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Una differenza di costi non da poco, quella fra acqua di rubinetto e di minerale in bottiglia: i servizi idrici che arrivano in casa hanno un prezzo da 60 a 80 centesimi per mille litri. La spesa, invece, è di 250 euro ogni mille litri con le confezioni acquistate nei supermercati.
Ma il confronto non è affatto semplice: cosa c’è in questi numeri?
I costi. “È un paragone che non ha senso scientifico: sono diverse per composizione e proprietà” osserva Ettore Fortuna, presidente di Mineracqua (l’associazione che raccoglie i produttori di acque minerali).
Che cifra versano le aziende per imbottigliarla? Dipende dalle Regioni in cui è situata la fonte: se il Veneto fa pagare tre euro al metro cubo (cioè mille litri), in Toscana ogni Comune dice la sua, con un canone di concessione da 0,50 a 2,50 euro al metro cubo. In alcune Regioni, poi, è prevista una tassa di superficie a seconda dell’area occupata dalla fonte: in Emilia Romagna è di 18,69 euro all’ettaro (ed esclude il canone di concessione).
Secondo Legambiente e Altraeconomia, tirando le somme, la media nazionale dei costi per imbottigliare l’acqua è di 0,5 centesimi a litro.
Altro discorso per l’acqua domestica, pagata con la bolletta: le tariffe medie al metro cubo (quindi per mille litri) sono comprese tra 0,92 centesimi in Lombardia e 1,73 euro in Toscana.
Consumi. Gli italiani sono amanti della minerale, si sa. Ne bevono poco più di mezzo litro al giorno. Quanto spende una famiglia all’anno? Secondo Mineracqua 67 euro, calcolando che ogni persona del nucleo familiare abbia bisogno in media 0,6 litri al giorno e il costo di primo prezzo per una confezione sia di 0,17 centesimi. Eppure per la prima volta, come ha scoperto Panorama, nel 2008 i consumi della minerale sono diminuiti dell’1,5 per cento sull’anno precedente.
La bolletta dell’acqua di rubinetto (utilizzata anche per altri scopi, dalla cucina ai servizi igienici), invece, è la meno cara d’Europa, sottolinea il rapporto Blue Book pubblicato da Federutility (l’organizzazione che unisce le aziende municipalizzate fornitrici di servizi energetici e idrici): 20 euro al mese, con un’incidenza sulla spesa mensile delle famiglie dello 0,7 per cento. In particolare, la richiesta locale è destinata a crescere entro il 2011 soprattutto in Puglia, Campania, Sicilia e Piemonte.
Trasporti e distribuzione. Bottiglie di plastica in pet e marketing sono due delle principali voci dei costi per le minerali. Servono due chili di petrolio per fabbricare un chilo di pet. Senza contare il carburante per trasportarle su strada. Spesso, poi, è criticato dalle associazioni di consumatori anche lo stoccaggio delle confezioni che potrebbe alterare la qualità del contenuto.
“Eppure il tempo medio tra la produzione e la vendita nella grande distribuzione organizzata (come i supermercati, ndr), che copre il 60 per cento degli acquisti, è di 15 giorni” osserva Fortuna.
Le aziende idriche locali devono affrontare, invece, due nodi che riguardano la loro rete di infrastrutture: secondo Federutility, in Italia il 30 per cento del territorio nazionale non è servito da depuratori e il 15 per cento della penisola è priva di fognature, con picchi di disagio in Sardegna, Liguria, Umbria, Veneto e Sicilia. Nei prossimi trent’anni gli ammodernamenti dei servizi idrici (acquedotti, depuratori, fognature) costeranno 60 miliardi di euro. Lo Stato è disposto a sborsare l’11 per cento degli investimenti necessari.
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di Donatella Marino
Sono distanti 800 chilometri ma accomunate da record negativi. Se a Torino, con una delle reti urbane di trasporto pubblico meno estese, chi abita in periferia fatica a raggiungere il centro, con il risultato che la città ha il minor utilizzo del mezzo pubblico, a Campobasso, dove il parco autobus è antiquato, d’estate si suda nei molti veicoli senza aria condizionata.
Il punto sul sistema del trasporto pubblico locale e sulla gestione della viabilità l’ha fatto la Fondazione Civicum, in un dossier che Panorama ha potuto esaminare in anteprima. L’associazione, fondata senza scopo di lucro cinque anni fa, ha commissionato l’analisi al Politecnico di Milano. Ne è venuta fuori una fotografia variegata. Così è vero che il pensionato, sempre a Campobasso, viaggia praticamente gratis, con il costo del biglietto tra i più bassi, ma ne fa le spese il disabile che raramente trova le passerelle ribassate per salire a bordo. Idem a Cagliari, dove sono pochi i posti dedicati. Andrebbe meglio se vivesse a Trento, unico comune con tutti i veicoli dotati di pianali d’accesso.
