Leggi tutte le notizie su:


vacanze

E la crisi colpì anche le Vacanze di Natale, non quelle dei ricchi

(Credits: Opa LaPresse)

(Credits: Opa LaPresse)

Claudia DacontoCenone, regali, vacanza: gli italiani, quest’anno, hanno tagliato su tutto. Se la crisi si è fatta sentire in tavola e sotto l’albero, sui viaggi non è stata da meno.
Come spiega Cinzia Renzi, Presidente della Fiavet (Federazione Italiana Associazioni Imprese Viaggi e Turismo), se è vero che un calo delle prenotazioni si è registrato lungo tutto l’anno, queste festività sono andate particolarmente male a cominciare dal ponte dell’ 8 dicembre, penalizzato anche dalla mancanza della neve, fino a quello dell’Epifania.

Su cibo e acquisti il calo registrato è stato nell’ordine del 19%. Qual’è il dato delle vacanze?

La contrazione si attesta intorno al 20%, sia per quanto riguarda la percentuale di persone che si è mossa, sia sul fatturato. Tra il 2 e il 15%, invece, il calo degli arrivi in Italia dall’estero. Sono mancati soprattutto i tedeschi che prima della crisi avevano ripreso a tornare in massa. Continua

Vita low cost: viaggiare risparmiando durante le Feste

vacanze da sogno durante le feste natalizie (Credits: La Presse)

vacanze da sogno durante le feste natalizie (Credits: La Presse)

di Guido Castellano
C’è un aspetto della crisi che non è da sottovalutare. Se, da un lato, l’incertezza dei mercati frena i consumi, dall’altro crea opportunità interessanti. Nello stesso periodo, così vicini a Natale e Capodanno, lo scorso anno sarebbe stato quasi impossibile trovare volo e vacanza last minute da 9 giorni a una cifra intorno a mille euro. Quest’anno, invece, si trovano occasioni vacanza a prezzi stracciati. Continua

Scuola: prima campanella il 14 settembre. Le date, regione per regione


Visualizza Scuola 2009/10, il calendario regione per regione in una mappa di dimensioni maggiori

Un mese e mezzo di vacanza e già si parla di rientro a scuola. È stato completato il calendario scolastico 2009-2010. Se le campanelle d’inizio lezioni torneranno a suonare il 14 settembre in ben tredici regioni, gli ultimi a tornare in classe saranno gli studenti dell’Abruzzo, il 21 settembre.
Hanno scelto la data del 14 settembre per il ritorno tra i banchi Alto Adige (Bolzano), Calabria, Campania, Lazio (per il primo ciclo, per il secondo è il giorno dopo), Liguria, Lombardia, Molise, Piemonte, Toscana, Trentino, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto. Con più calma, e i motivi sono intuibili, inizieranno gli studenti dell’Abruzzo, appunto il 21 settembre. L’Emilia Romagna, il Friuli-Venezia Giulia e il Lazio per il secondo ciclo hanno scelto il 15 settembre, mentre la Basilicata e le Marche il 16. Il 17 settembre, invece, è stato preferito dalla Sardegna, il 18 dalla Puglia e dalla Sicilia.

Anche sulle date di chiusura delle attività didattiche la maggior parte delle regioni si è trovata d’accordo. Hanno scelto il 12 giugno come stop alle lezioni Abruzzo, Alto Adige (nelle scuole in cui le lezioni sono articolate su 6 giorni settimanali), Basilicata, Campania, Lazio, Liguria, Lombardia, Molise, Piemonte, Sicilia, Toscana e Valle d’Aosta. Gli studenti di Calabria, Emilia-Romagna, e Trentino lasceranno per primi i banchi di scuola, il 5 giugno, e poi, il 9 giugno, sarà la volta di Marche, Puglia e Veneto. Dovranno pazientare qualche giorno ancora, invece, gli scolari della Sardegna e dell’Umbria che smetteranno il 10 giugno, e dell’Alto Adige e il Friuli-Venezia Giulia l’11 giugno.

Le vacanze natalizie oscillano di poco in quanto tutte le regioni convergono nell’arco che va dal 23/24 dicembre 2009 fino al 6 gennaio 2010, tranne per il Piemonte dove le vacanze inizieranno il 21 dicembre per concludersi ugualmente il 6 gennaio 2010.
Per le vacanze di Pasqua l’arco va dal 29 marzo al 6 aprile 2010 per alcune regioni come Alto Adige (Bolzano), Lazio, Liguria, Umbria e Veneto. Il resto delle regioni ha scelto dall’1 al 6 aprile l’intervallo di tempo per godere della vacanze.

