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Valentino-Rossi
(Credits: Ansa)
Si chiude il 2008 ed è tempo di bilanci anche per il mondo sportivo: chi è il personaggio dell’anno in questa categoria? Secondo la classifica contenuta in “Top Star 2008″ di Ipsos e StageUp Sport & Leisure Business, Gianluigi Buffon è il miglior atleta italiano come potenzialità di comunicazione. L’estremo difensore azzurro rappresenta il testimonial ideale dell’anno grazie soprattutto alla sua simpatia: l’89,1 per cento degli italiani lo ritiene molto simpatico. Dietro di lui si piazza il compagno di squadra Alessandro Del Piero, secondo assoluto in particolare per la sua elevata notorietà (lo conosce il 96 per cento degli italiani, secondo soltanto a Francesco Totti) e la sua simpatia. Sul gradino più basso del podio Valentino Rossi: il centauro di Tavullia è dotato di un’ottima notorietà (95,3 per cento) e di una elevata bravura (considerata tale dal 90,3 per cento degli italiani). Il leader in notorietà , Francesco Totti, deve “accontentarsi” della quarta piazza assoluta nella speciale classifica a causa di una minor considerazione fra gli atleti più simpatici e più bravi.
Tra le donne, invece, va a Francesca Pellegrini la prima posizione assoluta. La nuotatrice veneta, conosciuta dal 67,2 per cento degli italiani e particolarmente apprezzata per la sua bravura, è fra le poche in grado di ricavare in un anno, grazie alla propria immagine, quanto un giocatore di calcio di buon livello in serie A. Alle sue spalle si piazza Carolina Kostner, nota al 58,2 per cento degli italiani. Al terzo posto, Valentina Vezzali: la campionessa olimpica di fioretto è conosciuta dal 56 per cento di connazionali ed è ritenuta brava dall’89,1 per cento. Tra le atlete più simpatiche troviamo Josefa Idem, Giulia Quintavalle e Denise Karbon, ancora note prevalentemente presso un pubblico di nicchia.
Al di là delle classifiche, lo sport italiano presenta due cartoline da tramandare al 2009: Valentino Rossi e Valentina Vezzali. Dopo un paio di annatacce condite dai guai con il fisco italiano, il centauro pesarese è tornato a divertirsi e a divertire. L’ottavo titolo mondiale, il sesto nella classe regina, è giunto al termine di una stagione dominata in lungo e in largo: 373 punti conquistati, con nove vittorie, cinque secondi posti e due terzi. Insomma, non ce n’è stato davvero per nessuno. Restiamo nelle Marche per celebrare la fiorettista italiana. A Pechino ha conquistato il terzo oro consecutivo nel fioretto individuale, battendo 12-3 Margherita Granbassi in semifinale e 6-5 la sud coreana Hyunhee Nam in finale. Vincere alle Olimpiadi è speciale, confermarsi è straordinario, calare il tris è qualcosa di leggendario. E Londra 2012 per l’atleta di Jesi non è poi così lontana. Una citazione particolare va ad Alessandro Ballan, campione mondiale di ciclismo su strada a Varese, atleta pulito che si è distinto in un altro anno difficile per i ciclisti italiani (anno che segnerà quasi sicuramente il ritiro dalle corse di Paolo Bettini, il corridore italiano più decorato e apprezzato negli ultimi dieci anni). E come non ricordare Flavia Pennetta, brava e bella tennista di Brindisi, che ha vinto tre tornei nel circuito Wta e ha chiuso la stagione al tredicesimo posto nella classifica mondiale, in attesa di un 2009 ancora più ricco di soddisfazioni che porti, mgari, la scalata alle prime cinque posizioni al mondo.
Dall’Italia al mondo, un poker d’assi. Usain Bolt, Michael Phelps, Lewis Hamilton e Cristiano Ronaldo. I primi due hanno riscritto la storia. Il giamaicano ha dato all’uomo una nuova dimensione della velocità , inventando record che sembravano riservati a generazioni ancora remote: 9″69 sui 100, 19″30 sui 200, 37″10 nella staffetta 4 per 100. Mai uno sprinter era apparso tanto superiore alla concorrenza in una grande manifestazione. In stagione ha corso dieci volte i 100 metri in meno di 10 secondi e sei volte i 200 m sotto i 20. E sembra avere ancora margini di miglioramento. Il nuotatore australiano ha vinto la sua personalissima scommessa contro la memoria di Mark Spitz che, nel 1972 a Monaco, aveva collezionato sette medaglie d’oro. Ai Giochi di Pechino si è messo al collo otto medaglie d’oro (100 e 200 farfalla, 200 stile libero, 200 e 400 misti, 4×100 e 4×200 stile e 4×100 mista) con sette primati mondiali e un record olimpico. Sommando i sei successi di Atene 2004, Phelps ha portato a quattordici le medaglie d’oro conquistate alle Olimpiadi, altro record. Le sue imprese sono state un evento nell’evento.
