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truffe

Arrestato agente immobiliare: era un maestro delle truffe

(Ansa)

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Il mercato immobiliare è fermo per la crisi economica? Un agente immobiliare romano è riuscito a movimentarlo con un metodo davvero geniale: riceveva dai proprietari di immobili il mandato a vendere poi, a loro insaputa, li affittava ad ignare vittime. Ma non solo. Il genio immobiliare della truffa intascava gli affitti e si faceva spesso consegnare ingenti caparre, dal valore di migliaia e migliaia di euro, che poi non restituiva. Continua

Commercialisti disonesti: dieci arresti in una settimana

La Caserma della Guardia di Finanza di Torino (ANSA/ TONINO DI MARCO)

La caserma della Guardia di Finanza di Torino (ANSA/ TONINO DI MARCO)

Commercialista delle mie brame qual è la truffa che hai deciso di attuare? La frase mutuata ad una tra le favole più conosciute, in questi giorni ben si addice alla categoria dei commercialisti sempre più spesso coinvolti nelle maxi-truffe milionarie ai danni dello Stato. Da Nord a Sud in meno di una settimana ne sono stati arrestati 10. Gli ultimi tre professionisti pizzicati sono finiti in carcere solamente poche ore fa nell’ambito dell’operazione della Guardia di Finanza di Torino assieme ad altre 11 persone con l’accusa di fatture false per un valore di 100 milioni di euro e per un’evasione stellare. Continua

Truffe finanziarie: la rete del Re Sòla, Gianfranco Lande


Gianfranco Lande, 49 anni

Gianfranco Lande, 49 anni

Per molti è già la frode del decennio. I giornali hanno riempito pagine con gli elenchi e le foto di presunti truffati, più o meno famosi. Trascurando, forse, la questione centrale: come sia stato possibile che un ex funzionario di banca (Gianfranco Lande), un suo ex collega supersportivo (Roberto Torregiani) e un aristocratico romano (Gian Piero Castellacci de Villanova), tutti dal 24 marzo finiti a Regina Coeli per associazione per delinquere e altri reati, abbiano potuto esercitare per almeno due decenni in modo abusivo l’attività di intermediazione finanziaria nel cuore di Roma Continua

Falsi invalidi: tutte le truffe portano a Roma


Falsi invalidi: tutte le truffe portano a Roma

Pane, pensioni e fantasia: quasi una commedia all’italiana. Con la fantasia usata per stratagemmi utili a incassare assegni non dovuti. «Cardiopatici che interrompono la medicina per il cuore prima della visita medica» racconta Filippo Cruciani, docente di oftalmologia all’Università La Sapienza di Roma, «o malati di tumore che, davanti a un’inequivocabile guarigione, supplicano il dottore di chiudere un occhio per non perdere il diritto all’assegno dell’Inps». Un esercito di falsi invalidi pronto a tutto per mantenere l’indennità di accompagnamento od ottenere il sussidio di invalidità civile. Facendo esplodere i conti dell’Inps. Continua

Falsi invalidi: storie ordinarie di sanguisughe


Falsi invalidi: storie ordinarie di sanguisughe di Mario Giordano

di Mario Giordano

Di fronte a tanti falsi ciechi, beh, non resta che aprire gli occhi. E, in effetti, l’italico campionario abbonda di situazioni che potrebbero perfino strappare un sorriso, se non nascondessero un vizio tragico: Continua