Una Pasqua con tempo cattivo: rischio pioggia nel weekend lungo

Pioggia a Napoli

Il primo weekend lungo di primavera non sarà assolato. Tra sabato di Pasqua e Pasquetta le nuvole e la pioggia guasteranno le giornate di vacanzieri e amanti delle gite fuori porta, da Nord a Sud. Il maltempo, alternato a momenti di sole, sarà accompagnato da un lieve calo delle temperature. Ma nonostante le cattive previsioni meteo, gli italiani si muoveranno e il traffico sulle strade sarà intenso. Faranno una vacanza 9 milioni di persone.

Sabato sarà una giornata nuvolosa, ma con poche piogge, per l’avvicinarsi di una perturbazione atlantica che a Pasqua farà piovere soprattutto su Nordovest, regioni centrali e isole, mentre a Pasquetta porterà la pioggia su molte zone del Centrosud. Durante il ponte di Pasqua comunque non mancherà qualche momento di bel tempo.

Nello specifico, zona per zona: sabato 11 il tempo sarà in prevalenza bello, nonostante qualche nuvola, su Triveneto, coste centrali adriatiche e regioni meridionali. Molte nuvole sul resto d’Italia e qualche scroscio di pioggia su Piemonte, Valle d’Aosta, Appennino Centrale e Sardegna. Temperature massime in lieve aumento al Sud, in leggero calo nel resto d’Italia. A Pasqua alternanza di nuvole e momenti di sole sul Triveneto, molte nubi altrove. Rovesci sparsi su Nordovest, Emilia, Toscana, Umbria, Lazio, Appennino Centrale, Campania, Calabria e Isole; qualche nevicata sulle Alpi al di sopra di 1500 metri. Temperature in calo al Centronord e Sardegna, con massime fra 12 e 18 gradi al Nord e Sardegna, fra 15 e 20 gradi al Centrosud. A Pasquetta in gran parte del Nord tornerà a splendere il sole, ancora molte nuvole nel resto d’Italia, con improvvise piogge su Centrosud e isole. Temperature massime in rialzo al Nord, in calo invece al Centrosud.

Gli italiani non rinunciano a viaggiare per Pasqua, ma scelgono vacanze più brevi e di qualità. Questo il trend turistico nazionale secondo Lastminute che, tramite un sondaggio tra i propri navigatori, ha rilevato che il 37,5% degli italiani si orienta su meno giorni e mete più vicine a parità di qualità, il 24,3% fa altre rinunce ma non taglia sui viaggi, il 20,2% parte con un occhio alle offerte più vantaggiose.

Ammontano al 45% i viaggiatori che scelgono le capitali europee o le città d’arte italiane, secondo Lastminute. Buona però anche la preferenza dei centri benessere (18%) e degli agriturismo (13%). Al primo posto tra le destinazioni scelte c’è Londra, con un incremento del 40% rispetto al 2008. Seguono Parigi (+30%), Roma (+18%), New York (+23%) e Venezia (+7%). Per quanto riguarda la durata di permanenza, più del 90% del campione intervistato non si protrarrà oltre una settimana.

Anche le previsioni di spesa sono piuttosto contenute: l’85% dei viaggiatori sottoposti al sondaggio, infatti, dichiara di non superera i mille euro a persona. Secondo le rilevazioni Lastminute, inoltre, anche per Pasqua gli italiani si confermano “late bookers”: il 54% afferma di scegliere e acquistare la vacanza solo all’ultimo minuto, il 37,5% nelle ultime settimane prima della partenza e solo l’8,5% sostiene di avere pianificato e acquistato il viaggio da tempo.

Infine, la tipologia di vacanza: l’immaginario del dolce far niente su una spiaggia tropicale ha riscosso il 34,3% delle preferenze, in quanto probabilmente incarna al meglio l’idea di fuga dalle incombenze quotidiane. A seguire le vacanze all’insegna dell’adrenalina, che con il 21,1% superano le classiche vacanze romantiche (15,9%). Solo il 6% dedicherebbe le proprie ferie ad un’esperienza di volontariato nel Sud del mondo. Buona invece la performance della comodità e della fatica: il villaggio all inclusive con tutta la famiglia ottiene l’11,8% dei consensi, mentre il lavoro dei campi in un agriturismo il 10,9%.