L’obiettivo della ricerca era coinvolgere i 20 capoluoghi di regione, però solo la maggioranza ha risposto all’appello e inviato dati, tra cui Ancona, Bologna, Cagliari, Campobasso, Genova, Milano, Palermo, Roma, Torino, Trento e Venezia. “È una cartina di tornasole della difficoltà di far passare la cultura della trasparenza” afferma Federico Sassoli de Bianchi, presidente di Civicum. “Non è la sola: nei bilanci erano indicate le spese comunali, ma non quanto scopo è di fare da pungolo”.
Il secondo passo è stato allargare il tiro a città più piccole ma importanti per peso economico, come Brescia, Novara e Pescara. “Volevamo capire le differenze legate alla dimensione” chiarisce Giovanni Azzone, prorettore al Politecnico e coordinatore della ricerca. “Abbiamo visto che non è un fattore che incide molto. Pesa di più il divario Nord-Sud. In ogni caso il comune perfetto, con tutti i parametri a posto, non esiste”. E quanto a indicatori ne sono stati esaminati molti.
A partire dalle spese. È emerso che i 15 comuni, con 7,9 milioni di abitanti complessivi (13 per cento della popolazione), spendono in media 77 euro pro capite per la gestione del trasporto pubblico locale e 35 per la viabilità. A questi vanno aggiunti gli investimenti, dall’acquisto di nuovi mezzi alla costruzione di infrastrutture o, sull’altro versante, la manutenzione delle strade.
La ricerca li riporta: il record positivo è di Roma (oltre 350 euro a testa per la voce trasporti), la maglia nera di Cagliari. “Ma va sottolineato che queste cifre sugli investimenti consentono un confronto meno significativo” avverte Azzone. “Possono oscillare nel tempo e qui è considerato il solo 2007″. A Cagliari, per esempio, negli ultimi tre anni sono stati spesi 9,8 milioni di euro per informatizzare il parco mezzi e la rete con sistema satellitare di controllo e display, sono stati acquistati 55 nuovi autobus, con piattaforme per disabili, e si punta ad altri 170 entro il 2010. C’è pure uno stanziamento iniziale per costruire la prima metropolitana. “Siamo gli ultimi? ” commenta il sindaco Emilio Floris. “L’auspicio è che diventeremo i primi”. Anche a Torino sono state aggiunte quattro stazioni della metropolitana e si sta lavorando per altri 6 km di linea entro il 2011.

I passeggeri secondo i dati della Gtt (Gruppo Torinese Trasporti, una S.p.A. di proprietà della Città di Torino), l’azienda comunale, nel 2008 sono passati da 40 mila a 90 mila. Inoltre è stato avviato un servizio autobus notturno di 10 linee. Resta il fatto che Torino e Cagliari, in un ulteriore approfondimento svolto dal Politecnico per Panorama, sul totale delle spese comunali dedicano a trasporti e viabilità solo, rispettivamente, il 5 e il 2 per cento.
Mentre spicca il 16 di Genova, seguito da Roma (15) e Venezia (14), il cui sistema di trasporto pubblico è strutturalmente oneroso. Genova è fra le città che devolvono al settore più entrate tributarie (32 per cento), come Roma (31) e Brescia (25). Nel dossier Genova e Roma hanno valori doppi rispetto alla media nazionale anche sulla spesa pro capite (il minimo è di Palermo, con 8 euro).
Non stupisce quindi, considerato l’impegno finanziario del comune, che chi vive a Genova possa trovare fermate praticamente ovunque. Il rapporto tra chilometri di rete di trasporto pubblico e chilometri di strade urbane a Genova tocca il 95. Al Sud la cifra è 40 mentre al Nord è 60. Al crescere della qualità del servizio aumentano i passeggeri. L’assalto, in rapporto al totale degli abitanti, lo registrano Venezia, Roma e Milano, però non bisogna trascurare l’apporto di turisti e pendolari. Si usa invece più l’automobile a Novara e a Campobasso, città che non ha ancora definito livelli minimi essenziali del servizio.
Il confronto con l’Europa sfata il luogo comune di uno scarso utilizzo dei trasporti pubblici: la media italiana è inferiore solo a Londra, Manchester e Lione. E la produttività (rapporto tra numero di passeggeri e numero di dipendenti)?
In testa alla classifica c’è Roma, poi Milano e Brescia. Roma batte Milano anche sul numero di chilometri percorsi per veicolo. Quanto a comfort e servizi, bene va ai triestini, con il record di mezzi climatizzati, meglio ai bresciani, con i bus più veloci. Sul fronte dei prezzi (calcolati al minuto, per omogeneità), il biglietto medio costa 1,34 centesimi. Le più care? Bologna, Trieste e Venezia (1,67 centesimi).
