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Presidio contro la violenza maschile sulle donne a Roma (© Roberto Monaldo / LaPresse)
Una ricercatrice di 32 anni è stata stuprata a Milano, all’uscita dall’ospedale San Raffaele, dove lavora. Erano le 9 di sera. Il San Raffaele, fiore all’occhiello della sanità privata lombarda, si trova praticamente in aperta campagna. E il 75 per cento dei lavoratori dell’ospedale sono donne. La ragazza è uscita sola dal lavoro, è stata aggredita all’improvviso da uno sconosciuto che l’ha sorpresa da dietro, in una strada isolata, nessuna possibilità di reagire, nessuno che sentisse le sue grida d’aiuto. Tradotto: l’incubo peggiore di ogni donna. Continua
Braccianti agricoli
È successo di nuovo. Come a Guidonia. Cinque romeni sono stati sottoposti a fermo di polizia giudiziaria dai carabinieri a Cassano allo Ionio con l’accusa di violenza sessuale di gruppo su di una donna romena di 21 anni. Le persone raggiunte dai provvedimenti sono Maricel Munteanu (33 anni), Vasile Muresan (21), Varel Muresan (33) Paul Cristian Tanaven (21) e Tiberiu Calin Lacutus (20): tutti celibi e occupati come braccianti agricoli in un’azienda della zona, sono stati fermati dai militari mentre si apprestavano a lasciare la zona per trasferirsi altrove. La vittima è sposata e madre di un bimbo che attualmente è in Romania: ha denunciato le violenze subite fornendo ai militari indicazioni sulle cinque persone che, a turno, avevano abusato di lei all’interno della sua abitazione, nella zona della stazione di Sibari. La donna, accompagnata dal marito, ha dato delle indicazioni precise ai carabinieri anche su particolari tatuaggi che hanno trovato riscontro nel corso delle verifiche effettuate nei confronti dei cinque romeni.
Sono circa duecento i cittadini romeni, come la giovane donna violentata dal branco di connazionali, domiciliati a Cassano allo Jonio e distribuiti nelle frazioni di Lauropoli, Doria e Sibari. Diverse decine, invece, quelli che svolgono lavori occasionali e si spostano secondo il periodo in altre zone della Calabria e del meridione. Quelli domiciliati nella zona della Sibaritide lavorano in particolare nel settore dell’agricoltura, dell’edilizia e dei servizi alle persone. Quasi tutti i lavoratori romeni provengono dalle zone piu’ povere della Romania, Botosani, Bucarest, Jasi, Cluj e Alba. Di queste ultime due città sono originari quattro dei cinque fermati. Nella zona di Sibari, dove soprattutto nel periodo invernale c’è un patrimonio immobiliare che rimane sfitto, si concentrano molti dei lavoratori stagionali che svolgono la loro attività nelle aziende agricole.
Scarcerato per decorrenza dei termini: un marocchino accusato di stupro ai danni di una ragazza di quattordici anni della bassa padovana è uscito dall’istituto di detenzione. Samid Abdelghani, 26 anni, è tornato libero perché la segreteria del pubblico ministero ha notificato la chiusura delle indagini solo a uno dei due difensori dell’extracomunitario. Il gup Paola Cameran non ha potuto che accogliere la richiesta di nullità del decreto di rinvio a giudizio avanzata dai legali, disponendo per il marocchino l’obbligo di dimora a Lendinara, in provincia di Rovigo.
La vittima è stata aggredita da due stranieri, uno dei quali mai rintracciato, nel tardo pomeriggio del febbraio 2007 in una strada periferica di Este, in provincia di Padova. Secondo il racconto della giovane, l’assalto dei due extracomunitari venne disturbato dal passaggio di un’auto che li distrasse, permettendole di divincolarsi e fuggire. Qualche settimana più tardi la stessa vittima, in compagnia del padre, riconobbe Samid all’interno di un centro commerciale facendolo arrestare. La scorsa settimana, sempre l’ufficio dello stesso pm padovano scarcerò per decorrenza dei termini tredici tra rumeni e moldavi accusati di saccheggio.
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Violenza, per le donne, fa rima con silenzio. Secondo l’Istat, nel 2006 sono state 1 milione e 150 mila quelle che hanno subito stupro e botte (il 5,4% del totale). Nel 62,4 per cento dei casi l’aguzzino era il partner o una persona conosciuta, se si considerano le violenze sessuali la percentuale sale al 68,3 per cento, mentre per gli stupri fino al 69,7 per cento. Ma il dato più allarmante è un altro: solo il 4 per cento denuncia i maltrattamenti subiti.
