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Maledetta auto: da simbolo della rinascita, con il clacson assordante che usava Vittorio Gassman nel Sorpasso, il film cult di Dino Risi sul boom degli anni Sessanta, a incubo quotidiano. Viaggiamo in media un’ora al giorno maledicendo un traffico devastante, ma non possiamo farne a meno. Come si è visto a Milano, dove l’area C è stata inaugurata tra gli insulti di una parte dei residenti che si troveranno a pagare il pedaggio per tornare a casa. O a Roma, dove si è tornati alle targhe alterne e dove i lenti e strapieni mezzi pubblici hanno convinto chi si sposta ogni giorno che è meglio morire di traffico che sul 64. Continua

Una pattuglia della Polizia stradale controlla lil traffico sull'autostrada A14 nei pressi di Bologna
Traffico intenso con un test per le norme previste dal nuovo codice della strada, maltempo al centro-nord e anche tanta gente, soprattutto anziani, che resterà in città. Si presenta così, da previsioni, il ferragosto 2010, con gli esiti del peggioramento delle condizioni meteo che si sono fatto sentire tra mercoledì e giovedì soprattutto in Lombardia.
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Ormai i militari sono diventati l’asso della manica di tutte le istituzioni, la soluzione a ogni problema, la risposta a ogni “emergenza”, vera, presunta o percepita che sia.
Negli ultimi anni i soldati hanno fatto di tutto: spento incendi come i pompieri, raccolto e sgomberato i rifiuti a Napoli come fossero spazzini, sorvegliato discariche come guardie giurate, spalato neve a Milano come operai comunali e pattugliato le strade di molte città per garantire la sicurezza come se fossero agenti di polizia. Continua
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Droga e crisi economica? Il binomio, purtroppo, rimane possibile (e praticabile).
Se non da un punto di vista dei soldi (il mercato dello spaccio sta subendo un contrazione ma la “piazza” dei consumatori continua ad allargarsi), almeno da un punto di vista psicologico, sociale e culturale.
Tanto che i dipendenti di droga in Italia continueranno ad aumentare, almeno nei prossimi 3 anni. E mentre la cocaina si attesta su valori di consumo standard (700mila gli italiani che snifferanno da qui a tre anni), entro il 2012 è previsto un prepotente ritorno sul mercato dell’eroina: il suo consumo dovrebbe crescere del 40%. Si ipotizza inoltre un boom per le droghe “da discoteca”, come ecstasy e anfetaminici, i cui consumatori abituali dovrebbero essere circa un milione nel 2012.
I dati, foschi e preoccupanti, sono contenuti nel rapporto (qui il .pdf) del centro studi Prevo.lab di Milano, il laboratorio previsionale sulle dipendenze della Lombardia ed è riportato dal sito droga.net di Riccardo Gatti (Medico, Psicoterapeuta e Specialista in Psichiatria, Direttore del Dipartimento delle Dipendenze della A.S.L. Città di Milano. Professore a contratto, all’Università Statale di Milano Bicocca.
Si diceva, mercato degli stupefacenti e crisi economica. Ecco cosa sostengono gli esperti di Prevo.Lab: la strategia dei sognori dello spaccio è cambiata. Se “fino a qualche mese fa, si è assistito a un allargamento della base di penetrazione del mercato e a una tendenza ad acquisire un elevato numero di consumatori – benché basso-consumanti – anche proponendo prodotti a un prezzo inferiore”, ora ell’attuale fase economica, invece, “sembra prevalere la logica economica di strategie a breve termine e guadagno immediato: alto-consumo, assuefazione, fidelizzazione e mantenimento del mercato”. La nuova tendenza dei trafficanti, che si comportano sempre più da imprenditori, è quella di “investire su clientele fidelizzabili (cioè uno “zoccolo duro” con elevata dipendenza, ndr) a sostanze come l’eroina, il cui potere di indurre tolleranza e, quindi, dipendenza, più facilmente di altre droghe, ne rende meno probabile un uso saltuario a basso dosaggio”.
Come si diceva, l’eroina sarà la protagonista del mercato degli stupefacenti da qui a tre anni. E ilperché gli analisti lo spiegano così: “In una situazione di crisi, recessione, negatività e passività (quale la fase attuale), di cosa ha bisogno il consumatore? Oggi si sente il bisogno di evasione, di fuga, di abbandono di una realtà che non soddisfa. Per questa ragione, chi compra droga si affida a sostanze in grado di dargli questa possibilità: la grande mamma eroina, la premorienza della ketamina, i viaggi degli acidi. L’eroina, nello specifico, è una sostanza che anestetizza e che sembra ben inserirsi in una società chiusa su di sé, che involve. Anche la persona si chiude su di sé, isolandosi così dal contesto opprimente”.
La conferma del nuovo trend viene dalle quotazioni. Secondo le stime di Prevo.lab per il triennio 2009-2012 gli eroinomani saranno 160 mila (40% in più rispetto ad ora). A partire dalle metropoli: Milano, Roma, Torino, Napoli. Diffusione garantita dal basso costo della dose: secondo i dati della Direzione centrale servizi antidroga, per un grammo di polvere bianca oggi si pagano 74 euro, ma nel 2012 scendeanno a 67. Una dose di coca (0,20 grammi) costerà 13 euro, mentre per l’eroina si scenderà a 7 euro.
Costeranno di più invece gli spinelli: nel 2002 per comprarli ci volevano 6 euro, diventeranno 11 nel 2012 e la diffusione di hashish e marijuana si confermerà alta: tra i 5 e i 6 milioni di italiani (con una crescita del 5% contro il 20% entro il 2011 previsto dal rapporto dello scorso anno). Sul mercato arriveranno poi le cosiddette “Cyber drugs” che , come spiega il Gat, Nucleo speciale frodi telematiche della Guardia di Finanza, agiscono direttamente sul cervello, sollecitandolo e provocando reazioni che vanno dall’eccitazione al rilassamento. Gli stessi effetti delle droghe, di cui questi file portano il nome, a seconda, appunto, del risultato.
Saranno 270mila, dice sempre il rapporto, a usare ecstasy e anfetaminici, cioè il 3% degli italiani tra i 15 e i 54 anni.

