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Trenitalia
Dietrofront di Trenitalia sul divieto di portare i cani di peso superiore ai 6 chili sui treni. L’ordinanza, che sarebbe dovuta entrare in vigore domani, è stata sospesa stamattina. I padroni, quindi, potranno continuare a viaggiare con i loro amici a quattrozampe come prevede la legge vigente, con guinzaglio e museruola, senza il rischio di pagare una multa da 100 euro. Lo ha comunicato oggi il sottosegratario al ministero del Welfare, Francesca Martini. “Oggi abbiamo avuto un incontro con l’amministratore delegato Trenitalia, Vincenzo Soprano, con il quale abbiamo deciso la sospensione dell’ordine di servizio, che vietava la presenza di cani superiori a sei chili sui treni italiani e li obbligava a stare all’interno di trasportini”.
Trenitalia aveva preso questo provvedimento la scorsa settimana per dare una risposta al problema delle pulci e delle zecche nei vagoni dei treni, tornato alla ribalta dopo l’ultimo caso, segnalato il 17 settembre da una viaggiatrice. Iniziative indispensabili, secondo la compagnia ferroviaria, che ogni anno spende in media 200 milioni di euro per la disinfestazione dei vagoni passeggeri e che riceve numerosi reclami dai clienti sulla presenza dei cani nei treni.
“Esprimo enorme soddisfazione per questa decisione di Trenitalia” ha aggiunto il sottosegretario “e ringrazio loro per la collaborazione che ci vede nell’obiettivo comune di tutelare il diritto dei tanti viaggiatori possessori di cani, di viaggiare con il proprio animale e allo stesso tempo di tutelare tutti gli altri viaggiatori, la loro sicurezza l’igiene, la qualità e la salubrità dei vagoni”.
A spiegare meglio i termini della questione, ci pensa però l’amministratore delegato delle Ferrovie, Mauro Moretti: “Non abbiamo ritirato l’ordine di servizio, ma abbiamo aderito alla richiesta del sottosegretario di sospendere per 15 giorni il provvedimento per cercare una soluzione”. Quindi, per il momento l’ordine di servizio, che sarebbe dovuto scattare da mercoledì 1 ottobre, è sospeso. “Abbiamo due ordini di problemi” ha spiegato Moretti “siamo sommersi da lettere di protesta dei passeggeri per la presenza di razze pericolose di cani sui treni, tipo rottweiler, pitbull e simili. Non possiamo far entrare queste razze, bandite in tutta Europa, in spazi ristretti dove sono presenti bambini e anziani. La gente ha paura di questi animali che superano i 60 chilogrammi di peso e sono classificati tra le razze aggressive e pericolose”.
Il secondo problema, ha proseguito Moretti, riguarda lo stato di igiene dei cani e la tutela dei passeggeri, che “hanno il diritto di sedersi al loro posto senza che questo sia stato occupato poco prima da un animale, magari provvisto di certificato che attesti che non sia portatore di parassiti”. “Stiamo ragionando su questo e non so a che soluzione arriveremo”, ha aggiunto l’amministratore delegato.
In Italia 44 milioni di italiani posseggono un animale domestico. I cani che vivono nelle case sono 6,9 milioni.
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Il problema delle pulci e delle zecche nei vagoni dei treni è tornato alla ribalta alle soglie dell’autunno. L’ultimo caso, segnalato il 17 settembre da una viaggiatrice.
Trenitalia è corsa subito ai ripari con un divieto di emergenza: niente cani sui treni di taglia medio grande a partire dal primo ottobre. Il limite è il peso dell’animale, che non deve superare i sei chili. Per gli altri sarà necessaria la gabbia e un certificato veterinario. Uniche eccezioni ammesse per i cani che accompagnano i non vedenti. La sanzione per i trasgressori è di 100 euro. “Queste iniziative” spiegano a Trenitalia “si sono rese indispensabili: il nostro impegno, anche economico, sino ad ora non ha prodotto i risultati attesi. Basti pensare che le Ferrovie dello Stato spendono ogni anno in pulizie quasi 200 milioni di euro ed effettuano cicli di disinfestazione sui treni del tutto analoghi a quelli operati da altre compagnie ferroviarie europee”.
Inoltre, c’è da tenere in considerazione i “tanti reclami pervenuti negli ultimi mesi”, aggiungono a Trenitalia, che contestavano la presenza sui convogli dei cani di grossa taglia.