Lewis Hamilton ha fatto meno punti della stagione 2007, quella del suo debutto in formula Uno, ma si è portato a casa il titolo mondiale ed è diventato il più giovane iridato della storia. Nell’ultimo Gran Premio, in Brasile, ha saputo gestire la situazione quando le cose sembravano mettersi male, concedendosi il colpo di coda del sorpasso a Timo Glock che ha fatto passare l’iride dalle mani di Felipe Massa alle sue. Anno d’oro per Cristiano Ronaldo: l’attaccante ventiduenne del Manchester United ha vinto il campionato inglese, la Champions league e il mondiale per club. I successi con la squadra gli sono valsi il pallone d’oro e il riconoscimento di miglior giocatore europeo dal quotidiano uruguaiano “El Pais”, precedendo Messi del Barcellona.
Infine due citazioni particolari: la Spagna e i Boston Celtics. Se il 2007 era stato eccellente, il 2008 per la nazionale iberica è stato grandioso. Nel ciclismo si sono presi tutto: Giro d’Italia e Vuelta con Alberto Contador, il Tour de France con Carlos Sastre, l’oro olimpico nella prova in linea con Samuel Sanchez. La nazionale di basket ha onorevolmente ceduto alla corazzata statunitense nella finale olimpica, quella di calcio ha trionfato agli Europei, Rafael Nadal si è issato al vertice del tennis mondiale scalzando Roger Federer e battendolo pure nella finale di Wimbledon. E non importa che Rafa non abbia giocato la finale di Coppa Davis, perché i suoi compagni si sono andati a prendere l’insalatiera in casa dell’Argentina. A ventidue anni di distanza dal trionfo della squadra in cui brillava Larry Bird, il titolo della Nba di basket è tornato a Boston. I nuovi eroi si chiamano Paul Pierce, Ray Allen, Kevin Garnett, tutti guidati magistralmente da Doc Rivers. I Celtics hanno chiuso al primo posto la stagione regolare con 66 vittorie e 16 sconfitte e nei playoff hanno battuto nell’ordine Atlanta Hawks (4-3), Cleveland Cavaliers (4-3), Detroit Pistons (4-2, finale della Eastern conference) e Los Angeles Lakers (4-2, finale).

Sinfonia azzurra sulle due ruote. Valentino Rossi e Alessandro Ballan sono due personaggi molto diversi tra loro, ma hanno un unico obiettivo: arrivare primi al traguardo. Campioni del mondo per grinta, carattere, forza ed efficacia. Il primo, il centauro pesarese, si riprende quello che gli era sfuggito negli ultimi due anni, il titolo mondiale in Moto Gp, la classe regina dei motori a due ruote. Il secondo, buon corridore, brillante nelle corse di un giorno, scatta al momento giusto e arriva da solo sul traguardo di Varese. Un’apoteosi tutta italiana, che fa dimenticare il disastro delle Ferrari a Singapore. Ma andiamo per ordine.
VALE: “È IL TITOLO PIÙ BELLO”. Sono le sette della mattina in Italia quando sulla pista di Motegi, in Giappone, scatta il Moto Gp. Tutti attendono Rossi, quarto nelle prove, e invece Pedrosa è primo davanti a Stoner. Valentino è quinto, poi quarto e dopo, appena tre giri, è già terzo. Basterebbe questa posizione per vincere il mondiale. Ma “The Doctor” non si accontenta e prima sorpassa Pedrosa, poi, in una staccata molto pulita e spettacolare, lascia al palo Stoner, il suo rivale di sempre. È l’inizio del trionfo: Valentino arriva al traguardo impennando sulla sua Yamaha. Stoner è staccato in classifica di 92 punti, troppi a tre gare dal termine (ogni vittoria assegna 25 punti). Dopo l’arrivo è cominciato lo show. Prima la maglietta “Scusate il ritardo”, dopo due anni in cui tra sconfitte in pista e fuori (vicenda fiscale inclusa) è sicuramente cambiato e cresciuto. Poi il tavolino a bordo pista preparato dal fan club: un finto notaio, sedicente Ottavio Ottaviani (nome che dice tutto) certifica la firma di Valentino sul casco bianconero celebrativo del titolo. “Quello del 2004 e questo di oggi sono i titoli più belli che ho vinto. Mi mancava la sensazione di essere di nuovo campione del mondo”. Il tutto con una moto competitiva, gomme che vanno bene e un team che aveva più voglia di vincere di me”.