Proprio perché il nemico dorme nello stesso letto della vittima, molestie, calci e pugni restano inconfessati. Nonostante le associazioni che aiutano ad affrontare queste situazioni e nonostante le linee telefoniche dedicate. C’è però un canale grazie al quale emergono storie e denunce che altrimenti nessuno conoscerebbe. Su forum, blog o “sportelli telematici” molte donne, rassicurate dall’anonimato e facilitate dall’immediatezza della comunicazione, trovano il coraggio di esporsi e chiedere il sostegno di psicologi e consulenti. In alcuni casi semplicemente i consigli delle altre utenti.
Le parole sono quelle di chi non confesserebbe mai di essere vittima di violenza a un amico, a un parente e neppure a un medico. Un certo numero di questi post, avvertono gli esperti, sono frutto di fantasia. Ma la maggior parte sono vere richieste di aiuto. Il moderatore del forum di “Tribù-Mensile di sopravvivenza studentesca” chiede di raccontare esperienze di abusi e molte ragazze rispondono con racconti personali. Su “Girl power”, portale frequentato dalle giovanissime, sul sito dell’Associazione di volontariato Prodigio, su quello del Cesap (Centro studi abusi psicologici) e anche su “Answers” di Yahoo le utenti parlano dei soprusi e ricevono decine di consigli. Firdhaus invece ha dedicato un blog alle donne maltrattate.
“Al nostro counseling online, nato l’8 marzo 2007, arrivano molte e-mail che confessano abusi di questo tipo”, dice Stefania Bartoccetti, presidente di Telefono Donna. “È uno strumento scelto da chi non se la sente di parlare al telefono o riesce a mettere a fuoco meglio per iscritto le proprie sofferenze. La lettera inoltre lascia una traccia della risposta dei nostri esperti che dà una maggiore sicurezza rispetto alla telefonata. I dati ci dicono che le donne denunciano di più ciò che subiscono e la comunicazione le aiuta. Ma se la giustizia non va di pari passo, infliggendo pene certe a chi le maltratta, si rischia di tornare indietro”.
Anche Maria Gabriella Moscatelli, presidente di Telefono Rosa, legge una decina di messaggi al giorno con denunce di botte o prevaricazioni. “Figlie che parlano del calvario sopportato dalle loro madri, ragazze che si chiedono se lo schiaffo ricevuto dal fidanzato sia solo una manifestazione di gelosia ‘positiva’, amiche, zie, parenti di donne abusate. Anche se spesso chi parla per conto terzi, in realtà parla di sé”, spiega. “Scrivono perché hanno meno timore di essere riconosciute e possono avere con noi un approccio più soft. È come se mettessero davanti a sé una sorta di schermo protettivo, che noi piano piano cerchiamo di oltrepassare, ottenendo il contatto successivo”.
L’esperienza di chi sta dall’altra parte dello schermo e risponde alle e-mail parla chiaro. “Molte persone cominciano descrivendo altro, stati d’ansia o depressione”, dice Eliana Ottolina psicologa clinica di Telefono Donna. “Lentamente le aiutiamo a prendere coscienza del vero problema, a fare emergere fatti che senza il dialogo via mail resterebbero sommersi”. Chi scrive allo sportello virtuale? “Signore di mezza età , sposate da 30 anni che non riescono a dormire. Poi tra le righe viene fuori che il marito alza le mani su di loro. Oppure giovani mamme separate, segregate e sottomesse da un padre padrone. Nella maggior parte dei casi il contesto è di una normalità disarmante e l’uomo violento non beve, è un professionista con un lavoro stabile e un’istruzione medio-alta”.
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L’hanno subito ribattezzato “decreto Veltroni” quello approvato ieri sera dal Consiglio dei ministri straordinario sull’onda dello shock mediatico della donna stuprata, torturata e ridotta in coma da un rumeno a Roma.
In pratica viene attribuito al prefetto il potere di allontanare anche cittadini comunitari (e la Romania è appena entrata nella Ue) per motivi di pubblica sicurezza. Il decreto approvato dal Cdm, convocato praticamente da Walter Veltroni, non è altro che il quarto ddl del pacchetto sicurezza licenziato due giorni fa proprio dal governo. Disegni di legge che avevano ricevuto proprio critiche perché non erano subito applicabili ma richiedevano il preliminare passaggio e l’approvazione in Parlamento. Cosa tutt’altro che scontata, visti i chiari di luna all’interno della maggioranza.
In serata, dopo il Consiglio dei ministri straordinario, Romano Prodi ha provato a dimostrare che la scelta era stata sua: “Ho parlato con il ministro Ferrero e con il ministro Pecoraro Scanio e sono tutti d’accordo”. Lo stesso presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, condivide “il contenuto e l’urgenza del decreto”. Niente altro che dichiarazioni, perché la decisione è stata di Veltroni, che se non ha battuto i pugni sul tavolo poco ci è mancato.

