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Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani
“Rischiosa coerenza”: è così, con queste due paroline, che lunedì 25 gennaio Pier Luigi Bersani ha spiegato alla direzione del Pd l’atteggiamento dei vertici nazionali del partito nella vicenda delle primarie pugliesi. Come a dire: sapevamo che avremmo potuto prendere una batosta, ma era necessario mantenere la linea “centrista” di apertura all’Udc, anche a costo di sacrificare l’ex rifondarolo Nichi Vendola. Continua
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Paola Binetti | (Ansa/Alessandro Di Meo)
Le spine radicali le hanno sempre dato fastidio (magari più degli uncini del cilicio, che le cronache dicono lei porti regolarmente). E in base all’intensità del fastidio provato, la senatrice Paola Binetti alza il tono della polemica. Tutta interna al Pd, il suo (ancora per poco) partito. Continua
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Il neo capogruppo del Pd alla Camera Dario Franceschini con la teodem Paola Binetti
I cattolici democratici sono vivi e lottano insieme a noi. Ma qualcuno ha cambiato look e si è trasformato in cattodipietrista. Giustizialismo, antiberlusconismo e una buona dose di populismo mediatico sono i caratteri con i quali si manifesta oggi la frangia più rumorosa del popolarismo erede di Giuseppe Dossetti. La sconfitta nella corsa alla segreteria del Pd sembra aver accelerato la deriva dipietrista di alcuni popolari, con Dario Franceschini e Rosy Bindi in testa. Continua

- Paola Binetti ala teodem del Partito Democratico
Per l’ex segretario del Pd, Dario Franceschini, è “un problema serio“. Per l’ex capogruppo alla Camera, Antonello Soro, ha una cultura politica “estranea al partito”. Per i blog democratici e gay-friendly non c’è dubbio: va cacciata. E per il collegio dove è stata “sciaguratamente candidata”, la Lombardia, ecco la voce di Pierfrancesco Majorino, ex segretario milanese dei Ds: “Dimettiti”.
Ma Paola Binetti, deputata del Pd ala teodem, classe 1943, porta la sua croce con lo spirito dei primi cristiani votati al martirio. Continua
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Francesco Rutelli alla presentazione del suo nuovo libro La svolta
“Figurarsi se un tema serio come le alleanze e i rapporti con i partiti, come l’Udc, si può liquidare con i giochini che servono a Vespa per lanciare i suoi libri…”. Così il presidente del Copasir Francesco Rutelli, conversando con i suoi collaboratori, commenta in serata le anticipazioni dell’ultimo libro di Bruno Vespa: Donne di cuori - Duemila anni di amore e potere da Cleopatra a Carla Bruni, da Giulio Cesare a Berlusconi, in uscita da Rai Eri Mondadori il 6 novembre prossimo. Continua

La protesta contro la bocciatura del provvedimento sull'omofobia
Durata: 24 ore. Un giorno solo sotto esame dell’aula. Poi la proposta di legge sull’omofobia della relatrice Paola Concia (Pd), ha fermato il suo cammino. Affossata. Continua

Matteo Renzi, neo eletto sindaco Pd di Firenze
Si parla di Firenze e viene sempre da pensare a Guelfi e Ghibellini. Ma in questo caso le due fazioni sono all’interno dello stesso partito, il Pd: i democratici fiorentini si sono divisi sul registro cittadino per il biotestamento (in realtà la delibera approvata lunedì 5 istituisce un registro delle dichiarazioni di testamento biologico già depositate presso notai). Continua
Di Stefano Brusadelli
Altro che alleanza Veltroni-Casini. Il progetto che circola nel partito di Pier Ferdinando Casini è tutt’altro: staccare dal Pd tutta l’ala teodem e qualche esponente ex popolare, in vista delle elezioni europee della primavera 2009. Roberto Rao, deputato del neoscudocrociato vicinissimo a Casini, conferma a Panorama: “Non è impensabile che con qualche esponente dell’ex Margherita si possa arrivare a un percorso comune in vista delle europee, magari anche a candidature nel processo della costituente di centro”.
Il disegno, oltre che dai crescenti mal di pancia dell’ala moderata del Pd per le riaperture veltroniane a socialisti e rifondazionisti, sarebbe facilitato dalla tuttora insoluta questione della collocazione del partito a Strasburgo. Qualunque scelta che portasse il Pd dentro il gruppo Pse, o anche in posizione federata, provocherebbe l’immediata dissociazione dei rutelliani e di molti ex dc. Che a quel punto troverebbero più naturale rientrare, via Udc, nella originaria famiglia del Ppe. Un’alleanza a tutto campo tra Udc e Pd sarebbe in ogni caso impraticabile, anche perché la base e i gruppi dirigenti del partito casiniano restano in larga maggioranza orientati verso il centrodestra.
L’Udc è al governo in cinque regioni (Sicilia, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Molise) e sempre insieme con il Pdl. In Campania il gruppo demitiano (ormai prevalente nell’Udc regionale) è in rotta con il governatore del Pd, Antonio Bassolino. In Puglia c’è incompatibilità con il governatore Nichi Vendola, che difficilmente lascerà il campo. E la stessa situazione esiste in Sardegna verso Renato Soru.