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Tevere

La piena all'altezza dell'Isola Tiberina (ANSA/ALESSANDRO DI MEO)
“È passata la piena proveniente dal lago di Paglia e attorno alle 13 è iniziata la piena controllata determinata dall’apertura della diga di Corbara, che scaricherà 800 metri cubi di acqua al secondo”. Lo ha detto il direttore della Protezione civile regionale del Lazio Maurizio Pucci.
Alle ore 13, spiegano dalla Protezione civile di Roma, il livello del Tevere all’idrometro di Ripetta, punto di riferimento storico, era di 10,05 metri, mentre l’anno scorso era arrivata a 12,54.
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La piena all’altezza dell’Isola Tiberina
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Un topo nuota tra i cartelli quasi completamente sommersi all’altezza di Viale Trastevere
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La piena all’altezza di Castel Sant’Angelo
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La piena all’altezza di Viale Trastevere
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Il Tevere in piena all’altezza di Viale Trastevere
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Un gabbiano pesca nel Tevere in piena all’altezza dell’Isola Tiberina
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I topi lungo una scalinata di accesso al fiume Tevere
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Il Tevere in piena all’altezza di Viale Trastevere
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Cartelli quasi completamente sommersi dal Tevere in piena all’altezza di Viale Trastevere
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Il Tevere in piena durante la notte tra il 6 e il 7 Gennaio
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Il Tevere in piena durante la notte tra il 6 e il 7 Gennaio
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Il Tevere in piena durante la notte tra il 6 e il 7 Gennaio
”Tornerà il maltempo aggiunge Pucci - già dalla serata di oggi. Molto dipenderà anche da come il mare riceverà le acque del fiume, cosa che finora è andata bene. In ogni caso le aree di esondazione, come quella di Orte e Settebagni, sono sorvegliate. C’e’ uno stato di massima attenzione, ma la situazione è sotto controllo”. Intanto presso la Protezione civile si è svolto nel pomeriggio un vertice, proprio in considerazione del peggioramento delle condizioni climatiche atteso nelle prossime ore.
Dello stesso avviso Patrizia Cologgi, direttrice per il coordinamento delle funzioni di emergenza del Campidoglio, che sottolinea: ”A Roma il problema non è il Tevere ma l’Aniene che ora ha comunque un livello basso. Il Tevere poi ha il problema dei fossi, 1.700 km di reticolo fluviale minore che spesso da’ improvvisamente vita a torrenti”. Sotto controllo comunque anche Aniene e tutto il reticolo dei fossi.
(ANSA)
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Neve e gelo funesteranno il rientro degli italiani dalle vacanze nel ponte dell’Epifania. Record di freddo ieri in Veneto: a Piana di Marcesina, nel Vicentino, si sono toccati i -25 gradi. Ma sono tante le regioni del Nord finite nella morsa del freddo con temperature polari e neve. Un fenomeno destinato a intensificarsi e ad estendersi anche alla Toscana con temperature massime che si attesteranno intorno allo zero, secondo le previsioni della Protezione civile. Insomma neve e gelo funesteranno il rientro degli italiani dalle vacanze nel ponte dell’Epifania.
Già ieri il gelo aveva provocato alcuni incidenti stradali mortali: a Lorenzana, in provincia di Pisa, uno scooterista di 31 anni, Francesco Profeti, è morto dopo essere scivolato con la sua Vespa su una lastra di ghiaccio. Nell’astigiano, invece, il fondo stradale reso scivoloso dalle basse temperature ha fatto finire fuori strada una Bmw, provocando la morte di due passeggeri (una donna macedone di 25 anni Biljana Smiljanska, incinta di sei mesi e un bulgaro di 24 anni) e il ferimento di altre due persone.
