
di Marina Castellaneta
Allarme costi per le traduzioni nei processi in tutta Europa. L’aumento della libera circolazione e dell’immigrazione fa crescere il budget delle spese per la giustizia.
È quanto risulta dal documento di lavoro presentato dalla Commissione europea l’8 luglio, in vista di una decisione quadro sul diritto all’interprete e alla traduzione nei procedimenti penali. In pratica Bruxelles prova a dettare regole comuni nel settore, partendo dall’analisi dei costi.
Nel 2007 le spese di traduzione dei documenti processuali utili all’imputato, tenendo conto di provvedimenti di circa 30 pagine e di una stima approssimativa del costo che va da 255 a 1.500 euro (calcolata sui procedimenti penali di stranieri), è stata compresa, in Italia, tra 15 e 88 milioni di euro. L’Italia è stata preceduta solo da Regno Unito e seguita da Germania e Spagna. All’ultimo posto Malta.
Nel 2007 l’Italia aveva accumulato 59.131 procedimenti penali con stranieri coinvolti, il Regno Unito 112.878, la Germania 255.498 e la Spagna 97.426. Ma non basta: occorre aggiungere il costo per gli interpreti sia nelle stazioni di polizia sia in tribunale. Nel Regno Unito, nel 2007, si è arrivati a oltre 37 milioni di sterline, in Spagna a 19,48 milioni di euro, in Italia a 11,8 milioni. Spese destinate a crescere, osserva la Commissione europea, con un forte impatto economico sugli stati membri. Aumentano poi i detenuti stranieri.
In Italia, secondo i dati del Consiglio d’Europa e riportati dalla Commissione, nel 2007 il 36,5 per cento della popolazione carceraria era costituito da stranieri che scontavano la pena e il 72,5 per cento da detenuti in custodia cautelare. Di qui la necessità di norme minime comuni agli stati Ue per fissare garanzie minime nei procedimenti penali, partendo dalle traduzioni e dalla presenza di interpreti nei processi.
Diritti già previsti per gli imputati dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo, secondo la quale ogni persona arrestata deve essere informata al più presto e in una lingua comprensibile dei motivi dell’arresto e di ogni accusa formulata a suo carico.
Un diritto, però, applicato a macchia di leopardo, che ha costretto la Corte europea a intervenire in diverse occasioni. Un intervento in ambito Ue potrebbe far risparmiare agli stati i costi causati dalle condanne ricevute da Strasburgo. Bruxelles vorrebbe arrivare a non tradurre ogni singolo documento, ma solo gli atti che servono all’imputato per avere una conoscenza “sufficiente della causa intentata contro di lui affinché possa difendersi”.
Per questo i funzionari europei intendono puntare anche alla qualità proponendosi di fissare i requisiti fondamentali per un’adeguata traduzione.
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Ci (ri)siamo: il 20 giugno altri 497.296 ragazzi italiani passeranno una notte insonne, avranno il mal di stomaco, si voteranno ad almeno un santo e si legheranno alla vita la cartucciera dei temi svolti. Cioè, affronteranno l’esame di Stato. Niente di nuovo da decenni. Se non il fatto che la preparazione non avviene più davanti a un tavolo ma davanti a uno schermo.
È ad Internet, infatti, che il 22,3 per cento degli studenti italiani si affida totalmente per allenarsi in vista dell’esame di maturità. E a ragione, perché sono tanti e efficienti gli strumenti che offre la rete.
A cominciare da quei “geni del crimine scolastico” che rispondono all’indirizzo www.studenti.it : hanno messo in moto un funzionamento che permette di sapere come si comporterà un determinato commissionario alla prova orale. Il meccanismo è semplice: il ministero dell’Istruzione ha messo online i nomi dei 118 mila esaminatori (si possono ricercare per nome o per istituto qui). E su studenti.it i ragazzi si scambiano informazioni sui professori in commissione. Da “Strilla, ma poi non ti dà mai la sufficienza” a “È fissata con la grammatica. Ti uccide se sbagli una coordinata”. Insomma, studente avvisato…
C’è poi Secchioni.net che offre un servizio di traduzioni (“momentaneamente sospeso per malattia del prof che curava la sezione”) e ricerche complete su tutti gli argomenti tipici della maturità, dal Le nuove droghe a Cosa ne pensa Talete di Aristotele.
Utile anche dare un’occhiata a Studentville: offre una guida antistress per affrontare al meglio l’esame di maturita. Skuola.net , invece, promette notizie e indiscrezioni “aggiornate e fresche… per non essere mai colti di sorpresa” e Maturando.net tiene aggiornati gli iscritti sulle previsioni dei temi di maturità con una newsletter.
Infine, Picubo.com: mette online tutte le prime prove della maturità degli ultimi dieci anni e tutte le seconde prove di matematica degli ultimi vent’anni. Un vero e proprio archivio.
Tutti siti da tenere d’occhio nelle nottate insonni che precederanno il grande giorno.
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Il Corriere dell’università e del lavoro ha scattato un’istantanea della maturità 2007. Ecco i risultati: anche quest’anno i ragazzi si apprestano a studiare ogni metodo possibile per riuscire a sbirciare sui fogli altrui in caso di difficoltà. Su 323 intervistati, quasi il 40 per cento, infatti, dichiara che proverà a copiare. Solo il 28 per cento cercherà di affrontare le difficoltà da solo e pochi si dichiarano disposti a chiedere aiuto ai professori (il 15,8 per cento).
I bigliettini resistono in cima alla classifica dei metodi per copiare. Un 15 per cento, invece, tenterà la sfida del telefonino nascosto (assolutamente vietato) e solo uno su dieci rischierà addirittura con i computer palmari.
Per quanto riguarda la preparazione, invece, il 41,5 per cento si affida ai consigli dei professori e il 22,3 per cento a Internet.
Infine, solo il 9 per cento si dice “tranquillo”. E, a differenza del passato, quasi nessuno si affiderà a riti scaramantici (solo l’11,5 per cento avrà addosso un portafortuna). Ma il 23,5 per cento ha dichiarato che pregherà.