L’intero dossier sarà consultabile sul sito della fondazione.
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Il Nord Italia più virtuoso del Sud, anche nel “verde”. Una storia già vista in altre classifiche, come quelle sulla ricchezza, sulla qualità della vita, sulla produttività e sul rendimento scolastico, come ha riportato la scorsa estate il ministro dell’Istruzione Gelmini. Sono queste alcune conclusioni che saltano fuori, leggendo i “125 indicatori di Ecosistema 2009″, l’indagine sulla sostenibilità urbana di Legambiente, il Sole 24 Ore e Ambiente Italia, società di ricerca e consulenza sulla gestione dell’ambiente. Le città più “verdi”, secondo lo studio, sono nel Centro Nord, mentre il Sud annaspa tra cattiva gestione della raccolta dei rifiuti, smog e trasporto pubblico inefficiente. E tra le “big”, lo scorso anno entrambe al 55esimo posto, si segnala lo scatto di reni di Milano, che guadagna dieci posizioni arrivando al 49esimo posto, mentre tracolla la capitale: al 70esimo posto. Roma ha un inquinamento atmosferico leggermente più basso rispetto a quello del capoluogo lombardo, ma per il resto la Capitale mette in fila una serie di risultati negativi: Milano ad esempio batte Roma in raccolta differenziata, isole pedonali e piste ciclabili.
Entrando nel dettaglio della classifica, la città regina d’Italia, per il secondo anno consecutivo, è Belluno, mentre fanalino di coda è la piccola Frosinone. Tra le prime cinque città, anche Siena, Trento, Verbania e Parma.
Pur senza primeggiare in quasi nessuno dei parametri selezionati la città veneta ha buone performance in tutti i settori: una discreta qualità dell’aria (la media annuale delle polveri sottili scende da 26 a 23 microgrammi per metro cubo, ampiamente entro i limiti di legge), un’ottima raccolta differenziata (il 57,4%), una bassissima produzione pro capite di rifiuti, bassi consumi di acqua (136 litri pro-capite, ma perdite eccessive dalla rete idrica: il 36%), un trasporto pubblico sufficiente (76 viaggi a testa ogni anno), una buona dotazione di spazio per le bici (4,6 metri per abitante) e una crescita costante degli spazi interdetti alle auto.
L’altra faccia dell’Italia delle città si chiama Frosinone, che occupa la coda insieme a Ragusa, Catania e Benevento. Nel capoluogo laziale parecchio smog, un trasporto pubblico quasi inesistente, un altissimo tasso di motorizzazione (73 auto ogni 100 abitanti). Ecosistema Urbano 2009 (qui il documento in .Pdf) segnala inoltre la presenza di Cagliari al 35esimo posto nella classifica generale (prima delle città del Sud e Isole) e al quinto posto tra le grandi città, in salita di 17 posizioni rispetto all’edizione 2008.
Al Sud migliora anche Caserta, che si piazza al 37esimo posto (era al 41esimo lo scorso anno). Belluno cinque anni fa navigava poco sopra la metà della classifica dell’ecosostenibile.
Poi in pochi anni la grande rimonta, fino alla vetta per il secondo anno consecutivo. “Il merito è dei nostri cittadini che sono tra i più educati in Italia per senso civico”, spiega a Panorama.it il sindaco Antonio Prade (Pdl): “Sono virtuosi e conducono una vita sobria: abbiamo la minor percentuale di produzione di rifiuti. A questo si aggiunge una buona politica
di differenziazione dei rifiuti, politiche selettive del traffico delle auto, con zone ad accesso vietato o limitato, incentivo al trasporto dei mezzi pubblici e buona politica della depurazione delle acque”. Per il sindaco veneto di centrodestra il fatto che Belluno sia piccola non giustifica il suo primato dovuto a una maggiore facilità nella gestione delle politiche ambientali. “Ultima è Frosinone, che non è certo una metropoli. C’è un’Italia virtuosa e produttiva che manda avanti un paese intero, come il Veneto e la Lombardia, che poi non è presa in considerazione dallo Stato: a Napoli sono stati fatti sette consigli dei Ministri, ma nessun sottosegratario si è degnato di venire da noi una sola volta per vedere con i suoi occhi il nostro modello di gestione delle politiche ambientali”.
