiale scambio di vedute con l’intenzione di risentirsi presto”, ha commentato il sindaco all’Ansa, riferendo della telefonata.
Intanto si registrano nuovi sviluppi nell’inchiesta che ruota intorno all’imprenditore Alfredo Romeo, finito in carcere il mese scorso. Il Tribunale del riesame di Napoli ha confermato gli arresti in carcere per l’imprenditore. Invece, per un vizio di forma lo stesso Tribunale ha annullato le ordinanze di custodia agli arresti domiciliari emesse nei giorni scorsi nei confronti dell’ex assessore Giuseppe Gambale e dell’ex provveditore alle opere pubbliche della Campania e del Molise, Mario Mautone. Secondo indiscrezioni, i magistrati della procura intenderebbero emettere nelle prossime ore un provvedimento di fermo nei confronti dei due indagati. Successivamente la dodicesima sezione del tribunale di Napoli ha annullato per carenza di esigenze cautelari il provvedimento di custodia cautelare ai domiciliari emesso dal gip Paola Russo nei confronti dell’ex assessore alle risorse strategiche al Comune di Napoli, Enrico Cardillo. Cardillo si è dimesso a fine novembre mettendosi così nella condizione di non poter reiterare il reato. Probabilmente si sarà anche fatta una valutazione positiva sull’inesistenza del pericolo di fuga.

“Romeo aveva rapporti con quattro soli assessori ’sfrantummati’ e non aveva nessun ruolo da consulente globale del Comune”. “Romeo non era il solo imprenditore a finanziare la Margherita”.
Sono alcune delle dichiarazioni rese dal sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino il 23 dicembre e dall’ex leader della Margherita (ora confluita nel Pd) Francesco Rutelli il 17 dicembre scorso ai magistrati che indagano sugli appalti a Napoli.
Ai pm che indagano sugli appalti al Comune di Napoli, il sindaco della città, Rosa Russo Iervolino, parla dell’ex assessore Giorgio Nugnes. “Il suicidio di Nugnes lo leggo come un sussulto di dignità che probabilmente sarebbe mancato ad altri” dice Iervolino, come si legge nel verbale di dichiarazioni rese in qualità di persona informata dei fatti. Poi il sindaco bolla come “sfrantummati” (incapaci) gli assessori coinvolti nell’inchiesta.
Nel corso della deposizione, la Iervolino si sofferma sulla vicenda di Nugnes, l’ex assessore che si tolse la vita a fine novembre e che sarebbe risultato coinvolto nell’inchiesta sulle presunte irregolarità negli appalti.”Il giorno delle dimissioni di Cardillo (Enrico Cardillo, ex assessore alle Risorse strategiche dimessosi il giorno prima del suicidio e poi arrestato il17 dicembre, ndr) so per certo che Nugnes venne in Comune perché lo hanno visto molte persone, ma non è affatto vero che io mi sia rifiutata finanche di incrociare il suo sguardo. Ribadisco, come ho già detto anche pubblicamente, che io in quella occasione non l’ho visto e confermo che se l’avessi incrociato non avrei esitato a rimproverarlo bonariamente, e anzi a mollargli pur con materno affetto anche due sganassoni, per ciò che emergeva dalle indagini sui fatti di Pianura”. Parole che fanno riferimento all’arresto di Nugnes, indicato dagli inquirenti come uno dei sostenitori della rivolta di gennaio scorso contro la riapertura della discarica.
La Iervolino poi parla della scelta di operare il rimpasto, già nel maggio scorso, “per innalzare il livello morale e professionale della giunta”, in un contesto “nebbioso, poco trasparente”.
Il sindaco di Napoli, parla della vicenda Romeo, l’imprenditore in carcere che ha ammesso, tra l’altro, di aver finanziato la Margherita, e del ruolo dei suoi assessori. Oltre a Nugnes cita gli altri coinvolti nella vicenda delle presunte tangenti per gli appalti. Romeo aveva rapporti solo con quattro uomini di giunta, che la Iervolino - salvando il solo Felice Laudadio - non esita a definire “sfrantummati”, ossia incapaci, smidollati.
Di Romeo, e delle sue affermazioni su finanziamenti alla Margherita, ha parlato ai magistrati anche l’ex leader del partito, Francesco Rutelli, (attualmente presidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica), nelle dichiarazioni spontanee rese ai magistrati il 17 dicembre. “Non so se Romeo sia iscritto al partito. Non escludo, anzi ritengo che possa essere verosimile, che Romeo possa aver finanziato il partito. Ma voglio chiarire che non è l’unico imprenditore o comune cittadino che abbia contribuito finanziariamente alle campagne elettorali”.
