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Superenalotto

Festa a Catania per la supervincita da 100 milioni di euro realizzata centrando il 6 al Superenalotto. La schedina vincente è stata giocata nella ricevitoria “Giunta”, in via Mario Rapisarda, che si trova nella periferia della città , in un quartiere popolare. Centinaia di persone, subito dopo avere appreso la notizia, si sono radunate davanti al negozio. Proprio per la ressa, il titolare, Domenico Giunta, 54 anni, ha preferito non riaprire la ricevitoria. “Non so chi ha vinto” dice “ma spero tanto che si ricordi di noi”.
Il commerciante, che gestisce la rivendita di tabacchi da 14 anni, aggiunge di non avere idea di chi sia il vincitore.
“Nelle ultime settimane abbiamo raddoppiato il numero delle giocate, anche molti ragazzini hanno comprato le schede. Ha giocato così tanta gente che è impossibile dire chi sia il vincitore, ma spero tanto che questo si ricordi di noi e che gli abbiamo portato fortuna”. Davanti al negozio si sono viste scene di puro delirio: ragazzini che sfrecciavano sui motorini sventolando le bandiere rossoazzurre della squadra di calcio, automobilisti che suonavano i clacson, gente che stappava bottiglie di spumante abbracciandosi e ballando per la gioia.
Applausi e brindisi ieri sera anche fra titolari e clienti della Caffetteria 2000, il locale milanese con ricevitoria Sisal, dove è stato azzeccato il 5+1 da 3.757.199,25 euro. Appena si è sparsa la voce la gente è scesa in strada e i proprietari, di nuovo al lavoro per verificare gli estremi della giocata, hanno aperto le saracinesche mentre arrivavano anche giornalisti e telecamere.
Il locale, che si trova in via Varesina 35 alla periferia nord della città , appartiene da oltre 25 anni alla famiglia Scaringi, originaria di Trani (Bari): ora, con l’aiuto dei genitori Rita e Pasquale, la gestisce il figlio Domenico, detto Mimmo. “Siamo contenti - ha sottolineato Mimmo Scaringi” certo potevamo avere un 6, ma bisogna essere generosi anche con gli altri… Comunque a noi non spetta nulla semmai una mancia del giocatore”.
E voi, qualsiasi idea abbiate per spendere i 100 milioni, scrivetela sul nostro FORUM.
Ci stanno riprovando in milioni, Paris Hilton e George Clooney compresi . E anche qualche politico, visto nelle ricevitorie vicine a Montecitorio giocare le schedine.
Il Superenalotto e il suo jackpot, arrivato a quasi 95 milioni di euro (94,8 per la precisione), fa gola a tutta Italia (e al mondo): la febbre delle giocate, che già ha battuto tutti i record, è destinata a crescere ancora. E questa sera, intorno alle 20, sapremo se e dove sarà stata azzeccata la magica sestina. In caso di mancata vincita, giovedì prossimo si arriverà a toccare 100 milioni di euro. Nessun concorso, in questo momento, può infatti offrire una vincita simile, visto che anche Powerball e Mega Millions, le più popolari e ricche lotterie statunitensi, possono contare ciascuna su un jackpot di “appena” 42 milioni di dollari.
È dal 26 aprile scorso, quando 40,5 milioni di euro finirono nella tasche di un giocatore di Pavone Canadese, in provincia di Torino, nessun appassionato è stato più capace di indovinare la sestina vincente. Una ricerca affannosa, quanto costosa. Si calcola, infatti, che, nelle ultime 6 settimane, gli italiani hanno speso oltre 5 volte la posta del Superpremio: 500 milioni di euro di speranze deluse. E non c’è alcuna garanzia che il superpremio sia vicino: ogni volta si tratta di pescare quella giusta fra oltre 622 milioni di possibilità , 14 volte di più di quelle che “bastano” per una cinquina al lotto.