Dura la reazione di molte associazioni di animalisti e dei medici veterinari. “Questo provvedimento non serve a nulla” ha commentato Carlo Scotti a Panorama.it, presidente dell’Associazione nazionale medici veterinari italiani (Anmvi) “perché i veicoli di zecche e pulci possono essere molti altri. Oggi poi un cane di proprietà è nella maggior parte dei casi curato e sicuro”.
Secondo i veterinari il provvedimento delle Fs è di “sola facciata”e “va a ostacolare i padroni dei cani in viaggio. Non ci lamentiamo poi, come si fa ogni estate, dell’aumento del randagismo”, conclude polemico Scotti.
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Ultimo weekend di luglio, primo fine settimana di vero esodo estivo. Tutte confermate le previsioni da bollino rosso per il traffico, intenso in uscita dalle città e verso sud, con otto milioni di auto in movimento. Le prime avvisaglie del grande numero di vacanzieri in movimento sulla rete autostradale sono arrivate dalle prime ore del mattino di sabato, anche se - sottolinea Autostrade per l’Italia - “la fluidità della circolazione non ha presentato particolari difficoltà”. Giornata nera invece per quanto riguarda gli incidenti, di cui numerosi mortali.
Il maggior numero di veicoli, informa Autostrade per l’Italia, è stato registrato sulla A14, da Bologna in direzione della riviera romagnola, anche se la circolazione non ha evidenziato particolari difficoltà. In ogni caso, favorito dal bel tempo, il traffico è stato piuttosto sostenuto sulla direttrice Nord-Sud, soprattutto sull’A1 Milano-Napoli e sull’A14 Bologna-Taranto. Traffico intenso è stato registrato in giornata anche nella rete autostradale all’altezza di Genova e ai valichi di frontiera con Svizzera e Austria, sia in entrata che in uscita. Code di veicoli di turisti tedeschi diretti verso le località montane e balneari sono state segnalate questa mattina sulla statale del Brennero in Val Venosta e in Val Pusteria. Rallentamenti che si sono verificati di nuovo nelle prime ore del pomeriggio sulla A2 tra Verona Nord e Affi.
Dopo le prime ore del pomeriggio di ieri i flussi di traffico sono in ogni caso rientrati nei limiti tipici del fine settimana. Traffico intenso è stato registrato sulla A9 Autostrada dei Laghi, tra Fino Mornasco e la Dogana verso la Svizzera, per il perdurare delle operazioni doganali da parte delle autorità elvetiche; in ogni caso la situazione è tornata regolare verso le 16. In serata ancora traffico sostenuto lungo la A14 Adriatica, da Bologna a Rimini e in prossimità delle varie località balneari sino ad Ancona, verso il porto per gli imbarchi, sulla Autostrada del Sole in prossimità di Firenze e più a sud verso Napoli.
Pesante, il bilancio dei morti sulle strade. A Brindisi nella notte di venerdì un uomo è morto carbonizzato nella sua auto dopo un impatto con un guardrail; deceduto anche un riminese di 29 anni nello scontro tra due moto avvenuto poco dopo l’una di notte sulla provinciale Marecchiese, a S.Ermete di Rimini. Morto anche un diciottenne della provincia di Isernia in un incidente accaduto nei pressi di l’Aquila, mentre viaggiava su una Citroen in compagnia di due amici diciassettenni, rimasti feriti. Ferito gravemente anche un motociclista di 19 anni in un incidente avvenuto in un viale di Catania.
Nel fine settimana saranno oltre un milione e mezzo gli italiani che sceglieranno il treno come mezzo di locomozione. Lo rendono noto le Ferrovie dello Stato, a detta delle quali ‘”con il caro-benzina cresce la domanda di trasporto ferroviario e proseguirà anche in questo ultimo fine settimana di luglio il flusso di vacanzieri che ha preferito abbandonare l’auto per raggiungere, anche per un solo giorno, le mete balneari e turistiche del Paese”. Dunque, osservano le Fs, “l’incremento di viaggiatori rispetto all’estate 2007 è correlato al caro-greggio e alla particolare situazione economica di molte famiglie italiane. E questa situazione sta determinando un aumento delle gite giornaliere e delle vacanze mordi e fuggi, con picchi di mobilita’ concentrati soprattutto nei fine settimana”. Trenitalia, la società di trasporto del Gruppo Ferrovie dello Stato, ha potenziato durante l’intero periodo estivo i servizi di assistenza delle principali stazioni e mette a disposizione circa 1200 treni in più, tra convogli periodici e straordinari, che nei giorni di maggior traffico andranno così ad aggiungersi all’offerta ordinaria. Molte anche le corse regionali che collegheranno le principali città italiane con le vicine località balneari.