Nel pomeriggio infatti, mischiando perfettamente il proprio ruolo di leader del Pd con quello di sindaco di Roma, Veltroni aveva telefonato a Prodi “sollecitando iniziative straordinarie”, quindi aveva convocato una conferenza stampa improvvisata in Campidoglio nella quale chiedeva “più potere ai prefetti”. E chiusa la conferenza stampa il sindaco d’Italia era salito direttamente al Viminale dal ministro dell’Interno, Giuliano Amato per discuterne (i maligni dicono per scrivere il decreto) direttamente con lui.
Blitz terminato, tolleranza zero e governo veltronizzato.
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- Tags: alcol, campi-nomadi, criminalità , droga, graffiti, immigrazione, inquinamento, lavavetri, pacchetto-sicurezza, povertà , prostituzione, rom, smog, stupri, violenze
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Chi avesse bisogno della dose quotidiana di ansia da cronache cittadine non deve che scegliere. Ce n’è per tutti i gusti. Dall’allarme stupri lanciato a Milano e Bologna fino alle vittime degli incidenti stradali, dove chi è alla guida deve essere rigorosamente ubriaco, visto che i pirati della strada astemi continuano a uccidere ma non fanno più notizia. Ad ogni allarme seguono ovviamente proclami allarmati. E anche quando l’emergenza non c’è, le misure per contrastarla partono lo stesso, almeno a parole. Così, mentre gli italiani combattono contro lo stipendio troppo basso e i prezzi che corrono all’impazzata; mentre vivono nello smog delle metropoli; mentre ragazzini sballano con alcol e droga, e ragazzini ancor più piccoli subiscono violenze e abusi; mentre succede tutto questo arrivano contromisure a problemi ritenuti più impellenti: dal pugno duro contro i lavavetri ai semafori deciso dal sindaco di Firenze Leonardo Domenici fino alla lotta senza quartiere contro i writer e i graffiti in città .
Un’Italia delle emergenze, insomma. Anche se non sono tutte uguali, anche se non hanno tutte la stessa attenzione da parte di chi fa le leggi e da chi dovrebbe farle rispettare. Secondo voi qual è la vera emergenza? Partecipa al FORUM
Lavavetri
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La proposta del sindaco diessino di Firenze Leonardo Domenici di arrestare i lavavetri ai semafori ha fatto molto discutere gli amministratori locali. Tra consensi e critiche, però, sono tanti i sindaci che vorrebbero seguire l’esempio del presidente dei Comuni italiani. E Milano, con il suo assessore alla Sicurezza, è in prima linea.
Rom
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Sono circa 160mila i nomadi presenti sul territorio italiano secondo le stime del ministero dell’Interno. Divisi in diverse etnie (Rom, Rom rumeni, Sinti) e gruppi, sono localizzati in tutte le principali città italiane: come a Chiaravalle, caso record perché il rapporto tra nomadi e residenti è ormai di uno a uno. Nel giugno scorso l’emergenza Rom è esplosa a proprio a Milano e a Roma, e i sindaci e i presidenti delle Province hanno stanziato fondi per nuovi campi e strutture d’accoglienza, sempre ostacolati dalla popolazione locale. Mentre ad aprile, in provincia di Ascoli, la tragedia: un ragazzo rom ubriaco alla guida di un furgone ha investito e ucciso quattro ragazzi.
Stranieri e clandestini
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I dati della Caritas, che ogni anno stila il rapporto sull’immigrazione nel nostro Paese, parlano di una presenza di 2.670.514 stranieri in Italia. Di questi, circa cinquecentomila sarebbero clandestini o irregolari. Nel solo 2005, dice il ministero dell’Interno, a Lampedusa, in Sicilia, sono sbarcati circa 22 mila migranti. A fronte di questi numeri, i rimpatri e le espulsioni nello stesso anno (ultimo dato disponibile) sono stati 116.480. Anche se i morti, nel Canale di Sicilia, non si fermano: e tra donne e uomini attaccati alle tonnare e pescherecci che colano a picco con il loro carico di disperazione e speranza, l’emergenza è senza fine. Tanto che la Commissione Europea ha deciso di stilare un Libro Verde sull’asilo politico.