Per le regioni sud-orientali, il Dipartimento della Protezione civile ha emesso un avviso di avverse condizioni meteo, valido dalle prime ore di domani e per le successive 24 ore, che prevede temporali e forti venti da est, con mareggiate lungo le coste esposte. Alla luce delle previsioni, che confermano l’annunciato peggioramento del quadro meteorologico in coincidenza con il rientro dalle vacanze invernali, si raccomanda di informarsi preventivamente, attraverso i normali canali dedicati, sulle condizioni del percorso che si intende seguire - sia per quanto riguarda le condizioni del traffico, sia in merito alla percorribilità dell’itinerario programmato - valutando anche l’opportunità di differire la partenza per evitare eventuali disagi.
A quanti hanno comunque in programma spostamenti per i prossimi giorni, e in particolare per domani, nel Centro e nel Nord del Paese, la Protezione civile consiglia di verificare le buone condizioni generali del veicolo; munirsi di catene o pneumatici da neve; avere a bordo bevande calde o altro per rendere meno disagevole le eventuali code, soprattutto se si viaggia con bambini o anziani. Per mettersi in viaggio è inoltre preferibile scegliere le ore diurne: di notte e nelle prime ore del mattino, a causa delle temperature più basse, è maggiore la probabilità di incontrare tratti ghiacciati e formazioni di nebbia. Naturalmente è sempre bene usare la massima prudenza nella guida, moderando la velocità , evitando le frenate brusche, aumentando le distanze di sicurezza e usando le marce basse che possono aiutare ad affrontare salite o discese coperte da neve o ghiaccio. La Sala Situazione Italia del Dipartimento continuerà a seguire l’evolversi della situazione in contatto con le Prefetture, le Regioni e le locali strutture di protezione civile.
Il Dipartimento raccomanda di informarsi prima sulle condizioni del percorso che si intende seguire, valutando anche l’opportunità di spostare la partenza per evitare disagi. A quanti hanno comunque in programma spostamenti per i prossimi giorni, e in particolare per il 6 gennaio, nel Centro e nel Nord del Paese, la Protezione Civile consiglia, tra l’altro, di munirsi di catene o pneumatici da neve e di avere a bordo bevande calde o altro per rendere meno disagevole le eventuali code, soprattutto se si viaggia con bambini o anziani. Sono, inoltre, da privilegiare le ore diurne per mettersi in viaggio.

La pioggia continua a cadere. L’emergenza sembra non fiire.
Solo la grande paura, a Roma, sembra passata. La piena di venerdì notte, la più imponente dal 1937 ad oggi, è stata superata e le nuove piogge non dovrebbero far rialzare l’allarme. Il livello dell’acqua cresce, infatti, di soli 2 centimetri ogni ora. Nell’ultima rilevazione di ieri sera, l’idrometro di Ripetta, nel centro di Roma, misurava 8 metri e 72 centimetri. Passato lo spavento, ora si contano i danni. Sono Ponte Mammolo e Pietralata le zone più danneggiate dall’onda di piena dell’Aniene secondo una prima stima della Protezione civile. Non meno di 150 milioni di euro per l’allagamento di diversi esercizi commerciali, botteghe e capannoni industriali. Meno colpite le abitazioni private, situate a piani più alti rispetto ai negozi.
Il sindaco Gianni Alemanno è andato a visitare la zona, rassicurando gli imprenditori della “Tiburtina Valley” che lamentavano di essere stati dimenticati nei momenti caldi dell’allarme maltempo. “Nel momento in cui si temeva che il Tevere potesse esondare o far rigurgitare le fogne, le risorse sono state tutte concentrate sulla zona abitata”, ha spiegato il primo cittadino. “Appena cala l’emergenza tutta l’azione della Protezione civile sarà concentrata in questa zona”.
