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Fiumicino: un piano contro i disagi. A regime nel 2044

Uno dei nastri per la riconsegna dei bagagli all'aeroporto di Fiumicino

Uno dei nastri per la riconsegna dei bagagli all'aeroporto di Fiumicino

C’è un’emergenza bagagli a Fiumicino? Certo, l’aeroporto è stato talmente funestato da smarrimenti e danneggiamenti di valigie che l’Enac, l’ente che vigila sul trasporto aereo, ha organizzato mercoledì 23 settembre un corso di formazione per esaminare la catena delle responsabilità e verificare le ipotesi di class action nei confronti dei gestori di un servizio pubblico. Continua

Sciopero a metà: traffico intenso e qualche disagio

Sciopero mezzi pubblici a Roma

A sentire i sindacati autonomi che hanno proclamato lo sciopero nazionale di venerdì 15 nel trasporto pubblico locale, sono rilevanti i primi dati sull’astensione dal lavoro. In una nota, la Cub (confederazione unitaria di base) - che ha indetto la protesta assieme a Cobas e Sindacato dei Lavoratori - precisa che a Venezia si registra una media del 80% nel trasporto urbano, 60% in quello extraurbano e 50% nel marittimo; a Trieste una media del 43%; a Bologna 55%. Sono fermi, secondo quanto riferisce la Cub, i trasporti extraurbani a Catania, Agrigento e Caltanissetta; forti disagi a Palermo.
Si tratta, si legge nella nota, “di percentuali destinate a salire dopo la seconda fascia di garanzia, che sarà diversa di città in città”. I dati “confermano la bocciatura da parte dei lavoratori di un’intesa tutta a loro sfavore”, commenta Giampietro Antonini, coordinatore della Cub trasporti. “È infatti inaccettabile un adeguamento salariale che è pari ad un caffè al giorno, la possibilità di una deroga peggiorativa nei contratti aziendali, l’allungamento da due a tre anni della scadenza del contratto nazionale, ed ulteriori limitazioni al diritto di sciopero, già fortemente compresso”.
Nei fatti, tuttavia, ha vinto più l’effetto annuncio che la serrata: per non rischiare, molti pendolari hanno preso i mezzi prima del solito, congestionandoli. E molti hanno preso l’auto, congestionando il traffico, anche se non si registra un blocco totale del servizio.In una nota sul proprio sito l’Atm, azienda trasporti milianesi, ha informato che “alle 10.30 le metropolitane funzionano regolarmente. In superficie 25 mezzi su cento sono rientrati in deposito”. Ricordando che la prima fascia di sciopero è iniziata alle 8.45 e si concluderà alle 15. Come comunicato sul sito del Comune di Milano, per l’intera giornata di venerdì 15 maggio il provvedimento Ecopass è sospeso.
Anche a Roma, comunica l’Atac, è regolare il servizio sulle due linee della metropolitana e sulle ferrovie Roma-Lido e Roma-Viterbo, con qualche leggera riduzione a livello locale. L’adesione presso l’azienda Trambus che gestisce le linee centrali e di Ostia è del 24 per cento. Lo sciopero nella Capitale si concluderà alle 17, momento in cui inizierà la fascia per garantire la mobilità di studenti e pendolari, per poi riprendere dalle 20.
Molto bassa la percentuale di adesione allo sciopero dei lavoratori del trasporto pubblico a Napoli. Secondo la prima stima diffusa dall’Azienda napoletana mobilità nei depositi sono rientrati appena il 10,5 per cento dei mezzi in servizio.

Caos trasporti: sciopero di 24 ore nelle città

Trasporti pubblici fermi nelle città e scuole chiuse: è la prova di forza dei sindacati di base lanciata per venerdì. Le sigle Sdl, Cobas e Cub confermano lo sciopero nazionale di 24 ore. La protesta sarà svolta in fasce orarie diverse per città, garantendo quelle protette. Proprio oggi è arrivata la firma del protocollo d’intesa sul contratto del trasporto pubblico locale che interessa ferrovieri e autoferrotranvieri, alla presenza del ministro delle infrastrutture e trasporti Altero Matteoli e della maggior parte dei sindacati di categoria (Filt cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti, Ugl Trasporti, Orsa, Faisa Cisal e Fast).

