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Una donna al pc
“Interessante, ma… scontata. Dove sta la notizia? Ma a che è servita questa indagine? Per ricordare alle donne quello che sapevano già oppure per far capire agli uomini che si lamentano più di quanto non lavorino?“. Continua
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Per il 2008, vince Aosta: è la città dove si vive meglio in Italia.
Almeno stando alla classifica annuale sulla Qualità della vita realizzata dal Sole 24 Ore, che premia le piccole realtà cittadine come Trento, Belluno, Bolzano, declassa le metropoli (sia Roma sia Milano perdono quota) e boccia molte località del Meridione. Fanalino di coda risulta quest’anno Caltanissetta.
Ma a vincere in questa classifica sono soprattutto Nord e Centro Italia, che battono alla grande le città del Sud. Soltanto Oristano compare nella parte alta, al 19esimo posto. Per il resto a prevalere sono le località del Nord che occupano i primi posti in graduatoria. Dopo le tre “medaglie” Aosta, Belluno, Bolzano, tutte quante località montane, al quarto posto compare Trento, seguita da Sondrio, Trieste, Siena, Gorizia, Piacenza e Parma, che chiude la top ten.
L’indagine del Sole sulle province italiane prende in considerazione sei macro-aree (tenore di vita; affari e lavoro; servizi, ambiente e salute; ordine pubblico; popolazione; tempo libero). Per ogni macro-area sono individuati sei indicatori specifici (per un totale, quindi, di 36 indicatori), quali, ad esempio, il Pil pro capite, la disoccupazione; le infrastrutture; i reati denunciati; gli acquisti di libri; il numero di associazioni di volontariato rispetto alla popolazione.
Un paese spaccato in due
La prima città del Sud è intorno a metà classifica, dove troviamo, alla posizione numero 55, L’Aquila, a pari merito con Isernia e Como. Mentre la città “nordica” peggio piazzata è Alessandria, che si classifica 69esima.
Se passiamo invece alle gare “di settore”, il Sud ottiene solo due vittorie: Oristano è la provincia meno colpita dai reati, L’Aquila è la migliore sul fronte demografico. Milano è prima per tenore di vita, Cuneo per affari e lavoro, Trieste per servizi-ambiente-salute, Aosta per il tempo libero.
Quanto all’ultima classificata, Caltanissetta, perde sette posizioni rispetto a un anno fa. Aosta vince la sfida grazie agli ottimi risultati nel tempo libero, nel tenore di vita e nella popolazione. Mentre Caltanissetta è alle ultime posizioni soprattutto nel tempo libero, nella popolazione, negli affari e lavoro. Per non parlare dell’abisso che separa prima e ultima classificata per il Pil medio pro capite: 34mila euro ad Aosta, 16mila nella provincia siciliana. La disoccupazione è al 3,2% nella città del Nord e del 16% in quella meridionale, le rapine meno di 17 ogni 100mila abitanti nella provincia di montagna, oltre 48 nell’altra, le organizzazione di volontariato 1,24 ogni mille abitanti contro 0,34.
Le città che hanno più delle altre migliorato la loro qualità della vita risultano Oristano (+53 posizioni), Asti (+38), mentre le flessioni più marcate sono di Prato (50) e di Bergamo (40).
Milano scivola dal sesto al ventesimo posto, Roma dall’ottavo al 28esimo, mentre Napoli perde undici posizioni scivolando a quota 79, Torino 13 piazzandosi quest’anno al 66esimo posto della classifica.
Lo scorso anno, nella top ten figuravano Trento, Bolzano, Aosta, Belluno e Sondrio. Ad occupare le ultime dieci posizioni, tutte le città del sud: in ordine Bari (ex aequo con Caserta e Palermo), Vibo Valentia, Caltanissetta, Reggio Calabria, Taranto, Catanzaro, Catania, Foggia, Benevento ed, ultima, Agrigento.
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La città vista attraverso gli occhi dei giovani. Come la vedono, come la vivono? Offre loro abbastanza?
156mila neolaureati, usciti nel 2006 da 41 atenei atenei italiani, hanno risposto a questa domanda inserita nell’indagine del consorzio interuniversitario Almalaurea: “Sei soddisfatto dei servizi presenti nella città sede del tuo corso di studi?”, riferita alla gestione dei trasporti, della sanità, della cultura e del tempo libero in ben 73 comuni italiani.
Il potere di dare i voti non ha fatto prevalere negli ex-studenti lo spirito di rivalsa. Le valutazioni sono state infatti per la gran parte positive (68 per cento), soprattutto per quanto riguarda i centri con più di 250mila abitanti e le regioni del Nord Est.
Bologna la dotta ha preso il massimo dei voti insieme a Parma: sono le uniche città italiane insignite delle cinque stelle (con la differenza che per Bologna va un po’ meno bene la voce “trasporti”, mentre gli studenti di Parma non sono soddisfatti al 100 per cento delle attività ricreative).
I comuni di grandi dimensioni hanno conquistato quattro stelle. Parliamo di Roma, Torino, Genova, Firenze, Catania e Venezia. Bari però non supera le tre stelle.
Oltre ad aver messo in evidenza le “classiche” differenze a livello territoriale, a favore del Nord (soprattutto del Nord-Est) rispetto all’Italia centrale e in particolare al Mezzogiorno, l’indagine ha detto che le città sono apprezzate soprattutto per i loro servizi culturali, soddisfacenti per il 75% dei laureati, e per i servizi sanitari (71%), seguiti da quelli ricreativi (65%) e dai trasporti (60%): l’offerta culturale raggiunge il massimo dei consensi a Roma, Torino e Venezia, mentre Bologna è l’unica città premiata con cinque stelle sui servizi sanitari.
I trasporti sembrano essere, per tutti i 73 comuni esaminati, la nota dolente: Torino e Bologna arrivano a quattro stelle, mentre Roma, Genova, Firenze, Bari, Catania e Venezia si fermano a tre.
Non va dimenticato infine che le città universitarie sono state guardate dalla lente d’ingrandimento dei “fuori-sede”, ossia giovani che spesso provengono da una realtà più svantaggiata, con uno spirito più pronto all’entusiasmo, mentre sono giudicate in modo molto più severo da chi ci ha sempre vissuto.