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Arriverderci all’ora legale. Ci ha fatto risparmiare 99 milioni di euro

Un orologio

Giornate più corte, meno ridotta, umore al minimo. Ci siamo: l’inverno sta arrivando davvero, anche se le tiepide temperature sembrano non confermarlo. Con il ritorno dell’ora solare si sancisce definitivamente il passaggio di stagione: dopo sette mesi di ora legale, tra le 3 e le 4 della notte tra sabato e domenica torneremo infatti all’ora solare, spostando le lancette degli orologi un’ora indietro. Dal 30 marzo al 26 ottobre, grazie proprio a quell’ora di luce in più al giorno che permette di ritardare l’utilizzo della luce artificiale, sono stati risparmiati 646,2 milioni di kilowattora ( + 0,15 per cento rispetto al 2007) e, considerando che, per il cliente finale 1 kilowattora è costato in media circa 15,3 centesimi di euro al netto delle imposte, l’Italia ha risparmiato con l’ora legale quasi 99 milioni di euro (+17,3 per cento sul 2007).
Lo rileva Terna, la società responsabile della gestione dei flussi di energia elettrica sulla rete ad alta tensione. Dal 2004 al 2008, l’Italia ha risparmiato, complessivamente, 3,1 miliardi di kilowattora, pari a circa 400 milioni di euro. I mesi di aprile e ottobre hanno fatto registrare il maggior risparmio di energia elettrica. Ciò è dovuto al fatto che questi due mesi hanno giornate più “corte” in termini di luce naturale, rispetto ai mesi dell’intero periodo. Nei mesi di estate piena come luglio e agosto, invece, poiché le giornate sono già più lunghe rispetto ad aprile, l’effetto “ritardo” nell’accensione delle lampadine si colloca nelle ore serali ed è perciò meno marcato in termini di risparmio di elettricità.

La storia dell’ora legale nasce nel Settecento. Il primo a teorizzarla fu Benjamin Franklin che individuò nell’adozione per convenzione di un orario diverso che inseguisse il sole, e quindi la luce, un modo per ottenere dei risparmi energetici. L’idea non ebbe grande seguito anche perchè, all’epoca di Franklin, i risparmi sarebbero stati relativamente bassi (lo scienziato pensava, ad esempio, alle poche candele che si sarebbero consumate). Oltre un secolo dopo (nel 1907), l’idea venne ripresa dal britannico William Willet, e questa volta trovò seguaci: nel 1916 la Camera dei Comuni di Londra diede il via libera al British Summer Time, che implicava lo spostamento delle lancette un’ora in avanti durante l’estate. Molti Paesi imitarono la Gran Bretagna, soprattutto in tempo di guerra, quando il risparmio energetico è una vera priorità.

Anche in Italia l’ora legale è stata adottata per la prima volta nel 1916, dal 3 giugno al 30 settembre. Negli anni successivi, e fino al 1920, l’inizio fu anticipato a marzo. Sospesa nel 1920 l’ora legale tornò in auge nel 1940 e negli anni del periodo bellico, e vi rimase fino al 1948, anno in cui venne nuovamente abolita. L’adozione definitiva risale al 1966, durante gli anni della crisi energetica. Per i primi tredici anni venne stabilito che l’ora legale dovesse rimanere in vigore da fine maggio a fine settembre. Dal 1981 al 1995, invece, si stabilì di estenderla dall’ultima domenica di marzo all’ultima di settembre. Il regime attuale è entrato in vigore nel 1996 quando fu prolungata dall’ultima domenica di marzo all’ultima di ottobre.

Quindi l’ultima settimana di marzo che in Europa (compresa la Russia) segna l’inizio del regime di ora legale, nell’emisfero australe ne celebra la fine. Ma c’è anche qualcuno che, come il Giappone, non aderisce all’ora legale: contrari gli agricoltori, perché è soprattutto nelle prime ore della mattina che è concentrato il lavoro nei campi ed è allora che serve più luce. Le lancette non si spostano anche in gran parte del resto dell’Asia e in Africa. Qualche incertezza, infine, per l’orologio di chi decide di visitare l’Antartide: qui l’ora legale, e quindi solare, cambia a seconda di quale bandiera sia issata sulle basi che sono state istituite per motivi scientifici (ma non solo) sull’immensa placca di ghiaccio.

