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La stangata: per acqua, rifiuti e trasporti 2009 da record

acqua

Nell’anno della crisi, dei sacrifici, dei tagli, gli italiani hanno dovuto fare i conti anche con l’aumento delle tariffe di acqua, trasporti, poste e ingressi ai musei. A fornire i dati è il ministero dell’Economia che nella sua Relazione per il 2009 registra tra gli aumenti più consistenti quelli di acqua potabile (+5,9%), tassa sui rifiuti rifiuti (+4,5%), traghetti (+7,3%), treni (+4,6), servizi postali (+5,6) e ingresso nei musei (+4,4%). Continua

Il grande mugugno di Pendolaria: l’Italia dimenticata dalle Ferrovie

Viaggiatori bloccano una linea ferroviaria per protesta contro i disservizi | (Emmevi/Ansa)

Viaggiatori bloccano una linea ferroviaria per protesta contro i disservizi | (Emmevi/Ansa)

La rabbia corre più veloce di un Frecciarossa. Non va sulla rete ferroviaria ma su quella del Web. È la rabbia di migliaia di pendolari italiani che vivono l’entrata in vigore dei nuovi orari e delle nuove tariffe di Trenitalia come l’ennesimo capitolo di una presa in giro che si perpetua da anni. Continua

L’acqua? In Italia le tariffe meno care del mondo, ma è Sos fognature

Acqua pesante

È un’Italia ancora con molte carenze quella che esce da una disamina ad hoc sui servizi idrici, messi questa volta sotto la lente del “Blue Book 2009″: se da una parte i costi affrontati ogni mese da una famiglia media arrivano a sfiorare appena i 20 euro, molto meno delle spese affrontate ad esempio per bollette telefoniche e combustibili, dall’altra emerge un Paese ancora alle prese con una rete fognaria tuttora non all’altezza, con picchi negativi, dal punto di vista della copertura, in Sicilia, Toscana e Campania.
Sul fronte delle tariffe, si registrano differenze tra città e città: gli estremi sono compresi tra Agrigento e Milano, e gli abitanti della città isolana devono pagare assai di più per un’utenza standard di quelli del capoluogo lombardo, che guida la graduatoria dei comuni con i costi più contenuti.
La spesa media mensile di una famiglia italiana di tre persone per i servizi idrici - racconta il Blue Book, presentato oggi a Bari nell’ambito della 16/ma Conferenza europea ‘H2Obiettivo2000′, i cui dati sono stati elaborati da Utilitatis, l’Istituto di ricerca sui servizi pubblici locali - si è attestata nel 2008 a 19,7 euro. Cifra ben al di sotto, viene sottolineato, dei costi sostenuti dalle famiglie per affrontare spese per bollette telefoniche e gas, servizi postali, riscaldamento autonomo e anche giornali, riviste, cd e libri non scolastici.
A livello territoriale, informa il Rapporto, nel 2008 il record per il costo più alto per i servizi idrici se l’è aggiudicata Agrigento (con una spesa annua di 440 euro), seguita da Arezzo (410) e Pesaro e Urbino (409); diversamente i costi più contenuti sono stati quelli sopportati da Milano (103 euro), Treviso e Isernia (108 e 109 euro).
Altro capitolo dolente analizzato dal Blue Book è quello, purtroppo annoso, degli impianti di fognatura e di depurazione, di cui sarebbe privo rispettivamente il 15 e il 30% del Paese. A fronte infatti di una rete totale di 337.452 chilometri di acquedotti, il servizio di fognature, con una rete complessiva di poco meno di 165 mila chilometri, coprirebbe soltanto l’84,7% dei cittadini, quota che scende al 70% per quanto riguarda i sistemi di depurazione. A livello regionale, quest’ultimo capitolo vede la Sicilia maglia nera per gli impianti di depurazione, con una copertura del 53,9%, seguita da Toscana (62,7%), Campania (67%) e Sardegna (68%). Quanto alla rete fognaria, le situazioni più critiche riguardano Sardegna e Liguria (entrambe 75%), Umbria (77,1%) e Veneto (78,1%).