Il servizio METEO

Quattro italiani su 10 in partenza per le vacanze-blitz. E il treno fa la parte del leone

Passeggeri all'eroporto di Malpensa

Esodo: dicesi di popolo in movimento, migrazione, trasferimento da un posto ad un altro. Ma si può ancora parlare di “esodo” natalizio per le vacanze, in tempo di crisi?
Pare di sì, nonostante qualche calo. Che sia nella tranquillità famigliare o sulle piste da sci, in una località esotica o in una città d’arte, gli italiani non rinunciano a viaggiare durante le feste. Anche a costo di indebitarsi, sottoporsi a blitz più stressanti di una strigliata del capoufficio, affrontare code in autostrada, cancellazioni di aerei e ritardi dei treni. La prima grossa ondata di partenze è attesa per stasera, in concomitanza del ponte natalizio. Ma le stime su quanti saranno i nostri connazionali in movimento sono contrastanti:
Per l’Isnart (l’Istituto nazionale per le ricerche turistiche), le partenze sono in calo: sono poco oltre sette milioni gli italiani che hanno pianificato una vacanza a dicembre, pari al 14,9% della popolazione, cui si aggiungeranno probabilmente, all’ultimo momento, il 7,5% di indecisi. Rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso l’Isnart registra una contrazione del 14%, con un milione in meno di partenze. Il motivo sta nella congiuntura sfavorevole che sta attraversando l’Italia: il 42,9% degli italiani non andrà infatti in vacanza per motivi economici. Secondo un’indagine Confesercenti-PublicaRes-Swg sulle intenzioni dei consumatori invece saranno circa 15 milioni gli italiani in viaggio per le festività natalizie, due milioni in più rispetto al 2007. E spenderanno circa 9 miliardi di euro (1,3 miliardi in più dello scorso anno).

Viaggiare sì, ma dove? Sempre secondo l’Isnart chi si permetterà un viaggio privilegerà soprattutto il l’Italia (dove si concentreranno il 72,1% dei flussi) e in modo particolare Trentino (11,3%) seguito da Toscana (7,7%) e da Lombardia (6,8%). Per quanto riguarda le destinazioni estere, l’Isnart segnala il primo posto della Francia con il 4%, seguita da Austria (3,2%) e Spagna (3,1%). L’ associazione dei consumatori Telefono blu parla di un calo del 20 per cento delle richieste sull’ estero e del 15 sulle località italiane mentre le agenzie di viaggio stimano un dieci per cento in meno, sperando in un recupero sul Capodanno.
Sarà un Natale casalingo e familiare, insomma, più per economia che per scelta. La stima degli addetti del settore è che tra viaggi “di piacere” e di “ricongiungimento familiare” alla fine si muoveranno 4 italiani su 10.
Se molti devono rinunciare alla settimana bianca, sono almeno altrettanti quelli che si concederanno una vacanza a cinque stelle: le prenotazioni in agenzie di viaggio per i resort di lusso non hanno registrato cali. E anche nelle località più modaiole del turismo invernale la crisi non ha colpito duro: Cortina d’Ampezzo si presenta con il suo tradizionale ”tutto esaurito”. Negli alberghi della conca, ormai tutti aperti, è difficile trovare un posto letto per le prossime notti. Segnalato in crescita il turismo rurale: con circa il 7 per cento dei vacanzieri che per Natale e/o Capodanno alloggerà in agriturismo la previsione è per un aumento della vacanza in campagna favorita anche dai prezzi che sono rimasti sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno. Lo afferma la Coldiretti sulla base dell’indagine Confesercenti-Swg. Ma la percentuale che salirà di più sarà quella di chi alloggerà presso amici e parenti (30%), seguita da un 25% che sceglierà come soluzione l’albergo o la pensione. Cresce dell’11% il numero degli italiani che si affideranno ai bed and breakfast.

Natale con i tuoi: più riposo e relax che voglia d’evasione, questo si aspetta la maggioranza dei vacanzieri, ma attenzione, questo scenario soporifero non è del tutto veritiero, se SpeedVacanze.it, il primo tour operator specializzato in viaggi per cuori solitari, ha fatto registare un aumento delle prenotazioni del 28% rispetto al 2007.

Ma come si muoveranno i viaggiatori natalizi? Già assegnate renne e slitta, rimangono tre opzioni: treno, auto e aereo.
TRENI - Le Ferrovie dello Stato, in vista della mobilità straordinaria di Natale, hanno intanto potenziato i servizi di assistenza nelle principali stazioni ferroviarie e tutti i presidi delle sale operative centrali e territoriali. In un comunicato, Trenitalia stima in 6 milioni il numero di italiani che sceglieranno il treno per spostarsi: “boom di viaggiatori sull’Alta Velocità Roma - Milano, stazioni affollate soprattutto a Roma, Firenze, Napoli e Bari, traffico ferroviario regolare, 70 treni speciali fino all’Epifania”. L’offerta ordinaria rispetto allo scorso anno vede aumentate del 50% le corse lungo la dorsale Milano-Roma-Napoli, dove viaggiano oggi 50 treni al giorno ad Alta Velocità e sono stati introdotti nuovi servizi veloci tra Roma e Genova, Venezia, Verona, Bari, Lamezia. E sarebbe proprio l’Alta Velocità tra Roma e Milano, in questo periodo natalizio, spiega Trenitalia, a segnare un vero boom di prenotazioni. Da novembre l’aumento medio di viaggiatori tra Roma e Milano è stato di circa il 30%, con la crescita più significativa in prima classe, dove l’aumento ha toccato punte del 35%. Sono stati infatti oltre 63.000 i passeggeri che a Roma e a Milano, dal 14 dicembre, sono saliti a bordo del Frecciarossa e 25.000 quelli che, ad oggi, hanno già prenotato un posto sugli AV Fast, i treni no-stop Roma - Milano, fino ai primi di gennaio.