Il sindaco ha poi annunciato che il 19 dicembre sarà dichiarato lo stato di calamità naturale a livello nazionale. Questo “permetterà di fare gli interventi compensativi alle imprese colpite dell’area industriale della Tiburtina”, dice il primo cittadino. Che aggiunge: “Parlando col ministro Tremonti ho avuto la disponibiltà del governo a rinviare i pagamenti di tasse e di contributi Inps delle aziende colpite. Da gennaio partirà una grande opera infrastrutturale per la pulizia straordinaria in profondità delle caditoie e per nuove rete fognarie, che siano in grado di smaltire le acque per evitare allagamenti”.
Anche a Fiumicino si parla di svariati milioni di euro, secondo una prima stima non ufficiale. Occorreranno oltre 500 mila euro solo per ripulire spiagge, coste e argini del territorio sui quali si sono riversate tonnellate di rifiuti che ora dovranno essere rimossi. Tra le aree più colpite quella intorno al vecchio faro di Fiumicino e nella zona di passo della Sentinella, dove, proprio come a Ostia nell’area dell’Idroscalo, sulla sponda opposta del fiume Tevere, esiste un vero e proprio dedalo di casupole e baracche di legno usate dai pescatori, costruite in un’area golenale, quindi soggetta ad allagamenti. Il sindaco Canapini chiede un intervento finanziario “urgente da parte della Regione Lazio per sostenere i costi di questa operazione, visto che è di propria competenza intervenire sulle aree demaniali colpite”. Il comune di Fiumicino si troverà a dover sostenere costi piuttosto elevati soltanto per smaltire le tonnellate di materiali ingombranti prima trasportate per chilometri e chilometri dal fiume, poi spinte con violenza sulle coste dalle violente mareggiate. “Forse non tutti sanno che i comuni devono pagare una certa somma per tonnellata”, continua il sindaco di Fiumicino, “a favore del comune, in questo caso Roma, su cui opera la discarica”.
Danni materiali tangibili, ma anche tanti rischio per il patrimonio artistico e archeologico della capitale che, in caso di piena, sarebbe stato forse il più grave dal punto di vista storico e culturale. Sotto monitoraggio, in particolare, l’area archeologica centrale tra il Palatino e i Fori imperiali e il Colosseo: i funzionari della soprintendenza speciale per i beni archeologici valutano se eventuali infiltrazioni d’acqua hanno provocato danni. Preoccupa l’esondazione della Cloaca Massima che attraversa il Foro e, che, a causa della forte umidità di risalita, potrebbe mettere a rischio gli affreschi delle Domus di Augusto e di Livia sul Palatino. La soprintendenza ha precisato comunque che “ad oggi non si constatano danni relativi al patrimonio archeologico e che il comune si è difeso più che bene in questa emergenza”. Nessun pericolo corre anche Ponte Sant’Angelo, fatto costruire nel 134 dC dall’imperatore Adriano per collegare alla riva sinistra il suo mausoleo (Castel Sant’Angelo) e che dal 1669 è arricchito dalle dieci statue raffiguranti angeli che portano gli strumenti della Passione, scolpite da seguaci di Bernini sotto la sua direzione. Si pensava che la piena potesse rovinare le statue o che il barcone incagliato sotto una delle arcate potesse farle oscillare, ma gli “angeli” hanno retto anche questa volta.
Ora l’attenzione della Protezione civile della Regione Lazio, è concentrata soprattutto sull’Aniene. Secondo quanto riferisce l’ultimo bollettino, “vengono monitorate in particolare la zona di Tivoli a Ponte Lucano e Albuccione”. Ancora disperso, infine, il corpo dello sfortunato turista irlandese caduto nel Tevere la notte tra venerdì e sabato: a vuoto anche ieri le ricerche dei sommozzatori, in azione intorno all’isola Tiberina, e inutile anche la perlustrazione del fiume fatta da un elicottero, prima che il buio costringesse a sospendere le ricerche. Anche oggi del giovane nessuna traccia: nemmeno gli “angeli” del Bernini sembrano poter fare nulla.