Dal punto di vista del clima, il weekend è caratterizzato dal caldo. Confermate infatti le previsioni meteo, che annunciavano un marcato innalzamento delle temperature, che potrebbe durare fino ai primi dieci giorni di agosto. Infatti, spiegano i meteorologi, i venti freschi che hanno dato sollievo a molte regioni italiane si starebbero affievolendo, lasciando il posto all’alta pressione africana.
Anche Telefono Blu conferma che da questo fine settimana le grandi città italiane si spopoleranno, con quelle del Nord che faranno segnare riduzioni intorno al 40% (-5% rispetto all’anno scorso), allo stesso modo di quelle del Centro. Sempre secondo Telefono Blu sono 8 milioni gli italiani che stanno partendo per le vacanze (2 milioni in meno rispetto all’anno scorso); 5 milioni saranno invece i pendolari. Da ultimo, sottolinea l’Osservatorio di Milano, la forte ondata di traffico di questi due giorni sarà una sorta di prova generale del grande esodo dell’estate, atteso per i giorni 1, 2 e 3 agosto. Le città che fanno registrare il maggior numero di partenze sono Roma, che si attesta a quota 250 mila, Milano (150 mila), Torino (60 mila) e Genova e Bologna (40 mila).
Sei ore di viaggio su un treno discarica. Lattine, bottiglie, ossa di pollo, perfino un maleodorante pannolino da bambino infilato nel cestino di uno scompartimento. Hanno viaggiato così, questa mattina, i passeggeri dell’Intercity 585 partito da Napoli alle 6,25 e diretto a Milano Centrale. I disagi sono finiti intorno alle 12.30 quando all’arrivo nella stazione di Bologna il treno è stato finalmente pulito. E alle 12.50 gli inferociti viaggiatori hanno finalmente ripreso il viaggio su sedili sgomberi dai rifiuti. All’origine dei disagi una protesta: quella dei dipendenti di alcune di ditte delle pulizie che lavorano in appalto per Trenitalia. Rimasti senza stipendio da circa un mese, i lavoratori sono in agitazione da stamane anche a Bari, Lecce, Taranto e Palermo. Sempre a Napoli, un altro treno - l’Eurostar Napoli-Roma delle 7.10 - è stato soppresso e altri quattro sono partiti in ritardo a causa della protesta.
Interpellata, Trenitalia ha parlato di rimostranze al limite del sabotaggio e ha detto di aver già denunciato l’azienda appaltatrice per interruzione di pubblico servizio. Nessun risarcimento tuttavia per i passeggeri, vittime della protesta. “Si sono limitati a dirci che non ci avrebbero chiesto di vedere i biglietti, come se questo potesse consolarci della spazzatura”, ha detto una signora. E la pulizia straordinaria a Bologna, dove il treno è arrivato con 10 minuti d’anticipo, non ha sopito gli animi. “Ma non finisce qui” ha urlato un’altra passeggera al capotreno. “Questo è peggio di un treno merci e allora era meglio non farlo partire. Non vogliamo pù subire umiliazioni così e faremo denuncia a Trenitalia”.

Vita dura per chi viaggia senza biglietto sui treni delle Ferrovie dello Stato. Da qualche giorno è partita la nuova campagna anti-evasione lanciata da Trenitalia per cercare di arginare il fenomeno dei cosiddetti “portoghesi”. Chi salirà sulle vetture senza biglietto o senza averlo obliterato, dovrà prepararsi a sborsare il doppio di quanto pagava prima: non più 25 euro, insomma, ma 50, sempre che il conto sia saldato sul treno o all’arrivo del convoglio. Se però la multa dovesse essere pagata entro il quindicesimo giorno dalla notifica, l’importo sarà di 100 euro più il biglietto e di 200 euro se il saldo avverrà entro il sessantesimo giorno.