Certo, se fosse a Napoli, il sindaco ammette che “sarebbe molto più complicato gestire i problemi rispetto a Belluno”. Ma un consiglio nel cassetto ce l’ha lo stesso: “I napoletani dovrebbero condurre una vita più sobria. È questo il segreto di noi bellunesi: stare attenti alle cose più piccole della vita quotidiana. Solo così si diminuiscono gli sprechi, si inquina di meno e si producono meno rifiuti”.
Dietrofront di Trenitalia sul divieto di portare i cani di peso superiore ai 6 chili sui treni. L’ordinanza, che sarebbe dovuta entrare in vigore domani, è stata sospesa stamattina. I padroni, quindi, potranno continuare a viaggiare con i loro amici a quattrozampe come prevede la legge vigente, con guinzaglio e museruola, senza il rischio di pagare una multa da 100 euro. Lo ha comunicato oggi il sottosegratario al ministero del Welfare, Francesca Martini. “Oggi abbiamo avuto un incontro con l’amministratore delegato Trenitalia, Vincenzo Soprano, con il quale abbiamo deciso la sospensione dell’ordine di servizio, che vietava la presenza di cani superiori a sei chili sui treni italiani e li obbligava a stare all’interno di trasportini”.
Trenitalia aveva preso questo provvedimento la scorsa settimana per dare una risposta al problema delle pulci e delle zecche nei vagoni dei treni, tornato alla ribalta dopo l’ultimo caso, segnalato il 17 settembre da una viaggiatrice. Iniziative indispensabili, secondo la compagnia ferroviaria, che ogni anno spende in media 200 milioni di euro per la disinfestazione dei vagoni passeggeri e che riceve numerosi reclami dai clienti sulla presenza dei cani nei treni.
“Esprimo enorme soddisfazione per questa decisione di Trenitalia” ha aggiunto il sottosegretario “e ringrazio loro per la collaborazione che ci vede nell’obiettivo comune di tutelare il diritto dei tanti viaggiatori possessori di cani, di viaggiare con il proprio animale e allo stesso tempo di tutelare tutti gli altri viaggiatori, la loro sicurezza l’igiene, la qualità e la salubrità dei vagoni”.
A spiegare meglio i termini della questione, ci pensa però l’amministratore delegato delle Ferrovie, Mauro Moretti: “Non abbiamo ritirato l’ordine di servizio, ma abbiamo aderito alla richiesta del sottosegretario di sospendere per 15 giorni il provvedimento per cercare una soluzione”. Quindi, per il momento l’ordine di servizio, che sarebbe dovuto scattare da mercoledì 1 ottobre, è sospeso. “Abbiamo due ordini di problemi” ha spiegato Moretti “siamo sommersi da lettere di protesta dei passeggeri per la presenza di razze pericolose di cani sui treni, tipo rottweiler, pitbull e simili. Non possiamo far entrare queste razze, bandite in tutta Europa, in spazi ristretti dove sono presenti bambini e anziani. La gente ha paura di questi animali che superano i 60 chilogrammi di peso e sono classificati tra le razze aggressive e pericolose”.
Il secondo problema, ha proseguito Moretti, riguarda lo stato di igiene dei cani e la tutela dei passeggeri, che “hanno il diritto di sedersi al loro posto senza che questo sia stato occupato poco prima da un animale, magari provvisto di certificato che attesti che non sia portatore di parassiti”. “Stiamo ragionando su questo e non so a che soluzione arriveremo”, ha aggiunto l’amministratore delegato.
In Italia 44 milioni di italiani posseggono un animale domestico. I cani che vivono nelle case sono 6,9 milioni.
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Dopo due fine weekend di agosto da “bollino nero” sulle strade delle vacanze, il prossimo - quello di Ferragosto - si annuncia più tranquillo. Ma domenica pomeriggio la prima tappa del controesodo potrebbe provocare rallentamenti verso le città. Ed al Nord il fine settimana sarà all’insegna del maltempo.
Per il weekend di ferragosto saranno circa 5 milioni i veicoli in viaggio sulla rete di Autostrade per l’Italia. Fascia critica - da bollino rosso - quella tra le 14 e le 22 di domenica 17. Ma il traffico sarà decisamente inferiore (si stima un calo del 10%) a quello delle prime due settimane di agosto. A fornire il quadro dei movimenti dei vacanzieri è Paolo Berti, responsabile Traffico della società. La maggior parte degli italiani, spiega Bertim all’Ansa, “ha ormai raggiunto la meta delle vacanze e quindi ci sarà meno movimento rispetto ai giorni da ‘bollino nerò della prima parte di agosto. Inoltre - aggiunge - il maltempo previsto al Centro-Nord ridurrà ulteriormente i volumi di traffico”.