Il VIDEO da YouTube con i barconi incagliati a Ponte S.Angelo:
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Roma è in ansia. Si prepara alla piena del fiume Tevere, inizialmente prevista tra le 18 e le 20, ma che adesso, stando alle ultime rilevazioni della Protezione civile, potrebbe arrivare intorno alla mezzanotte. Una città flagellata da due giorni di intensa pioggia che questa mattina si è svegliata con il cielo carico di nuvole, intere zone allagate, uno sciopero generale con tre cortei che hanno attraversato la città , con il trasporto pubblico che non si è fermato per scelta della Cgil, molte scuole e uffici chiusi.
E con notizie che di ora in ora sono andate sempre peggiorando. Siamo in giro da qualche ora per verificare quale sia la situazione in loco. La piena del Tevere è, di fatto, già cominciata e sta facendo aumentare di due - tre centimetri all’ora il livello del fiume. Vuol dire che non ci sarà una piena “scenografica” ma molto lenta, dicono gli esperti. Il punto di riferimento per i tecnici è l’idrometro di Ripetta, nel centro della città , non lontano dall’Ara Pacis (guarda la MAPPA), dove alle 19:45, davanti a noi, il livello del fiume era di 12,49 metri: normalmente è di 6,50 metri.
Perché il Tevere esondi è necessario che il livello raggiunga i 17 metri: fatto che, al momento, sembra scongiurato. Il capo della Protezione civile e sottosegretario alla presidenza del Consiglio Guido Bertolaso ha detto poco fa che “a Ripetta abbiamo superato quota 12 metri. Nel corso dell’ultima situazione critica, registrata nel 2005 arrivammo a 11,40 metri. Abbiamo largamente superato quell’ultima situazione e ci stiamo purtroppo avviando verso una crescita del livello del fiume Tevere che seppur lenta è comunque costante”. Quindi “è una situazione complessa, dove la piena arriverà è passera nel corso della notte in modo controllato”, anzi “l’onda di piena poi si protrarrà probabilmente per tutta la giornata di domani”.
E comunque. Dal punto di rilevazione a Ripetta ci spostiamo verso Ponte Sant’Angelo, considerato al momento uno dei punti più critici per l’arrivo della piena. Nonostante il sindaco della capitale, Gianni Alemanno, abbia più volte invitato i romani a tornare a casa e lasciare libere le strade, il lungotevere è invaso da macchine, come se fosse un giorno di traffico normale. Sotto le arcate del ponte, che si trova davanti Castel Sant’Angelo, si sono incastrati due barconi ed una motonave di circa 30 metri utilizzata per le escursioni sul Tevere insieme al suo ormeggio. L’area è completamente transennata e presidiata da poliziotti, carabinieri e vigili del fuoco. E infatti Bertolaso ha puntato il dito con vigore contro “gli imbecilli” che non hanno messo in sicurezza gli ormeggi dei barconi lungo il Tevere: “La grande criticità non è data da madre natura ma purtroppo da alcuni imbecilli che non hanno ormeggiato nel modo giusto i barconi lungo il Tevere nel centro della città ”.
Ad osservare il ponte ostruito anche centinaia di passanti, molti dei quali temono che il blocco delle arcate possa fare innalzare ulteriormente il livello del fiume provocandone l’esondazione. Già stamani un barcone si era arenato sotto le arcate del ponte, a questi se ne sono aggiunti altri due nel pomeriggio. Altri tre barconi, fanno sapere i vigili del fuoco, stanno rompendo gli ormeggi non lontano da ponte Sant’Angelo.
La nostra passeggiata prosegue, in direzione nord, verso Ponte Milvio che sta riducendo minuto dopo minuto il margine che separa le arcate dal letto del fiume. Alle 19.30, l’ultima rilevazione dava il livello del Tevere intorno agli 11 metri. Anche in questo caso, dicono dalla Protezione civile, il rischio di esondazione “può verificarsi solo dai 15 metri in su”.
