
La stazione di Torino (Credits: Ansa)
“Stiamo facendo il possibile; non dimentichiamoci che nella giornata di mercoledì sono comunque circolati 6.500 treni, altrove quando ci sono le ondate di gelo non si viaggia”. In una delle giornate più difficili (ed imbarazzanti) della sua storia Trenitalia si difende così dalle accuse e dalle immagini dei disagi (treni bloccati per ore nella notte, ritardi, cancellazioni e chi più ne ha più ne metta) che, un po’ da ogni angolo del paese, stanno facendo a dir poco discutere. Continua

La protesta dei ferrovieri (ANSA / GIUSEPPE ARESU)
di Andrea Monti
Da quattro giorni e quattro notti sono su una torre all’esterno della stazione centrale di Milano, in fondo al binario 22. Tre addetti all’accompagnamento notte della Servirail (ex Wagon-Lits) protestano per il taglio ai treni notturni e a lunga percorrenza, che da ieri ha fatto scattare circa mille licenziamenti: 200 per i lavoratori delle pulizie e 800 per quelli di tre aziende dell’indotto delle Ferrovie dello Stato (la Servirail, che si occupa dei collegamenti nazionali, la Wasteels, che cura quelli internazionali, e la Rsi, impegnata nella manutenzione). Oliviero Cassini è uno dei ferrovieri che sono sulla torre. Continua

Il sindaco di Bari Michele Emiliano e Paolo Perrone, sindaco di Lecce (foto M. Petrelli)
Sindaci e amministratori del sud Italia, in particolare provenienti dalla Puglia, alla riscossa contro Trenitalia. Protestano, davanti la sede di Ferrovie dello Stato, a Roma, contro i tagli indiscriminati di treni e vagoni verso le regioni del sud e contro il sempre più probabile licenziamento di 800 lavoratori di Servirail (ex Vagonlit), Rsi (manutenzioni) e Waastels, società che per decenni hanno gestito, per conto di Trenitalia, i servizi sui “treninotte”: accompagnamento, biglietteria a bordo, manutenzione.
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Ferrovie dello Stato in tilt a Nordest a causa del maltempo di sabato
Tra le tante ipotesi di “compensazione” con cui le Ferrovie dello Stato devono risarcire gli italiani vittime del caos ferroviario natalizio è emersa anche quella della beneficenza.
L’azienda guidata da Mauro Moretti ha appena tirato fuori 700 mila euro per rimborsare integralmente gli 8.200 biglietti dei passeggeri che erano rimasti a casa, rinunciando al viaggio. Continua

