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Umbria

Panorama di Perugia
I guai giudiziari del Partito democratico stanno diventando un feuilleton estivo. Le procure di mezza Italia sembrano avere rinunciato alle vacanze appositamente per partecipare a quest’opera collettiva sul presunto lato oscuro delle amministrazioni a guida Pd. L’ultimo episodio della saga è ambientato in Umbria, dove l’inchiesta dei pm Sergio Sottani e Mario Formisano, soprannominata Sanitopoli, non riguarda il finanziamento illecito al partito o ai suoi dirigenti e funzionari (su cui indagano, per esempio, le procure di Roma e Monza), ma un tema altrettanto avvincente per gli amanti del genere: il voto di scambio e le amministrazioni pubbliche usate come uffici di collocamento. Continua

Un militante leghista a Pontida - Ansa
Dove finisce la Padania? Sempre più a Sud, a giudicare dai risultati elettorali della Lega Nord. Nelle regioni a sud del Po, in crescita impetuosa dalle politiche del 2006 alle europee del 2009. Emilia Romagna, Marche, Umbria, Toscana. Sono ancora “regioni rosse” per antonomasia, ma l’onda verde preoccupa sempre più la sinistra. Panorama.it ne ha parlato con Paolo Stefanini, giornalista classe 1980 (ex di “Diario”) e autore di “Avanti Po. La Lega alla riscossa nelle regioni rosse”, libro a metà tra il reportage e l’indagine, nelle librerie da ieri, edito da Il Saggiatore, con prefazione di Enrico Deaglio. Continua
- Tags: candidato, centrosinistra, Dario Franceschini, emma-bonino, Francesco-Boccia, Idv, Lazio, Massimo D'Alema, Nichi-vendola, Pd, Pier-Luigi-Bersani, primarie, Puglia, radicali, regionali 2010, Udc, Umbria, Veneto
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Pierluigi Bersani e Massimo D'Alema alla Camera dei deputati | (Mauro Scrobogna/LaPresse)
La domanda che in questo momento scuote il Partito democratico è anche la più ovvia: “Chi glielo ha fatto fare?”. Chi glielo ha fatto fare a Pier Luigi Bersani di sostenere con tutto il suo peso politico di segretario, e mettendoci la faccia personalmente, la candidatura in Puglia di Francesco Boccia, pur sapendo che Nichi Vendola (qui le foto) avrebbe facilmente sbaragliato le primarie battendolo col 73% delle preferenze? Continua

Amanda Knox protagonista in un film girato nel carcere di Perugia.
Già, anche la studentessa amercana, imputata per l’assassinio dell’inglese Meredith Kercher, è stata coinvolta con altre 11 detenute in una pellicola dal titolo “L’ultima città”, girato nell’ambito di un laboratorio cinematografico realizzato nel carcere del capoluogo umbro. La notizia è riportata dal Corriere della Sera.
La pellicola, finanziata dalla Regione Umbria, doveva essere proiettatq domenica a Perugia per il festival Batik, una rassegna di cinema sperimentale giunta alla dodicesima edizione, ma è stata rimandata su richiesta dei difensori della giovane.
“Per noi fare cinema nel carcere ha una funzione rieducativa, di reinserimento” ha spiegato al Corriere della sera l’assessore Damiano Stufara. “Non volevamo creare un caso con Amanda”, ha aggiunto “per noi le detenute sono tutte uguali e certo non vogliamo che questo film porti a Perugia quel genere di pubblicità che è arrivata con l’omicidio Kercher”.
Il lungometraggio, interamente girato nel carcere di Capanne, con un budget tra i 10 e i 15imila euro, propone un viaggio fantastico. Spinte dal desiderio di fuga 12 detenute si trovano ad esplorare sette diverse città metaforiche: del cinema, del lavoro, della musica, della solitudine, della follia e dei sogni. Amanda Knox ha recitato testi di Pessoa, Calderón de la Barca, interpretato in italiano, Rimbaud e Shakespeare. Come attrice sembra se la sia cavata bene, o almeno così sostiene il regista, Claudio Carini: “Si è offerta lei, a settembre, e abbiamo subito cominciato a girare. Amanda è stata diligente, disciplinata, brava. Si è impegnata molto, come le altre del resto”.