Il parlamentare ha spiegato di aver “personalmente incontrato” Romeo. “L’ho conosciuto come uno dei più grandi imprenditori a livello nazionale nel settore immobiliare” ha detto. “Ero sindaco all’epoca in cui la sua impresa si aggiudicò l’appalto per la gestione del patrimonio immobiliare del Comune di Roma. Con lui non ho peraltro una particolare confidenza. Non ho mai avuto con lui colloqui connessi ai suoi interessi”.
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È tornata la neve.
Il maltempo sta interessando circa settecento chilometri di autostrade in Piemonte, Liguria e Lombardia e, secondo una nota di Autostrade per l’Italia, i disagi alla limitazione sarebbero per ora limitati. Milano, si è svegliata sotto un manto bianco di circa cinque centimetri. La neve è iniziata a cadere intorno a mezzanotte circa e alle 7 le circonvallazioni erano già intasate dai numerosi automobilisti che hanno deciso di muoversi prima del solito. Sulle strade le auto procedono a passo di marcia. Una trentina gli interventi dei vigili del fuoco, soprattutto per alberi caduti.
Le intense nevicate stanno riguardando più in generale circa 700 chilometri di autostrade in Piemonte, Liguria e Lombardia. La perturbazione sta interessando principalmente la A6 Torino - Savona, la A26 Genova Voltri - Gravellona Toce, la A7 Genova - Serravalle, la A8 Milano - Varese, la A9 Linate - Como Chiasso. Nevica debolmente anche sull’Autostrada del Sole, tra Milano e Parma, sulla A4 Milano - Brescia, sulla A24 Roma-L’Aquila tra Carsoli e Assergi e sulla A25 dall’allacciamento con l’A24 e Avezzano. Si registra inoltre nevischio sulla A10 tra Celle Ligure e Savona e sulla A12 tra l’allacciamento con l’A7 e Genova Nervi. Al momento viene attuato il fermo temporaneo dei mezzi pesanti sulla A6, sulla A7 e sulla A26 , con successivo servizio di “navetta” dei mezzi pesanti da parte dei mezzi sgombraneve. La situazione, in autostrada, appare però abbastanza tranquilla.
E il maltempo sta causando disagi anche in alcuni aeroporti.
Operativi, ma con gli inevitabili disagi causati dalla abbondante nevicata, gli scali milanesi di Linate e Malpensa. La necessità di ripulire continuamente le piste provoca ritardi, ma al momento - assicurano alla Sea - non c’è stata nessuna cancellazione, solo sospensioni e ritardi. Che a Linate - dove quattro voli in arrivo sono stati dirottati su Malpensa - sono più consistenti visto che lo scalo dispone di una sola pista. Più contenuti invece a Malpensa, provvista di due piste che possono funzionare alternativamente. Per fronteggiare l’emergenza, Sea ha messo all’opera una vera e propria task force: oltre 100 uomini e altrettanti mezzi a Linate e 750 uomini e 273 mezzi a Malpensa.
Passeggeri infuriati all’aeroporto torinese di Caselle. A causa della neve, il volo AP6347 diretto a Roma delle 6.45 è stato posticipato perché, secondo il racconto fornito dalla società ai passeggeri, il comandante è bloccato a casa, a San Carlo Canavese, dalla neve.
Ecco le previsioni fino alle 24. Al Nord: cielo molto nuvoloso o coperto con precipitazioni diffuse, a carattere nevoso a quote basse su Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Emilia e Trentino-Alto Adige, ma con tendenza ad aumento della quota neve. Dal primo pomeriggio le precipitazioni si intensificheranno sulle regioni di nord-est risultando più abbondanti su Veneto e Friuli-Venezia Giulia. Al Centro e sulla Sardegna: molto nuvoloso o coperto con precipitazioni diffuse, a carattere temporalesco sull’isola e sulle regioni tirreniche. Le piogge risulteranno di forte intensità su Toscana e Lazio. Al Sud e sulla Sicilia: molto nuvoloso ovunque con precipitazioni sparse a carattere di rovescio o temporale sul versante tirrenico, più intense su Campania e Calabria dal pomeriggio. Temperature: in diminuzione al nord, in aumento sia nei valori minimi che massimi al centro-sud.
Scorie industriali altamente tossiche per 350 mila tonnellate “riciclate” come materiale da costruzione: è il quadro inquietante, da disastro ambientale, che emerge dall’operazione “Black Mountains” condotta dalla Polizia di Stato sotto le direttive della Procura della Repubblica di Crotone.