AEREI - La crescita del treno per i viaggi nella penisola si spiega anche con l’incertezza che ormai accompagna il nome “Alitalia nei pensieri di chi si accinge a organizzare un viaggio: dopo l’ennesima giornata nera di ieri, con quasi 80 voli cancellati a Roma-Fiumicino, oggi la situazione resta tesa: le incertezze e gli errori di Cai nelle assunzioni per la nuova compagnia hanno messo sul piede di guerra i lavoratori di terra. La conseguenza? Assemblee fiume, ritardi, bagagli ammucchiati e voli cancellati. La promessa del presidente dell’Enac Vito Riggio è che entro oggi tutti i passeggeri rimasti bloccati a Fiumicino dovrebbero riuscire a rimettersi in viaggio. Non si segnalano al momento particolari disagi in altri aeroporti e con altri operatori.

AUTO - Il calo del prezzo della benzina può aver convinto molti a mettersi alla guida per gli spostamenti prenatalizi. Il flusso massimo è atteso tra stasera e domani. Al momento sul sito di Autostrade sono segnalate code in uscita da Milano in direzione Venezia, traffico congestionato sulla Milano-Napoli tra Roma e il capoluogo campano, rallentamenti intorno a Firenze e in uscita da Bologna. Le grandi città si svuotano lentamente. Autostrade raccomanda cautela per la nebbia in pianura Padana.

Sì, viaggiare. Anche in tempi di magra. Anche per il Meteo dovrebbe favorire gli spostamenti della vigilia. Il bel tempo di questi giorni sembra sia destinato a uscire di scena proprio in concomitanza del Natale. Il 25 infatti secondo le previsioni si avrà un generale peggioramento delle condizioni atmosferiche in concomitanza con l’arrivo di un fronte freddo continentale, accompagnato da temperature in sensibile calo e precipitazioni sparse, più probabili ed intense lungo il settore adriatico. Al Nord il tempo risulterà prevalentemente soleggiato, con alcune nevicate sporadiche. Precipitazioni più intense invece al centro e al sud, ma non si dovrebbero raggiungere i livelli delle scorse settimane. Un parziale miglioramento è atteso per domenica 28. Sperando che l’inizio del 2009 sia baciato dal sole.

Natale al gelo e non solo per i consumi: in arrivo piogge e nuove nevicate

Nevicate e maltempo in tutto il Centro Nord

Via alle partenze per le festività di Natale, quest’anno sotto l’ombra della crisi economica e con l’incubo maltempo. La fotografia di Intesaconsumatori (che riunisce Federconsumatori, Codacons, Adoc e Adusbef) illustra un Paese che tira la cinghia: rispetto ad un anno fa, infatti, ha deciso di rimanere a casa il 15% in più degli italiani; calano, inoltre, anche le partenze per i weekend (-3%) ed i viaggi di una settimana (-5%).
Ma le festività rischiano di essere condizionate dal gelo. Freddo, vento e neve ci accompagneranno dal 25 dicembre ai primi giorni del 2009. “Fra oggi e mercoledì 24″ spiega Andrea Giuliacci del Centro Epson Meteo “l’alta pressione garantirà prevalenza di tempo bello e temperature pomeridiane piuttosto miti su gran parte delle nostre regioni. Ma a Natale la nostra Pensiola verrà investita da un nucleo di aria gelida polare che farà crollare ovunque le temperature, spingerà nuove nuvole su quasi tutte le regioni e darà vita a un vortice di bassa pressione che poi a Santo Stefano porterà maltempo in gran parte d’Italia, con la neve che oltre alle montagne imbiancherà anche la Valpadana Occidentale e le coste centrali adriatiche. Molto probabilmente” aggiunge Giuliacci “nevicherà anche a Torino, Milano, Bologna e Ancona. Pioggia, freddo intenso e nevicate fino a bassa quota, alternati a brevi e temporanee pause, ci accompagneranno quindi fino alla fine dell’anno”. Ma ecco in dettaglio le previsioni per i prossimi giorni.
Mercoledì 24: molte nubi e qualche acquazzone in Calabria e Sicilia. Un po’ di nuvole anche su Campania, Basilicata e Sardegna; tanto sole altrove. Venti moderati, di Tramontana o Grecale, al Centrosud. Temperature massime quasi ovunque in diminuzione.
Natale: nuvole su gran parte dell’Italia, ma in generale alternate a qualche sprazzo di sole e accompagnate da qualche pioggia solo in Liguria, Toscana e Sicilia; qualche nevicata fino a quote collinari su Basso Piemonte ed entroterra ligure. Deciso calo delle temperature, con il freddo accentuato da gelidi venti orientali.
S.Stefano: le nubi copriranno tutta l’Italia. Piogge sparse su regioni centrali tirreniche, Sud e Isole, con nevicate in montagna al di sopra di 500-800 metri; nevicate fino a quote di pianura su Piemonte, Lombardia, Emilia, Romagna, Marche e Abruzzo. Ventoso per intensi e gelidi venti orientali. Freddo in ulteriore intensificazione.