di Bianca Stancanelli
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Erano partiti in tre, tutti minorenni, a novembre, dallo stesso villaggio egiziano. Prima tappa la Libia. A fine marzo erano sbarcati a Lampedusa, da un barcone carico di migranti. Ai primi di aprile, ospiti di una comunità alloggio di Termini Imerese (Palermo), incontrando gli operatori di Save the children avevano detto di aspettare la chiamata di un cugino. Ma due settimane dopo, a Pasquetta, ecco due di loro ricomparire sul litorale di Agrigento e chiedere l’aiuto della polizia, raccontando d’essere stati prelevati da una banda di connazionali egiziani, portati a forza nella Valle dei Templi, segregati in una palazzina abusiva, tenuti per giorni a pane e acqua e di essere poi riusciti a scappare, lasciando però il più piccolo ancora prigioniero.
Quel ragazzino, un dodicenne mingherlino dall’aria spaurita, l’hanno liberato gli agenti di una volante, sfondando la porta dell’appartamento in cui era stato rinchiuso e trovandolo rannicchiato dietro un armadio, con un laccio attorno al collo. Poche ore dopo due degli egiziani accusati d’aver organizzato il sequestro finivano in manette, bloccati da una pattuglia della polizia mentre stavano fuggendo. E i tre ragazzini liberati, di 12, 14 e 16 anni, potevano finalmente rassicurare le famiglie, che avevano finanziato con 10 mila euro a testa il loro viaggio verso l’Italia. A quelle famiglie il capo dei sequestratori, Mohamed Ibrahim Elsayed, 26 anni, e un complice diciassettenne avevano chiesto un riscatto di 2.500 euro per ogni piccolo prigioniero.
Entrato, espulso e rientrato in Italia per due volte in tre anni, Mohamed Ibrahim Elsayed, oggi in carcere con l’accusa di sequestro a scopo di estorsione, dovrà spiegare ai magistrati perché, nelle squallide due stanze con bagno e cucina che aveva preso in affitto in una palazzina di Poggio Muscello, nell’area di più feroce abusivismo della Valle dei Templi, tenesse una collezione di calzini, slip, perfino giubbetti per bambini. Quanti minorenni sono passati da quelle stanze?
Per polizia e magistratura la storia dei tre adolescenti egiziani sequestrati è il primo fascio di luce su un fenomeno in crescita: lo sbarco in Sicilia di centinaia di minorenni non accompagnati, destinati spesso a sparire senza lasciare traccia. Fenomeno che ha impensierito anche il commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Thomas Hammarberg. Temendo che “questi minori siano coinvolti in attività di lavoro irregolare, nonché di accattonaggio, furto e prostituzione”, Hammarberg ha recentemente chiesto alle autorità italiane di “accordare loro particolare attenzione e protezione”.