Sanità: smascherato falso oculista all’ospedale di Latina

Medici

Visitava, prescriveva medicinali e effettuava anche consulenze. Con il camice bianco e il ricettario del Servizio sanitario nazionale, un quarantanovenne originario di Verona da cinque anni, esercitava abusivamente la professione medica nel reparto di oculistica dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina. A scoprire che in realtà l’uomo non aveva mai conseguito la laurea in medicina sono stati i carabinieri del Nas. Dal 2003, il falso medico, titolare di un negozio di ottica nel capoluogo, riceveva i suoi pazienti all’interno del reparto e nell’ambulatorio dell’ospedale cittadino. Utilizzava i macchinari della Asl, i medicinali, i guanti, bende e tutto ciò che era necessario per effettuare le visite oculistiche. Mentre con il ricettario del Servizio sanitario nazionale si faceva anche pagare il ticket. Le sue visite, lunghe e accurate, così venivano descritte dai suoi pazienti, potevano costare da un minimo di 30 ad un massimo di 70 euro. Reclutava i suoi pazienti-clienti all’interno del negozio; La scusa era quella di effettuare un esame più approfondito. Poi utilizzando la carta intestata dell’ospedale di Latina e il timbro autentico del presidio ospedaliero, che gli sono costati anche una denuncia per furto, li inseriva ufficialmente nella lista d’attesa. Qualche giorno e si aprivano le porte del reparto di oculistica. Ma nel negozio di ottica, i militari dell’Arma, hanno ritrovato anche farmaci ad uso ospedaliero. Il sedicente oculista, però, non si accontentava di effettuare le visite mediche e di prescrivere cure e farmaci ma svolgeva anche consulenze all’interno dell’ospedale, come nel caso di un ammalato di diabete con gravi complicazioni oculistiche. Durante le perquisizioni all’interno della struttura medica, i carabinieri del capitano Massimo Minicelli hanno ritrovato i documenti, una vera e propria consulenza, firmati dall’ottico. Insomma, un’attività medica svolta in piena regola e pare autorizzata dall’ex primario di oculistica del Santa Maria Goretti che gli avrebbe dato l’autorizzazione ad esercitare all’interno della struttura pubblica. Anche per lui è scattata la denuncia all’autorità giudiziaria.
Il caso del finto oculista è il terzo a Latina in pochi mesi. Solo ad ottobre scorso, sempre i carabinieri del Nas, in una clinica ortopedica convenzionata con il Servizio sanitario nazionale, l’Icot, hanno sorpreso e arrestato il flagranza un falso ortopedico. Lui, cinquantenne di origini salernitane aveva falsificato l’iscrizione dell’Albo dei medici della Campania e a tutti gli effetti esercitava la professione visitando ma anche operando i suoi pazienti. Da anni, era il secondo aiuto in sala operatoria. Nella sua lunga carriera medica, prima di approdare in clinica, l’ortopedico aveva lavorato anche al 118 ed era intervenuto più volte per casi critici e su pazienti in fin di vita. Stessa cosa accadeva quotidianamente al pronto soccorso di Formia fino a qualche mese fa. Anche lì, a prestare le prime cure a pazienti in condizioni critiche e a cercare di fare la prima diagnosi su malattie e infortuni, era una giovane dottoressa in camice bianco, con ricettario e timbro. Peccato che anche lei non si fosse mai laureata. A differenza dell’ortopedico, però, era stata iscritta alla Facoltà di medicina e aveva frequentato le lezioni. Proprio come per il falso medico scoperto in autunno, anche lei era riuscita ad iscriversi illegalmente all’Albo ma sfruttando un caso di omonimia. Ad ottobre il falso ortopedico, a marzo la falsa dottoressa e a giugno l’ottico-oculista. In otto mesi, tre casi. Ma la scia dei finti camici bianchi a Latina sembra non essere destinata a fermarsi; i carabinieri non confermano, ma nelle stanze della Procura del capoluogo ci sarebbero altri nomi e altri fascicoli

Malasanità: sono 9 mila in Italia i camici bianchi indagati

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Dal 2005, 8.978 persone denunciate all’autorità giudiziaria: 200 gli arresti; 658 milioni di euro di danni per frodi e irregolarità al Servizio sanitario nazionale; circa 800 milioni di euro di redditi non dichiarati e individuati nelle verifiche fiscali; 40 milioni di Iva evasa. Questi alcuni dati sulla crisi della sanità in Italia pubblicati da Panorama in edicola da venerdì 20 giugno.
E dall’inizio del 2008 sono 57 gli ospedali coinvolti solo nelle inchieste dei carabinieri dei Nas. Panorama ne pubblica l’elenco, città per città: si va dall’omicidio colposo per aver inserito una sonda rettale nella vagina anziché nel retto, immettendo solfato di bario e causando la morte della paziente, a Sassari, fino all’espianto non autorizzato di cornee ad Arezzo.
Che il caso della clinica milanese Santa Rita sia eclatante, ma non isolato, è del resto opinione diffusa. Da un sondaggio esclusivo, pubblicato sempre da Panorama, emerge infatti che il 60 per cento degli italiani ritiene che i medici imputati a Milano siano solo “la punta visibile di un malcostume più diffuso”. Ma, nonostante questo, il sondaggio indica pure che il 61 per cento degli intervistati, per quanto indignato, continua a nutrire fiducia nel sistema sanitario.

Vanna Marchi e Stefania Nobile di nuovo in carcere

Vanna Marchi e la figlia Stefania Nobile

Vanna Marchi e la figlia Stefania Nobile sono state di nuovo arrestate. Oggi pomeriggio, secondo quanto riferisce la Questura di Milano, gli uomini della Squadra mobile le hanno accompagnate in carcere in esecuzione di un provvedimento cautelare emesso dalla quarta sezione penale della Corte d’appello. Le motivazioni della misura sono due: il pericolo che le due donne reiterassero il reato e la probabilità che scappassero all’estero.

La teleimbonitrice e la figlia sono imputate per truffa e associazione per delinquere nei confronti di oltre cento vittime. I giudici della quarta sezione d’Appello di Milano, nel processo che riuniva i due procedimenti di primo grado, hanno condannato lo scorso marzo Vanna Marchi a 9 anni e 6 mesi di reclusione e Stefania Nobile a 9 anni, 4 mesi e 9 giorni, contro i 12 anni e mezzo comminati dal Tribunale nell’aprile e nel maggio 2006.

“Solo la misura detentiva è in grado di prevenire lo svolgimento di attività o comunicazioni con l’esterno, anche tramite Internet o trasmissioni televisive”, si legge nell’ordinanza. Il legale delle imputate, l’avvocato Liborio Cataliotti, ha già annunciato che domani stesso presenterà un ricorso al Tribunale della libertà di Milano, per ottenere la revoca della misura.

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