Il traffico sarà comunque sostenuto (da “bollino giallo”) - è la previsione - il 14 verso le località di mare. Sarà invece da “bollino rosso” tra le 14 e le 22 di domenica 17, quando i rientri di fine ferie si sommeranno a quelli dei vacanzieri del fine settimana. In seguito, i rientri più consistenti sono previsti per i weekend del 24 e del 31 agosto. Quanto agli incidenti stradali, Berti rileva che sulla rete del gruppo quest’estate i tassi sono in linea con il periodo, mentre dei cantieri programmati soltanto nove sono attivi e comunque è sempre garantito un minimo di 2 corsie disponibili.
Consigli agli automobilisti: pianificare la partenza in modo adeguato, sentendo i gestori autostradali o il Cciss; verificare lo stato dell’auto, specie delle gomme, che con le elevate temperature estive possono dare problemi; viaggiare riposati; rispettare i limiti di velocità (più del 50% degli incidenti è causato dalla velocità eccessiva); allacciare le cinture di sicurezza davanti e dietro.
La Polstrada è impegnata ogni giorno con 1.500 pattuglie, di cui la metà in autostrada. A queste si aggiungono le pattuglie in borghese nelle aree di servizio e sosta per contrastare attività criminali ed assistere gli utenti. C’è inoltre un impiego coordinato dei reparti volo con aerei ed elicotteri a vigilare sui più importanti snodi autostradali. Stefanio Ferrara, vicequestore aggiunto del servizio Polizia stradale osserva che “nonostante i gravi incidenti registrati nei giorni scorsi, la tendenza è quella di un calo dei sinistri che speriamo possa proseguire. Sul versante della prevenzione” aggiunge “i controlli della Polstrada contro la guida in stato di ebbrezza sono stati intensificati”.
Sul fronte meteo, Italia spaccata in due a Ferragosto: maltempo al Nord, con piogge che potranno interessare anche parte delle regioni centrali, sole e caldo al Sud. Una perturbazione atlantica, secondo le previsioni degli esperti del Dipartimento della Protezione Civile, entrerà nella penisola proprio il 15, portando temporali localmente anche molto intensi su tutte le regioni settentrionali e piogge sparse su Toscana, Lazio e Umbria. Bel tempo invece su tutte le regioni meridionali, dove si registreranno anche temperature di poco sopra la media stagionale. Un miglioramento è previsto già per la giornata di sabato, con le piogge che dovrebbero interessare solo Nord-Est e alto Adriatico. Ma nella serata di domenica una nuova perturbazione si affaccerà sulle regioni del Nord-Ovest.
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Sarà l’ultimo week-end di grandi partenze per le vacanze estive degli italiani. Autostrade per l’Italia prevede due giorni da “bollino nero” con traffico molto intenso in uscita dalle grandi città verso le località di villeggiatura, con 9 milioni di veicoli in circolazione sulla rete del Gruppo.
Gli spostamenti saranno di lunga percorrenza nella direttrice nord-sud, ma sono attesi anche i primi rientri in città di chi ha terminato le ferie. La circolazione sarà favorita dal blocco dei mezzi pesanti e dalla rimozione dei cantieri. Le prime partenze sono attese per venerdì 8, con traffico molto intenso già nelle ore pomeridiane, quando terminano le attività lavorative.
Le maggiori concentrazioni sono previste sabato mattina, dalle 6 alle 14 e circolazione sostenuta fino a tarda sera. I mezzi pesanti non potranno viaggiare domani (ore 16-24) e sabato 9 e domenica 10 agosto (ore 7-24). Il traffico sarà più intenso sull’A1 (da Milano a Napoli) e sull’A14 Adriatica (in direzione Ancona), i tratti liguri, verso le riviere di Ponente e Levante, l’A4 in direzione Venezia. Flussi elevati anche sull’A3 Napoli-Salerno e sull’A30 Caserta-Salerno verso la Calabria. Traffico intenso, infine, ai valichi di frontiera con Slovenia, Francia, Svizzera ed Austria, sia in uscita dall’Italia che in entrata per l’arrivo di numerosi turisti stranieri.