Vacanze 2008 all’insegna dell’infedeltà… regionale

Sole e raggi sulla pelle
I più “infedeli” alla propria regione questa estate sono i piemontesi che sono rimasti per vacanze in Piemonte solo per il 3% dei casi, mentre il 97% ha preferito altre regioni, con in testa la vicina Liguria, come l’anno scorso. Questo è risultato di una indagine realizzata da Federalberghi e da Confturismo-Confcommercio, intervistando 1.237 italiani maggiorenni e che fotografa i principali spostamenti regionali degli italiani.

Seguono nella classifica dell’infedeltà regionale i lombardi: il 7% è rimasto nella regione, mentre il restante 93% ha scelto il resto d’Italia prediligendo la Sardegna (rispetto all’Emilia-Romagna preferita nel 2007). Quindi i laziali, che sono rimasti nel Lazio per vacanze solo per il 14%, mentre l’86% è andato nel resto d’Italia e, in particolare, in Toscana (più gettonata rispetto alla Calabria nel 2007).

Ancora “infedeli” i campani con il 15% che sono rimasti in aree regionali, ma l’85% è andato altrove con una spiccata preferenza per la Puglia. Poi i veneti: due su dieci non si sono allontanati da casa, gli altri sono in viaggio con la Sardegna quale obiettivo primario (rispetto all’Emilia-Romagna preferita nel 2007). Quindi gli emiliano-romagnoli che hanno scelto la propria regione nel 33% dei casi, con il restante 67% che è andato in giro per l’Italia prediligendo la Liguria (rispetto alla Sardegna preferita l’anno scorso).

Infine i pugliesi rimasti nei confini locali per il 34% dei casi, mentre il restante 66% si è recato altrove preferendo la Calabria. Al contrario, tra i più “fedeli” alla loro terra questa estate troviamo i toscani. Solo infatti il 30% è andato fuori i confini regionali, indirizzandosi in gran parte verso la Sardegna (come nel 2007), mentre il 70% è rimasto a godersi le proprie spiagge e le proprie località d’arte, seguiti a distanza dai siciliani che sono rimasti nell’isola nel 55% dei casi, mentre il 45% è partito prediligendo quale meta ideale un’altra isola: la Sardegna (rispetto alla Calabria preferita nel 2007).

Per prenotarsi la propria vacanza estiva quest’anno gli italiani si sono rivolti in maggioranza alle agenzie di viaggi. Il 23% dei vacanzieri si è avvalso di un ‘fidato’ agente di viaggio per farsi organizzare dal semplice trasferimento nella località prescelta, al pacchetto tutto incluso. A breve distanza, tuttavia, si colloca l’utilizzo del web: con un indice del 23% dimostra di essere uno strumento sempre più utilizzato per definire una qualsiasi vacanza. Sempre a breve distanza, con il 20% dei casi, c’é la telefonata diretta al gestore di una struttura ricettiva (albergo, residence, agriturismo, campeggio). Il 16% si è affidato al consiglio ed all’interessamento di parenti o amici, disimpegnandosi dall’onere dei preparativi. Ed il restante 18% non ha neppure speso una telefonata in quanto si è recato o in casa di proprietà o in quella di parenti e amici. “L’86% degli spagnoli e l’83% dei francesi, contro il 75% degli italiani, scelgono il proprio Paese per trascorrere un periodo di vacanze”, ricorda il presidente di Federalberghi e di Confturismo-Confcommercio, Bernabò Bocca.
”Non dobbiamo infatti dimenticare” prosegue Bocca “come di tutti i pernottamenti che l’Italia annualmente registra, quasi il 60% siano fatti segnare da connazionali, tanto che noi riteniamo giusto ed importante per l’economia del Paese che tale percentuale cresca. E per farlo occorre investire sull’immagine nazionale, realizzando iniziative promo-pubblicitarie che informino gli italiani sulle numerosissime località di svago o vacanza, di arte o archeologia, di tradizione etnica o eno-gastronomica, di montagna o collina, di terme o laghi e quant’altro ancora alla scoperta di un Paese che se conosciuto a fondo non potrà mai finire di stupire ed assecondare le esigenze di chiunque”. “Ecco perché occorre che l’Enit-Agenzia del Turismo” conclude “promuova l’Italia anche agli italiani, alla scoperta delle infinite bellezze che costellano la nostra Penisola”.

