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Una foto di repertorio di Bettino Craxi e Gianni De Michelis | (Ansa)
Il 19 gennaio del 2000 morì in Tunisia, a soli 65 anni Benedetto (Bettino) Craxi. Numerose si sono susseguite le iniziative in suo ricordo, a dieci anni dalla sua scomparsa. Quella più toccante e significativa si è tenuta il 17 gennaio nel cimitero di Hammamet, dove un migliaio di persone si è ritrovata davanti alla sua lapide: lacrime, discorsi, un tricolore sulla tomba, applausi, raccoglimento e tanta cammozione. Presenti, a titolo personale, i ministri Franco Frattini, Maurizio Sacconi e Renato Brunetta, il capogruppo dei deputati Pdl, Fabrizio Cicchitto, la moglie Anna, i figli Bobo e Stefania, tre ministri tunisini e numerosi esponenti del mondo socialista tra cui Margherita Boniver, Rino Formica, Beppe Garesio, Paolo Pillitteri. Tra loro anche Gianni De Michelis (da settembre 2009 consulente del Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione), già ministro degli Esteri, amico ed ex colonnello di Craxi (è stato membro della direzione nazionale del Psi durante la segreteria di Bettino). È qui che Panorama.it lo ha raggiunto, per ricordare la dibattuta figura dell’ex leader dei socialisti e per capire quale sarà il loro futuro nello scenario politico italiano. Leggi l’intervista

Oggi a Londra Tony Blair, classe 1953, consegna alla regina Elisabetta il sigillo del governo e con la moglie Cherie lascia dopo dieci anni la casa di Downing Streeet per far posto, come promesso da tempo, al suo successore Gordon Brown che dovrà vedersela con un leader dei Tory agguerrito.
Leader dei laburisti dal 1994 (quando aveva appena 41 anni), vincitore di tre elezioni, l’uomo che ormai sembra un volto storico non solo della politica britannica, ma della scena internazionale, lascia il Governo e aspira al ruolo di inviato speciale del Quartetto (Europa, Onu, Usa e Russia) per il Medio Oriente.
Oggi a Torino, Walter Veltroni, classe 1955, si candida ufficialmente (qui la diretta sulla web tv dei Ds) a guidare il Partito Democratico e, senza che si possa dire per non rendere ancora più traballante il Governo, a sostituire Romano Prodi. Per la prima volta deputato nel 1987 (quando aveva appena 34 anni) con il Pci fu favorevole prima alla svolta di Occhetto per la nascita del Partito democratico di sinistra, poi al progetto prodiano dell’Ulivo. Nel 2001 ha lasciato la segreteria dei Ds e, si fa per dire, la politica nazionale per concentrarsi sulla capitale: è diventato primo cittadino ed è stato riconfermato sindaco l’anno scorso. Peccato che nel marzo 2001 annunciò: “Una cosa ho chiara in mente: alla fine di questa esperienza non voglio nessun altro incarico. Fare il sindaco è il mio ultimo lavoro in politica. Potrei arrivare al 2011. Spero a quel punto di poter andare in Africa”.
Ah, benedetta coerenza! Benedetta gioventù!
Guarda l’intervista di Veltroni:
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Bisl. Si chiama così il gruppo che durante le partite della Roma sfoggia lo striscione in curva Sud con il misterioso acronimo. Radio curva lo traduce così: “Basta infami solo lame”. E ieri sera contro i tifosi inglesi del Manchester Utd quei coltelli sono entrati in azione, alla faccia delle norme antiviolenza da stadio approvate dal Senato. Un giovane è finito in ospedale con una brutta ferita alla gola e altri colleghi di curva sono stati “tagliati” (il numero non è ancora chiaro). Sul loro sito, gli ultrà spiegano il Bisl-pensiero: “L’ultras nasce e muore clandestino, soprattutto non tradisce i suoi amici perchè il nemico numero uno resta chi lo vuole eliminare. Per il resto (scontri) non esistono regole. Non diremo mai il significato di B.I.S.L. anche se intuibile. Questa spiegazione è doverosa ma non ne seguiranno altre. Onore ai detenuti, ai diffidati, morte alle spie!”. Segue altro comunicato. “Bisl nasce come una provocazione verso tutto ciò di contraddittorio e falso che ci circonda. Il passo da acronimo ad una polivalente linea di pensiero è breve (…) agli infami il massimo disprezzo”.
Ma, ieri, in curva, le manganellate della polizia hanno colpito soprattutto gli inglesi. Con relative e inevitabili polemiche su tv e giornali inglesi. Una vicenda che è già diventato un caso diplomatico: il Manchester vuole che a intervenire sia il primo ministro Tony Blair in persona, per accertare le responsabilità dirette delle forze dell’ordine in Italia, difese sia dal neopresidente della Figc Giancarlo Aberte sia dal prefetto della capitale Achille Serra. Lo stato d’animo di un paese intero al di là della sconfitta subita dai Red Devils per 2-1 è ben espresso dal Sun, che titola “Battle of Rome” e rincara con “United fans battered by Italian cops”, pubblicando una gallery fotografica degli scontri.
Scontri che non mancarono anche in due altri precedenti con i tifosi inglesi in trasferta all’Olimpico. Nell’ottobre 1997 un tifoso d’Oltremanica viene accoltellato prima della partita della sua nazionale contro l’Italia e gli incidenti causano una polemica politica: il governo inglese critica la polizia italiana. Tre anni dopo, il 18 ottobre 2000, altri due tifosi inglesi vengono accoltellati nei pressi dello stadio, prima della sfida Lazio-Arsenal.
Leggi anche l’inchiesta su curve e ultrà . Questo il video degli scontri, postato su YouTube: