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Piano B: quelli che hanno svoltato. E ce l’hanno fatta

pipa

ANNA FERRARIO 38 anni di Milano. Ex impiegata, ora vende prodotti tramite il negozio online Iperaffari su eBay. “Quando sono diventata mamma, 3 anni fa, decisi di lasciare il posto da ragioniera in uno studio commercialistico di Milano per stare più vicino alla mia bambina. Così iniziai a dedicarmi alla vendita di prodotti su eBay insieme a mio marito. Siamo partiti con la tecnologia, poi con l’arredamento indonesiano e quindi abbiamo allargato l’attività offrendo capi d’abbigliamento e piccoli elettrodomestici. Nel 2008 abbiamo fatturato oltre 500 mila euro e quest’anno le cose vanno benino, continuiamo a crescere anche se a un ritmo più lento. Il mio consiglio? Scegliere con cura che cosa vendere, orientandosi su prodotti che si conoscono bene. E conquistare con pazienza la fiducia del cliente”.

RICCARDO ROSSI 46 anni, di Roma. Ex impiegato alle Poste, ex consulente informatico, adesso skipper. “Con la liquidazione ottenuta dopo 17 anni alla direzione centrale delle Poste ho aperto una società di consulenza informatica, arrivando fino a cinque dipendenti e specializzandomi in partenariati, eventi finanziati dalla Ue per promuovere contatti internazionali per piccole e medie aziende. In quel periodo ho viaggiato molto, dalla Cina all’Arabia Saudita. Poi è arrivata la crisi, con il mercato che via via è andato restringendosi, e si è sommata alla fine di un rapporto di coppia. Uno stimolo per cambiare e rispolverare un’altra passione della vita: la vela. Ho preso brevetti internazionali da yacht master per poter continuare a viaggiare e da un anno mi godo la vita da skipper in giro per il mondo. Parola d’ordine? Flessibilità: vivere alla giornata nei periodi morti, facendo altri lavoretti”.

CHRISTIAN ODDONO 39 anni. Ha lasciato il posto di responsabile della ricerca finanziaria Actinvest per aprire una catena di gelaterie a Londra. “Da anni lavoravo a Londra e, poiché non riuscivo mai a mangiare un buon gelato, nel 2004 mi tolsi lo sfizio di aprire una mia gelateria a South Kensington. All’inizio era solo un faticoso hobby, nel frattempo continuavo a lavorare nella finanza. Ma poi nel giugno del 2008, proprio alla vigilia del crollo dei mercati, decisi di dedicarmi totalmente alla mia nuova passione. Ora ho una decina di gelaterie sotto l’insegna Oddonos Buono con un fatturato di oltre 1 milione di sterline (1 milione 160 mila euro, ndr). Punto tutto sulla qualità: abbiamo vinto anche dei premi“.

CARLO BUTTÒ 62 anni, di Piacenza, da tecnico esperto di meccanica alla bancarella del mercato. “Dopo più di vent’anni d’esperienza in azienda, anche nel commerciale, dopo una fallimentare esperienza in proprio, a 55 anni mi sono ritrovato nel girone del lavoro interinale. L’ultimo incarico è durato un anno e mezzo. Poi lo scorso febbraio l’azienda ha tagliato. E io ho deciso di cambiare rotta, in attesa della pensione. Sono venuto a conoscenza di Festivalpark, mercatino solidale milanese, e ho avviato il mio banchetto domenicale: vendo da libri e riviste tecniche ai modellini. In parte provengono dalla mia collezione, in parte li recupero durante la settimana attraverso scambi. La mia bancarella ormai è un salotto per appassionati di motori”.

EMANUELE FEDERICI 31 anni, di Napoli. Ex campione di canottaggio, ex web designer, ora titolare di un bed & breakfast. Lo sport mi aveva un po’ deluso: dopo le vittorie ai Campionati del mondo, non mi avevano chiamato alle Olimpiadi del 2004. Ho provato a guardarmi intorno e ho iniziato a lavorare per un’azienda che costruiva siti web per la vendita di prodotti tipici calabresi. Nel frattempo la mia famiglia, proprietaria di un piccolo monolocale, invece di affittarlo aveva deciso di utilizzarlo come bed & breakfast. La gestione era divertente e dopo un annetto già funzionava bene. Così, quando l’azienda dove lavoravo fallì, ero già convinto ad aprirne uno tutto mio. Ho superato varie difficoltà, dal mutuo all’adeguamento alle norme regionali igienico-sanitarie e di sicurezza. Ma grazie alla mia nuova attività ho trovato anche l’amore: sono sposato da un anno e mia moglie, milanese, era un’ospite”.

ANGELO FASSI 51 anni, di Milano, dentista e produttore di pipe. “La pipa, che passione. Ho iniziato a fumarla a 14 anni. Poi sono passato alla collezione: ne ho una settantina. Due anni fa a una fiera di settore sono entrato in contatto con artigiani che le fabbricano come pezzi unici, ma la svolta che mi ha fatto passare dal collezionismo alla produzione è stata frequentare un corso tenuto da un tedesco con esperienza trentennale. Così mi sono lanciato anch’io, aprendo un piccolo laboratorio-vetrina. Mi occupa per almeno 15 ore a settimana. Il mio lavoro ufficiale da dentista? Nell’ultimo anno la crisi si è fatta sentire e poi mi coinvolge sempre meno. Quando il mercato della pipa si consoliderà potrebbe diventare il mio lavoro a tempo pieno”.

