
«Bonasera siori e siore…». I reprobi chioggiotti si ritrovano in un’anonima pizzeria sul lungomare di Sottomarina, alle spalle della Laguna veneta. «Bonasera a tuti» esclama l’ennesimo convitato. «Bonasera a ti» risponde il gruppo di ormai ex leghisti. Cacciati, declassati, depennati: caduti sul campo della militanza uno dopo l’altro, come birilli, negli ultimi due mesi. Diciotto camicie verdi considerate fuori ordinanza: colpite per avere criticato i dirigenti veneti del partito. Le ultime sette lettere sono arrivate una settimana fa. Continua


Per il 2010 la Confartigianato aveva previsto una crescita dell’1,2 per cento del pil in Veneto. Una ripresa non travolgente, ma significativa, perché arrivava dopo il pesante meno 5 per cento del 2009 ed era confermata da una previsione di un’ulteriore crescita dell’1,3 per cento nel 2011. «Il peggio è alle spalle, solo la Lombardia dovrebbe fare meglio di noi» scriveva a giugno con cauto ottimismo il presidente della Confartigianato Veneto, Claudio Miotto.
Quel comunicato oggi è sprofondato, travolto come mezza regione dalle acque che tra il 31 ottobre e i primi di novembre hanno affogato il passato e, almeno a breve, il futuro di un popolo operoso ma sfortunato. Continua

Una casa alluvionata in Veneto
C’è un paese, in provincia di Verona, che fino a due giorni fa era conosciuto come il maggior produttore di uno dei vini bianchi italiani più apprezzati al mondo: il Soave. 800 ettari di vigneto in pianura, più altri 800 ettari in collina per il Soave Classico. Oggi, invece, Monteforte d’Alpone è famoso per essere stato il luogo più pesantemente colpito dalla alluvioni che hanno devastato il Veneto: 35 milioni di euro di danni. Continua

Case alluvionate in Veneto
Aiuti dello Stato per 300 milioni di euro,sospensione delle rate dei mutui, come già avvenuto a L’Aquila, 700 milioni di prestiti alle famiglie, erogati dalle banche. E la conferma che esiste «un fondo europeo per le calamità naturali, già entrato in funzione per L’Aquila e l’Abruzzo» che ammonta in totale a 498 milioni di euro, che dovrebbe servire come primo soccorso alle popolazioni colpite . Silvio Berlusconi, all’indomani delle polemiche sulla visita a Padova, cerca di spegnere le polemiche e annuncia una prima, importante, tranche di aiuti alle popolazioni colpite dall’alluvione che ha messo in ginocchio le province di Venezia, Vicenza e Padova. Continua


La protesta contro la visita del premier Silvio Berlusconi e il leader della Lega Umberto Bossi a Padova (ANSA/BOLZONI DAVIDE)
Piove, governo ladro. Che in Italia si addossi all’esecutivo in carica (sia esso di destra che di sinistra) le colpe dei mali che affliggono il Paese, e per assurdo anche della pioggia, ne abbiamo avuto conferma anche in questi giorni dell’alluvione in Veneto. Continua

Un gruppo di case alluvionate in provincia di Vicenza
“La situazione al momento si è stabilizzata, le persone sono tutte al sicuro. Tuttavia le difficoltà sono enormi ed è urgente ripristinare l’uso delle abitazioni e le attività delle aziende”. Il sindaco di Padova, Flavio Zanonato, centrosinistra, racconta a Panorama.it il dramma del dopo alluvione che ha colpito il Veneto nei giorni scorsi. Le previsioni per le prossime ore indicano al Nord-Est forte instabilità, anche se il peggio sembra passato. Continua

Trasporto degli sfollati con mezzi da cantiere nel piccolo centro di Cresole, nel territorio di Vicenza, allagato oggi 2 novembre 2010
È possibile disapplicare pro tempore gli studi di settore nel Veneto alluvionato dove i danni quantificati ammontano, secondo la regione, a circa un miliardo di euro? Lasciamo perdere, d’accordo, l’impraticabile provocazione di Luciano Vescovi e di Massimo Calearo, l’ex presidente degli industriali veneti e oggi senatore del gruppo misto, che hanno ipotizzato per disperazione uno sciopero fiscale dei cittadini e degli imprenditori del nordest. Ma la questione, nel giorno in cui Silvio Berlusconi, Umberto Bossi, Luca Zaia compiono un sopralluogo nelle aree più colpite dal maltempo, è proprio quella che oggi si è posto Michele Serra sulla consueta rubrica di Repubblica: «Hanno ragione i veneti: sono sott’acqua nell’indifferenza generale (anche dei media), quasi la loro alluvione fosse un problema locale e non italiano». Non un titolo di apertura sulle prime pagine dei giornali nazionali, fino a oggi.
Giovedì è il giorno della visita di Napolitano. Sono in molti ad augurarsi che l’arrivo nella zona alluvionata dei pezzi da novanta della politica romana, dal presidente del Consiglio al capo dello Stato, serva ad accendere i riflettori una zona del Paese – dalle province di Vicenza, Padova, Verona, Venezia – che esporta quanto tutta la Grecia e che produce ricchezza non solo per il Veneto, ma per tutto il Paese. E che oggi, dopo aver dato tanto, si ritrova per una volta a chiedere che lo Stato e le amministrazioni locali facciano di più, per l’emergenza e (in prospettiva) anche per la prevenzione.
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Fuga dalle case nel Veneto alluvionato
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Case alluvionate in Veneto
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L’alluvione che ha colpito il piccolo centro di Cresole, nel territorio di Vicenza, oggi 2 novembre 2010
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Trasporto degli sfollati con mezzi da cantiere nel piccolo centro di Cresole, nel territorio di Vicenza, allagato oggi 2 novembre 2010
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Il centro di Vicenza alluvionato
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Cresole, in provincia di Vicenza
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Una casa alluvionata in Veneto
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Un gruppo di case alluvionate in provincia di Vicenza

Luca Zaia e Giancarlo Galan
In primavera si sono scambiati le poltrone (Luca Zaia da Roma è tornato in Veneto a occupare lo scranno di governatore, Giancarlo Galan dal Veneto è sceso a Roma a presiedere il Ministero delle Politiche agricole). Ma i due non hanno mai smesso di scambiarsi colpi, fendenti e battute al vetriolo. L’ultimo (prevedibile) capitolo del derby veneto si è giocato sugli Ogm. Lunedì 9 agosto, una settantina di aderenti ai gruppi No Global del Friuli Venezia Giulia e del Veneto ha abbattuto un campo di mais di proprietà di Giorgio Fidenato, a Vivaro (Pordenone), che si presume geneticamente modificato. Un’azione che, dopo mesi di bagarre mediatica e nessuna decisione concreta da parte delle autorità, contrasta un’altra azione: la semina di Ogm vietata in Italia. Inevitabile che il blitz determinasse reazioni opposte da parte dei due maggiori attori politici della vicenda: proprio il ministro dell’agricoltura da una parte e il governatore del Veneto dall’altra. ”Azione squadristica da condannare in ogni senso”, ha commentato a caldo Galan, più possibilista verso gli Ogm. Di tutt’altro parere Zaia che, quando era al dicastero, ha fatto della lotta agli Ogm una bandiera sua e della Lega: ”Così è stata ripristinata la legalità”, ha dettato alle agenzie e poi, in serata, ha invitato a ”non confondere i fatti con i principi”. Continua