BALLAN, SCATTO MONDIALE Tutti si aspettavano Paolo Bettini, campione del mondo in carica da due stagioni, ma alla fine spunta Alessandro Ballan, uno spilungone di Castelfranco Veneto che fino adesso in carriera aveva vinto poco o nulla. Che stacca tutti a meno di quattro chilometri dalla fine e vince per distacco il mondiale di ciclismo a Varese davanti ad un altro italiano, Damiano Cunego. Quarto Rebellin, a sfiorare un podio tutto italiano che avrebbe completato una giornata memorabile per i nostri colori. Bettini, che forse ha speso troppe energie troppo presto, è rimasto attardato all’ultimo giro insieme a Freire e Valverde. Il “grillo” ha tagliato il traguardo esultando per il successo di Ballan. “È stato un Mondiale difficile, ero molto teso. Ma sono orgoglioso di aver chiuso la mia carriera con una squadra straordinaria. Complimenti a Ballan, uno che magari ha poche vittorie ma tutte buonissime”.
DISATRO FERRARI NELLA NOTTE DI SINGAPORE. La scuderia italiana esce con le ossa rotte dall’inedito Gp di Singapore, disputato in notturna, con 30 gradi di temperatura e quasi l’80 per cento di umidità dentro le monoposto. Dopo una partenza perfetta, con Massa che teneva il primo posto davanti a Hamilton e Raikkonen subito dietro al pilota della Mc Laren, all’improvviso l’irreparabile. Massa al rifornimento parte trascinandosi dietro il bocchettone della benzina: deve fermarsi in attesa che gli impacciati meccanici lo raggiungano alla fine dei box e riescano a togliergli il bocchettone. Perderà oltre un minuto. Poi verrà anche penalizzato per aver intralciato il passaggio di un altro pilota. Raikkonen va a sbattere contro un muro quando era quinto. Alla fine vince Fernando Alonso, dopo un anno di digiuno. Hamilton chiude terzo e ringrazia ancora una volta le disgrazie Ferrari. Ora è a a +7 da Massa e la McLaren sorpassa nella classifica costruttori.
DERBY AL MILAN, LAZIO IN TESTA E il calcio? Regala emozioni fino a tarda sera con il Milan che nel posticipo della quinta giornata batte l’Inter con un gol di Ronaldinho e costringe alla prima sconfitta Mourinho che questa volta deve presentarsi per forza e prendersi tutte le responsabilità di una sconfitta meritata. La contemporanea vittoria della Lazio a Torino per 3 a 1 (doppietta di Zarate, sempre più leader di questa squadra) permette ai biancocelesti di balzare in testa alla classifica, seguiti da Napoli che espugna Bologna e si candida a essere la squadra rivelazione del campionato. Bene Udinese, Fiorentina (contro il Genoa decide il solito Gilardino) e la Roma che torna al successo contro l’Atalanta. Reggina e Cagliari chiudono la classifica: sullo stretto e nell’isola le panchine traballano.

Il direttore generale dell’Agenzia delle entrate Massimo Romano e Valentino Rossi
Da evasore fiscale sbattuto in prima pagina a sponsor dell’Agenzia delle entrate. Valentino Rossi pagherà i suoi debiti col Fisco, in tutto 35 milioni di euro, e riacquista la faccia. Non solo, viene persino additato come esempio per gli altri vip allergici alle tasse. Il campione di motociclismo verserà all’erario circa 19 milioni di euro per gli anni 2001-2004. A questi si aggiungerà una somma per il biennio 2005-’06 in via di definizione. L’importo complessivo del periodo 2001-2006 sarà di circa 35 milioni.
Valentino Rossi si è detto “molto contento di come si è risolta questa difficile vicenda, perché penso che sarò più sereno e di conseguenza più concentrato sul mio lavoro. Per una serie di ragioni avevo già deciso di tornare a vivere in Italia. Londra è una città molto interessante, ma passare più tempo con la mia famiglia e i miei amici stava diventando un bisogno sempre più grande. Sono contento di come si sta risolvendo il tutto. Abbiamo trovato l’accordo perché sia io sia l’Agenzia avevamo lo stesso obiettivo, il mio ritorno in Italia”, ha concluso il campione.
Il direttore generale nazionale dell’Agenzia delle Entrate Massimo Romano ha commentato: “Rossi si è comportato con grande linearità e grande correttezza in questa vicenda. E ovviamente gli auguriamo ancora grandi successi, seppure con un po’ di interesse ‘fiscale’, perché i suoi successi porteranno altri soldini all’Italia, che ne ha bisogno”.
