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Traian-Basescu

Impronte, le rassicurazioni di Berlusconi e i dubbi di Bucarest

Silvio Berlusconi e Traian Basescu

La Romania non approva le misure del governo italiano sui metodi di identificazione, con impronte digitali, degli abitanti dei campi nomadi e il presidente Traian Basescu è venuto oggi a Roma a dirlo al premier Silvio Berlusconi che ha assicurato che non è una “misura costrittiva” ma un modo per garantire diritti.
Certo, Bucarest è pronta a collaborare con il governo italiano nel risolvere “il problema rom”, così come si fa tra paesi “amici”. Ma le distanze sulle misure contenute nel pacchetto sicurezza restano tutte. E il colloquio di oggi a Palazzo Chigi tra i due non è servito a placare le polemiche che si trascinano da mesi.
I toni sono lontani anni luce da quelli usati nel novembre scorso, quando nel bel mezzo di una crisi molto simile tra Bucarest e il governo italiano guidato allora da Romano Prodi, Basescu da Madrid esclamò “grazie a Dio la Spagna non è diventata come l’Italia”. Anzi, la conferenza stampa congiunta era partita in maniera molto ’soft’, con Berlusconi che sottolineava la “piena integrazione” della comunità romena in Italia e lo stesso Basescu che lanciava segnali di apertura, assicurando come fosse “lontano dal vero dire che in Italia ci sia stato un comportamento negativo nei confronti della comunità romena”.
Di più, aveva aggiunto il presidente romeno: “Noi non consideriamo reale la preoccupazione alimentata da alcuni ambienti sul fatto che in Italia ci siano cittadini romeni discriminati”. Insomma, aveva insistito, quelle varate da Roma sono “semplici misure di sicurezza per proteggere i suoi cittadini, non sono misure contro i cittadini romeni “.
A quel punto, era stato Berlusconi a cogliere la palla al balzo: nessuna discriminazione nei confronti dei romeni, raccolta delle impronte per identificare i rom e garantire loro “diritti”, a partire da quello dei minori di andare a scuola piuttosto che essere sfruttati da genitori che “li mandano a elemosinare”. E il voto di censura del Parlamento europeo?
“Intervento politico basato su disinformazione completa e su una irrealtà “, ha scandito il presidente del Consiglio, tanto più che la Commissione europea non ha fatto altrettanto e che la raccolta delle impronte digitali è già “pratica corrente” in molti paesi europei. E lo sarà anche per tutti i cittadini italiani, a partire dal primo gennaio 2010.
Ma proprio mentre sembrava filare tutto per il verso giusto, è stata una domanda di una cronista a ribaltare la situazione: visto che ora la Romania “condivide un pò di più ” le misure del governo italiano, Bucarest è pronta ad inviare più poliziotti in Italia per collaborare?. A quel punto Basescu si è irrigidito, forse capendo di aver lanciato un messaggio “sbagliato” all’opinione pubblica interna romena: “voglio chiarire che il governo romeno non approva, ripeto non approva, parte o gran parte delle misure del governo italiano. Se non avete capito questo - ha detto rivolto ai giornalisti - non avete capito di nulla di quello che ho detto”. Perchè i cittadini romeni, anche quelli di etnia rom, sono “cittadini a pieno titolo dell’Unione europea, e come tali vanno trattati”.
Le stesse parole, insomma, che aveva usato in mattinata visitando assieme al sindaco di Roma Gianni Alemanno il campo nomadi di via Candoni: “Capiamo anche parte delle misure prese dal governo italiano, ma non possiamo essere d’accordo su un trattamento che è al di là delle norme Ue”, aveva avvertito.
La freddezza insomma, malgrado le profferte di collaborazione, rimane. Toccherà anche al ministro dell’Interno Roberto Maroni - che la prossima settimana si recherà a Bucarest per incontrare il collega romeno - cercare di avvicinare le posizioni. Prima del vertice tra i due governi, previsto, almeno per il momento, per il prossimo 9 ottobre.

Il VIDEO servizio:


Sicurezza: nodo Capitale. Il grande freddo tra il premier rumeno e il sindaco romano

Il premier Romeno Calin Popescu Tariceanu e il presidente del Consiglio Romano Prodi
Ieri è stato un mercoledì di coppe. E se la partita sulla sicurezza tra Italia e Romania è finita in un pareggio, quella tra Bucarest e Roma è finita sotto ghiaccio.
I rapporti tra Italia e Romania, dopo la visita lampo di ieri a Roma del premier rumeno, Calin Tariceanu, sono migliorati rispetto ai giorni seguenti l’omicidio della signora Reggiani. Invece, quelli tra il Campidoglio e il premier rumeno sono sull’orlo di una crisi di nervi.
Durante la conferenza stampa con Prodi, Tariceanu ha fatto sfoggio di diplomazia parlando di “alcuni leader politici italiani che avrebbero attaccato la comunità rumena”. Poi, però, parlando alla radio Vaticana ha aumentato l’intensità delle proprie dichiarazioni: “Sono un po’ deluso per le posizioni prese da alcune personalità politiche italiane. Penso, in particolare alle autorità locali che hanno guardato con poco interesse ad una realtà sociale così complessa, pensando di risolvere una emergenza sociale con la creazione di campi per le persone immigrate da altri Paesi”.
Parole ancor più forti rilasciate alla tv di Repubblica: “Come sindaco di una grande città non approfitterei di quella che è stata una mia mancanza di azione per poi usarla a fini politici”. Parole che suonano forti contro Veltroni. E che vengono confermate dai giornalisti al seguito del premier rumeno, intercettati da Panorama.it a palazzo Chigi, che sono netti ed espliciti: “Il nostro premier è arrabbiatissimo con Veltroni. Arrabbiato nero. E lo è per le prime dichiarazioni contro i rumeni fatte a caldo il giorno dopo la barbara uccisione della signora Reggiani”. Ma Tariceanu non è il solo: le sue frasi si sono andate ad aggiungere a quelle del presidente della Romania, Traian Basescu, che su alcuni giornali italiani ieri aveva definito Veltroni “scorretto, in certe sue dichiarazioni sui rumeni”.

E allora è gelo tra Campidoglio e Romania. Altra prova del grande freddo tra Veltroni e Tariceanu? Basta dare un’occhiata all’agenda del premier rumeno: nella giornata a Roma, non è stato previsto alcun incontro con Veltroni. E sì che di cose calde di cui parlare ce ne sarebbero state. E sì che Veltroni non è certo uno che non si prodighi in incontri internazionali.
Dalla presidenza del Consiglio viene negata a Panorama.it qualsiasi mediazione tra Prodi e Tariceanu su Veltroni. Anzi, aggiungono che “nel colloquio tra i due premier, Veltroni non è mai stato nominato”. Una precisazione che forse non farà piacere al sindaco di Roma, che sulla vicenda sicurezza si era speso tanto fin dal primo giorno.
Mentre dal Campidoglio si fa notare che il sindaco della Capitale (nonché segretario del Pd) si è sempre adoperato per un buon rapporto con il governo rumeno. Basti pensare al suo viaggio in Romania nel giugno scorso. Poi maliziosamente però viene spiegato: “Certo che se le statistiche sulla criminalità rumena dicono quello che dicono, ovvero che i rumeni delinquono più degli altri, non è mica colpa di Veltroni”.

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