Alta Velocità Milano-Roma: al via il 14 dicembre 2009

Frecciarossa

Il Freccia Rossa su cui ha viaggiato Silvio Berlusconi in occasione della corsa inaugurale della nuova tratta appenninica è partito e arrivato in perfetto orario: Milano ore 12.00, Roma ore 15.00. Ha così coperto in sole tre ore la distanza tra il capoluogo lombardo e la Capitale. A ragione quindi il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, sul treno di prova sulla linea Alta Velocità Milano-Roma, ha potuto commentare: “Questo è un grande passo avanti per il sistema dei trasporti italiani”.
Ma i clienti di Trenitalia dovranno aspettare fino al prossimo 14 dicembre prima di poter apprezzare i vantaggi del collegamento superveloce tra Milano e Roma. “Ci è stato illustrato” ha proseguito Formigoni “come dopo gli ulteriori ammodernamenti che sono previsti in altre tratte, ci saranno riduzioni di percorrenza nei prossimi anni fino ad arrivare al tempo netto di 2 ore e 35 minuti, nel 2013, tra Milano e Roma”. I treni dell’Alta Velocità, nel tratto tra l’Emilia Romagna e la Toscana, cioè tra Bologna e Firenze, continuano infatti, per ora, a percorrere i vecchi binari e non il nuovo tratto (79 Km, dei quali 73 in galleria) . Perciò l’intero tragitto tra Milano e Roma è coperto oggi in circa tre ore e mezza.
“Si tratta di notizie positive per il nostro Paese, tanto più che è stata utilizzata tecnologia italiana e che, in occasione delle prove, il treno ha battuto i precedenti record di velocità raggiungendo i 362 Km all’ora”. Positive, secondo il presidente Formigoni, anche le impressioni di viaggio: “Si viaggia a 300 km all’ora senza scossoni, potendo leggere, lavorare, discorrere con i vicini o i propri collaboratori, riposare”.
“Il viaggio” ha aggiunto il governatore lombardo “è stata anche per me un’occasione per riaffrontare con l’ingegner Moretti il tema del trasporto pendolari in Lombardia che fa registrare le note sofferenze. La Lombardia da tempo è impegnata per realizzare condizioni migliori su tutte le tratte pendolari”. I colloqui, cui ha partecipato anche l’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, Raffaele Cattaneo, “hanno fatto registrare una svolta positiva” ha sottolineato Formigoni “che contiamo di trasformare in progetti precisi nei prossimi giorni di lavoro e nelle prossime settimane. Quello che è chiaro è che Regione Lombardia non sarà soddisfatta sino a quando il servizio pendolari non raggiungerà condizioni di puntualità e di comfort adeguate”.

Le dritte di Altroconsumo: Abbandonare il telefono fisso conviene

http://www.flickr.com/photos/mcdnry/544246056/
Il dubbio ormai è quasi amletico: fisso o mobile? Mettendo da parte il nostalgico attaccamento al vecchio apparecchio collegato al muro, possiamo decidere di risparmiare facendo a meno della rete fissa. Vodafone e Tim offrono tariffe che permettono di utilizzare il cellulare al posto della cornetta, mantenendo lo stesso numero. Ma conviene sempre? Se confrontiamo le tariffe proposte dai due operatori con il costo di Telecom residenziale (la tariffa classica di casa), le singole chiamate fatte con Vodafone e Tim risultano spesso più care. Ma quando arriva a casa la bolletta è la tariffa Telecom la più costosa. A fare la differenza, infatti, è il canone dell’ex monopolista, ben più elevato dei costi fissi proposti da Vodafone e da Tim. Secondo Altroconsumo portare il numero del fisso sul cellulare può essere vantaggioso soprattutto quando il traffico telefonico a casa è modesto e non si è dei gran chiacchieroni da divano. Per esempio se si fanno meno di venti telefonate a settimana della durata inferiore a tre minuti l’una.
Ma dalla nostra indagine sulle tariffe telefoniche emerge che il principale motivo per decidere se mantenere la linea di casa in realtà è legato all’uso di internet. In base al numero di connessioni in rete fatte ogni mese, abbiamo calcolato quali sono le tariffe per la telefonia fissa più convenienti. Per chi usa la rete ogni giorno per un’ora, i contratti più economici prevedono un collegamento a internet con l’Adsl flat. Per chi invece utilizza meno internet (venti connessioni al mese da trenta minuti) le tariffe più economiche prevedono quasi sempre la connessione in modalità dial-up.
Per valutare fino in fondo la convenienza della propria scelta bisogna anche considerare che la tariffa abbinata al numero fisso può incidere sul costo del cellulare. Se per esempio si attiva un contratto Vodafone per la casa si deve necessariamente avere lo stesso operatore anche per il cellulare. Vale al stessa regola per Tim. La linea fissa, invece, lascia la libertà di scegliere l’operatore preferito per il mobile. Scelte da tempi moderni.


LEGGI ANCHE: Le altre dritte di Altroconsumo

Sciopero dei taxi, paralisi a Roma. E a giugno tocca ai benzinai

la città soffre la mancanza di auto pubbliche soprattutto durante le manifestazioni fieristiche

Tornano a fermarsi le auto pubbliche. Le organizzazioni dei tassisti hanno infatti indetto una manifestazione per oggi a Roma. Proclamato una decina di giorni fa, lo stop è il secondo nel giro di poche settimane, dopo quello dell’8 maggio. Al centro delle proteste, che renderanno ancor più caotico il traffico in città, ci sono le norme sul cosiddetto “trasporto innovativo” contenute nel disegno di legge sulle liberalizzazioni, attualmente al voto della Camera.