Viaggiatori bloccano una linea ferroviaria per protesta contro i disservizi | (Emmevi/Ansa)
La rabbia corre più veloce di un Frecciarossa. Non va sulla rete ferroviaria ma su quella del Web. È la rabbia di migliaia di pendolari italiani che vivono l’entrata in vigore dei nuovi orari e delle nuove tariffe di Trenitalia come l’ennesimo capitolo di una presa in giro che si perpetua da anni. Continua
Via libera ai cani di taglia media e grande sui treni, se il padrone avrà con sé il certificato dell’anagrafe canina. L’allarme lanciato a fine settembre è rientrato in via definitiva e questa volta è ufficiale: i quattrozampe potranno continuare a viaggiare con i loro padroni sui treni. Ma alcuni cani resteranno ancora a terra, come i Bulldog, i Rottweiler e i Pitbull (in tutto 17 razze canine considerate pericolose): non potranno salire sui vagoni per evitare di creare disagio ai passeggeri non abituati alla convivenza con i cani “reattivi”, così come sono stati definiti nelle nuove norme.La nuova ordinanza entrerà in vigore il prossimo primo dicembre ed è stata presentata dal sottosegratario al Welfare Francesca Martini e dal sottosegretario al Turismo Michela Brambilla assieme ai dirigenti di Trenitalia. I cani di piccola stazza, i gatti e altri piccoli animali da compagnia dovranno viaggiare nei trasportini e avranno libero accesso a costo zero su tutti i treni esclusi gli Eurostar che raggiungono i 250 chilometri orari, perché giudicati non idonei alla salute dei piccoli animali (ammessi in questo caso solo i cani guida per non vedenti). Per quelli di taglia media e grande c’è l’obbligo della museruola, del guinzaglio e potranno salire pagando un biglietto di seconda classe ridotto del 50%. Per loro ci saranno degli spazi appositi per non creare disagio agli altri passeggeri: nell’ultima carrozza di seconda classe degli Ic Plus, degli Ic e degli Espressi. Le stesse regole valgono per i Regionali dove i cani saranno collocati sulla piattaforma dell’ultima carrozza e dove non si potranno portare i quattrozampe nelle ore di punta dei giorni feriali (dalle 7 alle 9). Trenitalia a ottobre aveva sospeso, grazie all’intressamento del sottosegratario Francesca Martini, l’ordinanza sul divieto di portare i cani di peso superiore ai 6 chili sui treni. Il rischio per il viaggiatore era di pagare una multa da 100 euro. Un provvedimento preso da Trenitalia per dare una risposta al problema delle pulci e delle zecche nei vagoni dei treni e ai numerosi reclami dai clienti sulla presenza dei cani nei treni.
I veterinari dell’Anmvi plaudono all’iniziativa di Trenitalia. “E’ un passo avanti rispetto all’ultima ordinanza di settembre – spiega Carlo Scotti presidente Anmvi – perché si riconosce che gli animali non sono merci. Con questo provvedimento si incentiva la mobilità dei cani tramite il trasporto ferroviario. Positiva anche la creazione di spazi appositi dedicati ai cani, che vanno a favore dei passeggeri che sono infastiditi dalle razze di taglia media e grande”. Ma c’è da risolvere ancora il nodo delle razze considerate pericolose. “Vogliamo ringraziare il lavoro del sottosegretario Francesca Martini che si è adoperata molto per venire incontro alle esigenze di chi ama gli animali. Ora – conclude Scotti - bisogna pensare alle razze canine considerate reattive: una definizione che discrimina le 17 razze cui è vietato salire sui vagoni. Il concetto di reattività infatti è molto soggettivo e dipende dai criteri di valutazione che si adottano”.
Dietrofront di Trenitalia sul divieto di portare i cani di peso superiore ai 6 chili sui treni. L’ordinanza, che sarebbe dovuta entrare in vigore domani, è stata sospesa stamattina. I padroni, quindi, potranno continuare a viaggiare con i loro amici a quattrozampe come prevede la legge vigente, con guinzaglio e museruola, senza il rischio di pagare una multa da 100 euro. Lo ha comunicato oggi il sottosegratario al ministero del Welfare, Francesca Martini. “Oggi abbiamo avuto un incontro con l’amministratore delegato Trenitalia, Vincenzo Soprano, con il quale abbiamo deciso la sospensione dell’ordine di servizio, che vietava la presenza di cani superiori a sei chili sui treni italiani e li obbligava a stare all’interno di trasportini”.
Trenitalia aveva preso questo provvedimento la scorsa settimana per dare una risposta al problema delle pulci e delle zecche nei vagoni dei treni, tornato alla ribalta dopo l’ultimo caso, segnalato il 17 settembre da una viaggiatrice. Iniziative indispensabili, secondo la compagnia ferroviaria, che ogni anno spende in media 200 milioni di euro per la disinfestazione dei vagoni passeggeri e che riceve numerosi reclami dai clienti sulla presenza dei cani nei treni.
“Esprimo enorme soddisfazione per questa decisione di Trenitalia” ha aggiunto il sottosegretario “e ringrazio loro per la collaborazione che ci vede nell’obiettivo comune di tutelare il diritto dei tanti viaggiatori possessori di cani, di viaggiare con il proprio animale e allo stesso tempo di tutelare tutti gli altri viaggiatori, la loro sicurezza l’igiene, la qualità e la salubrità dei vagoni”.
A spiegare meglio i termini della questione, ci pensa però l’amministratore delegato delle Ferrovie, Mauro Moretti: “Non abbiamo ritirato l’ordine di servizio, ma abbiamo aderito alla richiesta del sottosegretario di sospendere per 15 giorni il provvedimento per cercare una soluzione”. Quindi, per il momento l’ordine di servizio, che sarebbe dovuto scattare da mercoledì 1 ottobre, è sospeso. “Abbiamo due ordini di problemi” ha spiegato Moretti “siamo sommersi da lettere di protesta dei passeggeri per la presenza di razze pericolose di cani sui treni, tipo rottweiler, pitbull e simili. Non possiamo far entrare queste razze, bandite in tutta Europa, in spazi ristretti dove sono presenti bambini e anziani. La gente ha paura di questi animali che superano i 60 chilogrammi di peso e sono classificati tra le razze aggressive e pericolose”.
Il secondo problema, ha proseguito Moretti, riguarda lo stato di igiene dei cani e la tutela dei passeggeri, che “hanno il diritto di sedersi al loro posto senza che questo sia stato occupato poco prima da un animale, magari provvisto di certificato che attesti che non sia portatore di parassiti”. “Stiamo ragionando su questo e non so a che soluzione arriveremo”, ha aggiunto l’amministratore delegato.
In Italia 44 milioni di italiani posseggono un animale domestico. I cani che vivono nelle case sono 6,9 milioni.
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Il VIDEO servizio:
Il problema delle pulci e delle zecche nei vagoni dei treni è tornato alla ribalta alle soglie dell’autunno. L’ultimo caso, segnalato il 17 settembre da una viaggiatrice.
Trenitalia è corsa subito ai ripari con un divieto di emergenza: niente cani sui treni di taglia medio grande a partire dal primo ottobre. Il limite è il peso dell’animale, che non deve superare i sei chili. Per gli altri sarà necessaria la gabbia e un certificato veterinario. Uniche eccezioni ammesse per i cani che accompagnano i non vedenti. La sanzione per i trasgressori è di 100 euro. “Queste iniziative” spiegano a Trenitalia “si sono rese indispensabili: il nostro impegno, anche economico, sino ad ora non ha prodotto i risultati attesi. Basti pensare che le Ferrovie dello Stato spendono ogni anno in pulizie quasi 200 milioni di euro ed effettuano cicli di disinfestazione sui treni del tutto analoghi a quelli operati da altre compagnie ferroviarie europee”.
Inoltre, c’è da tenere in considerazione i “tanti reclami pervenuti negli ultimi mesi”, aggiungono a Trenitalia, che contestavano la presenza sui convogli dei cani di grossa taglia.
Dura la reazione di molte associazioni di animalisti e dei medici veterinari. “Questo provvedimento non serve a nulla” ha commentato Carlo Scotti a Panorama.it, presidente dell’Associazione nazionale medici veterinari italiani (Anmvi) “perché i veicoli di zecche e pulci possono essere molti altri. Oggi poi un cane di proprietà è nella maggior parte dei casi curato e sicuro”.
Secondo i veterinari il provvedimento delle Fs è di “sola facciata”e “va a ostacolare i padroni dei cani in viaggio. Non ci lamentiamo poi, come si fa ogni estate, dell’aumento del randagismo”, conclude polemico Scotti.
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