Qualsiasi sarà l’esito di questa sera, c’è già un unico, indiscusso vincitore: lo Stato. Su cento euro incassati, la lotteria gestita da Sisal, ne versa il 49,5 per cento allo stato, ben al di là di quel 20 e 30 per cento previsto per gli altri giochi. Per fare un esempio, tutto il movimento delle scommesse, fra ippiche e sportive, incassa circa tre volte di più, ma all’erario contribuisce per un terzo.
Nei primi nove mesi del 2008 la raccolta ha raggiunto il miliardo e 960 milioni, di cui 723 destinati allo Stato. Tolto il prelievo erariale, il restante 50,5 per cento viene così distribuito: 38,1 per cento al montepremi, 8 per cento al punto vendita e 4,4 per cento alla Sisal. Il montepremi viene ripartito in 5 parti uguali fra le cinque categorie di vincita (6, 5+, 5, 4, 3). Nel caso in cui il jackpot raggiunga il tetto stabilito dal regolamento (50 miliardi per il 6, e 25 miliardi per il 5+) e non ci siano ancora vincitori, l’incremento non sarà più dell’intera parte di montepremi, ma solo del 4 per cento. Il restante 16 per cento viene distribuito fra i vincitori delle altre categorie.
“La molla che muove questi giochi, incluso il Superenalotto, è la speranza di un guadagno facile, il desiderio di risolvere magari i problemi quotidiani in modo semplice e veloce” dice Ennio Peres matematico ed enigmista e noto “giocologo”. “Si gioca perché arricchirsi con il lavoro abituale è sempre più raro, tutte motivazioni radicalmente diffuse in Italia oggi, e sintomo che viviamo in un paese dove la percezione del benessere è sempre meno diffusa”. “Un gioco d’azzardo”, dicono a Panorama.it da dall’Associazione nazionale di psicologia (Aip) nel senso che “la vincita dell’attività non dipende in alcun modo dall’abilità del giocatore, ma solo ed esclusivamente dal caso e dalla fortuna”. “Generalmente si tende a pensare che la definizione di gioco d’azzardo sia applicabile solo a un’attività dove ci si rovina, si perde la casa; mentre pochi euro spesi in una schedina non sono nulla”, aggiungono. “Non è così, purtroppo, perché potenzialmente si può perdere tutto in qualunque “gioco”, indipendentemente dalla posta”.
È un fenomeno sottovalutato se si pensa che le stime dicono che negli ultimi dieci anni i cosiddetti “drogati” da Superenalotto (e altri giochi) abbiano perso oltre due miliardi di euro in giocate, senza vincere mai nulla.
Secondo una ricerca dell’Agicos l’agenzia specializzata in scommesse, in quasi 11 anni di vita, il Superenalotto ha distribuito oltre 8,4 miliardi di euro, frutto di circa 180 milioni di vincite. Dal 3 dicembre del 1997 a oggi sono stati 81 i “6″ realizzati: gli anni boom furono il 1998 e il 2000. Relativamente ai soli premi di prima categoria il record va al 2007 che, è risultato l’anno più ricco in assoluto (203,4 milioni). Tutti dietro a un sogno, dunque, “per comprarsi una bella casa e fare il giro del mondo”, come dice a Panorama.it un pensionato, pazientemente in fila in una ricevitoria nei pressi del Tribunale di piazzale Clodio, a Roma, il cui titolare conferma: “giocano oltre 100 persone al giorno, con la speranza di cambiare la propria vita. Sono calate le giocate al lotto, ma triplicate quelle al Superenalotto”.
E mentre il Codacons, critico per vincite che ormai si avvicinano a quota 100 milioni, chiede “un tetto massimo alle puntate per non trasformare il Superenalotto in una pericolosa febbre nazionale”, va ricordato al fortunato vincitore che dovrebbe mantenere, per quanto possibile i nervi saldi, e ponderare con attenzione le mosse da fare per incamerare il tesoro. La prassi ufficiale, spiega Agicos, è quella di inoltrare la scheda vincente all’ufficio premi della Sisal in via Alessio di Tocqueville 13 a Milano. Ma c’è il problema dell’anonimato, fondamentale a questi livelli per evitare malintenzionati. Per incassare e rimanere anonimi, evitando anche cugini di terzo grado e parenti vari alla porta, ci si può rivolgere ad un notaio, meglio se importante e quindi “abituato” a cifre di questo genere, che potrà richiedere fino al 3% della somma.