Valentino ha anche risposto a chi accennava allo sconto ottenuto dal Fisco per risolvere la sua situazione. “Io non parlerei di sconti”, ha detto, “perché la cifra iniziale era quasi una provocazione per iniziare a trattare. Poi con i miei consulenti siamo arrivati a definire quello che era giusto dovessi pagare”. E alla richiesta di un commento sui i lavoratori dipendenti obbligati a pagare fino all’ultimo centesimo, Rossi ha risposto: “le tasse sono… così”. “La volontà affermata da Rossi di rispettare le regole fiscali dovrà rappresentare uno stimolo e un esempio per i tanti personaggi noti e meno noti che, spesso fuorviati da cattivi consiglieri, hanno portato la residenza fuori dall’Italia per motivi fiscali”, ha aggiunto Romano.

La protesta dei dipendenti dell’Agenzia delle entrate
Quello di Valentino Rossi è il maggior accertamento con adesione relativo a persone fisiche concluso dall’Agenzia delle Entrate. Per l’anno 2007 il campione presenterà le dichiarazioni fiscali come contribuente italiano a tutti gli effetti. Durante la conferenza stampa di questa mattina a Pesaro una decina di sindacalisti dipendenti dell’Agenzia delle Entrate hanno inscenato una protesta contro il mancato rinnovo del contratto da più di due anni. Mentre dopo il fortissimo sconto concesso a Valentino, che verserà 35 milioni invece di 112, il Codacons ha annunciato che costituirà il “Comitato dei Signor Rossi”, che chiederà al Fisco italiano un’analoga riduzione sulle tasse. Tutti i cittadini che portano lo stesso cognome del campione pretenderanno uno sconto del 70 per cento.
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Il monologo in tv di Vale Rossi sulle tasse fa discutere. Anzi, non è proprio piaciuto al viceministro dell’Economia Vincenzo Visco: “Il problema è delle televisioni. L’uso che si è fatto di quella cassetta in tv pone problemi seri”. E ha aggiunto: “Da un lato c’è lo Stato dall’altro il contribuente. E ora non mi pare giusto che se il contribuente è un cittadino importante debba occupare la scena mediatica da solo. Questo è un problema”. Nel merito non vuole replicare al campione di motociclismo: “In Italia c’è un sistema garantista e a nessuno è vietato difendersi. Vedremo, se lui dimostrerà di essere residente in Inghilterra non ha molto da temere”.
Il campione marchigiano dopo giorni di silenzio, si è sfogato in tv, presentandosi nelle cade degli italiani dagli schermi dei telegiornali serali, il giorno prima di Ferragosto, con queste parole (qui il video del TG5): “Sono stato crocifisso e condannato ancora prima delle necessarie verifiche, come spesso accade. Da sette anni ho la mia residenza a Londra. Londra, non Paperopoli o un paradiso fiscale su qualche isoletta”.
Ma per dichiarare la propria innocenza, il Dottore non ha concesso interviste. Ha preferito consegnare all’inviato a Londra della Rai, che si aspettava di incontrarlo presso la società che ne cura l’immagine, una videocassetta con un filmato. Poco meno di due minuti, senza contraddittorio, durante i quali il Dottore ribadisce - come si suol dire - la sua estraneità ai fatti contestatigli dagli agenti tributari italiani. Dice di avere “la coscienza pulita, questa storia si chiarirà al più presto”. E poi spiega: “I professionisti che mi fanno la denuncia dei redditi mi hanno assicurato, come ho sempre chiesto, di rispettare le regole e questo hanno fatto”.
Valentino appare in collegamento da Londra per spiegare le ragioni della sua residenza nel Regno Unito. “Da sette anni ho la mia residenza a Londra, in questa bella casa. Londra, non Paperopoli o un paradiso fiscale su qualche isoletta. L’ho scelta perchè mi piace e per le esigenze del mio mestiere”. Dice di essere stato strumentalizzato, “probabilmente perché il fisco italiano non è d’accordo con quello di altri paesi, come l’Inghilterra. Però la soluzione devono trovarla fra loro, senza prendersela con me”.
Poi torna all’attacco. “Mi hanno sbattuto come un mostro in prima pagina - dice Valentino - Prima con la storia completamente inventata con la Canalis, una persona che conosco appena. Poi, con un fascicolone pieno di numeri e numerini che è stato consegnato quasi prima alla stampa che a me”.