In tutto tre mesi di lavoro, dieci ore di girato, versione finale da cinquantacinque minuti: lo stanno finendo di montare in questi giorni, ma la pellicola “L’ultima città” è già diventato un caso.
Al processo Amanda sarà accusata, insieme con Raffaele Sollecito, di aver violentato e ucciso Meredith.
Il caso, riporta il Corriere, è scoppiato a pochi giorni dalla proiezione: la Regione ha accolto la richiesta degli avvocati di spostare l’evento a fine gennaio. “Per motivi di opportunità visto che a breve ci sarà il processo e noi abbiamo accettato”, ha spiegato l’assessore Stufara
La Fondazione Umbra contro l’Usura è stata vittima di un’usuraia. Per otto anni la commercialista e consulente della Fondazione nata per aiutare piccoli commercianti e artigiani in difficoltà facendosi garante presso gli istituti di credito, ha ripulito i fondi dell’ente per circa 2 milioni di euro. Claudia Pasqua, 43 anni, originaria di Torgiano in provincia di Perugia, arrestata per falso e peculato dalla Guardia di Finanza, era riuscita a diventare in pochi anni il vero “dominus” dell’ente perugino e della gestione dei suoi fondi. Falsificando la firma del presidente della Fondazione ma anche presidente del Tribunale dei minori, Piero Cenci, sulla documentazione necessaria per il rilascio dei prestiti di cui l’ente di faceva garante, riusciva a convogliare sui propri conti correnti le migliaia di euro pagate mensilmente dagli imprenditori beneficiari. Infatti, dopo pochi mesi che la banca aveva concesso il prestito all’imprenditore in difficoltà, la commercialista, “dirottava” la rata del mutuo sul proprio conto bancario facendo apparire insolvente, nei confronti dell’istituto di credito, il commerciante. Così era la Fondazione, garante del prestito a dover saldare il debito con la banca. Intanto, i commercianti ignari continuavano a pagare convinti di dover ancora estinguere il mutuo. Con questo metodo Claudia Pasqua ha riscosso i soldi di oltre un centinaio dei piccoli artigiani che si erano rivolti alla Fondazione Umbra Contro l’Usura. Nel corso dell’ “operazione Fides”, le fiamme gialle hanno sequestrato quattro immobili di cui uno in Sardegna, in Costa Smeralda , e tre nel perugino oltre a due auto di grossa cilindrata, due moto, quote societarie e undici orologi di lusso. Un patrimonio stimato in oltre 3 milioni di euro. ” Le indagini proseguono per accertare altre irregolarità” spiega il colonnello Fabrizio Martinelli, comandante provinciale della Guardia di Finanza di Perugia “in particolare per cercare di ricostruire i movimenti e le distrazioni di denaro pubblico che veniva affidato alla Fondazione Umbra contro l’Usura”. Ad occuparsi dell’inchiesta i procuratori Giuseppe Soresina e Giuseppe Bianco della Procura della Repubblica di Firenze, per il coinvolgimento, anche se come parte lesa, del Presidente del Tribunale dei Minori di Perugia, Piero Cenci.

Mentre le istituzioni dell’Umbria e delle Marche si preparano a festeggiare la fine della ricostruzione a dieci anni esatti dal sisma, la Basilica di San Francesco d’Assisi sbarca su Second life. Come se alla chiesa più famosa al mondo non bastasse la restaurazione post terremoto: ora istituzioni e frati conventuali vogliono renderla immortale aprendo le porte del suo doppio virtuale sull’isola di Assisi Second Life. Il lancio nel pianeta delle seconde vite è scattato alle 18 di giovedì 20 settembre, alle coordinate 1090 e 1200. Il progetto è stato realizzato da tre società di Information tecnology (la Wedoit sas di Assisi, la Metafuturing Sl di Madrid ed Euromedia Italia di Terni) che hanno riprodotto in scala, su planimetrie originali, tutta la Basilica, dando la possibilità ai visitatori di ammirare nei dettagli le opere di Giotto, Cimabue, Pietro Lorenzetti. A disposizione del pubblico anche note esplicative degli affreschi riprodotte sia in italiano sia in inglese. Tramite un sistema denominato hud, poi, il navigatore potrà costantemente mettere a confronto l’ambiente virtuale della Basilica con le immagini reali.