Che al sud la tradizione per il “gioco” sia radicata, lo si sapeva (a Caserta ci si gioca il 12,7 per cento del reddito procapite; a Napoli, patria della smorfia, si tocca l’11,4 per cento). E anche che con la crisi alla porte in molti si sarebbero buttati sulla dea bendata (Gratta e vinci, Lotto, Totocalcio e derivati), lo si poteva immaginare.
Ma quanto spendiamo ogni settimana, ogni mese in lotto, Superenalotto, gratta & vinci e giochi vari? Troppo, decisamente troppo, stando ai dati, pubblicati sul Sole24ore, e forniti dalle principali agenzie specializzate nel mercato delle scommesse, da Lottomatica a Sisal, da Snai a Better.
Per esempio: in una settimana, da sabato 4 a sabato 11 ottobre, le giocate del Superenalotto sono pressoché raddoppiate (+95,2%), passando dal già alto numero di 40 milioni ai 79,5 milioni dell’ultimo concorso. È uno degli indicatori della “febbre” del 6, nota l’agenzia specializzata Agipronews.
E un altro record è stato segnato dalla raccolta complessiva: ad ottobre, nota l’agenzia Agicos, con appena cinque concorsi sono stati raggiunti i 172,5 milioni (130,2 con l’opzione classica e 42,3 con il SuperStar), ovvero 15 milioni in più di quanto il concorso incassa di solito in un intero mese. Il record di raccolta del 2008 l’ha stabilito settembre, 226,9 milioni, ma se il 6 dovesse continuare a non uscire, si può stimare che ottobre batta il record.
Da quando è stato imbroccato il 6 (il 17 gennaio scorso, quando il fortunato di turno si portò a casa 33 milioni e mezzo di euro) il jackpot è salito a 83,5 milioni di euro. Si tratta del jackpot più alto al mondo, tant’è vero che molti giocatori attratti da un montepremi così alto, arrivano anche da Slovenia, Svizzera e Francia. Solo per fare un paragone, il California SuperLotto mette in palio “appena” 41 milioni di dollari. Almeno questo è quanto sostieme la classifica aggiornata e resa nota dall’agenzia specializzata Agicos:
SuperEnalotto (Italia) 83,5 mln euro.
2 - California SuperLotto (Usa) 41,0 mln dollari.
3 - Mega Milions (Usa) 23,0 mln euro.
4 - Euro Millions (Europa) 15,0 mln euro.
5 - Powerball (Usa) 20,0 mln dollari.
6 - Powerball (Nuova Zelanda) 31,0 mln dollari nzl.
7 - Florida Lotto (Usa) 15,0 mln dollari.
8 - Indiana, Hoosier Lotto (Usa) 9,5 mln dollari.
9 - Oregon, Megabucks (Usa) 8,8 mln dollari.
10- Tennessee, Lotto Plus (Usa) 8,4 mln dollari.
Per quanto riguarda i concorsi europei: 12- El Gordo (Spagna) 6,1 mln euro.
17- Viking Lotto (Finlandia) 4,6 mln euro.
La cattiva notizia, non contenuta nella classifica? Sono più di 622 milioni (622.614.630 per la precisione) le combinazioni possibili per fare sei. Cioè, come indovinare il centimetro esatto sulla distanza Torino-Roma. Chi invece ha già fatto centro al Superenalotto - anche senza dover dar numeri, rivolgersi alla smorfia o appigliarsi a qualche sogno premonitore - è l’Erario.