Gli orari. A Milano metro, bus e tram circoleranno fino alle 8.45 e poi dalle 15 alle 18. A Roma, invece, sono note le fasce orarie in cui è possibile attendersi disservizi: dalle 8.30 alle 17 e dalle 20 a fine servizio (qui ulteriori informazioni). In particolare, nella capitale sono coinvolti nello sciopero anche addetti alle biglietterie, ausiliari del traffico, addetti ai parcheggi; a rischio servizi informativi, sportelli al pubblico, check point bus turistici (qui ulteriori informazioni). A Napoli saranno bloccati anche i veicoli privati: il Comune ha imposto il divieto di circolazione per impedire l’accumulo di sostanze inquinanti. Una città, invece, è in controtendenza: Torino non aderisce alla mobilitazione e all’ombra della Mole sarà una giornata normale.

Insegnanti in piazza. L’altro fronte aperto è la scuola. I sindacati Cobas hanno indetto uno sciopero generale con una manifestazione nazionale in programma a Roma. Si scende in piazza in quanto, sostengono i Cub, “per l’avvio del prossimo anno scolastico si annuncia un vero terremoto nella scuola: tagli dei posti di lavoro (57 mila solo per il 2009/2010), aumento della precarietà, disoccupazione, e nel contempo classi sovraffollate, violazione delle normative per la sicurezza negli edifici scolastici e per il diritto allo studio delle giovani generazioni, che colpiranno soprattutto delle fasce sociali più deboli ed i portatori di handicap; autoritarismo e politiche scolastiche contro l’integrazione dei giovani immigrati”.

Nel 2008, 2.195 scioperi proclamati. E Fini chiede nuove regole.

