
Le Fiamme Gialle al lavoro contro i truffatori (Credits: SILVI/ANSA)
Uomo, 55 anni, dipendente pubblico. Truffatore. È lui, uno dei tanti che ieri la Guardia di Finanza ha iscritto negli elenchi di quanti hanno truffato l’amministrazione pubblica e che sono stati stanati. Oggi Panorama.it è in grado di raccontarvi e soprattutto di mostrarvi le immagini che lo colgono in flagranza di reato. Uno dei tanti, dei più classici, tra quelli che ogni anno causano circa 2 miliardi di danni all’erario pubblico. Una cifra in cui tra gli altri ci sono i 700 milioni di frodi comunitarie, i 4.300 finti poveri che beneficiavano di aiuti statali, i 277 milioni di euro di truffe al servizio sanitario, e i 1.140 dipendenti pubblici che svolgevano il doppio lavoro. Continua

Istituto Nazionale di Previdenza Sociale
“Perché mi state arrestando? Non sono mica una delinquente.” Si è sopresa ma soprattutto indispettita la dipendente della Asl di Pavia quando questa mattina i carabinieri del Comando Provinciale della città lombarda sono andati a bussare alla sua porta. Lei che ha solo truffato all’Inps 1 milione 300 mila euro non pensava certamente di meritarsi il carcere. Che cosa aveva fatto di male? Aveva forse ucciso? O rapinato? Certo che no, aveva solo truffato. E per lei quello non era certamente un reato da manette. Continua

Una fermo immagine del video dei sequestri
È riuscito ad ingannare anche il marchese Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona. L’ex marito di Giulia Odescalchi, uno tra i collezionisti più attivi ed importanti della nobiltà romana, è stato truffato da un infermiere in forza al Pronto soccorso dell’ospedale Cinecittà sulla Tuscolana. L’uomo, con la complicità di altre 13 persone tra collezionisti, antiquari e artisti conosciuti nel mondo dell’arte della Capitale, è riuscito ad antichizzare centinaia di oggetti dal valore di pochi euro e a rivenderglieli per cifre da capogiro. A scoprire la truffa sono stati i militari della Guardia di Finanza che questa mattina lo hanno arrestato insieme a sei dei suoi complici. Continua

(Ansa)
AAA vendesi patente per ultraottantenni. L’annuncio non era stato certamente reclamizzato su un giornale della Capitale ma in un quartiere di Roma ben si sapeva come riuscire a procurarsi il rinnovo della patente di guida se si era superata la soglia degli ottant’anni e si rientrava nella categoria a rischio rinnovo. Il tam tam sul metodo “adottato” nella Asl di via San Benedetto del Tronto dove ha sede la Commissione medico locale patenti speciali, non aveva impiegato poi molto a diffondersi. Continua

Una corsia di ospedale (Ansa)
Un’infermiera da record. In nove anni è riuscita a lavorare solo 6 giorni. L’astuta operatrice tecnica dipendente dell’Azienda Ospedaliero-universitaria Sant’Orsola Malpighi di Bologna aveva escogitato un metodo davvero interessante: premessi per maternità per gravidanze inesistenti. La giovane dipendente Asl è riuscita dal 2002 ad oggi a rimanere incinta ben due volte senza mai partorire. Continua

(ANSA/BP)
“ Se cassa integrazione, mobilità e licenziamento sono il terrore per milioni di lavoratori italiani, per pochi privilegiati il ricorso all’ammortizzatore sociale si traduce in una vera e propria opportunità” dichiara il colonnello del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Verona, Bruno Biagi “soprattutto quando l’indennità previdenziale si aggira attorno ai 7 mila euro netti mensili”. Parole che se non fossero provate dai fatti risulterebbero difficili da credere considerata la crisi economica italiana ed europea. Eppure per qualcuno la cassa integrazione si è rivelata un vero pozzo d’oro dove attingere migliaia di euro al mese. Continua