LEGGI ANCHE: Al mare o in montagna: è l’estate del non si può

Sulla strada delle vacanze: dove i cantieri non vanno mai in ferie

Un cantiere sull'Autostrada

di Antonio Rossitto

Ormai lo chiamano mestamente “il chilometro 131″. Era il 1975: a Roma Benigno Zaccagnini veniva eletto segretario della Dc, a Londra nascevano i Sex Pistols e in Basilicata il Monte Sirino franava sulla Salerno-Reggio Calabria. La bretella provvisoria a doppia esse sta ancora lì, unico tratto dell’autostrada rimasto a una corsia.

Ma c’è ancora speranza. I lavori per risolvere l’inghippo sono partiti da qualche mese: 33 anni dopo. Nel mentre, al chilometro 131 si è visto di tutto: incidenti mortali, automobili ferme per giorni, lavori interminabili. Quanto è successo ai piedi del Sirino è l’esemplificazione di come possano diventare sciagurati i cantieri stradali in Italia. Appalti eterni, varianti fatte e rifatte, gallerie che si sbriciolano come biscotti. Così, da Nord a Sud, i disagi crescono: anno dopo anno, estate dopo estate. Per verificare, basta mettersi in macchina. E armarsi di pazienza.
Il viaggio parte da Milano, destinazione le spiagge liguri. L’intoppo arriva prima dell’uscita per Casei Gerola. Le corsie diventano due: a lato, da anni, si sta costruendo la terza. Venerdì sera, per attraversare questi 20 chilometri, ci vuole anche più di un’ora. Gli automobilisti si ritrovano in fila, imprecanti e iperagitati. Si voltano a destra, poi a sinistra: ruspe abbandonate, nessun operaio nei paraggi.
Una veduta diventata ormai abituale. Così come la domanda conseguente: perché in Italia servono tempi biblici per finire una corsia, perdipiù in pianura e in una zona poco abitata?

Sull’A7 (1) i lavori dovevano cominciare nel 2000. Sono partiti, invece, il 6 giugno del 2005. Il colossale ritardo si giustifica con il continuo ricambio dei vertici della Milano-Serravalle: ossequio ai furibondi scontri tra gli azionisti pubblici e il costruttore Marcellino Gavio. Sulla stessa autostrada, andando però verso il capoluogo lombardo, c’è il perenne inciampo di Bolzaneto: la galleria Montegalletto. Negli ultimi tre anni è rimasta chiusa a singhiozzo, prevalentemente di notte, causando disagi inenarrabili. Ora i lavori di consolidamento sono finiti. Ma partiranno quelli per aumentare l’altezza del tunnel. Un’odissea.
La stessa che sono costretti a patire gli automobilisti sull’Autosole (2). I guai cominciano dopo Bologna. Da Casalecchio a Sasso Marconi si prepara la terza corsia. Se ne parla da tempo immemore. Nel 1999 sembrava cosa fatta. Invece, approvato il progetto definitivo, è cominciato il calvario: 20 mesi per il parere del ministero dei Beni culturali, 11 per quello dell’Ambiente, 7 per il nuovo disegno, quasi tre anni per l’accordo tra Autostrade per l’Italia ed enti locali. Conclusione: i lavori sono partiti solo a maggio del 2006. “Purtroppo da noi le grandi opere hanno tempi lunghissimi” si giustifica Gennarino Tozzi, direttore dello Sviluppo rete per la società Autostrade. “I capricci di un comune minuscolo possono bloccare tutto per anni. E poi l’iter autorizzativo: estenuante…”. Simone Gamberini, sindaco di Casalecchio di Reno, obietta: “Per evitare lungaggini bastava prevedere le barriere antirumore fin dall’inizio”.
In Maremma ci si gingilla, invece, da vent’anni sulla Siena-Grosseto (3): la superstrada che dal Chianti porta, per dirne una, a Capalbio. Una vecchia strada a due corsie fu completata negli anni Settanta. Un percorso bizzarro. “Inizialmente si pensava a un tracciato lineare” racconta Sergio Bovicelli, assessore ai Trasporti della Provincia di Grosseto. “Poi il parroco di Civitella Marittima, stretto amico di Amintore Fanfani, ottenne che la superstrada passasse dal suo paesino. Servirono nuovi viadotti e gallerie e, ovviamente, un sacco di soldi in più”.
Poco tempo dopo l’inaugurazione ci si rese però conto che era già inadeguata: servivano due corsie per senso di marcia. I progettisti si rimisero all’opera. E gli anni passarono. “Solo che qui non ci sono stati ostacoli né da parte degli enti locali né dei privati” dice Bovicelli, un omone con baffi da zapatista e l’effigie di Che Guevara sul cellulare. L’Anas sostiene che, se lo Stato avesse elargito a dovere, la superstrada sarebbe finita da un pezzo. Sarà pure così, ma anche i lavori appaltati non è che procedano speditamente. Su 60 chilometri, ne restano da fare la metà. Per i primi 11 ci sono voluti quattro anni. A Roselle, nel 2004, venne trovata una villa romana. La sovrintendenza obbligò l’impresa a costruire un cavalcavia per tutelare il “bene prezioso”. Costò 10 milioni di euro. Utilità? Dubbia. “Più che una villa romana è un rudere di nessun pregio” schernisce Bovicelli.
Per i secondi 9 chilometri della superstrada sono serviti invece cinque anni: lo svincolo di Paganico costruito accanto a un fiumiciattolo. Al primo diluvio finì a catafascio: nuove planimetrie e altri soldi.

