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I bianchi taxi di Sidney nella polemica (Credits: Matteo Tagliacarne)
di Matteo Tagliacarne - Sidney, Australia
Sedicimila chilometri, o poco più. Due tropici e decine di Paesi da sorvolare, una giornata in aereo da trascorrere, un (quasi) intero pianeta da attraversare. Ma, ogni tanto, stessi problemi. Taxi compresi.
Se di questi tempi gli occhi della stampa australiana nei confronti dell’Italia sono puntati soprattutto sul disastro della Costa Concordia, sull’ormai popolarissimo Schettino (”Captain Scetino”, all’australiana) e sui problemi affrontati da Mr. Monti (”the Professor”) anche le città italiane bloccate dalle proteste dei tassisti non lasciano indifferenti i colleghi australiani, i cui problemi sembrano simili a quelli degli scioperanti di casa nostra. Continua

La protesta di un gruppo di tassiti al Circo Massimo - ANSA/GUIDO MONTANI
Liberalizzazioni, è il D-day. E il Circo Massimo, ormai da cinque giorni luogo simbolo della protesta dei tassisti, torna ad animarsi dopo la tregua di ieri. Arrivano alla spicciolata, prima una sparuta rappresentanza non organizzata, poi la piazza si popola fino a 400-500 persone. Continua

Liberalizzazioni, il giorno della potesta dei tassisti (Credits: Ansa)
Da Milano a Roma, da Napoli a Torino oggi è il giorno dei taxi, dei taxi fermi. Parcheggi deserti a Roma Termini, Fiumicino e Ciampino, vetture introvabili anche col servizio di radio-taxi, sit-in e proteste della categoria contro le liberalizzazioni: è sciopero totale ed è caos nelle città.
Si muovono come un sol uomo i tassisti: sono organizzati, compatti e decisi e ogni volta hanno fatto sì di metter in ginocchio le città ci sono riusciti, proprio come sta accadendo oggi. Continua

Loreno Bittarelli, con i colleghi tassisti, il giorno della rivolta contro le lenzuolate di Bersani
Tutti gli articoli sulla rivolta dei tassisti
“Riprendete a circolare, così non ci aiutate! La gente non ci capirà!”.
Arriva direttamente dal “falco” della categoria, Loreno Bittarelli, presidente di Uritaxi e 3570 - il più famoso dei 41mila “tassinari” d’Italia, quello immortalato a Piazza Venezia sul tetto della sua auto il giorno dello sciopero selvaggio contro le “lenzuolate” di Bersani nel 2006 - l’appello ai colleghi napoletani che spontaneamente, questa mattina, si sono riuniti in assemblea in Piazza del Plebiscito per protesta contro la liberalizzazione delle licenze decisa dal governo Monti. Lo sciopero generale di tutte le 19 sigle sindacali è stato annunciato ieri per il 23 gennaio. Ma le auto bianche partenopee hanno deciso di fare di testa loro: nessuna trattativa con chi – dicono – li vuole rovinare. Continua

E’ la guerra dei poveri quella che si sta combattendo sul tema taxi in Italia. Da una parte il governo: è tempo di liberalizzazioni, anche la categoria dei tassisti deve essere toccata; dall’altra i conducenti delle auto bianche: guadagnamo una miseria, non siamo tutelati e le licenze sono una sorta di assicurazione sul nostro futuro, se toccate la nostra categoria noi paralizziamo la città. Dalla terza ci sono, infine, i consumatori, la gente comune, quelli che sul taxi dovrebbero salirci che puntano il dito contro quella che a ragione o torto definiscono una lobby. Continua

NUOVE NOME PER IL PDL
Che il Cavaliere voglia cambiare nome al PdL, lo si sapeva da inizio 2011. Di nomi poi ne sono stati fatti tanti in un anno, da i Popolari ad appunto l’ultimo, Democrazia e libertà, che risulterebbe il più gradito secondo un sondaggio segreto commissionato dallo stesso Berlusconi. La notizia rimbalza su twitter. L’hastag Democrazia e libertà è tra i più utilizzati. I più arrabbiati però sono appunto gli ex Dl. Rutelli cinguetta piccato, facendo notare che “quello sia il nome della Margherita. Qualcuno informi Alfano”. Continua

I tassisti occupano Piazza Maggiore a Bologna (Credits: ANSA / MICHELE NUCCI)
“Disarmare i tassisti???? Ma che frase è, ma come si permette. Io mi sono sentita offesa, come persona, come lavoratrice. Non mi si può paragonare ad un malvivente. Si disarma un rapinatore, non un tassista”. Che le parole di Monti ieri sera a “Che tempo che fa” abbiano ferito lei e forse un’intera categoria lo si percepisce dalla foga con la quale cerca di spiegarsi. Perché lei, Raffaella Piccinni, milanese, professione tassista, un passato ed un presente da sindacalista di categoria, una parola del genere (disarmare) non se l’era mai sentita dire….
“Siamo attaccati ingiustamente. Ma come si fa a dire una cosa del genere, “disarmare”. Ma si rende conto il Presidente del Consiglio che dietro ai 60 mila tassisti italiani ci sono 60 mila famiglie, persone serie, che si sono aperti un mutuo per comprare la licenza e l’auto. Eppure sembra che siamo noi il male del paese, l’origine e la causa della crisi economica. Anche questa è violenza, di quella peggiore”. Continua
Raffaella è una delle 300 donne che a Milano guidano il taxi. E’ titolare di licenza, comprata a costo di mille sacrifici, e fa questo mestiere da una vita. Anche a lei il tema delle liberalizzazioni è particolarmente caro e le abbiamo chiesto un’opinione sulle implicazioni che ci sarebbero per la categoria.
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