L’attenzione, in realtà, è già fortissima. Anche perché le cifre degli arrivi vanno impennandosi. Nel 2002, ha calcolato la questura di Agrigento, erano sbarcati sulle coste siciliane 10.123 uomini adulti, 308 donne e 246 minorenni. Nel 2007 gli uomini sono diventati 10.472, le donne 899 e i minorenni 1.821. Un flusso continuo di ragazzini, soprattutto tra i 16 e i 17 anni, troppo spesso soli.
“Una volta sbarcati” spiega il procuratore di Agrigento, Renato Di Natale, “questi minori vengono collocati in una comunità alloggio e si avviano le procedure per l’apertura di una tutela. Nel 2006, nell’intera provincia di Agrigento, ne sono state avviate 103. Ma nell’ottobre 2008 le tutele erano ormai diventate 478. Questo dà da pensare”.
Secondo la prefettura, Lampedusa starebbe diventando il porto privilegiato per l’ingresso in Europa dei minorenni. Hanno scritto gli esperti di Save the children, che per conto del ministero dell’Interno svolgono un’attività di monitoraggio sulle comunità alloggio: “Dal maggio 2008 al febbraio 2009 sono stati 1.860 i minori stranieri non accompagnati accolti nelle comunità siciliane. Maschi, nel 91,3 per cento dei casi. Il 60 per cento di loro, 1.119 in tutto, si sono allontanati dalle strutture che li ospitavano”.

Sono soprattutto gli egiziani a sparire, seguiti da eritrei e somali. Spiega Carlotta Bellini, di Save the children: “Per i minori migranti dall’Egitto venire in Italia è un investimento. La famiglia contrae debiti per far arrivare il ragazzo e a lui, una volta sbarcato, tocca trovare al più presto un lavoro per saldare il debito. Capita spesso che questi adolescenti ci dicano che devono raggiungere uno zio, qui in Italia. La nostra sfida è capire chi sono questi zii”. Dalla Sicilia un’operatrice della stessa associazione, Stefania De Nicolais, racconta: “Chi fugge dalle guerre o comunque da situazioni di pericolo, come i ragazzi somali ed eritrei, può avere la necessità di mettersi in viaggio all’improvviso. Ma gli altri, gli egiziani in particolare, hanno un minimo di organizzazione, un contatto sul territorio”.
Anche il procuratore Di Natale ne è convinto: “C’è un reticolo di persone che serve a far spostare chi arriva in Sicilia nelle altre aree d’Italia”. È probabile che non si tratti di un’unica organizzazione. Sostiene il magistrato: “Tra i minori, va aumentando il numero delle ragazze. Alcune comunità alloggio segnalano che, a qualche giorno dall’arrivo, già vanno vestite all’occidentale, con abiti diversi da quelli che erano stati loro consegnati al momento dello sbarco. E quasi subito ottengono, non si sa come, un telefonino completo di ricariche. Poi scompaiono”.
Fra le comunità alloggio siciliane per minorenni, esplose dalle 64 del 2001 alle 269 del giugno 2008, non sempre quelle fughe provocano inquietudine: fino all’apertura della tutela, è la prefettura a pagare l’ospitalità (70 euro al giorno, in media) e l’incasso è sicuro. Ma non appena viene nominato un tutore il compito di sborsare i quattrini passa ai Comuni che, invocando difficoltà di bilancio, sospendono i versamenti.

A quel punto, se il minorenne si allontana, per la comunità è tanto di guadagnato. Anche perché si fa presto a sostituirlo con un nuovo arrivato, pronto a far incassare alla struttura una nuova retta. Ha calcolato la prefettura di Agrigento: per 1.000 minorenni, la spesa ammonta a 25 milioni di euro l’anno.
Dopo una settimana di piogge torrenziali, la prima giornata di sole è coincisa con il ponte del 1° maggio. Nonostante che oggi siano scattati gli aumenti delle tariffe autostradali, già alle 11 il traffico sembrava impazzito, anche se la Polstrada dice che tutto è sotto controllo e che queste punte di traffico erano previste.
Forti difficoltà in mattinata in particolare sulla A4 da Torino a Venezia con una situazione di quasi paralisi. A fine mattina perdurava il traffico intenso, soprattutto al nord, su tutta la propria rete, in prevalenza lungo le direttrici verso le località di villeggiatura. Sull’A1 Milano - Napoli ci vogliono due ore per percorrere il tratto compreso tra Sasso Marconi e Firenze (circa 90 chilometri); stesso tempo sull’A14 Bologna-Taranto per percorrere il tratto da Bologna Casalecchio a Imola (46,5 chilometri). Traffico intenso in uscita da Milano in direzione Venezia, in A9 in direzione della Svizzera ed in A8 in direzione delle località di villeggiatura piemontesi.
Nel ricordare che i mezzi pesanti oggi non potranno circolare fino alle ore 22, Autostrade per l’Italia raccomanda ai viaggiatori una condotta di guida prudente nel rispetto delle norme del Codice della Strada e che in caso di pioggia il limite massimo di velocità si riduce a 110 chilometri orari. Per conoscere la situazione aggiornata del traffico sulla rete autostradale, si consiglia di viaggiare sintonizzati su Isoradio FM 103.3. Per ulteriori informazioni è possibile contattare anche il Call Center di Autostrade per l’Italia al numero 840.04.21.21, che fornisce notizie in tempo reale sulle condizioni di viabilità.