Gianfranco Fini, neo presidente della Camera

Ne è convinto il presidente della Camera Gianfranco Fini: il diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali “non può compromettere oltremisura il godimento di altri diritti della persona ugualmente garantiti in Costituzione. Non si tratta ovviamente di soffocare il diritto di sciopero, ma di armonizzarlo con l’esercizio degli altri diritti di tutti i cittadini in un’opera di bilanciamento che deve tenere conto dell’evoluzione sociale”.
Questo è il nocciolo dell’intervento del numero uno di Montecitorio alla presentazione della relazione annuale della Commissione di Garanzia sull’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali. E i dati presentati da Antonio Martone, presidente della commissione di Garanzia, parlano chiaro: nel 2008 sono stati effettuati 856 scioperi tra nazionali e locali, oltre la metà dei quali nei trasporti; in crescita quindi rispetto ai 731 del 2007 è stata del 17%. Gli stop del lavoro con rilevanza nazionale sono stati 201, 77 dei quali nei trasporti.
Hanno scioperato soprattutto i lavoratori del trasporto aereo con 171 fermate nel complesso e 57 di rilevanza nazionale (quasi una ogni sei giorni) in forte crescita rispetto alle 39 del 2007 soprattutto a causa della vicenda Alitalia. Proprio questi ultimi casi, secondo Martone, mostrano “le anomalie e l’inadeguatezza” dell’attuale normativa sull’esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali. La verifica potrebbe essere affidata alla stessa commissione di Garanzia e il referendum preventivo, analogamente a quanto proposto dal ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, “potrebbe essere previsto solo per le proclamazioni di sciopero da parte di organismi privi di una data rappresentatività”.
Parlando del caso Alitalia, Martone ha sottolineato come in questo settore “si sono verificati scioperi dove, pur essendo la percentuale di adesione estremamente bassa, si è verificata, nella stessa occasione, un’altissima percentuale di assenza dal servizio dei dipendenti e, di riflesso, la soppressione di centinaia di voli”. E lo stesso Martone ha citato il “caso emblematico” del 30 novembre 2007 “quando sono stati soppressi ben 220 voli, con nessuna adesione da parte dei lavoratori previsti in turno mentre risultavano assenti per altri motivi 263 sui 790 in turno e 749 assistenti di volo su 1.750 unità”. Secondo il presidente della Commissione di Garanzia: “questi esempi hanno dimostrato come, in particolare nel settore del trasporto aereo, la sola proclamazione dello sciopero in mancanza di attendibili previsioni sul grado di partecipazione, può incidere pesantemente sul servizio, indipendentemente dalla percentuale della concreta adesione” e “questa conseguenza è ancor più ingiustificata in caso di revoca quando l’informativa all’utenza si rivela di scarsa utilità”. Anche qu i dati: nel biennio 2007/08 sono arrivate alla Commissione oltre 4.000 dichiarazioni di sciopero (2.017 nel 2007 e 2.195 nel 2008) mentre gli scioperi effettivamente realizzati sono stati nel complesso 1.587, poco più di un terzo (731 nel 2007 e 856 nel 2008).
Per attenuare gli effetti negativi dell’effetto annuncio, bisognerebbe assicurare “la proporzionalità tra l’esercizio del diritto di sciopero e i danni agli utenti, in applicazione di criteri elaborati dalle stesse parti sociali, oltre che sulla base dei dati relativi a precedenti proclamazioni di sciopero da parte della medesima organizzazione”. Questa soluzione, per Martone, consentirebbe di poter prevedere il grado di partecipazione allo sciopero e “la tempestiva informativa all’utenza”. Martone, come il Governo nel ddl Sacconi, si detto favorevole allo sciopero virtuale.
Il provvedimento dovrebbe essere discusso nella riunione del Consiglio dei ministri di venerdì. Stando a quanto ha precisato il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, intervistato da Canale 5, nel prossimo futuro non sarà più possibile fare scioperi selvaggi nei servizi pubblici: “È nel testo di legge che probabilmente approveremo domani nel consiglio dei ministri presentato dal collega Sacconi che ha perfettamente ragione” ha detto l’esponente del governo. “Non è possibile che una minoranza tenga in ostaggio una maggioranza. Anche qui bisogna essere molto chiari. Lo sciopero è un diritto tutelato dalla Costituzione (all’articolo 40, ndr) ma anche la mobilità, la vita, il lavoro sono valori tutelati dalla Costituzione. Quando ci sono due valori tutelati dalla Costituzione che entrano in conflitto, cosa che può succedere, serve la regola, la regolazione, la legge e la legge deve definire la priorità. In questo caso la priorità è la vita, la mobilità, l’economia dei cittadini rispetto al diritto di sciopero che potrà essere comunque espletato secondo regole tali da non incidere nella libertà degli altri”. La Cgil ha già annunciato un parere negativo, ma Brunetta non sembra preoccuparsene: “Ce ne faremo una ragione”.

La nuova normativa sullo sciopero: arriva quello “virtuale” nei trasporti

Sciopero mezzi

Niente più fermi selvaggi, basta con i sindacati che con, forti di “quattro iscritti” fermano un Paese intero, stop ai ai ribelli del tram, delle metrò, delle ferrovie. Almeno questo è l’intento del governo che ha analizato i dati della Commissione di garanzia sugli scioperi, che proprio in questi giorni presenta la nuova relazione sul 2007-2008, la conflittualità nel settore dei trasporti si è mantenuta a livelli altissimi, si è calcolato che tra vertenze nazionali e proteste locali, in media si contano circa 3 scioperi proclamati ogni giorno, mille in un anno.
E allora ecco l’inevitabile stretta: il ministero del Lavoro ha messo a punto una bozza di riforma che approda domani al Consiglio dei ministri e che di fatto riscrive la legge 146 del 1990. La novità principale? Si chiama sciopero “virtuale” (si proclama, ma si lavora ugualmente) per le categorie cosiddette “essenziali”.
La norma è contenuta nella bozza di disegno di legge delega sulla regolamentazione dello sciopero nei trasporti che il consiglio dei ministri esaminerà nella prossima seduta di venerdì 27. Lo rivela l’Adnkronos che spiega i contenuti del provvedimento. Contenuti che sembrano corrispondere alle indiscrezioni che già circolavano e che avevano messo in allarme i sindacati. Ecco i punti principali del testo.