Arsenico, zinco, piombo, indio, germanio e mercurio: c’è un vero e proprio campionario di veleni alla base del sequestro preventivo di 18 aree dislocate tra i comuni di Crotone, Isola Capo Rizzuto e Cutro - aree ad alta densità mafiosa nell’entroterra crotonese. Sette le persone iscritte nel registro degli indagati: il legale rappresentante pro-tempore della Pertusola Sud; quelli di tre imprese edili, due di Crotone e una di Parma, e tre funzionari dell’ex Presidio multizonale di prevenzione dell’ex Azienda sanitaria di Catanzaro.
Sono tre gli istituti scolastici a cui sono stati apposti i sigilli: due nella citta’ di Pitagora, la scuola media San Francesco e una scuola media superiore, e un’altra elementare a Cutro.
Il materiale nocivo, che in base agli esiti delle indagini, proverrebbe dallo stabilimento Pertusola Sud, che ha interrotto la produzione di zinco alla fine degli anni novanta, sarebbe stato utilizzato (miscelato con polveri provenienti dall’Ilva di Taranto) da imprese di costruzioni per la realizzazione di strade, strutture commerciali, abitazioni e complessi edilizi, banchine del porto.
Sostanze ad alto potenziale cancerogeno che avrebbero dovuto essere stoccate in discariche controllate e che, invece, sono diventate materiale da costruzione per strade, centri commerciali, abitazioni. Quantità enormi di rifiuti pericolosi in grado di inquinare anche le falde acquifere. Una situazione resa più difficile dall’impossibilità di monitorare il rischio anche per la mancanza di un registro tumori.
Tutti in fila per tornare a casa. Saranno circa 12 milioni gli italiani che rientreranno dalle vacanze in questo fine settimana, che si presenta come il momento di controesodo più importante dell’estate 2008. È la stima dell’Osservatorio di Milano, sulla base di una ricerca effettuata su dodici grandi città campione. A rientrare sono in modo particolare i commercianti, gli artigiani e gli addetti alle piccole e medie industrie. Le città dove si registrano i maggiori rientri sono Roma con 500mila e Milano con 350mila. I rientri attesi a Torino sono 120mila, 70mila a Bologna e Genova.
“La crisi economica che interessa il Paese” ha dichiarato il direttore dell’Osservatorio Massimo Todisco” fa anticipare i rientri a questo fine settimana, riducendo il periodo medio di vacanza ad otto o nove giorni”. La presenza del 5-10% in più di cittadini delle grandi città, secondo l’Osservatorio, ha avuto come riscontro un numero sufficiente di negozi aperti anche grazie alla turnazione obbligatoria per il mese di agosto imposta dai comuni di Torino e Roma. “Unica eccezione” ha dichiarato Todisco “è Milano, dove tra il 10 ed il 20 agosto si è assistito ad una vera e propria serrata dei negozi che ha penalizzato in centro i turisti (20% in meno pari a circa 90 milioni di ¤uro persi) e in periferia gli anziani con problemi di mobilità e lontani dai sempre aperti grossi centri commerciali”.
L’Anas prevede un traffico molto intenso su tutta la rete stradale e autostradale nazionale: bollino rosso sia sabato che domenica, 9 milioni di veicoli. E già si avvertono i primi segnali del grande rientro in città: sulla A3 Salerno Reggio Calabria si sono registrati i primi rientri nelle grandi città già nel pomeriggio di ieri e la circolazione era intensa verso nord anche questa mattina. I maggiori flussi di circolazione, da bollino rosso, sono previsti in particolare nell’intera giornata di sabato 23 agosto e nel pomeriggio di domenica 24 agosto. Qualche coda di rientro anche nella mattinata di lunedì 25 agosto.
L’Anas sottolinea che le lunghe percorrenze sono favorite dalla rimozione dei cantieri mobili (per avere una situazione in tempo reale, basta cliccare qui) disposta dalla società su tutta la rete (circa 30mila chilometri) e dal divieto di circolazione dei mezzi pesanti, previsto sia sabato che domenica dalle 7 alle 24. Anche durante il controesodo le arterie con la maggiore concentrazione di traffico sono l’A1 Milano-Napoli; l’A14 Bologna-Taranto; la A3 Napoli-Salerno-Reggio Calabria (in particolare il nodo di Lagonegro); il nodo bolognese (A14 dall’allacciamento con A1 e Bologna S. Lazzaro) e fiorentino (da Barberino a Firenze sud); il tratto dell’A14 compreso tra Bologna San Lazzaro ed Ancona; la A4 Venezia-Trieste; la A22 del Brennero.