Dall’Msi ad An, dopo 60 anni Fini spegne la fiamma: avanti verso il Pdl

Ignazio La Russa e Gianfranco Fini

Sono le ultime ore di An: sabato 21 e domenica 22, alla Fiera di Roma, Alleanza Nazionale si scioglierà. Poi, sempre alla Fiera, con lo stesso palco e la stessa scenografia sarà la volta della nascita ufficiale del Pdl. Ignazio La Russa, il reggente di questa transizione, ha cercato di far montare nelle ultime ore il pathos: “Apriremo il congresso di An con una sorpresa”. E allora non c’è che attendere l’apertura delle ultime assise degli ormai ‘ex camerati’ e aspettare la sorpresa, a cui seguirà la relazione di La Russa. Poi sarà la volta della liturgia congressuale con gli interventi di tutti i big. Mancherà il Cavaliere “non potevamo obbligarlo a tre interventi congressuali” ha detto La Russa “visto che la settimana prossima aprirà e chiuderà il congresso Pdl”, ma sabato pomeriggio parlerà il presidente del Senato, Renato Schifani. E domenica mattina saranno tutti ad ascoltare - non senza commozione, c’è da giurarci - la chiusura da parte di Gianfranco Fini. Lo stesso presidente della Camera ha annunciato che probabilmente si commuoverà. D’altra parte è lui ad aver compiuto la lunga marcia e ad aver portato il partito a diventare una destra democratica.

Marcia che comincia con la prima “svolta”, quella del congresso di Fiuggi (si era nel gennaio ‘95) che trasforma il Movimento Sociale Italiano in Alleanza Nazionale. Del Msi Fini aveva raccolto il testimone, direttamente da Giorgio Almirante, a soli 35 anni. Per la prima volta gli eredi dei repubblichini - o per lo meno la maggior parte di essi - rinnegano le radici fasciste. Un passaggio “storico”, da completare con l’abbandono di quel passato che ricorda la destra razzista e antisemita, che ancora pesa troppo sulle spalle di Fini.
Il 19 febbraio del 1999 Fini va nel luogo simbolo della tragedia dell’Olocausto: Auschwitz. Quindi con il secondo governo Berlusconi, nel 2001, Fini comincia ad accreditarsi anche sullo scenario internazionale, prima con la nomina alla Convenzione europea, l’organo straordinario dell’Ue che dà vita alla Costituzione europea, poi approdando alla Farnesina. La lunga marcia viene accelerata nel 2002 quando l’attuale presidente della Camera partecipa a sorpresa alla Giornata della Memoria, dove davanti al rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, afferma: “Siamo qui, perché la storia non si ripeta, perché mai più si possano compiere simili mostruosità”. E nello stesso anno, a settembre, in una intervista al quotidiano israeliano Haaretz va oltre: “Come italiano è mio dovere assumermi ogni responsabilità. E a nome degli italiani è mio dovere farlo. Gli italiani portano sulle proprie spalle la responsabilità di ciò che è accaduto dal 1938, ovvero da quando furono varate le leggi razziali. Si tratta di una responsabilità storica: quella di riconoscere i dolori causati e di chiedere perdono”. La visita a Gerusalemme il 24 novembre del 2003 è il momento certamente più significativo del cammino politico di Fini: le immagini dell’ex delfino di Almirante, con la kippà in testa che depone fiori allo Yad Vashem sanciscono lo strappo con il passato.

È tuttavia solo l’elezione allo scranno più alto di Montecitorio a sancire “la fine della condizione di minorità politica della destra”, come disse lo stesso Fini l’11 maggio dell’anno scorso lasciando la presidenza di An: “Non siamo più figli di un Dio minore, abbiamo superato un fossato”. Lascia il testimone a La Russa, ma segna già la strada che porterà la destra ad approdare nel Pdl, cioè “l’ultimo anello della strategia di Fiuggi”: “Non è il momento di gioire delle vittorie elettorali ma bisogna camminare convintamente e sollecitamente perché si compia l’ultimo atto”. E siamo – tralasciando gli scontri e i momenti difficili con Berlusconi dell’autunno 2007 - così a sabato mattina.
Alla Fiera di Roma e al quel “palco del congresso che” come ha spiegato nei giorni scorsi La Russa “simboleggerà un ponte verso il Pdl. Ma ci sarà pure lo slogan ‘nasce il partito degli italiani’, che è stato il filo conduttore della destra italiana in questi decenni”. Ancora non è stato deciso l’inno ufficiale del Pdl “verrà suonato l’Inno di Mameli che rappresenta tutti”, chiosa ancora il ministro della Difesa. E dal punto di vista amministrativo “quello che faremo e raccoglieremo insieme (compresi i rimborsi elettorali) da oggi sarà come in un matrimonio in comunione di beni, il pregresso rimarrà invece diviso tra le fondazioni che fanno capo ad An e a Fi”.

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