Nuove multe e controlli, quelli partiti lunedì su tutti i treni regionali e a media e lunga percorrenza come Espressi, Intercity, Eurostar e Alta Velocità, che serviranno a mettere un freno ai mancati introiti che il gruppo subisce da chi cerca di muoversi gratis. Secondo le stime e le ricerche fatte da Trenitalia, infatti, circa il 5 per cento dei viaggiatori usa ogni giorno i treni senza pagare il biglietto. In termini economici il danno ammonta a circa 70 milioni di euro annui. Soldi che sarebbero sufficienti ad acquistare due convogli Eurostar e venti treni Minuetto, utilizzati sulle linee regionali.
Grazie al potenziamento dei controlli, ai raddoppiati importi delle sanzioni e a nuove modalità di acquisto dei biglietti, Trenitalia conta di aumentare gli incassi derivanti dal traffico viaggiatori. E le prospettive sono buone: nel primo semestre di quest’anno, dopo che un primo giro di vite contro i “portoghesi” era già stato dato, le vendite dei biglietti hanno avuto un incremento del 7 per cento rispetto allo stesso periodo del 2006. Merito non solo dei nuovi controlli ma anche della rinnovata rete di vendita. Oltre alle 450 biglietterie di stazione e a quella telefonica (chiamando al numero 892021), alle 1725 macchinette self-service, alle 5.500 tra edicole, tabaccai e bar e alle 3000 agenzie di viaggio, da gennaio è stato possibile acquistare anche i biglietti regionali dal sito internet di Trenitalia.
Chi volesse comunque perseverare nel viaggiare gratis è avvisato: se proverà a modificare il timbro, o a falsificare in qualche modo il tagliando, la multa da pagare sarà addirittura di cinquecento euro, come una decina di abbonamenti annuali per le linee regionali.
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Oltre 2,6 milioni di euro di multa nell’ultimo anno. Ma questa volta le vittime delle sanzioni non sono i viaggiatori ma Trenitalia. La maxi sanzione, infatti, è stata inflitta dalla Regione Veneto alla società che gestisce il trasporto su rotaia. La causa? I ritardi dei convogli e i treni soppressi senza preavviso, spiega l’assessore regionale veneto alle Politiche della Mobilità Renato Chisso.
La sanzione non viene riscossa dalla regione, ma da viaggiatore. In che modo? Semplice: il titolare di un abbonamento si presenta alla biglietteria della stazione di partenza e riceve, sull’acquisto del nuovo abbonamento, uno sconto pari all’importo della multa diviso per il numero dei titolari del biglietto mensile. Una misura, quella adottata dal Veneto, che è servita a limitare i disagi per i pendolari.
Intanto i disservizi restano: soprattutto sulla tratta Udine-Venezia-Treviso, a binario unico e utilizzata da numerosi convogli a lunga percorrenza. Lì è un calvario quotidiano, servirebbero nuove infrastrutture. Ma i soldi non ci sono.
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Pochi giorni ancora e l’autunno dei pendolari lombardi entrerà nel vivo. Treni in ritardo e sovraffollati, carrozze sporche, interminabili attese alle stazioni. Perché nonostante le promesse di Regione Lombardia e Trenitalia, rispetto allo scorso anno la situazione non è cambiata di tanto: anzi. Le criticità sono sempre quelle e le soluzioni stentano ad arrivare. La linea Bergamo-Milano (55 chilometri in 55 minuti) si è meritata la medaglia di tratta più lenta d’Italia, e le cose non vanno meglio sulla Cremona-Milano né sulla Brescia-Milano.
Linee ferroviarie vecchie di oltre cent’anni che costringono i lavoratori, che ogni giorno devono raggiungere il capoluogo, a viaggi su convogli che non si sa se e come arriveranno a destinazione. E se sì, quando.
