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Tifosi violenti, per uno spot sono: Imbecilli all’ultimo stadio

Una immagine di archivio, presa dalla tv, mostra un motorino gettato dagli spalti dello stadio
La traiettoria di un tiro perfetto calciato da un giocatore e la traiettoria (purtroppo) altrettanto perfetta di un petardo che dagli spalti va a finire sulla testa del portiere avversario. E ancora, le capriole di gioia di un campione dopo un gol e la carambola di un motorino lanciato dagli spalti dello stadio.
Non c’è audio a commentare queste immagini: sarebbe superfluo. Solo una didascalia per sottolineare, senza metafore, l’assurdità di chi va allo stadio per compiere azioni criminali.
Sono 30 secondi girati da Mediaset in collaborazione con la Polizia di Stato: Imbecilli all’ultimo stadio, è uno spot “dedicato” ai tifosi violenti, o più semplicemente criminali, rilanciato in questi giorni di vigilia del nuovo campionato di calcio.

Eccolo, tratto da YouTube:

Raciti, per il 17enne torna l’ipotesi di omicidio

Una immagine d'archivio contenuta nel filmato realizzato dalla polizia scientifica di Catania sullo scontro durante il quale, secondo l'accusa, è rimasto ferito mortalmente, il 2 febbraio scorso durante il derby con il Palermo, l'ispettore capo di polizia Filippo Raciti

Resta in carcere il 17enne indagato nell’inchiesta sulla morte dell’ispettore di polizia Filippo Raciti in seguito agli scontri fuori dallo stadio “Massimino” di Catania durante la partita con il Palermo del 2 febbraio scorso. Il Tribunale del Riesame per i minorenni ha ripristinato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere ipotizzando il reato di omicidio nei confronti del ragazzo. Il provvedimento emesso dal gip Alessandra Chierego era stato revocato dallo stesso giudice per le indagini preliminari per i minorenni il 4 giugno scorso, dopo il deposito di una perizia dei carabinieri del Ris di Parma.

La notizia è stata resa nota dal legale dell’indagato, l’avvocato Giuseppe Lipera che ha annunciato “ricorso immediato in Cassazione”. Secondo il penalista, “l’ordinanza non è esecutiva”. In precedenza il legale aveva annunciato che la Corte di Cassazione avrebbe dovuto decidere il prossimo 13 luglio sulla scarcerazione del ragazzo.
Il minorenne è ancora detenuto perché nei suoi confronti resta pendente l’ordine di arresto per resistenza aggravata a pubblico ufficiale. Per questo reato il processo per il giudizio immediato è stato fissato per il prossimo 5 luglio.

Il VIDEO servizio:

L’Uefa: la polizia italiana impari l’inglese

Controllo della polizia inglese di fronte allo stadio del Manchester Utd
Sulla rotta Roma-Manchester, le polemiche continuano. Non tanto per l’umiliante 7 a 1 del campo, bensì per la battaglia intorno, sugli spalti e fuori. E stavolta il manganello (metaforico e verbale) lo prende in testa la polizia italiana, in azione mercoledì 4 aprile all’Olimpico (qui tutti i video). E che, messa a confronto con quella inglese in azione martedì 10 all’Old Trafford (qui un altro video), esce con le ossa rotte: “Probabilmente la scorsa settimana nelle forze dell’ordine romane non c’era nessuno che avrebbe potuto parlare un inglese fluente”. A dirlo, in un’intervista al canale radiofonico che la Bbc dedica allo sport, il portavoce dell’Uefa, William Gaillard. Che rincara: “Il nostro presidente Michel Platini ha ripetutamente chiesto alla polizia di prendere esempio dall’esperienza britannica e dal modo in cui lì si gestiscono queste situazioni”.
Banalmente, verrebbe da chiedere al portavoce del governo europeo del calcio se i bobby inglesi presenti nei pressi dello stadio inglese parlassero un italiano fluente, quando hanno fermato - e non certo con buone maniere - sette italiani, incriminandone poi quattro. O quanto sia “facile” farsi capire, e in qualsiasi lingua, da tifosi ipereccitati e ubriachi, com’erano quelli del Manchester durante la sfida all’Olimpico. Un’opinione espressa anche dal ministro dell’Interno Amato, che si è detto dispiaciuto per la reazione degli agenti italiani, “che forse hanno ecceduto” nell’uso della forza. “Ma credo che anche il mio collega inglese sia dispiaciuto per i tifosi del Manchester che hanno girato ubriachi per tutto il giorno a Roma”.
Certo che, come dice Gaillard: “aiuterebbe molto affiancare ai tifosi alcuni ufficiali di polizia che capiscano la loro cultura e che sappiano cosa fare per tenerli sotto controllo”. Tutto vero: prima di mettersi a parlare la lingua unica del manganello, bisognerebbe che le polizie dei vari paesi europei cercassero di avere maggiore cooperazione fra loro, magari segnalando in anticipo i nomi degli ultrà a cui impedire anche solo l’avvicinamento alla zona dello stadio. Fermo restando però che dall’organo che comanda il calcio europeo ci si aspetta anche un messaggio rivolto ai tifosi: che imparino il linguaggio universale della civiltà.

Il video degli scontri a Manchester postato su YouTube dai tifosi della Roma:

Scontri all’Olimpico: i video di polizia, tifosi e tv

Tensione durante la partita Roma-Manchester, nel settore dei tifosi inglesi, subito dopo il gol della Roma
Le polemiche sugli incidenti durante Roma-Manchester non si placano.
Video e fotografie diventano allora tasselli fondamentali per ricostruire quanto accaduto. Le tv hanno mandato in onda le scene riprese dalle loro telecamere dentro lo stadio. Su Internet circolano decine di video girati dai tifosi del Manchester e della Roma con videocamere digitali. E la polizia italiana ha reso pubblica una sua ricostruzione filmata di quanto accaduto all’Olimpico. Ecco i video.

Il filmato della Polizia

Servizio della BBC

Servizio di Sky Sport Gb

Servizio del Tg1 (del 5.4.2007)

Welcome to Rome (videocamera dei tifosi inglesi)


Roma - Manchester (videocamera dei tifosi romanisti)

Putin, e comprati il Bari!

Pare che lui, Vladimir Putin, sia rimasto sorpreso. E anche un po’ incuriosito.
Ieri a Bari passeggiava tra la prefettura e il Castello Svevo quando da dietro le transenne un tifoso gli ha urlato in faccia: “Putin, comprati il Bari!”. Chissà, Putin forse temeva una contestazione per il dramma ceceno o per la violazione dei diritti umani in Russia. E invece, già sul lungomare, un gruppo di ultras in rotta con la famiglia Matarrese aveva esposto uno striscione, in cirillico perché Vladimir capisse bene il concetto: “Imprenditori russi compratevi il Bari”.
Un tempo si guardava solo all’America, ai suoi dollari e al suo stile di vita. Il sogno americano adesso ha l’odore del gas del Baltico. Bari si scopre come Londra e sogna il suo Roman Abramovich: la Cecenia è lontana e la classifica fiacca.

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Io la penso così, di Giovanni Fasanella
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
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