Con un’ora di sonno in più si potrà essere più riposati e si dovrebbe affrontare meglio la vita di tutti i giorni, ma attenzione ai disturbi dell’umore, una forma lieve di depressione che può essere curata con la terapia della luce. Scettico sul cambio di orario il Codacons, secondo cui “l’80 per cento degli italiani è stufo di questi continui cambi e vorrebbe che l’ora solare venisse definitivamente eliminata a tutto vantaggio dell’ora legale. In tal modo si avrebbe il beneficio di recuperare un’ora di luce d’estate ma al tempo stesso non si avrebbe il disagio e il costo di aggiustamento dell’orario”. “Ci sono poi” aggiunge il Codacons “i costi per la variazione di orario: aggiornamenti sistemi informatici, orari dei treni, termostati temporizzati, videoregistratori, dvd, agende elettroniche, radiosveglie, orologi nelle auto problemi nelle transazioni finanziarie”. Per questo l’associazione dei consumatori chiede che si cambi la Direttiva 2000/84/Ce e che, almeno in Europa, si elimini definitivamente l’ora solare.

L’estate che avanza: sole a picco, consumi di energia alle stelle

estate 2007 emergenza anziani
Ci siamo: nella settimana d’inizio estate scatta l’allarme caldo.
Lo lanciano i meteorologi, lo si vive tutti. Sulla pelle. Almeno fino a domenica 24 le colonnine di mercurio continueranno a salire, specie nelle regioni centromeridionali. Un avvertimento immediatamente rilanciato dalla Protezione civile che ha fatto scattare l’allarme rosso a Catania, Palermo, Campobasso, Bari e Pescara, le cinque città in cui viene segnalato il “livello 3″ di allerta, ossia il più alto. Il momento più difficile, segnala sempre la Protezione civile, è atteso per domani, venerdì, quando le temperature supereranno abbondantemente i 30 gradi arrivando a toccare i 37 gradi a Catania e i 35 a Bari e Palermo.
Umidità, afa, aria ferma: sono queste le condizioni in cui possono nascere pericoli per i soggetti più a rischio: i più anziani, specie quelli che vivono soli, e i bambini. La percezione del calore viene ben espressa anche dal balzo in avanti dei consumi di elettricità, volati in queste ore verso i picchi storici in seguito all’utilizzo massiccio di condizionatori d’aria e refrigeratori. Un salto record (per il 2007), che ha toccato intorno a mezzogiorno i 54mila megawatt consumati:cifra non distante dal record dello scorso anno, quando l’assorbimento di corrente arrivò a toccare i 55.600 megawatt.
Nonostante la forte richiesta non dovrebbero sussistere però pericoli di black-out. A Terna, la società a cui fa capo la rete di trasmissione nazionale, si mostrano infatti tranquilli anche perché il piano d’emergenza messo a punto nei mesi scorsi starebbe funzionando.
Per difendersi da possibili conseguenze, gli esperti segnalano (i soliti) semplici accorgimenti. Cioè: evitare se possibile di uscire di casa o di fare attività fisica nelle ore più calde della giornata; mangiare poco e frequentemente, soprattutto frutta e verdura; bere molto, evitando però bevande ghiacciate, caffè, alcolici e bibite gassate; vestirsi di abiti comodi e chiari.

Cattaneo, l’uomo della rete elettrica: con la siccità siamo agli sgoccioli

La sala controllo della rete energetica Terna
Flavio Cattaneo non è una voce che si possa non tenere da conto quando si parla di rischio blackout. L’ex direttore generale della Rai è infatti dal novembre 2005 sulla poltrona più alta di Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale. Nel corso della riunione con i componenti della giunta di Confindustria ammette senza giri di parole che la situazione è drammatica: il Paese “è in emergenza idrica” e per questo “bisogna agire subito. Noi abbiamo segnalato la situazione già da febbraio”. Frena gli allarmismi poco dopo dichiarando che si sta lavorando per scongiurare il peggio.

Ma la chiusura delle fabbriche per l’impatto della siccità sull’energia ”più che un rischio può diventare una ipotesi concreta” ribadisce dopo averlo ascoltato l’industriale Guidalberto Guidi che chiede di far partecipare Confindustria al tavolo tecnico al ministero dello Sviluppo economico che ha già dettato delle misure anticrisi (qui in .pdf) e si prepara e decretarne altre.

Ieri era stato Luca Cordero di Montezemolo a sottolineare: “La siccità può far chiudere le fabbriche. Ma ora servono interventi strutturali”. Un solo fatto è certo: di anno in anno l’Italia fa registrare nuovi record nei consumi elettrici.

La Protezione civile intanto ha comunicato che le riserve idriche sono calate fino al 50 per cento (qui il documento in .pdf). Abbastanza per dichiarare lo stato d’emergenza e affidare gli interventi a un commissario straordinario? Lo stesso capo del dipartimento Guido Bertolaso potrebbe essere nominato. Ma, già alle prese con l’eterna emergenza rifiuti in Campania, per affrontare questa crisi idrica, e di conseguenza elettrica, quale miracolosa situazione potrà sfoderare? Di certo i tempi sono stretti: i meteorologi prevedono dalla fine di maggio per tutto giugno pesanti ondate di calore.

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La GALLERY: World water day 2007

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