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Se vi sembra che lo Stato sia tenero con gli evasori, guardate il VIDEO servizio
per capire quanto è pesante la batosta che ha preso Valentino Rossi, denunciato per non aver dichiarato al Fisco 60 milioni di euro:
LEGGI ANCHE:Valentino e il club degli emigranti di lusso che non sanno a chi pagare le tasse

Cos’hanno in comune Valentino Rossi e Pavarotti, Alberto Tomba e Ambra Angiolini? Un fan piuttosto speciale che ha deciso di seguirli passo passo: il fisco.
L’Agenzia delle entrate ha contestato al campione di motociclismo Valentino Rossi un imponibile evaso per 60 milioni di euro nel periodo 2000-2004. Un accertamento disposto dopo che The doctor ha trasferito la residenza in Gran Bretagna. A Tavullia, suo paese di origine nel pesarese, l’hanno tutto sommato presa bene visto che Valentino continua a farsi vedere spesso. Ma ci sono rimasti male alla direzione regionale delle Marche dell’Agenzia delle entrate che è andata a spulciare sulle sue denunce dei redditi, in Italia e all’estero.
Secondo la notizia riportata dall’Adn Kronos, Rossi ha approfittato della normativa inglese basata sul “resident but not domicilied”: ovvero risiedo qui ma vivo altrove, perciò pago al fisco di Sua Maestà solo i redditi prodotti nel suo paese. Viceversa all’Italia Valentino avrebbe versato solo le tasse sugli immobili a lui intestati. Mancano all’appello i più ingenti guadagni derivanti dal contratto con la Yamaha e dalle sponsorizzazioni.

I vip transnazionali con il braccino corto nei confronti dello Stato sono un fenomeno già salito alla ribalta delle cronache. Quello di maggior peso è senza dubbio Big Luciano Pavarotti: il tenore, dopo un lungo contenzioso con il fisco pieno di colpi di scena (inclusa qualche soffiata della ex moglie Adua) ha versato al ministero delle Finanze un obolo da 25 miliardi delle vecchie lire. Il campione di sci Alberto Tomba ha vinto invece due ori olimpici e il contenzioso in Tribunale, ma per mettere ordine tra le varie società che aveva creato in diversi paradisi fiscali per far confluire i suoi guadagni, ha dovuto versare 10 miliardi di lire.

Era ancora una ragazzina Ambra Angiolini nel 1998 quando si abbattè su di lei un’indagine delle Fiamme Gialle per una presunta evasione fiscale da un miliardo. Due anni dopo fu il turno di Andrea Bocelli che aveva scelto di risiedere nel Principato di Monaco e per questo era finito al centro del monitoraggio dei finanzieri sugli “emigranti di lusso”.
Valentino Rossi, comunque, ha un collega a cui chiedere consiglio: Loris Capirossi nel 2005 è stato condannato per evasione fiscale: il fisco sosteneva che avesse evaso 8 milioni di euro. Chissà stavolta tra i due motociclisti chi batte il record.

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Al di là della definizione: “Codice etico” (poco giovanile e di scarso appeal), governo e associazioni di categoria (imprenditori dell’intrattenimento, pubblici esercizi, barman) hanno finalmente promosso una serie di norme per fermare le stragi del sabato sera.
Gli impegni contenuti nel Codice etico di autoregolazione per la sicurezza stradale prevedono: la promozione di misure di autoregolamentazione per la vendita di superalcolici, impegno a somministrare esclusivamente bevande analcoliche ai ragazzi che si apprestano a mettersi al volante (indicati tramite un braccialetto al polso, o un timbro sulla mano), sostegno all’uso di alcol-test all’uscita di pub e discoteche, stop al consumo di bevande alcoliche con la promozione in offerte sottocosto o a un prezzo inferiore a quello delle bevande analcoliche e l’identificazione del “guidatore designato” (”designated driver”, lo chiamano gli inglesi) , ossia colui che, in un gruppo, si impegna a non bere, per mettersi al volante da sobrio.
Il Codice fa parte di un’iniziativa più ampia per contrastare e ridurre il numero degli incidenti stradali, che provocano ogni anno 5mila vittime, 20mila disabili gravi e 330mila feriti. “Noi non imponiamo ai giovani di non divertirsi, di andare all’oratorio e di non bere un bicchiere di vino” ha detto il ministro all’Interno Giuliano Amato.
“L’obiettivo” ha annunciato poi il ministro dello Sport e delle politiche giovanili Giovanna Melandri “è mettere un argine alle stragi del sabato sera con un campagna di responsabilizzazione”, che avrà come testimonial anche il campione di motociclismo Valentino Rossi. Uno che ha fatto della velocità la sua missione. Esercitata però solo in pista.