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Dopo le trans, Piero Marrazzo torna da mamma (Rai)

Piero Marrazzo torna al suo primo amore, il giornalismo?

“Si chiude una porta e si apre un portone”, dicono i saggi.
Saggezza popolare che nel caso del piddino Piero Marrazzo sembra calzare a pennello: per l’ormai ex Governatore del Lazio si sono chiuse le porte della politica, dopo lo “scandalo trans” che lo ha travolto nelle scorse settimane? Poco male: ci sono sempre i portoni di Viale Mazzini pronti ad aprirsi per lui. Continua

Quegli uomini normali che frequentano le trans

Transessuali

A Milano le transessuali (guai a usare l’articolo maschile) sono praticamente le uniche prostitute sopravvissute sui marciapiedi. Le multe antilucciole da 500 euro decise dal comune hanno svuotato i viali. Resistono solo loro, gli uomini che hanno voluto farsi donne. Continua

I fans scaricano Marrazzo: su Facebook spunta il gruppo “Uccidiamolo”

La pagina di Piero Marrazzo su Facebook

La pagina di Piero Marrazzo su Facebook

Il caso Marrazzo o del principio dell’uguaglianza della rete.
Per dire: intorno alla vicenda del (ex?)  presidente della regione Lazio ci sono ancora tante domande che aspettano una risposta. Continua

Milano, scoperto il racket dei trans, minacce e violenze ai più giovani

Prostituzione

Reclutavano i giovani transessuali direttamente a San Paolo, in Brasile. Li convincevano a venire in Italia, a volte anche con la promessa di un brillante futuro nel mondo dello spettacolo. Ma una volta a Milano, i nuovi arrivati erano costretti a pagare fino a 15 mila euro per potersi prostituire sulla “piazza” del cimitero Monumentale e a cedere a “Luana” e ai suoi complici almeno il 50 per cento del guadagno sulle prestazioni (da circa 100 euro). La pena per chi si ribellava erano il furto del passaporto, minacce di morte e di ritorsioni contro i familiari in Brasile e pestaggi violenti, anche con un bastone.

Sono stati i molti giovani viado arrivati in pronto soccorso, alcuni dei quali hanno accettato di raccontare i loro problemi, a far insospettire i carabinieri della compagnia Milano Duomo. Da maggio i militari hanno cominciato le indagini sui transessuali che si prostituiscono al Monumentale e hanno scoperto i retroscena. A capo dell’organizzazione di viado più “anziani” che sfruttava e maltrattava i nuovi arrivi c’era Luana, brasiliano di 36 anni. Con cinque complici aveva guadagnato, sfruttando gli altri viado, almeno 150 mila euro in pochi mesi.

I clienti venivano contattati anche attraverso alcuni siti Internet specializzati e le vittime delle violenze sono almeno una decina. Ai carabinieri hanno tra l’altro detto che alcuni transessuali del giro del Monumentale sono sieropositivi e nonostante questo accettano di avere rapporti non protetti coi clienti. Alla fine delle indagini i militari hanno arrestato, oltre a Luana, quattro suoi complici, tutti viado brasiliani irregolari in Italia. Malu, Pamela, Fernanda, Beyoncé (come la nota cantante) i loro soprannomi. Luana, chiamata dagli altri “mamma”, è stata fermata in un noto locale romano, le sue “figlie” invece sui marciapiedi milanesi. Una sesta persona è ricercata. Le accuse sono di associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento e al favoreggiamento della prostituzione e di estorsione.

I viados si ribellano: “Non è vero che andiamo a politici!”

“Basta con le diffamazioni! Non è vero che andiamo a politici!”: esasperati dalle calunnie di Vallettopoli, i transessuali si ribellano su internet al linciaggio cui da tempo sono sottoposti.

“A che serve” piagnucola Boobinda jr. “prendere estrogeni per una vita e spendere un patrimonio per le cure ormonali se poi basta un rampollo qualunque per rovinarti?”. O ancora: “Io lascio - dice Sibillya - mollo tutto e torno all’Inps a fare i cedolini. Nel nostro mestiere già ci rimetti la faccia e il tuo buon nome, anche letteralmente, perché sul tram devi sorbirti la smorfia schifata del controllore quando ti guarda la carta d’identità. Ecco, se alla fine devo pure giocarmi la reputazione allora buonanotte”.

Le immaginarie interviste continuano su blog dal titolo Vietato cliccare.
(La lettura è consigliata a un pubblico di soli adulti)

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