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“Non mi hanno malmenato” l’ambulante di Termoli smentisce l’aggressione

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“Non sono stato né strattonato né malmenato dagli agenti di polizia municipale, e gli stessi non mi hanno messo di forza nel portabagagli dell’auto di servizio, anzi preciso che sono stato accompagnato negli uffici di polizia stando seduto sul sedile posteriore dell’auto di servizio. Non ho subito alcuna pressione o minaccia nel rendere questa dichiarazione e fin da adesso dichiaro di non adire per vie legali e tanto meno chiedere eventuali risarcimenti”.

È questa la dichiarazione resa, presso il comando di polizia municipale di Termoli, da Abdul Zainal, il cittadino del Bangladesh diventato protagonista di un fatto di cronaca subito smentito. Alcuni organi di informazione avevano infatti raccontato di una presunta “violenza” ai suoi danni nel corso di un’operazione di Polizia amministrativa condotta dai vigili urbani di Termoli.

La dichiarazione di Zainal conferma, dunque, quanto emerso ieri dopo i primi accertamenti, sollecitati dallo stesso sindaco di Termoli, Vincenzo Greco, che aveva chiesto al comando di polizia municipale di essere informato attraverso una relazione dettagliata circa l’accaduto. “Qualcuno ha preso un granchio a livello locale, che poi si è trasformato in bufala a livello nazionale”, ha commentato Greco, “C’è stata un’interpretazione distorta delle foto” ha aggiunto, riferendosi alle immagini pubblicate dal sito di informazione molisano Primo Numero. E a proposito dell’ambulante del Bangladesh sottoposto a controlli, il primo cittadino ha osservato: “La resistenza passiva degli extracomunitari non è casuale, fa parte di un bagaglio conoscitivo. Lui, peraltro, era senza titolo in Italia; ora, infatti, si pone la questione di procedere al fermo”.
Il sindaco ha voluto poi prendere le difese dei vigili urbani, “non sono razzisti né hanno mai avuto atteggiamenti violenti o discutibili nei confronti di stranieri o extracomunitari. Si tratta di vigili di consolidato mestiere”.

Il venditore ambulante non è quindi mai stato malmenato né chiuso nel bagagliaio dell’automobile di servizio della polizia municipale. L’uomo è scivolato sulla strada mentre cercava di fuggire dai controlli degli agenti. Alla richiesta di esibizione dei documenti, Zainal ha risposto di non averli con sé, e ha cominciato a urlare e chiedere aiuto. Numerose persone, che passeggiavano nel centro cittadino data la concomitanza con la tradizionale sagra del pesce, sono state attirate dalle urla del venditore ambulante, si sono avvicinate agli agenti di polizia municipale e hanno inveito contro di loro, prendendo le difese dell’uomo fermato, il quale ha continuato a opporre resistenza agli agenti, che stavano tentando di confiscare la sua merce.

Zainal è stato poi trasportato al comando per l’identificazione e il sequestro amministrativo della merce, visto che non era in possesso della licenza di vendita. L’uomo inoltre, è stato denunciato dai vigili urbani all’Autorità giudiziaria per resistenza a pubblico ufficiale.

Dai successivi accertamenti effettuati sono inoltre emersi altri particolari. Zainal è risultato essere pregiudicato per i seguenti reati: favoreggiamento di ingresso clandestino o irregolare, associazione per delinquere, estorsione. Dopo un periodo di reclusione di 18 mesi presso la casa circondariale di Cassino, nel settembre 2006 è stato scarcerato per gli effetti della legge sull’indulto. Contestualmente, il tribunale di Frosinone aveva emesso il decreto di espulsione.

La linea dura dei vigili di Termoli contro il venditore di collanine

Preso e trascinato sull’asfalto, con la forza, da tre agenti della polizia municipale, uno dei quali lo teneva per il collo fino a portarlo nell’auto di servizio. I vigili tentavano di stappargli di mano una cassetta di legno che all’interno conteneva qualche braccialetto. Protagonista del brutto episodio: un venditore ambulante di collanine.

I passanti hanno seguito stupiti l’episodio: non solo hanno scattato foto con il telefonino (eccole qui), ma sono anche intervenuti in difesa dell’uomo: “Poveraccio, e lasciatelo stare”, “pensate invece ai problemi seri”. È successo la sera del 23 agosto scorso a Termoli, città costiera del Molise (governata dall’Unione), in provincia di Campobasso: secondo quanto riferisce il sito internet dell’associazione cittadina Primonumero, lo straniero vendeva merce lungo il corso (probabilmente senza licenza) e quando ha visto i vigili ha raccolto tutto per andare via, ma uno degli agenti è riuscito ad afferrargli la valigetta. Ne è nata una colluttazione perché lo straniero non voleva lasciare la sua merce ed è finito a terra: il venditore ambulante urlava e piangendo chiedeva aiuto, aveva gli occhi terrorizzati.

Un ragazzo che passava di lì si è avvicinato agli agenti dicendogli che era un avvocato e che la loro reazione era stata eccessiva e che “non potevano permettersi di comportarsi in quel modo”.
Gli agenti, sordi alle richieste dei passanti, hanno trascinato il venditore, assieme alla sua cassetta di legno, fino alla vettura parcheggiata di fronte all’entrata posteriore del Municipio. L’intenzione - sempre secondo quanto riporta Primonumero - era quella di infilarlo nel bagagliaio e così i vigili hanno cercato di alzare di peso il venditore, mentre continuavano a tenergli la testa con forza dentro il cofano.
Il responsabile della polizia municipale di Termoli Rocco Giacintucci ha sostenuto di non sapere nulla dell’accaduto: “Non sono a Termoli e non so nulla. Una cosa però è certa: se i vigili hanno agito in quel modo è perché evidentemente c’è stata una reazione spropositata del venditore ambulante. Le regole in qualche modo le dobbiamo fare rispettare. Capisco che certe scene possono apparire più o meno cruente, ma dipende dalla reazione del soggetto”.

Diversa la ricostruzione fatta dall’Amministrazione comunale che in una nota precisa: “Dalle prime verifiche risulta che il venditore ambulante, proveniente dal Bangladesh e residente a Roma, non è mai stato picchiato né trascinato o chiuso nel bagagliaio dell’automobile di servizio della Polizia Municipale”. “L’uomo, a quanto risulta dai primi rapporti”, continua il comunicato pubblicato sul portale Termolionline.it “sarebbe scivolato sulla strada mentre cercava di fuggire dai controlli degli agenti, e sarebbe rimasto deliberatamente a terra, attirando l’attenzione dei passanti con urla e lamenti e aggrappandosi con le mani alla cassetta contenente la merce che stava vendendo, opponendo perciò resistenza alla confisca, operata dai Vigli Urbani dopo aver verificato che il venditore ambulante non era in possesso della licenza di vendita. Gli agenti della polizia locale, quindi, hanno tentato di riporre nel bagagliaio dell’auto di servizio la cassetta della merce confiscata mentre il venditore ambulante restava aggrappato alla stessa”.

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