I cantieri al nord

Quanto però a lire ed euro volatilizzati il primato indiscusso è della Salerno-Reggio Calabria (4), i 443 chilometri più sventurati d’Italia. Salvo imprevisti, alla fine, costerà 9 miliardi di euro. La ristrutturazione è cominciata nel 1998. Per conoscere la data in cui terminerà non basterebbero le sibille cumane al completo, che pure qui intorno, vicino al Lago d’Averno, si trovavano per oracolare. L’Anas però giura e spergiura che l’incubo avrà fine nel 2012. Intanto, anche quest’estate, i disagi saranno enormi: 62,5 chilometri a unica corsia, il doppio dell’anno scorso, sono la metafora di un Paese in cui rammodernare un’autostrada può diventare disperante.
C’è dunque il famigerato chilometro 131. Il vecchio percorso è diventato uno sgangherato slargo pendente a sinistra in cui stazionano i controllori dell’Anas. Arrivano su una Panda bianca nel tardo pomeriggio. Uno è pelato e fuma il sigaro. L’altro è tarchiato, con i capelli grigi: “La domenica pomeriggio qua è una tragedia” racconta. Snocciola l’elenco degli incidenti mortali: l’impiegato del ministero, la famiglia siciliana, la coppietta in vacanza. Dopo la frana del 1975, l’Anas ha fatto e rifatto almeno tre progetti per questo tratto, lungo 800 metri. Il penultimo nel 2001. “I lavori sono cominciati nel 2004″ spiega Antonio Filardi, sindaco di Nemoli. “Ma si sono fermati poco dopo. Il tracciato era sbagliato: il rischio idrogeologico restava”. Ricapitolando: il tratto era stato costruito nuovamente sulla stessa frana. Ora i lavori sono ripartiti, su un altro progetto ovviamente, lo scorso marzo. “Ci vorranno almeno 4 anni” ammette Filardi. “Ma sembra un miracolo vedere operai per qualche mese di seguito”. Visione non proprio frequente sulla Salerno-Reggio Calabria. Non si ha l’impressione che i lavori fervano. Tra Tarsia e Altomonte, per esempio, si viaggia a corsia unica per più di 10 chilometri. A lato il cantiere è deserto.
Di certo, non è facile rifare le strade in Calabria. La commissione parlamentare Antimafia ha ricostruito tutte le infiltrazioni della ’ndrangheta negli appalti. Ne è venuta fuori la mappa della spartizione: una rigida suddivisione, cosca per cosca, di come la criminalità controlla ogni centimetro d’asfalto.
Così va anche dall’altra parte della costa. La 106 Ionica (6) è l’angusta strada statale che arriva a Taranto: 491 chilometri, di cui appena 65 rifatti. Molti cantieri sono fermi. Partendo dal capoluogo reggino, a una sessantina di chilometri una brusca deviazione segnala i lavori per la variante di Palizzi (6). È lunga 5 chilometri. Quattro gallerie sono scavate. Ma della prima ormai resta poco. È crollata lo scorso dicembre: ci sono mucchi di sabbia e pietre sotto il tunnel, una fioca luce appesa in alto, tubi di gomma, arnesi arrugginiti.
Le indagini della procura reggina hanno chiarito le cause del cedimento. Il cemento era pessimo: acqua e sabbia in abbondanza, ma pochissimo calcestruzzo. Per i magistrati i lavori erano diretti dalla ’ndrangheta, tramite due società. Entrambe, secondo le indagini, dipendevano dalla cosca di Africo Nuovo, capeggiata da Giuseppe Morabito, “’u tiradrittu”, in carcere da 20 anni. Il cantiere è sotto sequestro, sorvegliato da due carabinieri. “Bisogna ripartire al più presto. Non deve finire come a Bova Marina, dove per qualche chilometro ci hanno messo 20 anni” dice Giovanni Nocera, sindaco di Palizzi, mentre da una collina indica avvilito pilastri che sorreggono aria e gallerie che sbucano sul niente.
A 70 chilometri e due ore di viaggio da Palizzi c’è Roccella Ionica, sovrastata da un bel castello medioevale. La 106 taglia in due il paese. In estate ci vuole anche un’ora per fare qualche chilometro. Pure qui l’Anas stava realizzando una variante lunga più di 8 chilometri. Un’altra saga dai contorni epici. I lavori cominciano nel 1985. Dieci anni dopo, una frana fa cedere una galleria. Comincia uno scaricabarile tra l’Anas e l’impresa durato un decennio. Nel 2006 si ricomincia. Ma dopo alcuni attentati, la magistratura sequestra tutto. Il sindaco Sisinio Zito, ex sottosegretario socialista in epoca craxiana, spiega: “I mafiosi fanno intendere: o le cose si fanno alle nostre condizioni o niente. E tutto si blocca. Una sconfitta inaccettabile per lo Stato. La magistratura si deve muovere. E l’Anas trovare nuove soluzioni”.
Un immobilismo che, passato lo stretto, i siciliani conoscono alla perfezione. Per vedere completata la Palermo-Messina ci sono voluti quarant’anni. Ma c’è poco da festeggiare. Prima dello svincolo di Castelbuono (7), una deviazione aggira la galleria Langenia. Il passaggio, lungo un chilometro, è sbarrato dal 26 aprile 2006, giorno in cui un autocarro ha preso fuoco. “I danni sono stati ridicoli, ma è già chiusa da oltre due anni” dice Mario Cicero, sindaco di Castelbuono. “I lavori non sono mai cominciati. In compenso però tre operai sono rimasti per mesi davanti all’ingresso della galleria tutto il giorno”. Il tunnel è abbandonato.