Il Superenalotto fra tutti i giochi pubblici, infatti, è quello su cui lo Stato guadagna di più. Su 100 euro incassati, il gioco gestito da Sisal ne riversa infatti 49,5 allo Stato. Una percentuale di incasso direttamente “alla fonte” (nel momento esatto in cui si salda il conto della giocata con la ricevitoria) di gran lunga superiore rispetto ad altri giochi, che in generale si attestano fra il 20 e il 30%. Per non parlare delle quotatissime (almeno dal mercato attuale) scommesse sportive, la cui tassazione non supera il 5 per cento. Per fare un esempio, tutto il movimento delle scommesse, fra ippiche e sportive, incassa circa tre volte di più del Superenalotto, ma all’Erario contribuisce per un terzo.

16 - 21 - 24 - 60 - 66 - 79. Numero jolly: 82. Numero superstar: 44.Eccola la serie dei numeri da sogno: azzeccando questa combinazione (per il concorso n. 121 del Superenalotto) ci si porta a casa ben 73,5 milioni di euro, jackpot record, una cifra stellare: una combinazione che non esce da oltre 5 mesi, dal concorso numero 51 del 26 aprile 2008, quando a Pavone Canavese, in provincia di Torino, furono vinti 40,6 milioni di euro.
Ma nessuno ha fatto “6″, tanto meno un “5+1″, anche se sono state 16 le giocate vincenti con il “5″ e ciascuna incassa 80.294,07 euro, guadagnano invece 43.756 euro ciascuna le 11 giocate vincenti con il “4 Stella”. E così, per la prossima estrazione, il ‘6′ mette in palio 76,8 euro.
Il montepremi è non solo il più alto della storia decennale del concorso, ma è al momento anche il più alto a disposizione nel mondo. E la somma stratosferica, in tempi di crisi economica, inizia ad allettare sempre di più anche i giocatori non abituali: lo testimonia il numero di colonne giocate sabato scorso, pari a oltre 40 milioni di combinazioni, quasi il doppio di un normale turno di gioco infrasettimanale.
Sicuramente ha inciso la giocata di sabato, l’aumento delle combinazioni giocate è un trend oramai consolidato. Roma e Milano sono in testa nella “caccia” al jackpot: nella classifica della raccolta, infatti, l’ultimo concorso giocato sabato ha visto la capitale con il 9,9% delle giocate complessive seguita dal capoluogo lombardo con l’8,9%.
Soltanto in altre due occasioni, a partire dal 1997 anno di nascita del Superenalotto, il premio per i 6 punti ha superato i 70 milioni di euro. Il 4 maggio 2005 a Milano 10 appassionati giocarono un sistema da 126 euro che fruttò loro oltre 71,7 milioni di euro, che rappresenta la vincita più alta mai realizzata finora. Mentre il 19 maggio 2007 a Capanni di Savignano sul Rubicone (Forlì) il 6 pagò ad un singolo giocatore ben 71,4 milioni.
In attesa dell’82esima vincita di prima categoria in dieci anni, i 6 hanno dispensato ai giocatori vincite per un totale di 1,68 miliardi di euro. L’anno d’oro è stato il 2007, con premi per oltre 200 milioni di euro. In dieci anni, i 6 e i 5+ hanno già distribuito circa 3 miliardi di euro. In dieci anni di vita, il Superenalotto ha incassato quasi 24 miliardi di euro.
In ottobre, SuperEnalotto ha regalato in passato 6 vincite con punti 6: il 4 ottobre 2003 a Cerro Maggiore nel milanese, il 27 ottobre 2004 in provincia di Livorno, il 27 ottobre 2001 a Roma, il 31 ottobre 1998 nella storica Peschici, il 30 ottobre 1999 Napoli e il 31 ottobre 2001 a Sulmona.