1) Referendum consultivo obbligatorio
Le nuove norme prevedono il referendum consultivo preventivo obbligatorio prima dello sciopero, a meno che non si tratti di proclamazioni da parte di organizzazioni sindacali complessivamente dotate di un grado di rappresentatività superiore al 50% dei lavoratori. per servizi o attività di particolare rilevanza è prevista anche la dichiarazione preventiva di adesione allo sciopero stesso da parte del singolo lavoratore.

2) Sciopero virtuale
Per alcune categorie professionali le quali, per le peculiarità della prestazione lavorativa e delle specifiche mansioni, determinino o possano determinare, in caso di astensione dal lavoro, la concreta impossibilità di erogare il servizio principale ed essenziale, arriva lo sciopero virtuale. lo sciopero virtuale prevede che un lavoratore dichiari l’astensione dal lavoro ma in realtà presti comunque la sua attività, perdendo però la retribuzione. questa, insieme alla somma che deve erogare l’azienda, viene poi destinata a fini sociali. in questo modo non si danneggiano i cittadini e si fa comunque una pressione sull’azienda.

3) Norme anti-effetto annuncio
È prevista la comunicazione con un ampio anticipo della revoca dello sciopero.

4) Nuova commissione e nuovi poteri
Al posto della commissione di garanzia nascerà la commissione per le relazioni di lavoro a cui saranno attribuiti competenze di natura arbitrale e conciliativa. avrà anche il compito di verificare l’effettivo grado di partecipazione agli scioperi e scambierà informazioni con le autorità amministrative competenti per l’adozione della ordinanza di precettazione.

5) Tipi di proteste vietate
Addio all’occupazione di strade, autostrade linee ferroviarie o aeroporti in seguito a uno sciopero. È previsto infatti anche il divieto di forme di protesta o astensione dal lavoro lesive, anche per la durata o le modalità di attuazione, del diritto alla mobilità e alla libertà di circolazione anche attraverso l’individuazione, nei contratti e negli accordi collettivi relativi a servizi non essenziali, di specifiche formalità e procedure per la proclamazione.

6) Autotrasporto
Regole specifiche riguarderanno l’autotrasporto, con riferimento specifico alle prestazioni essenziali da garantire e la durata massima delle astensioni nel comparto.

7) Sanzioni
Il governo sarà delegato a rivedere e aggiornare il regime sanzionatorio, (le multe), nel caso di violazione delle regole sul conflitto da parte dei promotori del conflitto, delle aziende che tengono comportamenti sleali e dei singoli lavoratori, con specifico riferimento al fenomeno degli scioperi spontanei. le sanzioni individuali previste dalla normativa sulla regolamentazione del diritto di sciopero sono riscosse da equitalia e non più dai datori di lavoro.

Ma quanto piace la riforma? A Cisl e Ugl abbastanza: da loro arriva un via libera di massima; d’accordo anche la Uil che però boccia il meccanismo dell’adesione preventiva. La Cgil, invece, è preoccupata: “Mi auguro che a guidare l’iniziativa del governo sul diritto di sciopero non sia, dopo aver favorito la rottura del sindacato, il tentativo di impedire che il dissenso possa manifestarsi” afferma il segretario confederale Fabrizio Solari. Il Pd, con Cesare Damiano, chiede al governo di concertare le nuove misure coi sindacati, mentre il segretario di Rifondazione Ferrero attacca a testa bassa: “È una controriforma, siamo pronti alle barricate”.