“Non è il caso di generare allarmismo perché è bene specificare che si tratta di una esondazione, tra l’altro ancora probabile, e non di una piena” sottolinea a Panorama.it Giovanni Menduni, direttore dell’ufficio rischio naturali della protezione civile. “Se si trattasse di una piena, il fiume romperebbe gli argini e non è questo il caso”.
Intanto, a Ponte Milvio, dove si sta radunando una folla sempre più consistente alla ricerca di una fotografia o di un filmato ricordo, è arrivato anche il sindaco Alemanno. Dice di voler rimanere sul posto per tutta la notte, facendo la spola tra il ponte noto per “i lucchetti dell’amore” e Ripetta.
La città intanto aspetta, con un misto di paura e rassegnazione. E guarda il “biondo” Tevere, con il fiato sospeso: si prospetta un’altra lunga notte, sperando che la piena passi in fretta.
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Fa ugualmente paura, anche se è più lenta del previsto, l’ondata di piena del Tevere nella Capitale. Attesa per la tarda mattinata, “dovrebbe slittare di qualche ora, al pomeriggio” spiegano i tecnici della Protezione Civile riuniti dalle 15 di ieri nel Comitato operativo permanente in Via Vitorchiano, quartier generale del Dipartimento, “ma lo scenario potrebbe subire qualche ulteriore, piccola variazione”.
Il piano d’emergenza in vista dell’arrivo della piena è comunque scattato nella notte.
Le ore cruciali saranno quelle tra le 18 e le 20. Il livello del fiume ha raggiunto gli 11,82 metri a Ripetta con una portata di 1.480 metri cubi al secondo: nelle ultime ore si sono avute alcune esondazioni nella zona di Orte e di Magliano Sabina, dove sono al lavoro i vigili del fuoco e personale dei rispettivi comuni e dove si sta valutando l’opportunità di eventuali “evacuazioni preventive”.
Al momento, comunque, non si segnalano criticità particolari per gli abitanti. In campo tutte le risorse materiali e umane disponibili, dai vigili del fuoco alle forze dell’ordine, ai militari, ai volontari.
Le zone interessate dalla piena saranno quelle nella zona nord della capitale (Prima Porta, Flaminio, Villaggio Olimpico, Ponte Milvio, Ponte Galeria, Magliana e Fiumicino) e, per offrire un ulteriore supporto ai residenti, è stato istituito un numero di assistenza dedicato esclusivamente alle persone disabili (06/67109200). È stato effettuato anche dai carabinieri per tutta la notte un servizio di controllo a tutela delle abitazioni lasciate vuote ieri dalle persone evacuate nelle zone di Tivoli e Albuccione.
Ma il maltempo sta mettendo in difficoltà anche il resto della Penisola.
Le otto persone disperse sono boy scout che quattro giorni fa, con condizioni meteorologiche favorevoli, avevano iniziato una escursione sul vulcano, e che, a causa di un peggioramento del tempo degli ultimi due giorni, sono rimasti bloccati nel rifugio Timpa Rossa, a quota 2093 metri, sul versante nord del vulcano. I giovani, che hanno esaurito i viveri hanno lanciato stamani la richiesta di soccorso. Gli specialisti del soccorso alpino e la guardia di finanza di Nicolosi stanno cercando di raggiungere i boy scout anche con l’ausilio di motoslitte. Alle operazioni di soccorso collabora il corpo forestale.
Del resto, in Italia, una situazione particolarmente delicata è quella che riguarda la zona di Gioia Tauro, dove l’esondazione di un corso d’acqua ha infiltrato alcuni corsi d’acqua potabile: attualmente, sono senz’acqua 40mila persone nelle aree di Gioia Tauro e di Palmi ed è stato approntato un servizio sostitutivo di autobotti. Ripristinata la linea ferroviaria Roma-Villa San Giovanni nel tratto interrotto da una frana. Al momento, dicono dalla sala meteo della Protezione Civile: “piove su gran parte del Centro Sud con particolare intensità sul versante tirrenico. I venti sono molto forti, con mareggiate lungo le coste della Sicilia e della Sardegna”. Particolarmente difficili i collegamenti con le isole minori.