Qualche decina di chilometri più avanti, tra Milazzo e Rometta, da sette anni sono inservibili due gallerie. Due agenti della stradale stazionano nei dintorni: usano lo spazio sgombro per piazzarci l’autovelox. “Mai visto un operaio” dice il più vecchio, un cinquantenne barbuto e laconico.
Non va meglio in Val di Noto, terra di palazzi color oro e spiagge bianche. I lavori dell’autostrada Siracusa-Gela (8) sono iniziati quarant’anni fa. Ma sono stati completati appena una trentina di chilometri. E solo fino a Noto. La continuazione per Rosolini (8) è pronta dal 2006. Eviterebbe file di turisti indemoniati. Manca però l’illuminazione e la segnaletica che, nel mentre, si è scolorita. L’autostrada è gestita dal Consorzio per le autostrade siciliano (Cas), rimasto commissariato per sette anni, fino al 2007. Il nuovo consiglio d’amministrazione, ovviamente, annuncia incisività e solerzia. Il tratto però è stato sequestrato dalla magistratura: dopo tutta l’attesa, c’erano avvallamenti, fenditure e cedimenti sull’asfalto. Ora i lavori sono ripresi sotto la guida dei periti della procura. Finiranno a settembre, assicura il Cas. Allora le cose miglioreranno. Fino a un certo punto, però. Il progetto non ha mai contemplato di raggiungere il lembo più a sud d’Italia. “Fu una barzelletta” ricorda Fernando Cammisuli, sindaco di Portopalo e fresco membro del cda del Cas. “Nel 2000 l’Anas, durante i lavori, si rese conto di aver dimenticato lo svincolo per Pachino”.

In Italia però un rimedio si trova sempre. E la Sicilia, quanto a varianti in corso d’opera, non è mai stata seconda a nessuno. Alla provinciale per Pachino si arriverà dunque con una bretella. Costerà 21,4 milioni di euro. Una sbadataggine, ci mancherebbe. Ma piuttosto cara.
I cantieri al sud

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 
FacebookTwitter
MobileFeed rss
FacebookTwitter

Il video del direttore, di Giorgio Mulè
L'arcitaliano, di Giuliano Ferrara
Cane sciolto, di Vittorio Feltri
L'editoriale, di Giorgio Mulè
L'europeo, di Sergio Romano
Fatti & credenze, di Luca Ricolfi
Fuori Porta, di Bruno Vespa

  • Aspettando Sanremo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Meteo
  • Le uscite al cinema
    • Viaggio nell'antico Egitto
    • Applicazioni Mondadori
    • Immobiliare.it
      Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

      Provincia
      Tipologia
    • R101
  • Promozione

  • Abbonati subito a Panorama!