Ecco nel dettaglio i tratti autostradali con i flussi più elevati:
- A1 Milano-Napoli: in uscita da Milano, Piacenza-bivio A15, all’altezza del bivio per l’Autobrennero, Modena-Bologna (bivio A14), Casalecchio, Firenze, Roma-Cassino ;
- A14 Bologna-Taranto: Bologna-Cattolica, tratto marchigiano-abruzzese;
- A10 Genova-Savona: verso la riviera di Ponente e la Francia;
- A7 Milano-Genova: da Busalla verso Genova;
- A12 Genova-Sestri: dal bivio A7 fino a Rapallo;
- A6 Torino-Savona: da Mondovì fino a Savona;
- A26 dei Trafori: da Ovada a Genova Voltri;
- A4 Milano-Brescia: da Milano verso Venezia;
- A11 Firenze-Pisa nord: in direzione della Versilia;
- A12 Livorno-Rosignano: alla barriera di Rosignano;
- A12 Roma-Civitavecchia: verso la riviera laziale e toscana;
- A3 Napoli-Salerno: verso Salerno e la Calabria;
- A30 Caserta-Salerno: verso Salerno e la Calabria;
- A9 Lainate-Chiasso: alla dogana italo-svizzera e verso i laghi A23 Udine-Tarvisio: verso l’Austria e la Slovenia Traforo del Monte Bianco: in entrambe le direzioni;
- A27 Venezia-Belluno: in direzione delle località di montagna. In caso di congestione nel nodo bolognese dell’A14, chi proviene dall’A1 può anche utilizzare la Tangenziale di Bologna - uscendo a Borgo Panigale o immettendosi sul Raccordo di Casalecchio - con rientro in A14 a Bologna San Lazzaro.
In questi giorni di grandi spostamenti Autostrade consiglia di viaggiare ascoltando i notiziari del traffico Isoradio 103.3 Fm, Onda Verde Rai, Rtl 102.5. Per informazioni sul traffico è possibile chiamare il Call Center Viabilità al numero 840.04.2121 o il numero telefonico 1518 del Cciss.
Lungo i principali itinerari delle vacanze, sui pannelli a messaggio variabile verranno indicati anche i tempi di percorrenza, per agevolare la programmazione del viaggio e delle eventuali soste, che sono necessarie in caso di lunghi tragitti.
Numerose sono le iniziative che i milioni di automobilisti troveranno quest’estate nelle aree di servizio della rete Autostrade per l’Italia: campagna di sicurezza sull’uso dei seggiolini auto per i bimbi, con buoni sconto per l’acquisto; parcheggi rosa per le mamme; sconto del 50% sul prezzo del caffè nei week-end; contact Points con le informazioni in tempo reale sulla viabilità; sconti fino a 10 eurocent al litro sui carburanti Shell e Tamoil per chi ha il Telepass Premium.
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Ferie d’agosto al via. Sta per cominciare il week-end di grande esodo per le partenze estive. Con la chiusura delle fabbriche e di tante attività lavorative, gli italiani abbandoneranno le città per recarsi nelle località di villeggiatura. Al Nord, dove il maltempo ha sferzato soprattutto la Lombardia nelle ultime ore, per la giornata di oggi sono previste nuvole e afa, ma questo non scoraggerà certo i vacanzieri. Gli italiani in movimento tra il 31 luglio e domenica 3 agosto saranno 14 milioni.
Gli spostamenti saranno di lunga percorrenza nella direttrice nord-sud e verranno favoriti dal blocco dei mezzi pesanti e dalla rimozione dei cantieri. Si prevedono complessivamente, secondo la società Autostrade per l’Italia, 10 milioni di veicoli in circolazione sulla rete del gruppo. Le prime partenze sono previste nel pomeriggio, ma sarà sabato la giornata da “Bollino nero”, con i flussi più intensi (1 agosto Bollino Rosso dalle 14.00 fino a tarda notte, sabato 2 Bollino Nero dalle 6.00 alle 22, domenica 3 Bollino Rosso dalle 6.00 alle 14.00).
Per favorire la circolazione, l’Anas ha disposto la rimozione di tutti i cantieri mobili nei fine settimana, dalle 12 del venerdì alle 12 del lunedì successivo. I cantieri inamovibili nel mese di agosto saranno 35, di cui 1 ad alta criticità (sulla A24 Roma-L’Aquila-Teramo), 16 a media e 18 a bassa criticità. Sulla A3 saranno presenti 9 cantieri inamovibili, di cui 5 con carreggiata unica, e in particolare: dal km 108 al km 133, tra Padula e Lauria Nord; dal km 323 al km 326, tra Lamezia e Pizzo; dal 360+850 al km 369+800 tra Serre e Mileto; dal km 369+800 al km 374, tra Mileto e Rosarno; tra il km 393+500 e il km 423+800, tra Gioia Tauro e Scilla.
Nel sito internet www.autostrade.it si trovano i possibili itinerari alternativi. Per informazioni sul traffico è possibile chiamare il Call Center Viabilità al numero 840.04.2121 o il numero telefonico verde 1518, al quale lavorano gli operatori dell’Anas e dell’Aci. Per la A3, Salerno-Reggio Calabria, gli utenti hanno a disposizione il numero verde Anas 800-290-092. Sul sito www.stradeanas.it sono elencati i cantieri inamovibili r i numeri utili. C’è anche la possibilità di organizzare il viaggio con il servizio “Quo vadis” e di verificare in tempo reale l’andamento del traffico sulle principali arterie nazionali.