I modelli di previsione autorizzano a sperare in una lieve attenuazione dei fenomeni per il pomeriggio di oggi ma “già da domenica è da mettere in preventivo un ulteriore peggioramento a causa dell’arrivo di una nuova perturbazione”, questa volta da Nord Ovest.
Il VIDEO servizio: Roma sott’acqua
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Alla fine Ponte Milvio si trasferisce sul web: per tutti i fidanzatini che vogliono promettersi eterno amore, legando il giuramento con un lucchetto al lampione che dà sul Tevere, c’è una buona notizia. Il famoso faro è infatti tornato a ospitare le loro promesse, qui: asta andare sul sito www.lucchettipontemilvio.com., registrarsi e apporre il proprio sigillo.
A parlarne per primo è stato il libro di Federico Moccia, Ho voglia di te. Ma a rendere “la promessa dei lucchetti” un rito ci ha pensato l’omonimo film, quello con il nuovo sex symbol delle teenager, Riccardo Scamarcio: la scena tra Step-Riccardo e Gin (Laura Chiatti) ha affiscinato migliaia di adolescenti romani, che hanno cominciato a replicarla, imitati poi dai coetanei di Firenze, (a Ponte Vecchio, dov’è prevista una multa di 50 euro per chi venga sorpreso ad agganciare lucchetti alla cancellata del monumento a Cellini) e da quelli di Milano (al Ponte della Sirenetta, al Parco del Sempione).
Prima fenomeno sociale, poi ennesimo pretesto di una querelle tra destra e sinistra, i lucchetti di Ponte Milvio continuano a far discutere: sono stati rubati, ritrovati dai Carabinieri e poi rimessi al loro posto. Fino a quando (il 13 aprile scorso) hanno fatto crollare, con il loro peso, il lampione a cui erano stati appesi.
Ma a correre in aiuto di migliaia di ragazzini che non si sarebbero mai rassegnati a tornare a sfogliare la margherita (m’ama, non m’ama, m’ama, non m’ama…) ecco l’immancabile sito www.lucchettipontemilvio.com. Qui il lampione (quello vero: il terzo che si affaccia sul Tevere e guarda verso ponte di Corso Francia è attualmente transennato) rivive, almeno virtualmente. Il portale, opera di un gruppo di creativi romani, grazie a una simulazione multimediale consente una visita virtuale sull’antico ponte romano, dando la possibilità ai navigatori di attaccare un “lucchetto digitale” con la propria dichiarazione d’amore.
“L’idea ci è venuta alla notizia del furto dei lucchetti, che poi furono fortunatamente ritrovati” spiega Flavio Dipinto uno dei promotori dell’iniziativa. “Abbiamo dunque pensato di trasferire sul web questa tradizione, per consentire a chiunque nel mondo di lasciare la propria promessa d’amore. Dopo il crollo del lampione, ne siamo ancor più convinti”. Entrando nel “mondo” di www.lucchettipontemilvio.com sembrerà di ritrovarsi proprio su Ponte Milvio, con la possibilità di scegliere l’ora esatta della visita (all’alba o al tramonto, di giorno o di notte), di guardare da vicino i tanti “lucchetti digitali” che sono presenti sul lampione e di ascoltare lo scorrere del Tevere e del traffico cittadino. “Chiediamo a tutti gli innamorati che hanno scattato una foto davanti al lampione di inviarcela” spiega Adriano De Maio un altro degli ideatori. “Inseriremo queste foto nel nostro portale, per lasciare una traccia indelebile di queste promesse d’amore”.
Promesse eterne, ovviamente, proprio perché non più soggette alla caducità delle cose terrene ma destinate all’infinità del virtuale, dove si può vivere una Second Life come se fosse vera. Appunto, come se…