
(LaPresse)
Con la morte di don Luigi Verzé in Vaticano crescono le pressioni sul cardinale Tarcisio Bertone e sul suo uomo di fiducia, Giuseppe Profiti (vicepresidente del cda dell’Ospedale san Raffaele presidente dell’Ospedale Bambin Gesù di Roma) affinché lo Ior e il Palazzo Apostolico passino la mano sulla controversa vicenda dell’ospedale milanese e lascino il salvataggio in mano all’imprenditore Giuseppe Rotelli, che ha offerto 305 milioni (55 milioni in più della cordata Ior-Vittorio Malacalza) per rilevare la struttura. Continua

Il presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco (Ansa/Luca Zennaro)
È già accaduto in passato, proprio quando l’Italia stava facendo il massimo sforzo per entrare in Europa. E potrebbe accadere di nuovo, mentre ci troviamo a fronteggiare la più grave crisi economica degli ultimi decenni. La Cei potrebbe decidere, d’intesa con lo Stato italiano, di rinviare il conguaglio dell’otto per mille che riceve ogni anno. Questo non avrebbe influenza sullo stipendio dei sacerdoti, sull’edilizia di culto e sulle attività caritative ma sarebbe un aiuto, dell’ordine di quasi cento milioni di euro, offerto al nostro Paese per uscire dalla crisi. Continua


Crisi delle vocazioni e scandali svuotano i seminari italiani. Dal 1998 al 2008 i seminaristi in Italia, religiosi e diocesani, sono diminuiti del 10,6 per cento, passando da 6.315 a 5.646, e sempre più sono gli stranieri. Ci sono diocesi e congregazioni religiose di manica larga, che accettano cioè chiunque si proponga, salvo poi scontrarsi con la severità del Papa. È il caso di Luca Seidita, il giovane diacono che il 30 novembre si è suicidato a Orvieto dopo che la sua ordinazione sacerdotale era stata bloccata dal Vaticano. Altro caso: in seguito a una visita apostolica voluta dalla Congregazione per l’educazione cattolica, due seminari interdiocesani sono stati quasi chiusi per la leggerezza con la quale venivano ammessi candidati con tendenze omosessuali. Continua

E’ stata soprannominata “la svolta di Benedetto XVI”: il Papa si lascia alle spalle l’annus horribilis con le accuse sulla pedofilia e lo scandalo dello Ior e si prepara ad aprire una pagina nuova del suo pontificato. Lo fa grazie al libro-intervista con Peter Seewald «Luce del Mondo» uscito appena due giorni fa ma che già sta facendo molto discutere per le affermazioni sui preservativi e sull’omosessualità. Il Papa ammette errori, distrazioni, chiede scusa, si mostra lucidamente consapevole dei propri limiti. Continua

di Stefano Lorenzetto
Un atrio spoglio. Una moderna acquasantiera di granito rosso che non ha mai visto l’acquasanta. Chiavi decussate di San Pietro sulle porte a vetri. Buste di plastica dentro cui infilare gli ombrelli perché l’acqua piovana non goccioli sui pavimenti tirati a specchio. Medaglie d’oro dei papi e due antichi registri verdi, «Saldaconti» e «Capitali», nelle vetrinette. Se non fosse per il totem multimediale che in un angolo fornisce le quotazioni delle valute, lo Ior sembrerebbe un museo. Continua


I conti non tornano nel consiglio di sovrintendenza dello Ior, il cda della banca vaticana. La denuncia che ha portato il presidente Ettore Gotti Tedeschi e il direttore generale Paolo Cipriani a essere indagati è partita dall’istituto che fa capo a uno dei consiglieri dello Ior, Giovanni De Censi. È stato infatti il Credito artigiano, il 14 settembre scorso, a denunciare all’Unità di informazione finanziaria (Uif) della Banca d’Italia la richiesta dello Ior di effettuare due bonifici per 23 milioni di euro in violazione della normativa antiriciclaggio. Continua


Ettore Gotti Tedeschi, presidente IOR
I panni sporchi si lavano dentro casa. Così accade anche in Vaticano. Il segretario di Stato, Tarcisio Bertone, con un comunicato e un articolo sull’Osservatore Romano ha preso le difese del presidente dello Ior, Ettore Gotti Tedeschi. Silenzio invece sull’altro indagato, il direttore Paolo Cipriani che ha materialmente ordinato le operazioni in violazione della normativa antiriciclaggio. Continua


Un dettaglio della croce e dell'anello che indossa papa Benedetto XVI
“Molto rumore per nulla” avrebbe detto William Shakespeare a proposito dei sei arresti compiuti da Scotland Yard durante la visita del Papa. Dopo due giorni di interrogatorio i sei nordafricani accusati di preparare un attentato a Benedetto XVI sono stati rilasciati senza prove a carico. Tanto è bastato però per oscurare i due momenti principali della trasferta del pontefice in Gran Bretagna (la preghiera comune con il primate anglicano a Westminster Abbey e il discorso di fronte al Parlamento) e questo ha indispettito Continua