I mezzi pesanti non potranno viaggiare il 1 agosto (dalle 16.00 alle 24.00), sabato 2 e domenica 3 (dalle 7.00 alle 24.00). Come di consueto, le autostrade più trafficate saranno l’Autosole, l’A14 Adriatica, i tratti liguri verso le riviere di Ponente e Levante, l’A4 in direzione Venezia. Flussi elevati anche sull’A3 Napoli-Salerno e sull’A30 Caserta-Salerno verso la Calabria. Traffico intenso, infine, ai valichi di frontiera con Francia, Svizzera, Austria e Slovenia, sia in uscita dall’Italia che in entrata per l’arrivo di numerosi turisti stranieri.
Oltre due milioni di italiani viaggeranno in treno. I primi tre giorni di agosto saranno contrassegnati da uno dei picchi della mobilità estiva che vede crescere la domanda di trasporto ferroviario, complice anche il caro-greggio. Secondo le stime di FS a fine estate saranno circa 15 milioni i vacanzieri che avranno preferito lasciare l’auto in garage per viaggiare in treno. Durante tutta l’estate l’offerta ordinaria è stata incrementata con circa 1200 treni in più, tra convogli periodici e straordinari. Molte anche le corse regionali che, il sabato e i festivi, collegheranno le principali città italiane con le vicine località balneari.
Secondo l’Osservatorio di Milano le città che registrano il maggior esodo sono Roma con 500 mila partenze, seguita da Milano con 300 mila, Torino 180 mila, Genova e Bologna, 90 mila.
Le mete preferite sono per il mare le località nella costa adriatica e in quella ligure, per la montagna Trentino Alto Adige e Valle d’Aosta. Per quanto riguarda l’estero, le città più gettonate sono Londra, Parigi e Barcellona mentre le zone marine più gettonate sono Croazia, Grecia, Mar Rosso e Caraibi.
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Ultimo week-end di luglio da bollino rosso. Significa traffico intenso, sulla rete autostradale Non è ancora bollino nero: previsto per le giornate del 2 agosto e del 9 agosto, soprattutto in direzione sud e delle località di villeggiatura.
Tutti verso il mare, quindi: il meteo invita alla “minivacanza”. Le partenze saranno, però, più numerose sabato mattina: dalle ore 06:00 alle 14:00 e dalle ore 14:00 alle 22:00.
Nonostante un calo del 10%, secondo il Censis, delle mete classiche per le vacanze (mare, montagna, città d’arte) e un boom per viaggi mordi e fuggi e per le forme di turismo tematico.
Secondo i dati diffusi dall’ente gestore della rete autostradale italiana fino al 7 settembre, 120 milioni di veicoli, percorreranno 8 miliardi di chilometri.
Per ridurre al massimo i problemi e i disagi, Autostrade per l’Italia - in collaborazione con Polizia Stradale, Anas, Aiscat, Ministero delle infrastrutture e Trasporti, Rai e Intesa Consumatori - ha predisposto un massiccio piano d’azione ha predisposto un massiccio piano d’azione che coinvolge 6 mila addetti su strada, 1.750 agenti della Polstrada per 280 pattuglie; oltre 2 mila telecamere; il sistema di monitoraggio Tutor attivo su 1.533 km della rete autostradale e oltre 900 pannelli a messaggio variabile. Per limitare il super traffico, rimarranno aperti solo 9 cantieri (sui 140 mediamente operativi) e non ci saranno riduzioni di corsie al fine di aumentare la fluidità e la scorrevolezza su tutta la rete. Molte le novità previste. La più curiosa è certamente la nascita dei cosiddetti “Parcheggi rosa” riservati, in 38 aree di servizio a mamme in attesa e neomamme, nonché i “Contact points” in 16 grandi aree di servizio, che daranno informazioni in tempo reale agli automobilisti sulla viabilità. Molte le campagne di informazione, alcune già note ai frequentatori delle autostrade italiane, altre nuove, come il caffè scontato del 50% in tutti i week-end dal 26 luglio al 31 agosto (sabato e domenica), 24 ore su 24.
Per i viaggiatori è stata anche approntata una guida edita in un milione di copie, e che in 10 punti consiglia come prevenire il rischio di incidenti, stigmatizzando i comportamenti sbagliati, non solo al volante, ma spesso anche fuori, quando si eccede con l’alcol o non si tiene nella dovuta considerazione la stanchezza. L’ultima iniziativa della società Autostrade “Viaggiare sicuri in autostrada” è una guida, distribuita in un milione di copie nei Punti Blu, che raccoglie il decalogo base per la prevenzione e la sicurezza.