Lo psicanalista Armando Verdiglione in una immagine del 15 ottobre 1989. La Guardia di finanza di Milano ha notificato, 7 giugno 2011, l'avviso di conclusione delle indagini nei confronti di 26 persone tra cui lo psicanalista Armando Verdiglione, accusati a vario titolo di emissione e utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti, truffa in danno di istituto di credito per ottenere finanziamenti, truffa ai danni dello Stato e cioè del ministero per i Beni culturali e appropriazione indebita (ANSA/ANTONIO MONTEFORTE)
Armando Verdiglione, intellettuale e imprenditore, come preferisce definirsi, si sente uno straniero in patria. Da due anni è coinvolto in un’inchiesta in cui è indagato assieme alla moglie Cristina Frua de Angeli e altre 24 persone per una frode di circa 3 miliardi e 300 milioni evasi. Sentito da Panorama.it, non ci sta a passare per presunto evasore. Tanto meno per uno che trucca i volumi degli affari per indurre le banche a concedergli prestiti e mutui (qui e qui la vicenda sul Corriere). Continua

Paolo Guzzanti in Senato
di Paolo Guzzanti
Io non ho mai dato un soldo ai cosiddetti «Madoff dei Parioli», ma mi ritrovo egualmente sulle cronache perché mia madre (morta a 94 anni nel 2006) aveva affidato a questa gente i suoi risparmi per più di 10 anni. A me toccava un’incombenza filiale: andare da lei ogni anno per decifrare la relazione annuale di Roberto Torregiani, un giovanottone che si esprimeva in un linguaggio finanziario torrenziale. Mia madre voleva soltanto sapere se poteva o no permettersi il solito mese in montagna ad agosto. Quando poi chiedevo a Torregiani come diavolo facessero, lui e la sua società, a garantire utili superiori al 15 per cento, mi investiva con uno tsunami di parole gergali borsistiche. Ma, visto che mia madre aveva garantita l’estate in montagna, potevo salutare e andare via.
Quando mia madre morì, mi trovai erede di una parte dei suoi risparmi in mano a questa gente e con il problema di prendermi cura di mia sorella. Tutto andò ancora liscio per un po’ finché il tonitruante Torregiani non mi disse che avrei fatto meglio a pagare di mia tasca un mensile a mia sorella in attesa che si risolvessero alcuni «problemi di liquidità». Poi cominciarono a telefonarmi amici e parenti spaventati. Nel frattempo Torregiani era stato sostituito da un nuovo personaggio, Gianfranco Lande, un signore che veste e parla come un banchiere svizzero, particolarmente abile nel fronteggiare scenate ai limiti dell’aggressione fisica e che oggi fa lo sciopero della fame in cella.
Questa gente intanto aveva cambiato sede: da via Bocca di Leone, nel centro storico, si era trasferita in un elegante villino di viale di Villa Grazioli. Poiché nessuno di questi indirizzi è ai Parioli, non so spiegarmi perché la vicenda sia stata ribattezzata come «truffa dei Parioli», ma probabilmente il nome del quartiere evoca facili vizi e smodate ricchezze nelle macellerie di bassa cronaca. Adesso Torregiani è in galera, o meglio in custodia cautelare, con Gianfranco Lande e Raffaella Raspi, che ho conosciuto pallida e spaventata fra librerie vuote, centralinisti nervosi ed espressioni tese quando anche io andai a chiedere che fine avessero fatto i soldi di famiglia (le risposte erano vaghe e rassicuranti: fra due o tre mesi tutto sarà a posto). Seppi poi che Lande aveva raccontato di essere stato minacciato da certi calabresi che rivolevano i soldi e ho letto che questi calabresi erano più precisamente mafiosi del clan Piromalli.
Ho di conseguenza assistito sulla stampa liberal al vergognoso linciaggio di mia figlia Sabina, truffata anche lei, e alla esposizione del mio nome carognescamente avvicinato a quello dei mafiosi calabresi. Così, mentre migliaia di persone perdevano tutti i loro risparmi e altri l’intero frutto di una vita di lavoro, partiva una valorosa caccia alle vittime, marchiate con la stella gialla del vip. In Italia, paese fasciocattocomunista, il denaro è sempre e comunque «merda del diavolo» e chi viene derubato, come si legge sulla bibbia degli italiani che è Pinocchio, va severamente punito.
- biker
- Martedì 12 Aprile 2011