Dal gennaio al luglio di quest’anno, solo per fare un esempio, i treni partiti da Bergamo alle 7.25 che hanno accumulato ritardi variabili sono stati 124. E non è andata certo meglio nelle altre fasce orarie. La colpa, spiegano gli esperti, è della rete rotabile, che però negli ultimi mesi è stata potenziata. Il 2 luglio scorso il presidente della Regione Roberto Formigoni, il sindaco di Milano Letizia Moratti e il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro hanno inaugurato il raddoppio delle linee da Treviglio al capoluogo: da due a quattro. Peccato però che i nuovi binari saranno percorsi solo dai treni a lunga percorrenza (Eurostar e Interregionali su tutti) e non anche da quelli usati dai pendolari. Che, fino a quando non sarà costruito il cavalcavia di congiungimento tra i vecchi e i nuovi binari (il cosiddetto “Salto di Montone”), dovranno attendere in coda il passaggio dei convogli ad alta velocità. E continueranno, quindi, ad accumulare ritardi. Qualche anno fa si è costituito un Comitato Pendolari Bergamaschi: ha ottenuto incontri con i vertici di Trenitalia e della Regione per spiegare ragioni e richieste dei viaggiatori, ma si sono rivelati inutili. L’ex numero uno di Trenitalia Elio Catania, l’aveva promesso: “Nel 2006 i treni arriveranno da Bergamo a Milano in mezz’ora”. Oggi, alle porte del 2008, ci impiegano ancora 55 minuti.
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Le voci dei pendolari sul web: Il portale - Pendolari in piazza - Comitato pendolari - Bologna - Venezia - Pendolari Piacenza - Chivasso-Ivrea-Aosta - Acqui Terme - Bra e Alba - Cassino-Roma - Coordinamento pendolari umbri - Pendolari ferrovie Roma nord

Il nostro primo pensiero, dopo aver capito che cosa era successo davvero, è stato di essere tra i più fortunati. Quelli che durate in tre minuti d’inferno non si trovavano sotto il palco. La delusione per una serata speciale, di musica e divertimento, che è saltata passa in secondo piano.
La faccia di chi c’era è terrorizzata. Alcuni di loro erano qui dalle 5 del mattino, per riuscire a prendere il braccialetto che permetteva di entrare nella “vasca”, l’area protetta proprio davanti all’enorme palcoscenico. I circa 2 mila posti disponibili erano già finiti alle 10. Alcune ragazze che si trovavano lì per sentire i My Chemical Romance raccontano che non solo le otto torrette (due delle quali con in cima i maxischermi) sono crollate, ma anche la base del palco si è spostata a causa del vento fortissimo.
Le forze dell’ordine ci fanno sfollare lentamente e ordinatamente, siamo più di 30 mila. Il secondo pensiero è come fare a rientare a casa. A questo punto i biglietti che abbiamo in tasca per salire sui treni speciali dell’una di notte sono inutili. Alcuni si fermano a dormire fuori da Parco San Giuliano, nel campeggio spontaneo che è spuntato nel giorno e mezzo di festival. Non sanno ancora che è tutto annullato, anche il concerto di Vasco di domenica, per cui erano attese almeno 80 mila persone. Qualcuno fa l’autostop.
Molti hanno l’auto e si avviano ai parcheggi. Passeranno oltre due ore imbottigliati nel traffico, completamente in tilt, tra Mestre e l’entrata dell’autostrada. I più, un fiume di gente, vanno a piedi verso la stazione. Quando arriviamo, è già stata presa d’assalto dai fan disorientati. Non si sa se ci saranno treni per i rientri. In poco tempo per fortuna arrivano anche i volontari della Protezione civile, che smistano la folla. E un gruppo di operatori del servizio clienti di Trenitalia, che danno informazioni.
Il traffico ferroviario da e per Venezia è nel caos. Alcuni treni hanno anche 120 minuti di ritardo. Dopo le 20.03 non sono più previsti convogli per Milano, ma verso le 21 ne viene annunciato uno straordinario. Mentre aspettiamo, sul marciapiede del binario 3 si discute della tromba d’aria, della sfortuna che ha colpito il primo (e forse l’ultimo) Heineken di Mestre, dei feriti e dei soldi buttati per il festival, dell’inchiesta che verrà aperta. Gli organizzatori hanno fatto poi sapere che tutti i biglietti verranno rimborsati.
Alle 22 arriva finalmente il treno, accolto da un applauso. Prima di essere invaso da centinaia di persone. I vagoni sono strapieni, molti viaggiano in piedi. Quelli seduti, sfiniti, si addormentano. Arrivo a Milano Centrale poco prima dell’una. Scendo le scale ed è la prima volta che vedo le stazione deserta. Dopo tanta confusione, un silenzio irreale, che chiude questa giornata tanto attesa. Ma finita male.