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In un futuro non lontano “giù per il tubo” non sarà solo il titolo di un film di animazione, ma un’indicazione stradale. Almeno otto città italiane stanno studiando la possibilità di incanalare una parte del traffico, quello delle direttrici più intasate, dentro tunnel autostradali scavati a 35 metri di profondità, lunghi anche decine di chilometri, con uscite in corrispondenza di autostrade, aeroporti, quartieri residenziali o centri direzionali. Non è fantascienza: l’hanno già fatto in mezza Europa, Roma compresa.
Ora la Torno vuole costruirne in Italia almeno otto, tante sono le città alle quali lo ha proposto ma i cui nomi vuole mantenere riservati. Sarà probabilmente Milano a battere le altre sul tempo. La Torno e il raggruppamento di imprese del quale è leader (comprende, tra gli altri, Unicredit e Falck) proposero di costruire un’autostrada interrata già nel 2001, quando sindaco di Milano era Gabriele Albertini. Il progetto, che ha già ricevuto la dichiarazione di pubblica utilità, collegava l’attuale area dell’Expo 2015 e piazza della Repubblica, in centro. Il sindaco Letizia Moratti immagina l’allungamento del tunnel fino all’aeroporto di Linate.
Risultato: 15 chilometri di strada sotterranea che tagliano Milano, alta circa 5 metri, a 6 corsie (due per senso di marcia più due d’emergenza) con nove uscite verso la superficie, per ridurre del 50 per cento le emissioni nocive (i gas di scarico vengono trattati all’interno del tunnel) e con un costo per il Comune pari a zero. Perché la Torno incasserà i pedaggi.
“L’opera è una delle priorità che abbiamo individuato in vista dell’Expo” dice Carlo Masseroli, assessore all’Urbanistica del Comune di Milano, “per alleggerire il traffico di superficie”.
Ma si farà davvero? “Io spero di sì” conclude Masseroli, per nulla preoccupato dei costi di realizzazione: poco più di 2 miliardi di euro, totalmente in carico alla Torno, colosso impiantistico (impegnato in tutte le cinque linee della metropolitana milanese) che fino a ieri era di proprietà di Carlos Bulgheroni, l’italoargentino più ricco del mondo, e oggi è al 40 per cento di Alberto Rigotti. “A tutte le città alle quali abbiamo presentato il progetto abbiamo proposto di prenderci in carico i costi dell’opera in cambio della gestione. A Milano la concessione è di 60 anni, compresi gli 8 che servono per realizzarla”.
Secondo il progetto, ogni anno passeranno nell’autostrada 170 milioni di veicoli per chilometro, l’87 per cento dei quali privati e il 13 per cento merci, riducendo del 20 per cento il traffico di superficie e del 25 per cento i tempi di percorrenza. “Il problema sta nei tempi” avverte Rigotti “perché se non si parte entro la fine dell’anno, l’opera non potrà essere pronta per il 2015. Milano deve scegliere: diventare un punto di snodo del corridoio 5 Lisbona-Kiev oppure essere il collo di bottiglia dell’Europa”.
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L’appuntamento, si fa per dire, è sabato mattina. Tutti sul grande raccordo anulare di Roma con i Tir dell’Associazione italiana delle imprese di autotrasporto (Assotir). Che, per denunciare la drammatica situazione del trasporto su gomma - si legge in una nota - hanno invitato centinaia di imprese di autotrasporto a “passeggiare” a bassissima velocità, con i loro veicoli lunghi 18 metri, sulla carreggiata interna del Gra, partendo dallo “svincolo per l’Autostrada di Fiumicino, alle ore 09,00 di sabato 14 aprile”.
Prevedibile quindi che il lungo serpentone di camion, Tir e furgoni, come ammette la stessa Assotir, avrà inevitabili ripercussioni sul traffico della capitale e trasformerà il sabato in un tranquillo giorno di ingorgo “da paura”. Con una differenza, tuttavia: la coda avanzerà, sia pur a passo d’uomo, non sarà immobile, come avviene quasi a tutte le ore nei giorni feriali.
La protesta, indetta “dopo il deludente e scontato esito della vertenza con il Governo”, verrà anche raccontata “in diretta” in una conferenza stampa sui generis organizzata in autogrill: perché l’opinione pubblica, auspica Assotir, conosca la fatica di chi lavora viaggiando sulle strada. La stessa che fiacca i nervi degli automobilisti imbottigliati, ogni giorno, nel traffico. Non solo di Roma.
Segnalate a Panorama.it le altre “strade di scorrimento” d’Italia in cui scorre solo il tempo, perché si viaggia a passo d’uomo.
Qui, per consolarsi, il raccordo anulare cantato da un esilarante Guzzanti-Venditti:
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