La norma è pensata per venire incontro alle esigenze di particolari categorie, come i disabili, e per favorire il trasporto multiplo ed ecologico. Ma i tassisti temono conseguenze pesanti per la categoria. “Anche con le modifiche apportate attraverso gli emendamenti - afferma Loreno Bittarelli, presidente di Uritaxi - il testo non ci soddisfa. L’articolo 11 apre l’accesso al settore di soggetti terzi, uscendo dalle categorie delle auto bianche e dei noleggiatori con conducente. L’articolo 8 dà spazio alle compagnie aeree perché possano organizzarsi per effettuare trasporto auto di passeggeri anche al di fuori degli scali aeroportuali”.

I sindacati di categoria si aspettano un’alta adesione allo stop. Secondo le stime di Taxi Italiano “il fermo riguarderà circa 30.000 auto pubbliche e tassisti aderenti sia a Taxi Italiano, sia a tutte le organizzazioni di rappresentanza unite per la prima volta in piazza”.

Intanto è stato confermato anche lo sciopero dei benzinai. Nella mattinata di mercoledì 30 la Camera ha votato l’articolo 1 del disegno di legge sulle liberalizzazioni, che contiene, tra l’altro, le norme sui benzinai, volute dal ministero dello Sviluppo economico per ridurre i vincoli che limitano il settore: i parametri numerici e le distanze minime tra un impianto e l’altro. A queste novità si aggiunge anche una maggiore flessibilità sugli orari la cui competenza è stata affidata alle Regioni. Ma i gestori non ci stanno e, dopo il fallito incontro tra Bersani ed i rappresentanti di categoria, hanno proclamato l’agitazione dal 6 all’8 giugno.

Cellulare rubato? Frega il ladro con l’Imei

copleys by Flickr
Un’ovvietà: i cellulari in Italia (e non solo) vanno, letteralmente, a ruba. Soprattutto tra i giovanissimi: circa un milione di furti di apparecchi all’anno, dicono i numeri delle Questure. In molte città (soprattutto nel Mezzogiorno) il telefonino - all’ultimo grido, sofisticato, superaccessoriato e costosissimo - è ormai in cima nella triste classifica delle rapine.

D’altra parte, il telefonino è un oggetto che bene si ricicla negli ambienti criminali: usato per commettere altri reati o anche solo per comunicare movimenti e piani.
In realtà, la “rivincita” per le vittime c’è: un’idea che può essere messa facilmente in pratica e che potrebbe anche ottenere l’abbattimento di questo tipo di furti. Si chiama “codice Imei” (acronimo di International Mobile Equipment Identity). Se ne era già parlato qualche anno fa e sta tornando d’attualità, tramite catene di messaggi che girano nelle caselle di posta dei consumatori (anche Panorama.it ne ha ricevute parecchie). Il codice Imei - unico per ogni cellulare - non è altro che una lunga serie di numeri che identificano il telefono. La si ottiene e visualizza, semplicemente digitando i tasti *#06#. Immediatamente, senza nemmeno confermare con il tasto di chiamata, le 15 cifre appaiono sullo schermo.
Cosa succede, se si viene rapinati? Normalmente ci si affretta a bloccare la scheda Sim - ricaricabile o a contratto - per evitare che il malvivente spenda soldi in telefonate a proprio carico. Ma si può fare di più, appunto: denunciando il furto, sia alle forze dell’ordine sia al proprio operatore, basta comunicare il codice Imei per impedire per sempre l’uso del telefonino rubato.
Se tutti prendessero questa precauzione, potrebbe diventare inutile, o almeno abbassarsi, il furto di telefonini. Una piaga non solo italiana, naturalmente. Nel Regno Unito, per arginarla, dall’inizio di aprile sono in vigore punizioni più severe - fino a cinque anni di reclusione e ammende di importo astronomico - per coloro che verranno colti a modificare il codice Imei di un cellulare per sbloccarne le funzionalità e inibirne la localizzazione.
Unica precauzione: non tenere a portata di ladro il foglietto dove si è trascritto l’Imei…

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
 
 
 
 
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Il video del direttore, di Giorgio Mulè
L'arcitaliano, di Giuliano Ferrara
Cane sciolto, di Vittorio Feltri
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Fatti & credenze, di Luca Ricolfi
Fuori Porta, di Bruno Vespa

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