Il VIDEO servizio:

Firenze: il tram chiamato discordia


“Firenze non è Disneyland, con tram superveloci che sembrano metropolitane a cielo aperto, sfiorano pericolosamente i monumenti del centro e non permettono ai turisti di gustare le bellezze della città. È una questione di logica e di buon gusto. Domenici vuole fare l’americano sulla pelle dei fiorentini”.
La posizione di Paolo Bonaiuti, fiorentino, portavoce di Silvio Berlusconi, arriva direttamente da Palazzo Grazioli a Roma. “Purtroppo, ormai, è diventata solo una questione politica perché io sono al mio secondo mandato ed evidentemente il centrodestra è già in campagna elettorale” ribatte da Palazzo della Signoria il sindaco diessino, Leonardo Domenici.

Motivo del contendere, tre nuove linee tranviarie. La prima, dalla stazione di Santa Maria Novella a Scandicci, in allestimento, sarà pronta nel 2008. Per la seconda, quella che ha sollevato più polemiche, con tragitto aeroporto-Duomo-piazza della Libertà, deve ancora aprire il cantiere. Così come anche per la terza linea: dall’Ospedale di Careggi a Fortezza. Entrambe saranno finite, almeno sulla carta, nel 2010.
I tram, color argento con una striscia rossa, lunghi 32 metri, alti 3 metri e 30, larghi 2, capienza 202 persone, sono al momento in costruzione negli stabilimenti Ansaldo Breda. Tram già utilizzati a Milano, Napoli e Atene. “Molto simili al numero 8 che a Roma parte da largo Argentina” spiega il tecnico che si è occupato del progetto, Gabriele Ottanelli, mostrando a Panorama parte del cantiere aperto tra la Stazione e il parco delle Cascine.

“Tutte le accuse” dice a Panorama Giuseppe Matulli, vicesindaco e assessore alla Mobilità fiorentina, “sono infondate: la zona del centro sarà interamente pedonalizzata, quindi passerà un solo tram e non più tanti autobus inquinanti come adesso. Vibrazioni non ce ne saranno per via di speciali cuscinetti posti sulle rotaie. E comunque la zona del Battistero sarà libera finalmente dalle macchine. Per quanto riguarda i muretti di contenimento, sono semplici cordoli”.
Ma la questione è tutt’altro che chiusa. Nei giorni scorsi sono intervenuti il cardinale Ennio Antonelli, l’ex sovrintendente Antonio Paolucci, decisamente contrario al percorso in centro, nonché il direttore generale per i beni culturali della Toscana Mario Lolli Ghetti, che invece chiede solo che “la tramvia sia ben fatta”.

Ci sono poi i più oltranzisti. Un consigliere comunale dell’Udc, Mario Razzanelli, lancia l’idea di un referendum, sebbene i lavori siano già in corso. E sono attivi almeno due comitati antitram. Da un lato l’architetto Luciano Ghinoi (”Questa è una metropolitana di superficie che taglia in due interi quartieri”), dall’altro Mario Bencivenni, presidente del “comitato del quartiere quattro”, che aumenta il carico: “Per fare le rotaie hanno devastato il parco delle Cascine”.
Commenta con Panorama l’ex ministro dell’Ambiente, Altero Matteoli, di An, toscano doc: “Piuttosto che pensare a una tranvia, nella zona Battistero-Duomo dovrebbe essere creato un parco culturale del Rinascimento: il centro di Firenze è stato dichiarato dall’Unesco patrimonio dell’umanità. Qualcuno ha mai pensato di far passare un tram in piazza Navona a Roma, nella piazza dei Miracoli a Pisa o in altri luoghi simbolo della cultura italiana?”.

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