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![[i]3 ottobre 1997[/i] - Una donna si ripara dal freddo con una coperta davanti alle macerie della sua casa danneggiata ulteriormente dalle scosse che si susseguirono dopo il 26 settembre.<br /> [i](Credits: Ansa)[/i]](http://gallery.panorama.it/albums/upload/foto-settembre/terremoto-umbria/normal_terremoto-umbria01.jpg)
- Tags: Assisi, Caritas, Colfiorito, Donatello-Tinti, Foligno, Gualdo-Tadino, Marche, Nocera-Umbra, ricostruzione, terremoto, Umbria, Vittorio-Nozza
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[/i]](http://gallery.panorama.it/albums/upload/foto-settembre/terremoto-umbria/normal_terremoto-umbria19.jpg)
dopo il terremoto
Il ventisei settembre del 1997 alle 2.34 la terra nel centro dell’Italia trema. Poche ore più tardi, alle 11.42, la terra trema un’altra volta. Da allora per oltre un anno, altre 300 scosse di assestamento.
Gli abitanti di Umbria e Marche si apprestano a rivivere gli eventi catastrofici che 10 anni fa hanno messo in ginocchio Nocera Umbra, Colfiorito (comune di Foligno), Gualdo Tadino, Assisi, le province di Camerino e Urbino.
Undici morti, 22mila sfollati e danni ingenti al patrimonio artistico umbro-marchigiano a cominciare dal crollo della Basilica superiore di San Francesco d’Assisi, (in cui morirono due esponenti della soprintendenza e due frati francescani rimasti schiacciati dalle macerie proprio mentre verificavano i danni di una delle scosse precedenti) come rivelano queste immagini a cui è impossibile abituarsi.
Oggi la Basilica più famosa al mondo è tornata al suo antico splendore, continua ad attrarre turisti migliaia di turisti ogni giorno, ma fu riaperta al pubblico già nel 2000 . Mentre esperti restauratori ricostruivano pezzo per pezzo i 130 metri quadri di affreschi di Giotto crollati, gli sfollati lasciavano i container: chi ritornando nelle vecchie case ristrutturate, chi prendendo nuovi alloggi. “Sono soddisfatto dei risultati” commenta Donatello Tinti, sindaco di Nocera, uno dei comuni più colpiti dal terremoto. “Il nostro paese è stato evacuato per il 90% (8mila persone). Oggi il 78% della popolazione ha già un proprio alloggio e la torre simbolo è stata recuperata. Resta da ristrutturare una parte del centro storico, ma nei container per fortuna da anni non c’è più nessuno”. Secondo Tinti, la ricostruzione non ha innescato una moltiplicazione dei costi: 8 erano i miliardi di euro assegnati all’Umbria (altri 4 miliardi sono andati alle Marche), e a tanto si è fermato l’ammontare delle spese.
Un grande aiuto, soprattutto morale, all’indomani del sisma, è arrivato dalle organizzazioni no profit: mentre la protezione civile allestiva gli alloggi di fortuna e la Croce rossa si occupava dell’assistenza sanitaria, la Caritas assieme a 20 mila volontari, è intervenuta costruendo centri di aggregazione (sale per il gioco, per la messa e per le assemblee) e attivando gruppi ricreativi (teatro, pittura e altre attività) che hanno aiutato a ridare il sorriso ai senza tetto. “Da quella bella esperienza”, spiega Vittorio Nozza, il direttore della Caritas italiana che allora era il delegato della Lombardia nel campo di Colfiorito, “in Umbria sono nate delle case di carità permanenti destinate ad accogliere gli sfollati di tutto il mondo: dai tossicodipendenti, alle persone di strada, ai rifugiati del Kosovo”. Il lavoro svolto dai delegati della Caritas che in alcuni casi si è protratto fino al 2002, verrà ripercorso in occasione di un convegno che si terrà sabato 22 settembre proprio a Nocera Umbra.
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dopo la ricostruzione