Prostituzione
![[i]4 settembre 2007[/i] - Si è svolta oggi una operazione antiprostituzione degli agenti della polizia municipale su via Salaria e via Palmiro Togliatti a Roma. Il blitz, iniziato dopo mezzogiorno, ha portato al fermo di una trentina di donne che sono state fatte salire a bordo di un autobus della polizia municipale. L'operazione ha impegnato una decina di uomini di varie squadre dei vigili urbani di Roma.<br /> [i](Credits: Ansa)[/i]](http://gallery.panorama.it/albums/upload/foto-settembre/blitz-antiprostituzione/normal_blitz-antiprostituzione-07.jpg)
Crescono a dismisura le vittime della tratta della prostituzione: la stima è che sulle strade italiane lavorino circa 90mila donne sfruttate. Nell’ultimo anno, secondo Transcrime, il centro di ricerca sulla criminalità organizzata transnazionale, sarebbero state circa 36mila le donne costrette a prostituirsi. Numerose le azioni, da parte dei Comuni italiani, per cercare di arginare il fenomeno: a Padova il quartiere a luci rosse è stato militarizzato, mentre il sindaco di Genova, nei giorni scorsi, ha dichiarato guerra ai clienti delle lucciole. Ma forse, visto quanto succede a Roma (guarda la gallery) e a Milano, non sarà un percorso facile.
Writer
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I graffiti fanno parte ormai dell’arredamento urbano. Sui muri periferici ma anche sulle facciate dei palazzi nei centri cittadini, i writer hanno lasciato il segno del proprio passaggio. Ma l’invasione colorata è fronteggiata dagli amministratori. Il Comune di Milano ha speso oltre un milione di euro per cancellare le scritte a bomboletta. E meno di dieci giorni fa la polemica tra graffittari e assessori è riesplosa: fino alla richiesta del vice della Moratti. I writer,però, si organizzano e hanno già trovato nuove strade per far arrivare i loro messaggi. Anche via web
Stupri e violenze sulle donne
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A Milano, nell’ultimo anno, le denunce arrivate a carabinieri e polizia per violenze sessuali sono state 480, e se si aggiungono i dati provinciali si arriva addirittura a 799. Un dato impressionante che fa il paio con quelli delle altre città italiane: Rimini, Firenze, Prato, Bologna. Sono queste, secondo l’università di Trento, le capitali nazionali delle violenze contro le donne. Capitali che hanno visto un’escalation senza sosta: tanto che il Governo, d’intesa con i sindaci e le prefetture, ha cercato di porre un rimedio aumentando i periodi di detenzione e stringendo le maglie della legislazione. Ma intanto le denunce aumentano: negli ultimi dodici mesi la crescita è stata del 337 per cento.
Il racket delle estorsioni
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La Confindustria siciliana ha deciso: via dall’associazione chi accetta il ricatto del pizzo. Un coro di consensi e qualche voce critica dopo il caso dell’imprenditore palermitano radiato per aver pagato i clan mafiosi su un tema che spesso scompare dall’attenzione dell’opinione pubblica. Ma oltre al pugno duro ci sono vari modi di difendersi dal racket e dall’usura. nonostante il problema sia sempre grave, come dimostra il numero verde del ministero dell’Interno (l’800-999-000 che nella sua prima settimana di vita ha ricevuto oltre 21 mila chiamate). Ecco il vademecum per dire basta ai ricatti.
Droga e alcol
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Sempre più alcol e cocaina tra i giovanissimi anche se è la marjuana la sostanza più diffusa tra i liceali. A svelarlo è una ricerca dell’ Asl di Milano che ha intervistato seicento ragazzi delle scuole cittadine. Secondo lo studio, il 43 per cento del campione ha provato a fumare “erba” mentre l’87 per cento beve regolarmente alcolici. Ma aumentano anche i sequestri di droga da parte delle forze dell’ordine.
PovertÃ
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I prezzi al consumo dei generi alimentari crescono senza sosta (guarda la gallery) e le famiglie italiane non riescono ad arrivare a fine mese. Lo dice l’Istat, secondo cui l’11,1 per cento dei nuclei familiari vive sotto la soglia di poverà relativa. Sarebbero infatti quasi otto milioni i cittadini che guadagnano meno di 936,58 euro al mese a fronte di spese familiari pari a 2.461 euro.
Smog
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L’inverno 2006-2007 ha avuto un record, almeno a Milano: quello dei giorni in cui le polveri sottili hanno superato il limite consentito dalla legge di dieci microgrammi per metrocubo d’aria. Secondo l’Arpa lombardia nel solo capoluogo la soglia è stata superata ben 45 giorni ogni cento. Che, a far di calcolo, significa 150 giorni di polveri sottili alle stelle nell’arco di 365 giorni. In questi giorni i valori sono nella media, ma a leggere il rapporto dello scorso anno è chiaro che l’emergenza è destinata a ripetersi.
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