Lotto, Superenalotto, bingo, gratta e vinci, slot machine, scommesse e concorsi vari: mediamente, ogni famiglia italiana gioca oltre 1.700 euro l’anno. La regione col primato delle giocate è la Lombardia (8,3 miliardi, 3,4 a Milano) seguita al secondo posto dal Lazio (4,6 miliardi, 3,4 a Roma) e al terzo dalla Campania (4,2 miliardi, 2,4 a Napoli). Nel settore del gioco a fine 2007 erano operative 2500 aziende con 70.000 addetti (100.000 nell’indotto), aziende che nel triennio 2004-2007 hanno investito 1,6 miliardi di euro in attrezzature.
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Superenalotto è uno dei termini italiani più cliccati su internet: a febbraio era al sesto posto su Google dopo parole sempreverdi come “amicizia” e “amore”. Nel mondo solo in Brasile c’è un gioco ricercato in rete quasi quanto il concorso italiano. A riprova che ad appena un decennio dalla nascita il Superenalotto è parte della vita quotidiana.
Per mettere le mani su questo ambito pezzo d’Italia si sta scatenando una bagarre planetaria, una volata internazionale che si concluderà verso la fine dell’anno con la scelta del nuovo gestore.
Nella sfida si sta lanciando l’aristocrazia mondiale del “gaming”: dai tre giganti nazionali del settore, cioè la Lottomatica di Marco Sala, la Sisal di Giorgio Sandi e la Snai di Maurizio Ughi, ai colossi stranieri, come gli inglesi della Stanley e i greci della Intralot. Senza contare le altre multinazionali che ancora non hanno dichiarato il loro interesse, ma che secondo gli esperti lo faranno presto, allettate dalle dimensioni del business: 2 miliardi di euro di giocate. Di affari così ne capita sì e no uno all’anno a livello mondiale perfino nel giro straricco dei giochi.
Fino a oggi il Superenalotto è stato gestito dalla Sisal. È la società che ha inventato il concorso prendendo dalle mani dello Stato il cane morto del vecchio Enalotto e riuscendo non solo a resuscitarlo, ma a farlo correre come un levriero, fino a farlo diventare uno dei punti forti del business italiano dei giochi (35,2 miliardi di raccolta nel 2006) e una delle fonti di gettito più sicure per lo Stato italiano (circa 1 miliardo di euro all’anno).
La Sisal, quindi, non solo non ha sfigurato nella gestione del gioco, ma ha investito parecchio, ha messo in piedi una rete che funziona e in grado di coprire in maniera omogenea tutto il territorio nazionale.
Nonostante questi successi e questi meriti, la società guidata da Sandi rischia di perdere ugualmente la gestione del concorso. Perché il Superenalotto è diventato il terreno su cui si confrontano due visioni opposte del business giochi: da una parte l’Italia che cerca di difendere il principio della riserva di legge sul settore, dall’altra l’Europa e le multinazionali del gaming, con in testa la Stanley di Liverpool, ritengono che anche nei confronti di scommesse e lotterie il principio prevalente da far rispettare sia quello della libertà internazionale di impresa.
Il punto di svolta nella vicenda Superenalotto risale al 31 marzo 2005, quando con un atto unilaterale i Monopoli diretti da Giorgio Tino decisero di allungare per decreto di altri 5 anni la concessione alla Sisal, che nel frattempo era scaduta. Due società estere, l’austriaca Tip 24 e la Stanley, si opposero con fermezza lamentando il fatto che la gestione del gioco fosse stata riassegnata, di fatto, senza gara. La Stanley, in particolare, in questi mesi non ha mai mollato continuando la battaglia in tutti i tribunali d’Italia, fino al Consiglio di Stato, dove è riuscita a spuntarla contro ogni previsione. Perciò lo Stato italiano è stato costretto a correre in fretta ai ripari stabilendo nella Legge finanziaria del 2007 che il Super-enalotto fosse messo a gara e dando ai Monopoli l’incarico di prepararla in fretta per individuare il nuovo gestore entro la fine dell’anno.
Alla Sisal è stata intanto concessa un’altra miniproroga di 6 mesi. Per evitare che il gioco, di fatto, chiuda, e per impedire di conseguenza che lo Stato debba rinunciare all’introito.